Un viale alberato
unico al mondo,
affacciato su bellezza
che mai tramonta.
Rallenta il cuor
con palpito natìo.
Sfumature rosa
di un tramonto acceso,
tegole vermiglie
senza tempo.
Narrar favole
di un altro tempo.
Il silenzio assorda,
tra soffi di vento,
la brezza della sera
si posa leggera.
Estasiata resto
incurante del resto,
ad ammirar muta
i tetti di Roma.
Alberi giganteschi esplodono in alto
come colonne di cattedrali
i rami sù sù quali braccia
a formare volte goticheggianti:
sembrano navate di chiesa.
Quando un raggio di sole riesce a passare
produce luminosità surreale in nebbia d'incenso.
Sotto,
la vita, che aborrisce il buio,
lotta.
Ogni pianta, anche la più piccola, si aggroviglia verso l'alto
avvinghiandosi alle altre,
quelle
Dove Girgenti riposa
un angolo d'immenso
prelude al mar di Sicilia
Eterni giganti ribattuti
dal sole, antiche vestigia
lucenti, quanto dolore
quanta gioia mi donaste!
Per ogni Dio presente
in questa valle, per ogni fiaccola
accesa dai miei avi
una stella s'è formata
sopra questo cielo vespertino
Magico luogo di genti
e naviganti, fiero s'innalza
il tempio della Concordia.
Nel cielo alto occhi bianchi di dei
si sono sciolti in nubi,
tra gli scogli borbotta la maretta.
Laggiù una torre rossa:guardiana del silenzio,
si staglia contro il fianco aspro del monte:
la bifora moresca narra di tempi andati,
quando nel breve inverno i pescatori,
rinchiusi nell'attesa, sul litorale spoglio,
cantavano nel vento le parole eterne
del perduto Odisseo.
Quando la morte sul sole incombe,
si stagliano nel lago mille ombre,
lei con il suo piccolo campanile
sembra cullarsi in quelle dolci onde.
Quella chiesetta su a San. Defendente;
Loreto, San. Paolo e Monte Isola domina imponente
scendendo giù a scogliera
d'aspetto simile a brughiera.
La sua strada angusta e tortuosa
fra castagni e noccioli, sale a scia di serpente,
il tacco morde,
dai
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