Non odo ancora il vento.
Presto scenderà per le valli,
carezzando i clivi boscosi
spargendo il seme d'inverno.
E gli alberi, soli,
a guardare stupiti il pallore.
E gli uomini, stanchi,
a lasciare labili impronte.
Neve, volteggi silenziosa sui tetti
di vecchie baite sperdute tra i monti
dipingendo come acquerelli reali
la natura selvaggia.
Lastre di ghiaccio ricoprono stagni
che celano la vita di piante e pesci
sotto la superficie.
Cervi e stambecchi con passo leggiadro
popolano le lande apparentemente desolate.
Esterrefatta dal paesaggio,
vaga libera la mente mia.
Non avevo mai alzato gli occhi al cielo
prima di ieri.
Che strani e belli i colori sfumati
di un grigio argenteo
sempre in mutamento.
Il vapore delle nebbie
avvolge il paese
uggioso in inverno.
La neve è sparita
soffiata e sciolta da un vento mite
che riscalda appena le infreddolite ossa.
Contemplo la coltre di nubi
mentre il buio assale e oscura
il giorno.
Gelido sogno
d'inverno alle porte
che sibila cristallo
bussando più forte.
Osserva il mio sogno
da un nuovo spiraglio,
il sogno di un sogno,
immobile abbaglio.
Un tono più smorto
riempir vedo il cielo,
un sole ormai spento
e coperto da un velo.
A ceder si presta,
il sole ormai spento,
il posto d'onore
a nuvole e vento.
Sibila sibila
il vento sferzante,
lo senti più forte
Scoppia ardente
il ceppo della mia esistenza
e fuori odo il vento
soffiare all'impazzata.
Persiane che sbattono.
Tuoni che rimbombano
giù per la valle.
Fuori stà per piovere
in un erba
già impregnata di rugiada.
Sono le diciotto ma
tutto attorno
è notte.
Come colpi fulminei
infantili odori
sovrastano
la mia offuscata mente.
Tra poco la tavola
sarà imbandi
Questa sezione contiene poesie e pensieri sull'inverno, sulla neve e la stagione fredda