Un aitante giovine
de fiori incravattato,
co' na giacca pisello
e pantaloni
a la zuava,
co' l'immagine
de Maria
a la catenina d'or
appesa,
sta bussando
e di entrare
gentilmente chiede;
de la sua parte
giunta l'ora est.
E ti rivedo ancora!
Gaia, sfrontata,
profumata;
come quando mi hai lasciato.
Nel vissuto,
Io,
spasimante,
in fedele attesa
mia giovane amante.
Sensuale nomade,
vaghi
sulle ali del vento.
A Mari e Monti
accendi i colori,
in milioni di cuori
risvegli l'Amore.
Lenisci il rimpianto
del tempo che va.
È caldo il mio cuore,
ti sente e sorride.
In fiore le voglie,
in fiore la
Settembre in città
( mi volevi viva? prendimi sono quà...)
Temuto atteso
Settembre è ritornato
Eppure con il naso in sù
A cercare
Sempre qualcosa da sognare
scendete dalle nuvole
è tempo di atterrare
Si nasconde in un sorriso
che non c'è
Dentro un caffè
Nel capriccio di un bambino
Uno schiaffo del vento
Diventare grande
e poi giocare al trenino
Tremano gli alberi nei pub
Svela l'autunno colori di sole:
è dell'estate forse innamorato?
E gongola il crepuscolo tra i rami,
tingendo lento pallide le case
per consegnare con gran garbo il passo
al tramonto che segue.
E sono cachi.. zucche.. melograni
ad indossar l'arancio ed il carminio,
mentre Helios fiacco si rituffa in mare.
L'ultimo sguardo ci dipinge gli occhi
... e il cuore ci trafigge!
Trascino le mie stanche membra
all'ombra di quel vecchio pino
nuvole in cielo adombrano
il cammino e tutt'intorno tace
è tarda primavera e quasi sembra
giorno d'estate umido un tantino
si mescolano i profumi ed è strano
guardarsi intorno respirare pace
come una tavolozza di colori
una distesa d'infinito verde
ove fan capolino variopinti fiori
finanche dove l'occhio ci si perde
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