la rabbia mi assale,
la sento crescere, mi scalda e mi riempie
vorrei sfogarla, come un mare in tempesta
onde che schiantano la terra...
corro invece nella pioggia e le mie lacrime si perdono nell'acqua
Parole disossate
magnaccia ignorante
pompini immunità
nella aria impazzano
il voto infetidisce.
Vecchiume di politicante
mente frizzante
corpo di consistenza encefaloide
sgradevoli odori esala.
Buffoni
sproloquii dal rubinetto
nella fogna imbudellate
dai coglioni toglietevi.
arida umanita'
che hai rubato il mio calore e che
mi hai costretto al tuo volere
privandomi della mia liberta'.
immensa umanita' che ti nutri di avidita' per
distruggere i valori di chi a te si chinera'.
cara terra ferma e rigida come un marmo
chi ha potuto ridurti cosi'?
chi ha rubato il tuo fertile corpo di colori esplosivi?
chi si e' arricchito a tue spese?
solo tu
a non curar la terra
ci si fa crescere l'ortica
e invece d'un bel prato
dai fiori colorati
t'appestan le zanzare
d'ipocrite paludi
Trafiggerò..
con soffice lama di sorpresa
il percorso scritto
nel vicolo cieco,
da smemorati
ricoperti da pellicola di angoscia...
con il respiro affannoso
di fresco catrame fumante.
Estirperò lingue
legate al filo dell'inganno
scivolose
di maleodoranti intenti...
ruvide di dilagante falsità...
mi solleverò
dal pattume degli occhi di vetro...
che hanno svenduto
la loro lucen
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