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La mutazione genetica

Il viadotto porterebbe necessariamente
A far terminare i nostri passi
In quella fossa che ben sappiamo
Essere senza quella linfa vitale
Che io e te, ad oggi, non possediamo.

Ma potremo comunque pensare alla strategia
Utile nell'apportare apparenti genomiche modifiche
Utile nel reintegrare tutta quell'anemia
Emozionale
Scolpita lentamente sull'asfalto consumato
In rintocchi angoscianti, riverberanti
Di cui s'ode l'eco del passato.

Il profumo della terra bagnata
Non desta stupore dopo la pioggia
Così come normalità è non doversi cercare
In ogni circostanza.

Si fugge senza tregua Dall'Affettività
Come fosse una misteriosa ed ostile condizione
Di realtà
Di cui è vago il ricordo
e tetra la sua ombra
Dietro le nostre spalle
Uno strazio rallentare un istante
E voltarsi per conoscerla ancora.

Una prova di coraggio
Rientrare nel suo vortice
Accettando di poter ancora Morire
O eventualmente
Rinascere.

Il vento potrebbe così cambiare virata
seppur fino ad ora
Non è successo

 

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1 recensioni:

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  • Rocco Michele LETTINI il 14/02/2017 08:25
    UNA MUTAZIONE ESPRESSA IN OCULATI VERSI.
    SUBLIME... A CHIUDERE.
    LIETA GIORNATA, GIULIA.
    *****

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