Sperse nella confusione di giornate abuliche
in tempi leggeri.
sbircio da dietro una porticina socchiusa
mi faccio coraggio e pian piano vengo avanti
per un po' resto ad osservare
mentre scorrono fiumi di cose che non conosco
e rotolo in valli senza fondo
mi paiono cosi' tranquilli i panorami
che mi sovrastano
che infine mi convinco
del normale che si fa straordinario
o che sia lo straordinario cosi' normale
e' quel segno che lascia la mia sc
Dovro' studiare prima o poi
le mie parole sono povere.
Parole nate da lacrime,
non ho mai cercato di vestirle, sono nude
scendono dal viso e cadono nel cuore,
scrivo pensando che la carta
possa assorbire la sofferenza dell'animo
forse un giorno saro' felice e riusciro' a vestire
di ricchi abiti sfarzosi le parole piu'semplici
come piccole donne le vedro'cresciute.
Nell’universo iniquo e confuso
tra sfiducia e ottimismo,
il mio cinismo, in fasce,
digiuno dorme.
Volevo farmi male
ma non in questo modo...
Sodo è il terreno
a fine primavera,
riluttante a semi
ma avido di sogni.
Potessi riesumarli
ormai non lo farei:
darei soltanto vita
a false simmetrie.
Solo con lei avrei potuto...
Ho trovato
la sua vanga
immacolata
su questa penna,
con
Nulla di più bello
v'è,
della purezza
di una calia,
che come calice,
alla mia bocca
lacrime tue,
come rugiada
del primo mattino
portar,
sorseggiandole,
rinato
sentirmi,
e ne l'aria
come anima pia,
senza paura
vibrar.
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