Venezia pur antica
sempre giovane appari,
come a non far fatica;
sei amata senza pari,
in specie sotto i fari.
I popoli del mondo,
nel grande girotondo
di viaggiatori vari.
Bella ti mostri e impari
ogni dì a far rubrica,
della tua gente amica.
A festa sei vestita,
tutta pizzi costruita,
sembri fatta in mollica;
anche di cielo ornata.
Ricchi premi in tua gerla,
volto di madreper
Maestoso, imponente,
che illumini con il tuo raggio le rotte dei naviganti,
nel buio del cupo mare e della notte.
S’innalzano le vette innevate
Dal sole all’orizzonte incendiate
Mandano bagliori di cristallo
Nell’invernale limpido cielo
Che Come cunei d’acciaio
Sembrano voler penetrare.
Lento
Trascorre il tempo
Nel mio paese.
Strade polverose
Dove il vento mulinella
In aprile.
Colline di gole erose
Spaccate da fiumi che furono e che,
Saltuari,
Tornano quando diluvia.
Impera la canicola
Ad agosto
E l’erba è secca.
La vite attende carica
La vendemmia
E il tino attende il mosto.
L’aria profuma di
Semplice
L’acqua è quella
Della fonte:
Limpida e
Se mai ho pensato
ad una grande barca
che l'onda insabbia
dove la parte in zecchino
brilla
alla speranza del giorno
e nella notte greve
dondola oscura sagoma,
questa barca
portata a braccia
sei tu,
che tieni nella stiva
la mia infanzia
la mia vita
ricordi antichi
come denso vino.
Tu
sempre velata
mai schietta
miraggio ed ani
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