Un anglicano
con una peccatrice,
sol perché
uniti si sono
in pompa magna,
poiché di quattrini
problemi non hanno,
il mondo intero
governar
si sentono;
ma i conti
con l'oste,
il misero Pietro,
fatto
non hanno,
e come arrosto,
al fine
nella bracia eterna
entrambi
saranno,
e pace
mai non troveranno.
Dicono che sono un orso addormentato
Ho il sorriso di un soldato, che al fronte va
Pare che la mia anima sia leggera
Come il volo di un gabbiano che tra le onde va
Datemi una chitarra, un foglio e un attimo di tempo,
vi lascerò un sogno lungo tre minuti o poco più
vi racconto l'infinito tra le lacrime e il sorriso
tra la pioggia e la paura
di chi dorme o non c'è più
Sono il buio del
Volevo prender dei soldi, e poi scappare di casa.
Era un periodo buio, che non sopportavo più.
Volevo telefonargli, e farmi venire a prendere,
andare all'aeroporto e non farmi vedere più.
Volevo telefonarle, per dirle che ero viva,
che era inutile aspettasse,
non m'avrebbe visto mai più.
Volevo urlarglielo in faccia,
e poi dirle che l'amavo,
e che proprio per amore, avevo deciso così.
La dolce tristezza e in discesa
nella nostra lenta decadenza.
Vedo il difetto dei paesaggi che ho creato e poi smarrito;
Domani trasformato in ieri...
In questa notte il vento del Nord
parlò agli alberi e disse: "aprite gli occhi,
un profondo luccichio argentato gocciola giù"
e l'emozione muore, lentamente muore...
Vedo il difetto di una possibilità
che non ho ma preso,
come
Evoluzione e regressione
millenaria.
Tecnologia e umanità
animale
Impazienti.
Dentro questo autobus
sotto il sole
in questo giorno di finta estate
Tutti, tra l'annoiato e il sorpreso
a cercare il conducente
di quell'auto sportiva, or di lui priva
parcheggiata malamente
da cafone qualunque,
in una strada stretta del centro
nemmeno in doppia fila.
Come messa di traverso,
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