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Racconti sull'amicizia

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Le gemelle

Allora Jack, mi sono rotto le scatole di questa musica a tutto volume che dietro di me, come ben sai, c'e' una tipa che mi piace parecchio e vorrei dare movimento alla serata. Capito il senso?. Jack conosce Bill da tempo ma non lo aveva mai visto così aggressivo.


Stà bevendo solo acqua da ore e come è entrata quella ragazza ha cominciato a sorridergli ricambiato con Jack sempre più teso, visto che quella è la ragazza di Jack, e dietro il banco mentre lavora e serve cocktail su cocktail comincia a innervosirsi sul serio.


Senti Bill, è un'ora che ti stò spiegando che quella è la mia ragazza e io sono un tantino geloso, la conosco da due giorni ma è come se la conoscessi da sempre. Io ho fiducia in te, sei il mio amico del cuore, ma ti ricordi che te l'ho presentata ieri. Ma Bill tutto muscoli e tatuaggi maglietta a canottiera che è un freddo fuori da urlo, che gli avventori lo guardano spaventati, da quell'orecchio non ci sente.


È completamente fulminato. Ma cosa stai dicendo, io ieri sera nemmeno c' ero. Come si chiama, dai, dimmi come si chiama! Si chiama Diana per la miseria, e ieri sera siamo andati a casa sua e... insomma è stata una notte meravigliosa, ci siamo promessi delle cose. Perchè vuoi rovinare tutto? Anche Jack è un tipo tosto.


Due spalle così, moro che pare un bronzo di Riace, e tendenzialmente sul collerico, che se non fosse che Bill è il suo amico del cuore a quest' ora lo avrebbe già lanciato fuori dal locale. A questo punto Diana si avvicina al bancone e saluta Jack. Ciao. Jack fa per dargli un bacio ma lei allontana le labbra e le spiega che lei è la sorella gemella identica di Diana e si chiama Paola.


Jack rimane interdetto e arrossisce. Lui è tuo amico? Fa Paola a Jack. Ce, certo, il mio migliore amico. Bill è tutto un fuoco si avvicina a Paola e le bacia il collo lei ci stà e come se ci stà e sussurra: Diana arriverà tra poco, mi posso fidare di lui? Ma certo Bill è un bravo ragazzo!


Bene

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   7 commenti     di: Raffaele Arena


Riposo di un leone

Il leone non esiste solo nella giungla, posso incontrarlo mentre guardo un uomo forte e virile, consumato dagli anni ma non dall'amore verso la vita e la famiglia.

L'uomo che ama la campagna, è un prode coraggioso perchè il risultato del suo sudore dipende dalla stagione e dalla pioggia.
Lui si affida alla Natura e al frutto del buon Dio.
Lavora dalla mattina alla sera senza il riposo nell'estate, perchè l'inverno non permette di coltivare la terra a causa del maltempo.
Trebbia tutto il giorno e falcia l'erba mentre pensa al tempo passato in cui si sentiva il suo ruggito nei teatri gremiti delle grandi città come Maiami, davanti a Clinton, presidente americano.

Cantava la Bohème come Puccini l'aveva sognata nel redigere la scena amata.
Qella immagine è rimasta nel suo cuore per ricordare il suo primo amore "Maria". Si chiamava la pulzella siciliana lasciata nella sua isola lontana, la Sicilia.

Era allegra marciava in bicicletta negli anni quaranta dopo la seconda guerra mondiale.
Si metteva il rossetto sulle labbra ma il padre di Nino, a quei tempi la considerava una donna di poco rispetto.
Nino dovette scegliere Maria o il canto, scelse il canto.

Sei diventato un gran tenore, dolcemente accompagnato da donna Gianna, bionda e tutta fiamma d'amore verso di te e la sua famiglia.
Si ti ama Nino, più della sua vita.
Ora, sei solo un vecchio leone appisolato nella tua tana in attesa di essere ricordato per gli allori riportati alla musica italiana.

