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La leggenda dell'uomo che odiava le canne di bambù

Era la gara della pesca sportiva della vita
sua già vincitor sicuro lì sul podio si vedeva
primo in alto e folle festanti il nome suo
al cielo gridar e già gustava quel tripudio,
si muove nell'acqua de il montan laghetto
il galleggiante, il campanellin in cima de
la canna suona, dell'onda al pelo s'intravvede
una luccicante e maestosa preda, pesce
mai si vide per bellezza e dimensione,
che far che dire ormai è certa la vittoria:
ma sul più bello al momento dello stacco
la canna di bambù sollecitata tanto e tanto
cede al furor del catturato e in due si spezza
donando a questo vita nuova e quella libertà
ormai insperata l'ira del pescator s'accende
rossa, ride sghignazza insulta quella da lui per lui
quel dì la certa e sicura in piedi osannante folla,
da quel dì lo prese ad agir come un demente
una follia pura sì girar il mondo in lungo ed in largo
alla ricerca di canne di bambù boschetti o piantagioni
onde di loro far unico deserto o se vuoi tabula rasa,
e ancor oggi s'aggira in questo suo agire furibondo.

 

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2 recensioni:

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  • Vincenzo Capitanucci il 04/09/2015 16:29
    le vecchie care canne di bambù .. ora non esistono quasi più .. ora le canne da pesca sono in carbonio.. in fibra di vetro.. e i canneti spariscono insieme ai pesci sempre di più .. molto bella Giuseppe. si potrebbe fare con le poche restanti ancora qualche flauto di Pan..
  • Rocco Michele LETTINI il 04/09/2015 13:13
    Racconto in versione poetica straordinariamente costrutto... Mirabile il tuo "modus operandi" nel congegnare l'artistico scritturale... Lieta giornata.

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