La strada è tetra senza sbocco
tre lampioni ciechi un cassonetto
lattiginoso il cielo qualche fiocco
un gesto ignobile maledetto.
Tra rifiuti ed immondizia una creatura
la mano ancora insanguinata dal cordone
vile tremante immatura
mente depressa senza ragione.
Mondo di dementi insoddisfatti
schiacciati da bieco insulso consumismo
lifting pasticche seni rifatti
smarrimento insicurezza
I pomodori sono andati via
lasciandoci ai nostri pensieri
d'uva,
acini pieni d'umori sentono
la paura di morire
lasciando
spiagge calde.
Vento di morte
volteggi come un avvoltoio
sulla tua preda
ti avverto nell’aria
con il tuo odore acre.
Vento di morte
scaldi le mie spalle
con le tue gigantesche ali
ti giri sulle punte
come un abile ballerino
ti esibisci un’ennesima volta.
Aria.
Saziami tu sola.
Mani scarne su di un corpo da bambina.
Aria.
Proteggimi col tuo vento.
Uno scudo invincibile
e per armi, il silenzio.
Occhi vuoti che ricercano le mie labbra.
Aria.
Trascinami via con te..
Senza linfa in balia della tempesta,
recide i nostri rami e ci avvilisce,
impietosa crudelmente si scatena,
noi privi di coraggio abdichiamo,
radici atrofizzate non ci alimentano,
inerti e cedevoli destinati a perire.
Privi di forza intimoriti e alienati,
attendiamo un soprannaturale aiuto,
da un Dio che non risiede sulla terra,
abbiamo spento le stelle e i sogni,
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