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Racconti sull'amicizia

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I love you

"Ti amo!"
"Non è vero!"
"Come scusa?"
"Tu non mi ami, io sono solo il tuo migliore amico... Tu ami Federico, non me!"
"No... Ce... Alex, io ti amo... Punto!"
"Io no Ele..." Alex la stringeva forte fra le braccia... Non la lasciava andare. "Ti voglio troppo bene per amarti... Sei il mio angioletto, la mia giuda, la mia migliore amica..."
Bacio...
Erano riusciti ad evitarlo fino ad ora, ma, a quel punto era inevitabile...
Quel bacio, iniziato piano piano, molto timidamente, si trasformò pian piano in un bacio sempre più grande, passionale, ma amichevole...
E poi si ritrovarono così, coricati l'uno di fianco all'altra su una spiaggia deserta...
Ele, occhi chiusi e mani incrociate al petto, pensava... Che cosa aveva fatto?! Non ci poteva credere... Non ci voleva credere...
Alex occhi spalancati, aveva paura che la cosa potesse degenerare e sfuggirgli di mano...
Il sole nel frattempo si immergeva all'orizzonte, in quello specchio chiamato mare... Chiamato "Marina Piccola"...
Parlavano...
Non si guardavano negli occhi e nessuno dei due aveva il coraggio di accennare a quello che era appena successo fra loro... I due quindicenni non volevano credere a quello che tra loro stava succedendo...
Dopo un po', Alex, abbracciò Ele e le sussurrò un -ti voglio bene. All'orecchio.
Lei iniziò a piangere...
"Alex, ti prego, quello che è successo oggi deve restare tra noi! Fede non deve saperne niente!"
"Come vuoi tu Ele... Però, ti prego, abbracciami..." Si abbracciarono e coccolarono un po'...
Finché quel tramonto non finì...
A quel punto andarono alla fermata del pullman, erano ormai le 8 di sera e al capolinea del QS erano soli!
Dopo mezz'oretta scesero dal pullman...
"Ciao Alex, mi son divertita oggi!"
"Anche io Ele..."
Bacetto timido sulla guancia...

   10 commenti     di: F S


Gli amici che

L'altro giorno riflettevo. In realtà non solo l'altro giorno, diciamo sempre.
Ma mi è capitato di pensare al concetto di amicizia, alla sua essenza. Ho pensato al nostro modo di scegliere gli amici, i nemici, i confidenti, gli sconosciuti. E ho dovuto comprendere un bel po' di cose;ad esempio che da molti amici noi vorremmo davvero di più, ma non possiamo nè pretenderlo nè ottenerlo con le forze. Ed inconsciamente cerchiamo di essere gli amici che vorremmo avere, e questa è la verità. Io provo ad esserci per tutti e per ogni difficoltà, grave o meno che sia. Il fatto è che riesco ad esserci sempre, per amici, confidenti, sconosciuti. Chiunque.
Perchè non mi aspetto che qualcuno possa essermi d'aiuto come io lo sono per gli altri, perchè nelle relazioni non si deve pretender nulla;però vorrei trovare qualcuno come me, che sa aiutare, consigliare, risolvere, consolare, rincuorare. Per fortuna so essere d'aiuto anche per me stesso oltre che per gli altri. Ma ciò non cambia ciò che vorrei e ciò che ritengo giusto...
Noi cerchiamo di essere gli amici che vorremmo avere. E per me è una grande verità.



Apriti con me

Non puoi fuggire da te stessa, non devi nasconderti anche da me. Ormai io ti conosco sai, è come se leggessi dentro i tuoi pensieri. Nei tuoi occhi da troppo tempo spenti ma bellissimi e di straordinario colore, vedo riflessa chiaramente come per magia la tua anima. Il tuo sguardo avvilente, etereo, quasi lunare smaschera questo tuo essere creatura persa, come chi è presente solamente col corpo ed è lontana mille anni luce con la mente Ma io provo ad immaginare il fascino di quel tuo viso che sarebbe capace di ipnotizzare chiunque se solo potesse ritrovare la bellezza e la spensieratezza del suo sorriso. Ti prego: apriti con me! Non chiuderti tenendoti tutto dentro, forse non trovi le parole, non sai da dove cominciare. Parlami del malessere che ti opprime e dal quale credi di non poterti liberare. Ci sono segreti, esistono paure in te, lo sento. La tua vita è un mare in tempesta ed il tuo futuro lo vedi annebbiato, hai già pianto parecchio fino a prosciugare ogni lacrima ma dall'amarezza e lo sconforto di questo tuo dolore, ne uscirai fuori e per sempre, se lo vorrai veramente. La mente mia ora precipita in fondo alla tua, e in simbiosi con i tuoi stessi tormenti scopre un'ombra, intravede una solitudine profondissima, si perde nel labirinto del tuo mistero lasciandosi del tutto rapire dalla angoscia che ti possiede. Come fari abbaglianti nel buio, i tuoi pensieri negativi sparano su me ma non mi uccidono, mi danno più forza. Ti scongiuro: apriti con me! Io ti ascolterò con attenzione e pazienza senza giudicarti affatto ma cercando di comprenderti, calandomi al tuo posto. Ora dimmi perchè ti consumi così, cosa c'è che mi nascondi, c'è un pericolo che incombe o un demone alle tue spalle. Dimmi tutto ciò che vuoi, qualsiasi cosa o confidenza, fammi partecipe di ogni tua sensazione, io sono pronto a seguirti con cura, ovunque ed a qualunque costo, finchè mi permetterai di farlo, amica mia! Non odiarti in questo modo ma rendi il bene per il male, prova fin

