Come si sta
senza di te non c'è gioia
svanito è l'amore e vana l'azione
tetri sono i colori.
Si è spento anche lo sguardo
arrestata la vita
e tanto silenzio c'è intorno.
Quasi assente il conforto
tutto scorre
non esiste passato
insensata piatta si pone l'esistenza.
In ignoranza trasformata la cultura
non si parla, nessuno più ascolta!
Ormai esiliata la preghiera per
Quando arrivo
da te,
ho bisogno di un istante
per prendere coraggio
e salire quegli scalini.
Davanti a tutto quel marmo
bacio la tua foto
e le lacrime scorrono
inesorabilmente.
Chissà se mi vedi
chissà se mi senti
chissà se in qualche maniera sei presente
chissà...
In quel luogo cosi silenzioso
rifletto...
rifletto sul senso della vita
e non trovo soluzione.
Mi manchi
Questi interminabili secondi...
Non avrei mai pensato fossero così sadici.
E volo senza limiti in questo campo di nuvole
mi lavano il viso lasciandomi lacrime amare.
Non ho più un suolo su cui atterrare...
Non ho sorrisi dietro cui nascondermi.
Come un maestoso muro l'eterno mi crolla addosso
e di soppiatto il mio sordo tonfo si spegne.
Docile morte m'attende.
vivo con affanno tutti i miei giorni.
M'ingozzo di essi e voglio morire,
so che manca poco ormai,
a so solo che viver non basta,
io voglio la morta,
non per cattiveria o per altro,
ma la morte la sento vicina come non mai.
Se fosse solo per me capirai,
ma mio zio è morto e sepolto ora,
io muoio volentieri senza di lui,
ma voglio incontrarlo un gg.
forse... be
Ho incontrato la morte,
aveva il volto di donna,
lo sguardo struggente,
tra le mani stringeva
un rosario di sangue.
Mi parlò di conforto
e di consolazione,
di solitudine e di abbandono,
di rincorse perdute,
del mio tempo mai vissuto
ormai alla fine.
Aveva gli occhi di ghiaccio,
l'indifferenza astratta,
sul seno superbo spighe di grano
intessute da rovi.
Mi parlò della mia partenza
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