Mi affaccio alla finestra della notte:
tornano empiree a splendere le stelle
che come sogni si tingono di luce.
Cresce nel sonno trama di illusioni
al soffuso riverbero lunare.
Carezza il vento vaporosa riva,
incerto ciglio tra la veglia e il sonno,
ov' è il ricordo di oniriche presenze,
di cieli mai veduti e mondi vani.
Sorge tra caligini di nebbiosi mari
l'"Isola che non c'è", dimora
ti aspetterò quel giorno
quando arriverai
e lascerò la porta aperta
poi ti dirò:
aspetta! il tempo ancora
di una sigaretta
di un caffè ,
poi
andremo via.
No, non ti chiederò
perché
non ti domanderò
perché ora,
ma
ti porgerò la mano
e ti sussurrerò:
mangia un po' di più che sei tutt'ossa.
Volevo creare collegamento
mi è venuta l'idea pensando
leghiamo ad un filo i sogni
che vanno a finire in cielo
creando nuova linea fantasia
<Pronto Santo Protettore ci sei?>
<non mi chiedere cose assurde>
<sei già sulla difensiva, perché?>
<Ti conosco mascherina pura!>
<Pure ironico, ma ti comprendo>
Astruso il rapporto con Santi è
solo la vecchia via della preghiera
a loro giu
picchio il picchio
beh e' solo l'allenamento del picchiatore
un toro attore a tiro allora che ve ne pare?
anguilla la'?
una gazza ripassa o e' una ragazza un po' passata?
ammicco all'amico
bah
quasi quasi torno al tornio.
Volare con le ali della fantasia
lassù nella volta infinita;
toccare il sole con un dito,
senza bruciarsi, senza farsi male:
riposarsi sulla luna; in assenza di gravità,
dormire a mezz'aria senza russare,
altrimenti ondeggio e mi viene il mal di mare.
Salire sul Grande carro facendo a gara con il Piccolo carro
trainati dall'Orsa maggiore e dalla Stella polare
e correre sulla Via latea
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