Un turco odia un europeo,
un europeo odia un giallo,
le mani di divinità vogliamo
che si armino.
Orgogliosi come massoni,
scappiamo i poveri,
senza capire,
che quando seduti a parlar di pace,
staremo insieme sorridenti,
sciopperà il paradiso.
L'ho visto
tre giorni prima
che venisse chiamato tra i padri
L'ho visto
pronto e indifeso
lo sguardo riflesso nel vuoto
L'ho visto
il coraggio dell'uomo
che non nega sè stesso
L'ho visto
come gabbiano ferito
che sa dove andare
L'ho visto
quale agnello testardo
che vuole battersi coi lupi
L'ho visto
portava con sè
la sentenza già emessa
I sorrisetti beffardi
di chi
La solitudine, un canto silenzioso
Vibra nel cuore, libera dai tormenti
Ci rilassa, scrolla via il peso
Circostanze pesanti, che rubano l'ossigeno
Gli alberi stanchi, con poca energia
I loro rami scrollano pensieri alle nuvole
Nuvole cariche di acqua, lacrimano
Si perdono nel vento, spazzate via
Perdendo il nutrimento, quello sostanzioso
Ma la solitudine persiste, un canto misterioso
Ho conosciuto la fame e le miserie del mondo
sotto forma di mani anchilosate che stringevano aria.
Ho incrociato sguardi patetici di aiuto,
un aiuto che invocavano invano... da sempre.
Occhi vuoti, sgomenti e inespressivi
svuotati da ogni lacrima per piangere
sì da render più reale una sofferenza vera...
troppa... per essere creduta.
Ho fraternizzato con storpi, sgorbi e deformi,
un g
Dalle 14. 00 alle 16. 00
puntuale terremoto
fuori scoppia caldo afoso
riposar... non se ne parla!!.
Sbatte porta... sbatte sedia
strilla il pupo rompiballe
urla nonna e pur la mamma
pover me che li ho di fianco.
L'altro dì fui diplomatico
con sorriso in cartapesta
glielo dissi in gentilezza
“” IO MI DEVO RIPOSARE...!! ””
Con la faccia da sorpresa
mi han guardato
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