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Quieta speranza, quieta dolce speranza

quieta speranza, quieta dolce speranza
non
fuggire

le tue mani vecchie di detersivo
che profumano la morte
quando lentamente essa si svolge
per correggere la nostra felicità

la tua necessità
che sta dentro il fuoco
dentro tutte le crepe del mio dolore
ora
la vedo allontanarsi
come una notte settembrina calda eppure morta

ho dissipato speranze quando
il dio fumoso della giovinezza girava i tacchi
e potevo vedere cose nuove come l'ossessione,
cose vecchie come il vagito e la debolezza del giglio,
le mie costruzioni di bambino
che cadendo
non causavano nessun suono,
la sordità delle circostanze, la sordità di Dio,
le mie mani morte in cerca di gingilli e cloroformio

questa è la morte?

non fuggire, speranza quieta
speranza santa

mentre i miei occhi
vitrei come uno specchio senza riflesso
cercano lo spazio e la fenditura dentro mura di gomma

mentre le ultime energie vengono meno
durante la notte
e io calo in sonni grigi, sonni orribili
con tutto attorno che si muove e ondeggia
con il calore di una lampada ad olio come unica possibilità
e la mia vecchiezza di ventisette anni
è solo un'altra cosa strana, un altro guasto

e tu, speranza,
dolce di lavanda, tenera di cotone,
fuggi via da me come la vita.

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 14/01/2017 11:22
    UN SENTITO QUANTO ESPLICITO VERSEGGIO... UN DOVERE COSTRURLO.
    *****

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