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Proprio quando io ti cerco nella mia alba

Una nuova nascita, prima che qualcuno
si alzi male e gridi: adesso è tardi, andate via!
Gli echi annacquati di chi non si incontra più
parlano di brace sempre accesa
nei bar di prima mattina a metà marzo,
e nei sottoscala dietro tende malandate,
con i tubi dell'acqua che perdono gocce
e tutta la polvere accumulata
sulle fodere di divani disfatti.
Un vago sentore di limone (senti?),
quando la scorza comincia a farsi scura,
e il vapore si concentra sull'acciaio delle porte
lasciate socchiuse apposta. A sangue freddo,
sperando in una via di primavera che esploda
a passo di flamenco, registri la voce
senza fartene accorgere e introduci
benevolenza nelle stanze che non sei riuscita
ancora a colorare come si deve;
eppure è trascorso un anno e un giorno domani,
con il don Chisciotte e il conte di Montecristo
dalle copertine consunte dall'inutilità dell'aria
che muovi agitando le braccia in cerchi
sempre meno armoniosi. Quasi una preghiera in silenzio.

Perché ti verrebbe voglia di una buona mano di vernice,
sopra e sotto, ma ti manca la pazienza,
e l'unico pennello rimasto è diventato pietra.
Lanceresti una nuova moda forse,
andandotene in giro a rubare colori altrove,
cancellandoli da luoghi nascosti e da cancelli
con cartelli che dicono attenti al cane,
state distanti per favore. Perché non sei diversa?,
ti chiedono a pranzo, prima che qualcuno ti sbrani le spalle
a colpi di finta innocenza e poi, anima soave?
Penseresti ancora a bere latte? Una volta,
ne potevamo parlare a gambe incrociate
su cuscini di finta seta, e una matita
a un centimetro dal naso, mentre adesso
le gocce al mirtillo hanno un retrogusto
che ti ricorda Montmartre, e tutti i pittori
che facevano a gara a chi riusciva a misurare
meglio con un dito le proporzioni
di una faccia storta, e una canzone che inciampava
proprio lì, sul ritornello che dovrebbe fare
saltare sulle sedie e scivolare giù,
tra il più basso degli istinti e le meraviglie
dipinte negli affreschi medievali.

È sempre una questione di tempi slabbrati,
e di ritmo che anche se spinto a forza

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