Due candidi denti di squalo,
dall'Urbe invernale,
le giornate terse
all'occhio donano.
È un minuto scorcio
che margini d'estate
un po' di quel bianco
si degnan di sagomare.
Davanti il sub-Appennino,
da verde a bruno,
di rado imbiancato,
tutto l'anno riveste
l'oriente romano.
Solo da tal piccolo,
fugace spettro
tanto lontano
che, avvicinandosi,
l'occhio sgomento
un
Dalla notte il rosso disco
ruggisce e risorge
maestoso rifulgendo,
come criniera leonina.
Qui dalla via Boccaccio
lo sguardo vòlto
verso l'incanto
di guardar Fiesole
le sue case mensole
sul promontorio
col cielo
come sfondo
Riposata lungo le valli
lenta e fresca,
sul profumo acre del bosco
s'addormenta la bruma silenziosa.
S'allunga giù
sfiorando i rami,
accarezzando i rovi,
giù
sussurrando al prato
un buon dì in mille gocce.
Spazza via il vento
i primi risvegli
ma non sradica i ricordi
saldi nei tronchi.
Lontano si muove il tempo,
rispondono sparsi i becchi,
solo polvere
e nuvole
e le mi
nota, nota dolce di giallo
del verde amaro cristallo
in schegge terse e caste
piange il vuoto mare
ed il leso cielo che tanto
sparge rosse bolle sanguigne
a lungo, or queto, morendo.
La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Paesaggi.