Sulla veranda del mio casolare
in una notte silenziosa
irrompi beffarda.
La natura si impone sulla pace
che regna intorno.
Così suadente trasporti l'animo
nei sogni più profondi,
ammaliando le membra mie
in una dolce litania.
Quando la morte sul sole incombe,
si stagliano nel lago mille ombre,
lei con il suo piccolo campanile
sembra cullarsi in quelle dolci onde.
Quella chiesetta su a San. Defendente;
Loreto, San. Paolo e Monte Isola domina imponente
scendendo giù a scogliera
d'aspetto simile a brughiera.
La sua strada angusta e tortuosa
fra castagni e noccioli, sale a scia di serpente,
il tacco morde,
dai
Cancella
la purezza del bianco manto,
quaggiù nel piano.
Lei si ritira là, sui colli,
dove ancora padroneggia
il candore della neve.
Il mio sguardo
nostalgico ti raggiunge.
Si posa adagio, contemplando
il tuo soffice tepore
dentro il freddo
che circonda la tua bellezza.
Imbruna la campagna
fra il canto dei venti
schiudendo le acque
chiare
mentre maggio lietamente
sfoggia bacche scarlatte
in un bosco dalla fiorente
chioma che
fra pioppi protesi
ascolta del mare il vicino
pianto
mentre l'erba si rinnova
tra un possente alito e
una maliziosa mammola...
vestita d'innocenza!
Abbiamo
assaporato
la freschezza
di un frutto
arancione
io e te sotto
quegli alberi
scegliendo
con cura
sfiorando
le verdi foglie
leggere
soavi
buono era
buona sei
tu che
mi ascolti
sempre
anche
quando assaggiamo
le albicocche
di questi alberi
espansi
nell' aria
che profuma
di rose.
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