Diamanti spenti,
fragole marce,
crepe tra i muri.
La criniera sbiancata,
i soli cadenti
tra le cime addolcite.
Tizzoni gelati;
specchi nostalgici,
il presente intenso
solo nei piccoli occhi.
I rimbrotti e la noia,
il tempo che scade,
il passato che ha vinto,
il futuro che muore.
Oh Omero, questa realtà che raccontasti e di cui oggi ancora
siamo partecipi silenti, o spettatori attenti: attivisti per la pace
bambini con le armi che sparano, pacifisti arrestati senza ragione
se non quella di essere invisi a potentati alieni prepotenti.
E mi fermo a pensare a te,
lungo sentieri di vento e di sole,
fra cespugli di vita e di more.
Corse di stelle e lucciole,
notti di sogni e di fantasia,
estati infinite
a rincorrere speranze,
nella strada dei sogni e dei giochi.
Verso quella collina,
dove riposa la pace.
Anime, che animano i miei sogni
dentro il cimitero dei ricordi fuggiti,
rapiti dalla vita che non chiede riscatto,
p
La vecchiaia
è il tramonto
di un giorno.
Il suo termine
segna il principio
per un altro.
... Un prato, verdi alberi e ruscelli tintinnanti
Alcune stanche foglie dorate e rosse abbandonano la presa dal padre Albero
Il loro viaggio comincia con un volo e come piume si adagiano sull'acqua
Qualcuna decide di far dimora sul fondale
Altre riaffiorano per fissare il cielo, il sole, i loro padri
e non sapere più dove il viaggio le porterà...
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