Grazie di averti avuto come un dono nella nostra vita, ti stimiamo caro Nino Tomasello.
Pontinia li, 13/7/2007



Un legame spezzato

C’era una volta un bambino timido e pauroso, Alessio. Quando compì 3 anni il suo migliore amico gli regalò un orsacchiotto di peluche bianco; Teddy.
Alessio giocava ogni giorno con il suo nuovo compagno di avventure. La sera leggevano insieme un libro e poi si addormentavano uno accanto all’altro. Ma un giorno, Alessio compiuti 6 anni
iniziò la scuola e aveva un sacco di impegni: i compiti, il calcio, il nuoto, gli amici, e non trovava più il tempo per stare con Teddy.
Questo si sentiva un po’ solo e alla fine decise di preparare le valige e se ne andò triste, lasciando per sempre il suo fidato amico. Il sabato successivo
Alessio aveva tutto il sabato per stare con lui, ma non lo trovò più e Alessio tutto triste cominciò a fare i compiti per casa.

   3 commenti     di: Andrea Raineri


Pensa che ti stai facendo un lifting

fai così... metti a bollire l'acqua. fredda. non prenderla dallo scaldabagno.. se no, invece di attenuarle, le rughe, te le scolpisci. mentre aspetti che bolle puoi anche fumare, tanto dopo ti fai la maschera.. puoi pure piangere e lamentarti, o ridere e rallegrarti, secondo il momento..
quando bolle l'acqua, però, piantala, scordati tutto e butta giù il riso. guarda l'orologio, non importa se va indietro o avanti, prendilo per buono.. ma quanti c... di problemi ti fai, Eli?
dopo sette minuti e mezzo, puoi mettere il sale, prima ricordati di prendere l'acqua. prendi mezzo bicchiere d'acqua, dove ha bollito il riso, e mettila in un bicchiere.
sdesso puoi mettere il sale, se vui mangiare il riso. dopo altri sette minuti il riso è pronto. scolalo. mettilo nel piatto. un filo d'olio, spremici mezzo limone. mangialo.
quando hai finito, e hai pure lavato i piatti, prendi il mezzo bicchiere d'acqua di riso e stenditelo sulla faccia. con due dita.
... due dita di niente, Eli.. dicevo con le tue due dita qualsiasi.
tienila fin quando senti la pelle che tira. pensa che ti stai facendo un lifting.. Eli. non pensare a nient'altro.
poi, sciacqua. vestiti ed esci. tanto... non hai pagato.



Povero ragazzo, un omaggio a Nick Drake

Una notte con Bryter Layter in loop. Il sole sorgerà più tardi, non potrà essere altrimenti. Rubare le parole alle canzoni. Come fanno i ragazzini con i cantanti melensi che si sentono alla radio.
Perché c'è una gran confusione. Dar retta a tutti non si può. Vorrei ascoltare quello che non ha più la stessa voce. Ha cambiato anche le parole. Non è più muto. Ma neanche il contrario. Povero ragazzo per lui è davvero difficile volare. E tutti gli amici che ha conosciuto sono rimasti indietro. In un altro tempo, in un altro spazio. Loro lo mantenevano vivo. Non c'è altra spiegazione. Adesso rimanda il distacco, già avvenuto, al giorno dopo. A quello dopo ancora. Prima o poi dovrà decidersi. Come sempre non avrà fretta.

It's really too hard for to fly.

Vorrei, per favore, una seconda possibilità, vorrei poter provare con una nuova faccia, per favore.
La prima volta sono caduto, sono finito più in fondo di quanto potessi mai pensare. Adesso sono di nuovo sulla terra, un vagabondo, arrivato dal passato, che forse è un ostacolo. Che vorrebbe un'altra possibilità. Un'altra possibilità di volare.

Povero ragazzo, così dispiaciuto per se stesso,
Povero ragazzo, così preoccupato per la sua salute.
Ogni giorno può dire dove passerà la notte.

Non saprei dire il motivo per cui sono venuto, meno ancora perché sono tornato. Sembra che me ne sia dimenticato, però me lo ricordo. Me lo ricordo bene. Vorrei, riprovarci, per favore, un'altra volta. Nonostante le molte difficoltà. Nonostante la caduta, vorrei che le nuvole rotolassero via, anche se non posso negare che è veramente troppo difficile volare.

Povero ragazzo, così preoccupato per la sua vita.
Povero ragazzo, così dispiaciuto per se stesso,
Sarà davvero entusiasta d'aver preso moglie?

