Dissimulati dall'oscurità
trasudan diuturni
da quei vagiti iridescenti
fotogrammi impalpabili,
sovrasensibili scorci
che stazionano edenici
in liturgie notturne
d'insonni vedute,
issandosi tra le sinapsi
trasumanando nell'oniriche valli,
ove cercan coesione
i nostri aneliti dispersi
fra quegl'atomi agglutinati d'immenso.
ti aspetterò quel giorno
quando arriverai
e lascerò la porta aperta
poi ti dirò:
aspetta! il tempo ancora
di una sigaretta
di un caffè ,
poi
andremo via.
No, non ti chiederò
perché
non ti domanderò
perché ora,
ma
ti porgerò la mano
e ti sussurrerò:
mangia un po' di più che sei tutt'ossa.
La fabbrica
è l'ovile,
gli operai, le pecore,
dirigenti, i cani sciolti,
pastore è il padrone.
Sembra un quadretto
armonico, bucolico,
ma per brucare l'erba
dei pascoli, ogni dì
debbono, le pecore,
a lungo camminare,
(salire l'irta
è faticoso)
i cani, le controllano a distanza,
pronti all'azzanno
se qualcuna,
decide di non seguire
la via ordinata.
Brucare, sempre di più
Ho la memoria piena
Gocciola di codici
con più di dieci numeri
e almeno una maiuscola
- attento, mai uguale! -
ne va della firma digitale
Rovisto in alfabeti esotici
dove sabbie bianche
vorrebbero i miei pedici
Ma io sono impegnato
addomestico gli indici
mi guardo dalle cimici
faccio piedino ai criptici
fregandomene gli alluci
Poi un alito di vento
inatteso tra i fortunali soliti
sogno di un viaggio nel passato,
nella cornice di una Parigi di fine ottocento,
protagonista, vagando per i suoi vicoli, di interminabili notti.
tra assenzio e malsani petali,
intrappolata in una lunga veste rosso passione,
dialogo con la luna mentre amica d prostitute mi faccio.
dal Suo magnetico arrivo giochi saffici vengono interrotti
e tutte ai suoi piedi,
mentre lunghi versi compone
La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Surreale.