Un giorno io ti raggiungerò
eterna e viva felicità
e tu sarai quel riflesso
negli occhi grandi della mia creatura.
Occhi liberi da inutile gemere
saranno i miei,
sorriso vero non nascosto
da infame falsità.
I pappi o come li cantò in Maia
il vate della Pescara di Fiume
di Gardone, Gabriele il grande,
quei frutti piumosi della viorna
festosi lievi danzano nell'aria
e poi dopo la caduta il suolo
ricopron di bianco niveo manto
che piede poco gentil presto
calpesterà macchiandone
il candore, son così i sogni
illusion e speranze nostri che
in ciel librati dall'animo
Voglia di stare sola in giardino
sola in mezzo al viale,
occhi aperti verso il cielo grigio.
Volare
occhi aperti verso il tramonto.
Dare spazio alla fantasia
partire per mete sconosciute.
Respirare quell' aria aperta,
libera, profumata.
Aliante che ti fa librare nell'aria.
Rossori, lunghe trecce e le forbici:
nostalgie di primavere luminose.
Rimaneggiavo la mia folta chioma e
girot
La pancia della donna fa memoria
Di quella che è la sua storia
Lei conserva e sa dire
Ciò che non sempre si riesce a capire
Pance che sorgono come un'aurora
Di chi pian piano la vita assapora
Pance mostrate, pance agghindate
Ora di carezze da mani sfiorate
Pance amate già solo in potenza
Pance ricolme di preghiere e pazienza
Pance sperate di donne sospese
che contano il tempo
Soffi sul tuo ultimo addio
dio lo hai perso
sospiri
rigide le cosce
scende una lacrima
madre orfana
nata in questo giorno
non geme, scivola
latte per nuove vite
Questa sezione contiene una raccolta di poesie sulla gravidanza, il parto e la maternità