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Sonetti

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INATteso futuro?

Nel tempo avvolto da fidente attesa
spunta splendente e gradita l'aurora
dai raggi fulgidi;sempre poi irrora
d'azzurro e luce l'incerta distesa.

Paure, dubbi, la mente è sorpresa
ma l'incertezza mostrata sinora
scompare lesta e con il senno affiora
la pronta voglia di strenua ripresa.

Il primo tratto dal gusto fidato
mira e riscopre il passato vicino
che qui con impeto vien ritrovat

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   3 commenti     di: sergio


Trilussa, Giordano Bruno, certi Storici e lo Spirito Moderno

Trì su Giordano Bruno scrisse un giorno
che credeva ner libbero pensiero
ma lo storico dice che n'è vero:
"n'è pe questo che fu che l'abbruciorno

si je fecero fa l'abbacchio ar forno
è perchè era un filosofo severo
e a le sue idee credeva pe davero
fino ar punto de di: "n'è vero un corno!""

ma lo storico a vorte si je pare
te gira la bistecca de cavallo
come fa er co

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Le tue parole resteranno

Il tempo non trascorre mai per caso;
ogni istante si riempie di valore
se lo vivi volando con il cuore,
verso quel rosso cielo dell'occaso.

Su di un nastro ch'è lucido di raso,
s'imprimono le musiche delle ore
che il tempo lascerà al registratore
e le conserverà i n prezioso vaso.

Nessuna tua parola andrà perduta,
protetta nello scrigno dei preziosi
nell'ordine di vita già vis

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   8 commenti     di: Verbena


Brandelli d'un tempo remoto

Se in quel tempo tu fosti l'allegrezza
d'anni giovani, freschi e spensierati;
il mio pensiero cerca archi affrescati,
tra cumuli di nuvole e amarezza.

Della memoria il vento soffia e spazza
gli sterpi su sentieri inerpicati;
ritorna il batticuore degli afflati,
forano il tempo e sfiora una carezza.

Unica luce illumini il cammino
di quel percorso ombroso e sconosciuto;
tendo le mani a

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   2 commenti     di: Verbena


La conquista

Volto tuo leggiadro mentre lo miro
pe' lietezza sublime ch'io ne provo
lo core mio prenne lo volo
e como augell se posa a lo petto tuo;

sfregandomi lo arpiglio tiro
ma cilecca l'organo pumpante tosto
che nun se capezza e a tera cade morto
finché na gocia da n'ocio tuo nun prenne lo miro;

e lo ravviva palpitante novo
allor lo tuo prenne e lo fa suo
e du' cori in uno al fin trovo.

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