Come dal disgelo
trasuda la gemente follia
che da lucide mani
livella il sacrilego,
così burlante il cuore
m'assenno il mio vero battito,
che flessuoso s'abbatte
in un turbinio violento,
adesca l'anziano
in seno al mare,
che ultimo gioisce,
ma non lontano,
un leggero torpore...
A volte il passato...
ricordi?
Quando avevo paura?
Mi coprivo il viso con le braccia
cercando di difendermi con i gomiti...
ora non puoi più farmi del male.
Mi hai cercata
ma ti ho ignorato
ci sono riuscita
anche se avevo paura
che tu insistessi...
non mi sembrava vero
che ti rifacessi vivo dopo tanto tempo...
non puoi più farmi del male.
Mi hai scritto d'amore, di bei ricordi
ma
Rode rode
giù giù ancora e ancora erode
quando parte dal cuore sicuro esplode,
demolendo ingiallendo i nervi
stesi cordoni una volta padroni
ora schiavi solo logori servi.
Soltanto tremore ore dopo ore
gelando anche il fuoco
da quando stomaco non ha più fegato
a poco a poco.
Fregato, bruciato,
acido mi agito e gracido
occluso recluso escluso
da te coraggio cui feci largo u
Parole mute le mie
o solo ammutolite
-non sono abituata a sentirmelo dire-
timore forse un pó
solo a pensare
-sei bella, ti adoro, tesoro, fatti guardare-
mi sento una regina
senza trono
il regno mio è di carta
e te lo dono
e dici
-come si fa a non dirtelo mai-
per me è cosa nuova
ora lo sai
mi piace
la carezza di un pensiero
mi rapisce
in questo mondo che tanto ferisce
mi guarda con sguardo dolce
mi sorride con amore,
mi invita tra le sue braccia,
caldamente mi avvolge,
improvvisamente...
gli occhi, due fessure gelide
il sorriso, un sogghigno
guardo quel viso
vedo il volto della morte.
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