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La stanza

Un paesaggio di cui mi aspetto i contorni
non mi sorprendo
dei rintocchi di campana ad ogni ora
dell'aria taciturna
tra gli alberi muti
un dono
di sguardi bassi
momentaneamente affrescati
se fuori piove

Sospesi
si rimane
sul filo già percorso
ancora un passo
già compiuto:
la paura ci pervade
ma è un paradosso
di un luogo già vissuto..

non si cade

Non rimane altro che
scegliere di cambiare rotta
scendere
dai cieli tangibili in sogno
smettere
d'inseguire gli spettri
che abitano il luogo

Tutto è lucido
apparentemente senza confini
senza strade percorribili
incroci
scelte
umili-azioni

il pensiero si posa senza fatica
sull'idea di libertà
un'astrazione che nel concreto
è una prigione
che ti chiude
e ti illude
e ti spara
scenografie già viste

su pareti inesistenti
della stanza eterna
che si comincia a far stretta
e da cui è giunto il momento

di uscire

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 10/11/2016 09:26
    Un esaustivo quanto intenso poetar...
    Lieta giornata, Giulia.
    *****

0 commenti:


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