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Come fanno i cani davanti agli occhi automatici delle macchine in miniatura

Quando nomini un desiderio che poi non divori
perché alzare la posta ti costa fatica,
in pomeriggi come quello appena ferito di striscio
dietro le tende, avido di noia e malinconia,
e appena sveglia insisti nel dire che andrebbero chiuse
tutte le prigioni e le torri d'avorio e le feritoie sulle vetrate,
a volte ti rimane un dramma proprio qui,
nella dimenticanza sottile tra spalla e petto,
appena sopra la macchia che da bambina
scambiarono per una voglia d'avventura
cresciuta troppo in fretta. Un'invasione
che si spalma a specchio sulle giunture
e la polpa dei seni, insieme a tutti gli eremiti
che ti facevano compagnia nel tempo
in cui sbagliavi virgole e ponteggi.
"Perché non gli facciamo una telefonata?",
chiedeva tua madre. Mani rosse
e spine sul fianco, ogni mattina
poco prima delle sette. Il fatto era
l'altezza delle sue orecchie e i cinque gradini
che portavano a un cortile infestato
da api regina che si moltiplicavano
lungo i muri di cinta. Vecchi che dormivano
al fresco, anche; teste abbandonate
alle felci e bastoni dai piedi di gomma.
Un flop inenarrabile. E un diavolo vorticante
su centomila croci, a parte quando si trattava
di scendere le scale scivolando sul corrimano.
Ti migliora l'umore ancora adesso? Confessa.

C'è poco respiro, giusto una mezza bombola
ogni tanto; e il furgone scassato di quelli
che passano il giovedì a ritirare il ferro vecchio.
Staccato dal tetto di eternit, spedito in sonno a terra
a fare da guardia a pezzi di motorino
e biciclette che hanno preso ruggine e marciume
dalle radici dei pini tagliati dopo l'invasione
dei piccoli insetti dalle unghie lunghe.
Rimangono i manubri, le ossa dei fanali,
i rivestimenti di plastica degli scaffali
che qualcuno montò in silenzio nella stanza
rimessa a nuovo dopo il crollo del forno.
A te ricorda una montagna di sabbia,
e non ti darei torto nemmeno se potessi
tornare indietro e mostrarti che l'intero villaggio
era fatto di legno. Fragile, mischiato a gesso e canne,
mentre nella vigna uno zappatore beveva vino novello.

Amarti in un giorno come questo sarebbe
come dirsi addio e so che lo capisci;

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