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Poesia sulla malattia

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Il matto e le Crocule

Lo sento, quando torna tardi la sera
sento i suoi passi pesanti sulla mia testa,
musica assordante
stesso ritmo nella sua mente di spine.
Lo sento gridare, piangere,
bestemmiare lo stesso dio
dopo averlo pregato.
Ascolto nel silenzio il suo dolore
la voce sua roca, inibita, narcotizzata,
"enfatizza la droga"
con i polsi legati al tempo.
Blasfemo, irriverente
odia la vita, la respinge.

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   27 commenti     di: Dolce Sorriso


I matti!

Cosi vengono chiamati.
Esseri umani
con problemi mentali,
non capiscono più nulla.
Allucinazioni,
confusione,
fantasmi e cose varie.
Giudizio finale?
Infermità mentale!
Rinchiusi e spesso trattati male
perchè fuori di testa.
La pazzia!
Una brutta malattia come tante,
la vita porta via, lentamente
fino a non essere più nessuno.
Altri, fatti diventare
per essere usati mentalmente

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Malattia

Occhi di cielo riflettono uno spicchio di lago
dove sono annegati i ricordi, le speranze, la vita
Mi parli di questo disagio, questo male di vivere
questa tua malattia
che, chi pensa di poter giudicare, chiama pazzia
Quest'ansia che ti toglie il respiro
Che rincorri fantasmi e paure
che di notte non dormi, che ti sentono urlare
che quelle medicine che prendi, non ti fanno parlare
Che qual

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   9 commenti     di: laura marchetti


L'ultimo dialogo di Zelinda con Eliana la sua infermiera

“Vieni, Eliana,
siedi
presso il mio capezzale,
il tuo parere dimmi:
sarà più chiaro domani?
Il tempo... intendo;
egli è cattivo, infiera;
egli impaurisce...
e sembra sera
e sembran le ventuno.

Quante candele occorrono
per un raggio di sole?
Perdonami, Signore
se codesto grigiore
l'anima non sopporta.
Son nata nelle lande
tra le nevi
che sembrano perenni;
forse un giorno ap

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A volte perdo il tempo

A volte perdo il tempo
mi blocco, mi fermo

ciò che ho intorno si trasforma
si scioglie, si riforma.

Ma i rumori,
i rumori rimangono immutati.

Il cinguettar degli uccelli
e il loro sbatter d'ali.

Non sono più fuori
in piazza
ma dentro
in un giardino

Sfavillante
è il verde attorno a me
e tranquillo
giaccio puro come un bambino.

Seduto su una panchina
fisso il vuoto

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   4 commenti     di: STEFANO ROSSI



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