Non riconosco il mio sguardo
riflesso in uno specchio vecchio del tempo.
Urla mute chiedono di uscire da ciò che le imprigiona.
Riflessi azzurro mare tra venature rossastre
di pupille che hanno pianto.
Tra ossa di perfetta fattura incastonati stanno gli occhi
e nell'iride impresso solo il vuoto di chi non è.
baluginio di luce
tra le tende socchiuse
cadono perle violacee
frammenti di meteore
pulsa il cuore esangue
mentre una sirena lacera
l'aria che sa di ferro
scalpiccio di zampe orride
denti affilati che mordono
la fredda carne cremisi
digrignare di fauci stillanti
bave melmose
scricchiolio di tibie fragili
paura che si fa solida
illogica, impalpabile
come una lama gelida
che trapas
Mente mia duol triste e muta al veder del tutto girar intorno il male
quando la spiga divampa il rogo del silenzio.
S'espande fumo nero in citta' al patir muto del delinquente mondo
quale fosse la sola causa dell'antico spiegare ch'è tondo
e al risentir flusso del mal piantato disgraziato
piange l'amor volato nel rogo del silenzio.
Il mal al pescato mondo che soli mali altrui
non
Affanno... si
respiri,
minuti corti
nel vicolo,
occhi tremolanti
volano oltre la paura.
Ombre
si allungano dense,
tagliando brandelli
di speranza recisa.
Battiti senz'aria
si inchiodano
disperati
ad un muro di lacrime.
Si accascia
una supplica,
l'ultima.
Orrore scorre copioso
dal volere assetato
della morte
in riflessi d'argento.
Una
Sorprendente impazienza
Nella fuga
Non diminuisce il pericolo
Lo nasconde
Ma vedere altro
È una nuova tirannia
D'amore
Un vacillare lieve
Cercando tuttavia di far rumore
Per cacciare
Chi ci fa
Paura.
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