Non conobbi di te,
che poche strade,
ma il tuo cuore
conosco
negli occhi delle
madri,
della mia, che
vegliava nelle attese.
La tua emotività,
si fa poesia
di strade bianche
dove ancor le rose
sono pudiche,
sognanti, pensose...
Ed il tuo mare
la brezza trascina
fino alle strade
fragranti di pane.
Messina,
sempre
nel mio cuor rimani
con il porto
e la dolce
Madonnina.
Vedo
Ricordo di noi,
bambini piccoli e grandi,
bambini grassi e magri.
L'oratorio era di tutti,
c'erano i bulli
ed anche i belli,
e le bimbe un po' più grandi
andavano li anche per quelli.
Che bello era giocare a palla
senza divisa e allenatore,
solo la voglia,
di correre dietro al pallone.
Ricordo il padre,
sempre con lo stesso abito lungo
e con il cappello nero.
Ricordo fughe,
dopo
Dove sei?
Dove siete?
non ricordo il tuo nome,
ricordo il tuo viso segnato
il tuo corpo assuefatto
il tuo fiato mozzato.
Alla fine la fine ti ha stretta in modo banale,
ti ha portata con se
lontano dagli occhi incapaci
di sbirciare dietro un'apparenza,
malformazione, mostro senza naso,
assolta senza sentenza.
Affacciato al balcone della vita,
mi appare in lontananza un ciel turchino,
sfolgorante di sole, e tra le dita
stringo i dolci ricordi di bambino.
La mente mia s'accende ed è gremita
d'immagini del lungo mio cammino:
rivedo quella vecchia casa avita
col grande focolare, e lì vicino
mia madre che prepara la polenta
o che rammenda vecchi e lisi panni,
stanca del
Rimango così,
attonita ed immobile
difronte a questo vetro rotto
fissando il cupo riflesso di questa vita...
Rivivo frammentariamente
ricordi sfuggenti di attimi indelebili,
oramai lividi nell'animo..
Lentamente rivivono i ricordi
di un tempo ora giunto alla sua fine..
.. Ed affiora così,
questa strana malinconia
forse ancòra una volta
unica ancora in questo mare d'incertezze..
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