Un'ala del destino
si posa pesante
sulla mia vita in fuga.
Mi sfilo i pensieri,
mi cerco
tra il disordine che ho dentro.
Un debole raggio di sole
illumina appena i ricordi
giacenti tra la nebbia della nostalgia
e ti scorgo
nel fondo del mio essere.
Nel silenzio dell'attesa ti riaccolgo in me.
È dal silenzio
che si aprono le anguste porte
librando limpida creatività.
Ecco che il bianco
s'invade di colori,
s'inonda di musica,
si riscalda di luce.
La freneticità e il rumore
assordano ogni luccichio
di vitale fantasia,
di buio freddo annaspano
ogni scintilla di piccola energia.
dal perimetro
di una routine
pazzesca,
al ritmo martellante
di un tamburo scandente
la forzata marcia dei doveri
sfuggo,
immaginando
spiagge assolate
voli di gabbiani
e un azzurro mare
nel quale m'immergo
lasciandomi levigare
come un suo sasso.
Lascio che la risacca
mi porti
attraverso sconosciuti oceani
posandomi, iridescente conchiglia
sopra una nuova riva,
dove scon
Qualcuno m'insegue
Allungo il passo
Non riesco a girarmi
La sua ombra si proietta
Sta quasi per raggiungermi
Sono quasi alla meta
Oh luce, ti vedo
Oh salvezza mi abbracci
Non vedo più l'ombra
Offeso dalla mancanza di idee,
angosciato,
quasi vinto,
cerco di andare avanti picchiettando sui tasti.
eccola quella vocina interiore che mi solletica,
che mi dice di non fermarmi,
di continuare,
di scaraventare parole sui fogli
come fossero
figli ripudiati,
come fossero
nuvole di fiato ghiacciato
perse in notti fredde e limpide.
non fermarti caro mio,
non fermarti,
costruisci
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