Fortunato lo specchio
che ogni dì guarda e riflette
l’immagine del tuo volto perfetto.
Se potessi spiarti dietro lo specchio
ti vedrei con quanta cura ti trucchi
ti spogli e ti rivesti, perché la seduzione
è tra le arti la più maliziosa e fine.
Ora ti vedo che silenziosa avanzi
le tue gambe rubano metri
la fantasia d’avermi ti ha acceso
sì, mi fingerò distratto
ma quan
Che vuoi m’importi del tuo compleanno.
Dei tuoi regali, degli snervanti auguri,
della appuntita torta e delle foto
che senti da quel giorno più pesanti.
Trucchi il tuo volto e non senza sforzo
per non rimpiangermi,
se non altro questa notte,
e stare a galla sino a domattina,
dopo aver spento l’ultima candela
senza soffiarvi sopra ad occhi chiusi.
Dall’appannato specchio del make
Lo maestro
de gran oratoria
seguito fuit
da li discepoli
savi,
ma non troppo;
poiché a lo primo sventolio
de gonnelle
a lo vento pazzerello,
che a nudo
le gambe belle
de giovani mone
mettea,
co esse
svaniron tosto.
abbiamo vent'anni e siamo belli!!!
uno sguardo una carezza e piripì cresce,
abbiamo trent'anni due sguardi e tre carezze e piripi' cresce,
abbiamo quarant'anni mezz'ora di carezze e si piripì cresce,
ne abbiamo cinquanta cenetta a lume di candela e piano piano piripì e si ce la fa,
sessanta un aiutino? e dai che ci riusciamo
settanta!! latte caldo e biscottini.
Amore mio ti ricordi quan
Quando con la biro in mano o battendo i tasti,
dimentico del Croce e credendomi poeta,
o se assennato qual mero scribacchin di versi,
su vuoti spazi di carte virtuali o vere
i miei pensieri inchiodo, i ricordi, le speranze
del passato tempo, dell'oggi o del futuro,
mi domando spesso: "Perché tormenti
i bianchi o gli elettronici fogli? Perché
li righi, li graffi, a qual pro lo fai,
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