Giornate brevi,
pullulare di poesie,
nostalgie represse,
lentezza...
Cullare di ricordi,
un anno che se ne va...
convivenza pacifica
di emozioni e per che...
La fine.
Piange lacrime di cristallo, l'ultima
rosa aggrappata al ramo e sa che
basterà un alito di vento per finire
a concimare la madre terra.
Prima bocciolo colorato e profumato
poi superba, splendida regina,
ammirata, visitata da api e farfalle
pellegrine.
L'autunno è arrivato con temporali,
freddo, nebbia e la splendida rosa
perderà i suoi petali, il suo profumo,
la sua gloria.
Me
La crosta ora
Si stacca
Da sua gola:
è tutto quanto finora
avrebbe sputato,
puranche,
senza risultato.
E non c' è pudore o vergogna.
I conti tornano.
La vista scende,
offuscata dalla nebbia
dei pregiudizi e del già visto,
come involti inestricabili
bave d'esperienza
che cingono la mente
I conti tornano.
L'udito si fa balzano
Tutto questo rumore
Per
Il vento portò via le nuvole,
poi, calò la voce.
Il cielo si schiarì.
Il Sole si vestì
da prepotente
lanciando raggi caldi
a destra e a manca,
l'aria si addolcì.
Nascosta dietro i Monti
Giovane Primavera
si svestì,
tolse il mantello.
Saltellando scese a valle
portando in grembo
fiori e foglie,
fiori da spargere nei campi,
foglie per vestire rami spogli.
Rigido Inverno si
E ti rivedo ancora!
Gaia, sfrontata,
profumata;
come quando mi hai lasciato.
Nel vissuto,
Io,
spasimante,
in fedele attesa
mia giovane amante.
Sensuale nomade,
vaghi
sulle ali del vento.
A Mari e Monti
accendi i colori,
in milioni di cuori
risvegli l'Amore.
Lenisci il rimpianto
del tempo che va.
È caldo il mio cuore,
ti sente e sorride.
In fiore le voglie,
in fiore la
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