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   2 commenti     di: CLAUDIO CISCO


Serata

È da circa due ore che sto passeggiando insieme ai miei due amici Marco e Filiberto, sono stanco morto ma loro non hanno la minima intenzione di fermarsi. È sera, c'è un po' di venticello ma non fa freddo, c'è un bel clima. Stiamo camminando sul lungomare e senz'altro la vista di quelle piccole onde mi fanno sentire di meno il dolore dei piedi. Comunque c'è molta gente: vecchiette che si mangiano un gelato, comitive di ragazzi che ridono per ogni minima cosa, stranieri che cercano di vendere rose e altri in bicicletta che fanno continuamente slalom per non investire nessuno.
Marco come al solito si sta lamentando dell'Italia, non gli va mai bene niente, fa sempre discorsi di politica che fingo di ascoltare per non offenderlo. Vuole far vedere che odia l'Italia ma secondo me in realtà non ne può fare a meno.
Filiberto si sta fumando una marea di sigarette, e sinceramente mi chiedo come faccia a essere ancora vivo... si fuma minimo quattro pacchetti al giorno, per lui il tabacco è come respirare l'aria, è incredibile, deve odiare davvero parecchio i suoi polmoni.
-Oh, ci andiamo a mangiare una pizza?- propone Marco.
E meno male che odiava l'Italia, alla pizza però non rinuncia! Eheh...
Senza manco rispondere ci avviciniamo alla prima pizzeria nei dintorni. Non vedo l'ora di sedermi, rifocillarmi e riposarmi dopo questa lunga camminata. Eccoci arrivati, i miei due amici ordinano due diavole, io che non posso mangiare il piccante preferisco prendere una margherita.
Per fortuna oggi la pizzeria non è molto affollata e si percepisce molta tranquillità. Filiberto tra una sigaretta e un'altra attacca discorso: -Mia sorella fra un mese si sposa con il suo ragazzo, si trasferirà a Milano, farà dei figli, e io diventerò zio. Avrà una famiglia tutta sua mentre noi tre siamo ancora scapoli, quando ci daremo una mossa?-.
Marco risponde -E grazie che siamo scapoli! In questo paese il lavoro non c'è, come cavolo pretendi di farti una famiglia?-
A riecco c

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   5 commenti     di: Luigi Greco


Lettera a Fabio

Caro amico ieri 29/09/2006 improvvisamente ci hai lasciato
che brutta notizia sapere che non ti rivedremo mai più...
.. certo che resterai per sempre nei nostri pensieri
e in tutte le feste che ci saranno sentiremo la tua nostalgia.
Caro Fabio abbiamo le foto e dei filmati delle nostre belle feste e vacanze
con te e tutta la tua famiglia.. non piangeremo rivedendole ma tu prometti che
starai bene la dove adesso ti trovi e che ci aspetterai tutti senza essere impaziente.
Noi che siamo ancora qui continueremo a scegliere il cammino di questa vita e quasi come
fosse eterna... continueremo a sbagliare.

Sceglieremo quando essere amici di qualcuno e quando dimenticare qualcuno.. quando
essere contenti e quando essere arrabbiati...
continueremo a dire che fa troppo caldo in estate e troppo freddo d'inverno
.. che la mezza stagione non esiste più e che ci sono troppe zanzare.
Continueremo a sperare in un mondo migliore senza guerre e malattie per i nostri figli e nipoti.

Sai stamani mattina Giacomo pensava a te e ha portato un mazzo di fiori in quel luogo del mortale incidente.
Pregheremo il Signore per te e chiederemo a Lui

che ti faccia riposare in pace e per noi chiederemo che non ci faccia troppo soffrire.

