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Poesie sulla disabilità

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Stesso cuore in diversa abilità

Mi domando perché tu e non io
in questa terra a volte straniera
sotto questo cielo a volte in lacrime
ma spesso chiaro nello stupore.
Quante volte hai sorriso alla gente
quante volte hai chiamato tua madre nel sonno piangendo.
Come me ammiri il tramonto
come me sogni un domani che racconti.
Cosa vorresti fare nelle sere fredde
quando magari riusciresti a creare
un momento sereno guardan

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Come io ti vedo

Te ne stai seduto,
in cerca di un saluto.
Per te non esistono porte
perché riesci a vedere oltre.
La tua sensibilità
è la tua vera abilità.
Non hai bisogno delle gambe
perché riesci comunque a superare le rampe.
Come tutti cammini,
anche se ad altezza dei bambini.
Per noi puoi sembrare strano,
ma è invece un dono sovraumano.
Sono io a sentirmi inferiore
dinanzi al tuo bagliore.

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Marinai senza vele

Di quanti hanno camminato per l'anima mia
-portando pensieri o sguardi fieri-
mi rimane solo il tuo azzurro sorriso,
muto stiramento di labbra bambine
che tacciono sempre di più.

Tal silenziose ombre
avanzeranno poi fuor dalla memoria nomi di chi
- marinaio senza vele del mare della vita -
mi chiamava di un nome storpio
(ma che bello era il sorriso che l'accompagnava!)
a chieder un a

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Basta una telefonata per smettere di respirare

Mi hai levato quel boccone
lo avevo appena assaporato.
Una telefonata cambia la vita,
dicevano, ricordi?
Ormai la vita è ben deturpata
quel che era speranza
ha i connotati dell'assenza.
Una telefonata banale
che invece fa tanto male:
" Signora è finito il finanziamento
ci dispiace per il suo tormento "

   5 commenti     di: silvia leuzzi


A quelle mani

A quelle mani
scarne,
nude
e nere
che al ciel
si elevano
aspettando
la manna,
e la manna
non viene,
s' incarna
in una loro
piccola negra prole,
lo Bambino Gesù
in persona,
che negro
benissimo
esser poteva,
s' inginocchiano nel fango
nell'osannar l' evento
gli astanti tutti,
ma le mani tese
nulla stringono,
e quel bimbo negro
non è più fra noi.
E li potenti
de la

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