C'era una volta la Scuola
che incuteva timore
per tanti evocante fatica
nel conquistare Istruzione.
È stata poi educativa
al bando le bieche nozioni
al rogo lo studio a memoria
dolcezze coi lazzaroni
per farli sentire importanti
al centro dell'attenzione
tanto da farli promuovere
perfezionati nel raglio.
Oggi è ridotta allo sfascio
colmata di belle parole
vittima di demagogie
Lascio sguazzare
in putridi acquitrini
viscidi mutevoli mutanti
imbrattati della loro
stessa melma.
Sudici di menzogna e viltà
rotolano goduti
nell'infame loro vita
che altro non è
se non disprezzo e cupidigia
di se stessi.
Gonfi di illusoria vittoria
tracimano parole tronfie,
pochezza d'animo
che giace
in amene falsità.
Non abbasserò gli occhi
non mi trascineranno
in
So esattamente
A cosa pensi
Riconosco quel sorriso
Di compiacimento
Mentre la guardi e ti senti
Uomo
Bagnandoti le labbra
Sfregandoti le mani
Non so chi tu sia
Ma so
Cosa sei
Li riconosco a chilometri
Gli animali come te
Beh, sai che ti dico?
Dovresti smettere di respirare,
ti si dovrebbe fermare il cuore
dovresti scomparire
e ritrovarti all’inferno…
Forse
nemmeno i vermi
Echi d'un tempo lontano
a me ritornan distinti,
riportano dolci promesse,
istanti di vita vissuta
di luce vestiti e d'amore.
Magia di carezze e di baci
preludio di gioia infinita,
ricordi di notte stellate
di brividi e fremiti intensi.
Io e te, in uno due corpi
stretti, abbracciati, inebriati.
Ti sento vicino e ci sei,
non è fantasia, ma realtà.
Un sogno che presto svanisce
nel nu
Ero così intelligente da non illudermi più,
ma questo mi rendeva quasi solo;
ed io, ingenuamente, pensai che fosse più giusto legare...
Ma legare con chi? Cosa? Come?
Domande giuste, risposte sciocche;
ed io, ingenuamente, pensai che fosse più giusto legare...
Mi sono scoperto, messo in gioco, mi sono quasi innamorato,
per scoprire poi cosa? Ciò che già sapevo;
ed io, ingenuamente, p
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