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Con la follia che spianavi ridotta in pianto di neonato che ha fame

E se fosse proprio l'umanità che ammiri
il più trascurabile dei dettagli in tralice,
insieme alle piene dei fiumi, i cani di bancata
che non resistono alle tregue dei poveri in canna,
gli incendi che trasformano le pinete, i morti a galla
tra le secche dei fanali di macchine senza ruote?
E il respiro che nasce dal nulla e poi si fa profondo,
il fiato che si nasconde sotto pachidermi
di porcellana e croste di vino bianco,
posacenere in posizione d'attacco sulle diagonali
di tavoli in marmo, canzoni che ci ricordano
le vite trascorse nell'affanno e i flaconi di borotalco,
le cadute dalle biciclette, catene che non tengono
e minacciano anarchie sotto un sole pacchiano
che ci dichiara guerra? La melodia, tesoro, è vita liquida
e fango a riempire i fossi, insieme all'aria
che piano piano si rinfresca, in bolle irregolari
che riemergono da un placido nulla
di fantasmagorie disarticolate. Un inno alla sete
e al danno che lascia i morsi nelle piaghe
e le facciate dei palazzi in uno stato
di morte apparente, mentre tu
spogli i balconi dai passi falsi e li rivesti.
Sempre più in fretta, con le unghiate
che dalle braccia risalgono alle vene del collo.

La seconda pagina, poi la terza, prima di salvare
il bordo dei cuscini dall'anestesia
che precipita dagli aerei dalle ali corte.
E sembrano bombe le pistole caricate ad acqua,
in piazze inesistenti dove nessuno
gioca più alla raccolta di idee geniali,
e ricette di facili montaggi senza viti.
Provaci al mattino. E mentre soffi
ingrandisci gli schermi di un pollice o due,
togli di mezzo le maiuscole
e arriva a settecento parole almeno.
Bruciando con la cura di chi prima
di squartare pensa al filo
con cui dovrà rimettere in sesto i lembi di pelle.
In una danza che rinasce ogni volta
con un ritmo che adora nuove fasi
e si fa arco di volta sulle facce
che guardano all'insù, anche se la luna
stasera è appena un fischio e l'identità passata
non coincide più con l'idea radente
che ci siamo fatti del presente. Che attrae,
e pare un'aquila severa a volte,
sa essere facile raggiro e, usando
ami poco assimilabili all'indice generale,

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