Nun so romano e ve lo vojo di,
nun so laziale e nun lo vojo fa,
so rispettoso dell'artrui cultura
parlo un romano da caricatura.
Perché me piace morto l'inflessione
c'avete in ogni vostra discussione,
rende l'idea 'n vernacolo siffatto
forse pe questo me ne sento attratto.
Canzonatorio, ironico, ammiccante,
de qualità ne ha davvero tante!
A me che nun me piace scrive de fino,
a vorte
Quando dal sentir del tuo cuore o dolore, o piacere
ti prende si produce, un pensiero, una melodia,
almeno io devo subito ricorrere a un'arma che sia
una penna, una tastiera, un lapis, un pennarelllo
e preso un foglio in un primo momento, darci dentro
scrivendo, tasteggiando, imprimendo, con furore
come un guerriero con l'arma, il pittore, il pennello
che non è facile mantenere la tens
Hai rinviato la causa
il respiro ritorna a casa
anche lo sfintere si rinnova
non potevi andare al cesso
avevi l'ansia dentro ar petto
Non riuscivi a starmi lontano
avevi voglia di aprirti l'ano
la tua puzza volevi donarmi
ma donala alla sor pola
che lo vende a destra e manca
ma tutti gli stanno alla larga.
Orsù dunque lascia stare
che nella merda sai navigare
torna in oggi scrivo
Ora qui solo di nuovo
che barba, uh uh...
e su questo piano...
.. oggetto... rumore
Piatto inclinato
sul viso, illuminato,
agganciato, uh,
non si stacca uh
a piatto con rilievi,
e come piccole scariche
e non è da mangiare...
scossa che pizzica zampe.
Tocco rilievo su piatto,
quello orizzontale.. uh..
appare come un segno
mi vien di continuare...
stacco filo e lancio
Quando con la biro in mano o battendo i tasti,
dimentico del Croce e credendomi poeta,
o se assennato qual mero scribacchin di versi,
su vuoti spazi di carte virtuali o vere
i miei pensieri inchiodo, i ricordi, le speranze
del passato tempo, dell'oggi o del futuro,
mi domando spesso: "Perché tormenti
i bianchi o gli elettronici fogli? Perché
li righi, li graffi, a qual pro lo fai,
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