È ancora nella mia mente, è ancora un illusione. Vorrei ritrovare per un momento la nostra strada.
Prendere un po' di tempo per rendere chiara la storia. Sollevare i piedi da terra, tog

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   0 commenti     di: A Willin


I love you

"Ti amo!"
"Non è vero!"
"Come scusa?"
"Tu non mi ami, io sono solo il tuo migliore amico... Tu ami Federico, non me!"
"No... Ce... Alex, io ti amo... Punto!"
"Io no Ele..." Alex la stringeva forte fra le braccia... Non la lasciava andare. "Ti voglio troppo bene per amarti... Sei il mio angioletto, la mia giuda, la mia migliore amica..."
Bacio...
Erano riusciti ad evitarlo fino ad ora, ma, a quel punto era inevitabile...
Quel bacio, iniziato piano piano, molto timidamente, si trasformò pian piano in un bacio sempre più grande, passionale, ma amichevole...
E poi si ritrovarono così, coricati l'uno di fianco all'altra su una spiaggia deserta...
Ele, occhi chiusi e mani incrociate al petto, pensava... Che cosa aveva fatto?! Non ci poteva credere... Non ci voleva credere...
Alex occhi spalancati, aveva paura che la cosa potesse degenerare e sfuggirgli di mano...
Il sole nel frattempo si immergeva all'orizzonte, in quello specchio chiamato mare... Chiamato "Marina Piccola"...
Parlavano...
Non si guardavano negli occhi e nessuno dei due aveva il coraggio di accennare a quello che era appena successo fra loro... I due quindicenni non volevano credere a quello che tra loro stava succedendo...
Dopo un po', Alex, abbracciò Ele e le sussurrò un -ti voglio bene. All'orecchio.
Lei iniziò a piangere...
"Alex, ti prego, quello che è successo oggi deve restare tra noi! Fede non deve saperne niente!"
"Come vuoi tu Ele... Però, ti prego, abbracciami..." Si abbracciarono e coccolarono un po'...
Finché quel tramonto non finì...
A quel punto andarono alla fermata del pullman, erano ormai le 8 di sera e al capolinea del QS erano soli!
Dopo mezz'oretta scesero dal pullman...
"Ciao Alex, mi son divertita oggi!"
"Anche io Ele..."
Bacetto timido sulla guancia...

   10 commenti     di: F S


L'amicizia

Una domenica d'inverno mi trovo ad Angiari. Poiché fa freddo decido di andare a scaldarmi, come al solito, davanti al camino dell'amico Egidio. Questo uomo fa il contadino e la mia amicizia con lui dura da molti anni.
In primavera trovo Egidio in campagna a seminare, o nel vigneto a potare le viti. In estate egli sta nell'orto a raccogliere pomodori. In autunno è nel vigneto a raccogliere l'uva e poi in stalla a pigiare, torchiare e mettere l'uva nelle botti. Io adoro vedere i lavori dei campi e mi piace aiutarlo un poco.
Durante i lunghi mesi invernali Egidio sta seduto accanto al camino a fumare la pipa. Molti amici suoi vanno là, e io mi siedo fra loro e mi diverto ad ascoltare le storie di una volta.
Ma questo pomeriggio la sua fattoria è chiusa. I vicini mi dicono che Egidio è all'ospedale e sta per morire.
Nella casa dei vicini, incontro molti amici di Egidio. Resto a parlare con loro e rimango sorpreso, terribilmente sorpreso.
Un vicino mi elenca i difetti del moribondo, le sue colpe vergognose, i vizi, le mancanze. Non c'è più stima né rispetto per lui.
Un amico di Egidio sparla di lui, lo critica e gli versa addosso cumuli di fango. Un altro mostra tutto il suo odio, il rancore represso, la gelosia, la rabbia, l'invidia.
Eppure io ho incontrato questi uomini quando frequentavano la fattoria. Sembravano tutti amici buoni e generosi. Adesso si rivelano quello che veramente erano: adulatori, ipocriti, falsi e opportunisti. Amici interessati che hanno comprato i favori leccando e adulando il fattore quando poteva dare.
Pochi giorni dopo Egidio muore e il giorno del suo funerale è grigio e gelido. Davanti alla chiesa, lungo il corteo e perfino in cimitero gli amici seguitano a sparlare sottovoce.
Erano amici perché era conveniente per loro, perché ricavavano vantaggi. Avevano gesti servili e parole ipocrite perché avevano timore o perché desideravano ricompense. Adesso che Egidio è morto, adesso che non serve più, gli amici si

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   2 commenti     di: sergio bissoli



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