Laggiù nella terra di Arret
Dove finisce il cielo
Dove finisce il mare
Dove comincia la crudeltà
La crudeltà di un disegno di dolore e morte
Là dove vige la legge del malvagio e del più forte
Oscure creature strisciano tra le tombe
Oscuri desideri che appaiono quando la morte incombe
Là abita il principe del mondo
Laggiù i suoi intrighi sta tramando
Laggiù, nella terra di Arret
Ossuta e sfinita
una foglia rugginita
mi cade sulla spalla:
con l'autunno che arriva
avverto la sua voglia
disperata di vita.
Un salto nel vuoto
svuotato da tutto.
Rimane un solo passo da fare
e l'incertezza di giungere a valle
diventa brivido umano.
Vorrei non toccare più la terra,
trovare il mio eremo
la mia condizione naturale iniziale.
Le mani distruggono, il pensiero è loro complice
non importa se sei una foglia verde
o un alto albero;
prima o poi quelle mani
segheranno il tronco.
La vita dev'essere c
Nel mezzo,
confuso da voci oltre il petto,
bisognoso di ascoltare:
credo possano proteggermi,
prima che uccidano.
Ancora incerto,
loro decise mi seguono,
spingono verso abissi sconosciuti,
impotente ad ascoltarle
credendo vogliano proteggermi,
sapendo possano uccidere.
Arrivano addosso,
potrei fermarle, combattessi.
Confondono, lì per questo?
Continuamente.
Ed ancora.
Fermo
Il tempo non è mai abbastanza
e sopra ogni cosa è Crono,
credenza antica e
onnipresente,
essenza della solitudine umana
che soltanto Amore riscatta,
infinito in un solo momento
che esiste,
per sempre vive
perfino nel pianto.
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