A ‘n vero amico je se po’ chiede de tutto
puro de butta’ ‘n occhio su ‘ a questione
c’hai ‘a garanzia che nun so’ ‘n farabbutto
e che vojo bbene a ‘n sacco de perzone.
Me stai a rimette ‘n gioco? Vabbenone!
Me tiro su le maniche.. so’ pronto,
nun c’ho paura…solo ‘n gran magone..
come je lo dico…mò come l’affronto’.
Levo le mollichelle da sopra er dava
Eccola è arrivata
ti fai spazio tra la gremita folla
certa che ciò sia a tuo favore.. non ti vedrà mai fra mille volti
ma ecco.. in un attimo le sue cavità ti fissano e trafiggono ogni cosa
come lame roventi ti raggiungono in ogni angolo sperduto
istintivamente indietreggi e lo fai lentamente
c'è comunque una fievole speranza che non stia guardando te
ti fai spazio tra la folla con
Disperso...
nell'incapacità di comunicare
un residuo della mente
persiste alla rinfusa.
Sintonia di pensieri,
l'unica possibilità di dialogo,
sguardi muti
fra parole che svaporano
in sorrisi d'intesa.
Tremante...
in un'irrequieta fissità
a combattere contro l'aria
che non riesci più a spostare.
Refrattario il corpo
agli insulti della malattia
che avida proietta la sua ombra
s
Lo chiaman come un segno dello zodiaco,
ma non è gentile.
Parlar di lui, nessuno vuole farlo,
magari serve per esorcizzarlo.
Evoca spettri, fantasmi di paure, di dolore
di passione,
ma forse è lui che ha paura della prevenzione.
Salta addosso e si impossessa del corpo
e della dignità.
Non ha pietà, di nessuno neanche della tua disperazione
che si trasforma sempre in muta rassegnazion
Ti lasci trasportare dalle
rime incompiute di
pensieri spenti sul nascere,
nella vana speranza che
il ticchettio delle ore
soffochi l’insulsa voglia che
hai di vivere.
Ti sorprendi omicida del
tempo che scorre come il
sangue che attraversa le
vene e assapori il silenzio
col respiro affannato, simile
al rantolo di un animale.
E ti osservi mentre sputi su
ciò che hai avuto e su
ci?
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