s'è presentato col colbacco
fischiettando allegramente
per le strade immote a braccetto
di compagna tramontana
sono metafore ormai logore
quei rami d'alberi
protesi verso il cielo bianco piombo
che ingoia i tetti delle case
il cappello pigiato sulla fronte
e il collo rintanato nelle spalle
raro movimento d'un passante
che muove l'aria di mulinelli densi
l'orme ch'egli lascia s
Immensi vetri per costruire un acquario
o una serra tra le montagne nevose
e i corpi bellissimi a prendere il
sole che consuma oltre ogni
limite le anime, quel che
traspare non aiuta a
trovare pietà e
ferma non
lascia l'
oblio
di
muri
lontani
da sorrisi
e sogni speciali
volati d'estate tra
scommesse non vinte
e riapparsi in fotografiche
memorie di eventi mai vissuti
solo de
non inquietiamo l'animo
maledicendo
questo improvviso
ritorno del freddo
consideriamolo invece
l'ultimo dono dell'inverno.
Per sua natura algido
nell'uscir di scena
altro non può offrire
se non neve, pioggia battente,
tramontana sferzante.
Esso è parte di un ordine precostituito
perfetto
da madre natura ben delineato
ben bilanciato
per portare solo beneficio
alla terra
Co' cazoni a la zuava
stivaloni alti,
chioma e barba bianca
arrivato è
lo vecio sior Dicembre.
Sotto un cielo grigio
che sembra un'unica nuvola
soffia il vento di scirocco
carico di pioggia.
Le folate piegano le cime
degli alberi spogli
e si accaniscono sui cespugli
e sulle piante ancora coperte di foglie.
Tutto si muove al rumore del vento,
e fredde gocce
insistono sul viso e sulle mani
mentre sfido l'aria
in questo malinconico
mattino di gennaio.
Questa sezione contiene poesie e pensieri sull'inverno, sulla neve e la stagione fredda