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Novembre

Guarda; proprio adesso ti sei persa nei maglioni pesanti.
Mentre i bambini aspettano fuori, al caldo dei pini,
e i cimiteri sono deserti di lattine che grattano
sui gradini degli altari delle vecchie cappelle
in cui riposano i nostri santi. Benedetti, alcuni.
Ascolta; anche se non esiste più chi t'accompagna
e guida, ti prende le mani e ti dice dai, non importa,
fa lo stesso. Anche se non è più la voce a recitare la parte
di chi smarrisce il filo e poi lo riannoda.
E nemmeno la fine, nemmeno il principio
di un'avventura che non ti resiste,
ma solo per uno scambio di punti
su un tessuto che hai barattato per un pugno di noci.
Senti; è un sapore nuovo, di orchidee e sale,
lucido come un occhio affondato nell'acqua
dei giorni futuri, a galleggiare tra i seni.
Ma perché proprio adesso? Sfiora appena;
con la mente persa sulle punte di aghi e rancori perplessi,
e baci non dati, e principesse bionde
poggiate sui davanzali dai ferri sporgenti.
È un soffio che ti accarezza, al mattino,
ti avvolge e stringe fino a soffocarti
nell'abbandono delle cose grandi.
Che hanno un nome che non si scioglie
in lettere, mai: sono spasimi e tempi adatti
a un eterno ritorno vestito da paggetto.
Te lo scrivo ma potrei anche perdonarti di nuovo
e tu di nuovo assolvermi insieme al mio sorriso storto,
per tutte le pieghe rimaste in sospeso
tra le cornici ammuffite dei nostri paradisi sporchi.
Passerai, ma non tu non passi e dalle finestre accese
chiudi una scatola con un fiocco di raso rosa.
Un ricamo, mi dici.
Accanto a una pace che ti racconta di sconfitte,
alberi alti che sono come croci che disegnano archi
sulle morte stagioni e le cesoie grandi,
lasciate là sul muro di un cristiano
che è sceso in paese e non è più tornato in tempo.

Nel pianto e nelle pozze d'acqua
che a volte viene giù dal cielo, a volte
rimane lì a cercare insieme alla tua smania
un senso più sottile. Cosa c'è di fragile
in un anfratto? Se nasci, e poi germogli
in fasci di fiori blu, che non chiedono
forza e poi commuovono con niente,
se persino le frecce ti parevano in amore;
e anche a me, in quel giorno in cui scambiai

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