Vorrei che fossi accettata da tutti per quello che sei,
con i tuoi pregi e i tuoi difetti, che fossi capita per
tutto quello che non riesci ad esprimere.
Vorrei che gli altri potessero vedere nei tuoi occhi
ciò che sogni davvero e che potessero realizzarlo per
farti piacere.
Vorrei che la gente ti vedesse come sei realmente,
forte e testarda, a volte fragile e pensierosa davanti
ad uno sp
È rigido il bimbo
riverso sul pavimento
è rigido
nella sua sfera emotiva
attende
attende la mano sottile
l'incedere soave
della danzatrice
che lo avvolge
Allora
come in un sogno soffuso
si muove quel corpicino
e tutta la rigidità
della sua mente
cerca conforto
in quel tiepido
movimento d'amore.
"Ciao. Sono Bruno, ti ricordi di me?".
Sorridi.
Mi prendi le mani e con esse ti sfiori il viso,
lentamente,
come a cercare quel gesto che da tempo non hai più,
da nessuno,
se non da me che ti sono estraneo,
volontario nel dolore per cercare di lenirlo in parte,
ma che adesso, per te,
rappresento l'amico, il parente, il figlio che non hai più.
Poi la mente ritorna confusa,
lo sg
Goccia.
Goccia in un mare.
In un mare di squali,
Dove sono tutti normali.
Tutti..
E io sono l'unico pazzo,
che ancora s'azzarda
a sognare la notte,
al chiaror delle stelle.
In silenzio,
mentre languida cade, una
Goccia.
La gente finge l'ascolto
per apparire cara.
Uno strumento
che la mano
tiene sepolta
al fianco di un inganno
come un cenno di disabilità.
Questa sezione contiene poesie sui disabili e il mondo della disabilità, con i suoi problemi ma anche le sue profonde ricchezze