Ciao caro Fabio.

   2 commenti     di: Sonia Gemmi


LUISA E L'ISOLA DI WIGHT

Luisa aveva riccioli biondi, pelle chiara, occhi celesti, Portava una lunga catenina d’oro che all’epoca testimoniava la sua appartenenza a famiglia benestante e al tipo di lavoro di suo padre, orefice.
Luisa era mia compagna di banco alle elementari e spesso ci scambiavamo reciproci piaceri.
Lei mi faceva il problema di matematica, io l’ aiutavo nel tema.
Condividevamo tutto, persino la gomma masticata che lei mi porgeva amorevolmente dalla sua bocca e che io accettavo inconsapevole dell’esistenza di microbi e batteri.
Avevo per lei una sorta di ammirazione - invidia, sentimenti piuttosto confusi a quell’età, perché era di una bellezza non comune dalle nostre parti e inoltre capiva di matematica tra una massa di alunne sprovviste di quelle abilità.
Alla fine delle elementari suo padre, sull’orlo del fallimento, decise di chiudere il negozio ed emigrare in Inghilterra per raggiungere dei parenti.
Rimasi malissimo a quest’annuncio perchè ci eravamo giurate eterna amicizia.
Cosi un giorno d’ autunno partirono.
Restammo per alcuni anni in contatto ma poi pian piano quelle lettere, che aspettavo sempre con tanta ansia, si trasformarono in cartoline e poi non ci furono più rapporti.
Gli unici contatti sporadici che mi legavano a lei erano ormai solo i racconti di sua sorella maggiore Celeste che mi teneva al corrente della sua vita.
Ma quella estate del 69 ricevetti una cartolina. Arrivava da un posto che non conoscevo: l’isola di Wight una piccola isola al largo della costa sud della Gran Bretagna.
Alla fine di agosto si svolgeva là un grande concerto con la presenza di Bob Dylan.
Il Festival britannico era alla sua seconda edizione e riprendeva l'altrettanto celebre festival americano di Woodstock in quanto a rassegna giovanile musicale improntata al concetto di pace e amore, flower power, summer of love, e tutti gli altri slogan del periodo hippy.
Luisa mi scriveva che era lì con il suo compagno e mi raccontava brevemente le sue

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   3 commenti     di: MD L.


Tre amici

Questa è la storia di come tre amici hanno capito di essere inseparabili. P è il primo, ma il meno brillante dei tre. Crede solo in una cosa: nell'amicizia; poi c'è L, il playboy del gruppo e quello anche più violento. Infine c'è F, il migliore nel mettere a rischio l'amicizia. Possiamo cominciare. Era novembre e P, come al solito, quel pomeriggio aveva lezioni di violino. F lo incontrò davanti all'edificio dove avrebbe suonato e gli chiese se, per caso, conosceva una certa G. Sfortunatamente P la conosceva. F decise di provarci, non ascoltando l'amico ( P ) che ripetutamente gli aveva detto che anche lui provava dei sentimenti nei confronti di G. F andò a segno e aprì una storia con G. Per F e P furono due settimane di tensione. P, che inizialmente decise di accettare la storia dell'amico, capì che purtroppo non ci riusciva. F, che vedeva P come un eroe che aveva messo in prima linea la felicità dell'amico, capì che doveva scegliere: o la sua ragazza o il suo migliore amico. F la lasciò ma P lo convinse, inghiottendo questo enorme macigno, a continuare a starci insieme. Una settimana dopo, inevitabilmente, la relazione di concluse definitivamente. F e P tornarono come prima. Ma chi aveva ragione? F? Che credeva che la cotta dell'amico fosse solo una sbandata passeggera? O P? Che vedeva F come un traditore? Non importa. erano tornati amici e F si promise che non avrebbe mai ricommesso un simile oltraggio ad un'amicizia. Trascorse un anno e due mesi senza problemi per i tre amici. Però a F era rimasto il ricordo di cosa aveva fatto l'anno prima e il periodo fra ottobre e novembre gli faceva un po' paura. Non successe nulla, fino a capodanno. F, P e L erano insieme per l'ultimo giorno dell'anno con altre cinque ragazze. C'era però G ( sempre una G ), il desiderio di L. Verso le undici e mezza andarono a pattinare ma G e altri due tornarono a casa mentre F, P, L e gli altri rimasero sul ghiaccio. Qui entrò in gioco B, ex ragazza di L che provava ancora q

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   1 commenti     di: Philip



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