In una splendida
giornata di sole
ritorno
nella "mia" collina
di Acicastello.
Guardo intorno
mentre dentro mi vibra
dolore immane
nel vedere lo scempio
di tanto doloso incendio.
Dove prima cantava
lieta orchestra
di uccelli,
dove rideva
verdeggiante bellezza
ora piange
impronta nera
di morte.
Ma perché tu uomo
scellerato
uccidi,
con sacrileghe mani,
la speranza di vita?
Sono solo
un essere umano.
Forse pensare
o forse...
Non
chiedere di risolvere
perché nessuno
è un profeta.
Una sottile angoscia
negli addii e nei silenzi
perché
frammenti interi sono la gioia.
Oltre il pensiero
il buio
che trabocca di malinconia nel silenzio
di mille perché.
Nell'universo infinito
il vento immerso in mille sospiri
dove i colori dell'inverno
giacciono caldi.
Tu
come il niente
nel ricordo più buio
di arcobaleni senza luce.
Costruita la torre
questa fu distrutta
e tutti liberi, alla frutta.
Poi in cerca di acqua
e di qui la battaglia.
Feroce e atroce.
Mentre sul mio viso
scivolano lacrime antiche
che il tempo
ha scalfito di malinconia,
nel mio animo
gocce color rubino
ingoiano il dolore
di un'esistenza ormai finita.
In attesa di un'alba
che mi accompagni
nel cammino di una nuova vita.
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