Improvvisa,
inattesa
nuova giovinezza
mi rifiorisce
dentro
e arrivo a tre metri
sopra il cielo.
La tenebra è felice,
mentre osservo immobile,
tali più volte passati ai miei occhi.
La veste mia mi fa apparire,
cosa invisibile,
aria,
per loro.
Sembra che il mondo celato mio,
sia posto prè d'un vetro oscurato,
E tra una nota,
uno sbuffo
di fumo e un pensiero,
li vedo sparire,
taciuti.
Credo.
... Sorrido.
L'ho sentito di notte,
ascoltato di giorno,
come aggrappato
al silenzio che intorno.
l'aveva rapito.
Non era crucciato,
ma poco appagato.
Pareva pensasse:
con poche pretese
ho amato con classe
eppure le ho prese.
È più ciò ch'ho dato
che quello ch'ho avuto;
c'è chi se ne muore
per questo vissuto,
ma è la sorte del cuore;
darsi, amare, donarsi,
è il mestiere del cuore.
Ritirarsi in un proprio angolo solitario
meditare indisturbati sulla nostra animalità
sentirsi uguali ai potenti della terra
liberarci da una gravità che ci impedisce il volo
espellere la parte peggiore che abbiamo dentro noi
...
altrimenti è stitichezza!
Col becco, becco e perdo penne
che si liberano per aria
e lasciano segni su fogli sospesi.
Sensazioni, pensieri, pernacchie
scarabocchi, sigle, simboli, figure
disegni, ritratti e dipinti astratti,
e non faccio coccodè, sol di rado
quando necessario. Probabilmente
travalico il ragionare, folleggiando
come un' apparente dileggio
ma come la gallina ha bisogno di mangime
l'uomo e la
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