Visi ingenui
sorridono l'apparir
di nuovi sguardi
In essi
l'animo gentile
rispecchia
come il sole in acque chiare
Acque
senza intrugli
ne ristagni.
Acqua vera
Acqua
leggera e pura
Con mani conserte stai,
ad osservare un cielo lontano
intriso di sangue,
per paura di non capire
come il mondo sbiadisce
tra lame metallliche.
Con parole confusi parli,
di un tempo senza tempo,
di incudini di meteorite,
martellanti nel cervello assente.
Lucia... Lucia... mi senti?
Oltre il baratro, come giavellotto,
lanci il tuo corpo,
spoglio di un'anima senza confini.
Adesso baratt
Non vede.
Non sente.
Non parla.
Il suo pensiero vaga.
Buio ha nella mente,
di cose mai viste, né vissute,
indefinite.
Le piccole braccia tende.
Nel tatto cerca conoscenza
di tutto ciò che lo circonda.
La sua mano la madre prende,
ci si accarezza il viso.
L'angelo suo tra le braccia stringe.
Solo un sogno.
Il sogno di un sorriso.
ho ascoltato il vento del deserto
ho sopportato la pioggia che non arriva
ho visto carovane spostarsi
tra dune tutte uguali
su cammelli senza più groppa
non ho visto lacrime, ne sofferenza
solo mani stringersi tra loro
sostare sotto una luna sorniona
camminare verso un sole luminoso
sorridere all'alba che arriva
abbracciare il nuovo giorno
e continuare il cammino.
Mani scarne,
solo ossa e pelle,
di una madre
che lacrime
più non ha;
un corpicino
senza più alito di vita,
pietose stringono;
ormai un Angelo Negro,
fra gli Arcangeli
e i Cherubini
è.
Questa sezione contiene poesie sui disabili e il mondo della disabilità, con i suoi problemi ma anche le sue profonde ricchezze