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Racconti amore

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Immutevole

La donna camminava sulla spiaggia deserta, nell'ultima sbiadita luna del mattino. Lo scialle di garza, la gonna leggera, arrivò alla riva e si fermò guardando le dita dei piedi nudi, risvegliarsi allo sfrigolìo della spuma.
Cominciò a spogliarsi adagiando ogni indumento con un gesto lieve sull'acqua, lasciando alla risacca il compito di riportare al mare ogni parvenza del suo passato, ed ogni abito, nell'andare da lei, s'avvolgeva sempre più nelle piccole onde, ripiegandosi e dispiegandosi, mutando in alga, manta, spugna.
Rimasta nuda, la donna sciolse i capelli, grossi, ricci, bianchi, lasciando che per un attimo ancora sorridessero al vento, poi proseguì verso il primo diamante che il sole accendeva all'orizzonte.
Quando l'acqua fu ai suoi fianchi l'accarezzò con le vecchie mani sussurrando " eccomi " e si tuffò. Una... due... tre volte ricomparvero, alternandosi, i piedi e la testa, sempre più scura, alla quarta, una lunga maestosa coda magenta, oro e smeraldo, salutò con un ultimo guizzo la riva, e scomparve.
Così tornò a casa la regina del mare, dopo aver a lungo vissuto tra gli uomini. Per uno di costoro aveva rinunciato alle sue squame, l'aveva amato, ad ogni passo al suo fianco, fino alla morte. Senza rimpianto allora come adesso, perché, ogni vita vissuta fino in fondo non ne lascia alcuno.
Nuotò a lungo a ritrovare ogni luogo, sapendo senza sorpresa, che tutto sarebbe stato diverso, perché il mare come la terra è mutevole. Fu così che scoprì un nuovo atollo gremito di infinite, eleganti creature e per questo solcato da molte vele di pescatori.
" Bene" pensò " ecco un luogo dove ho terra e mare, qui mi fermerò per un po'", e cominciò a cantare per le creature della terra e del mare.
Era, il suo, un canto d'amore e di passione, perché di questo lei era ricca. Raccontava la sua vita vissuta, la bellezza del dono che aveva ricevuto e i delfini si fermavano, perché nei suoi canti c'era la gioia dei loro salti, le balene si fer

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Io e te

Chiudi gli occhi lentamente, ascoltando il dolce canto del mare, delle sue onde che si infrangono sugli scogli della spiaggia che ti ha cresciuta. Apri di nuovo, lentamente, gli occhi. Sorridi dolcemente, scruti il cielo, le sue mille stelle, le sue mille costellazioni. Ti volti verso di lui, accanto a te, mentre la sua mano tiene la tua, mentre i suoi occhi si chiudono leggermente. È reduce da una giornata di lavoro, non hai il coraggio di disturbarlo. Ti metti seduta e poi ti sdrai nuovamente poggiando la tua testa sul suo petto. Senti i battiti del suo cuore lenti, costanti. Il suo petto si alza e si abbassa, e tu hai brividi sul collo ad ogni suo respiro caldo.
Stare con lui ti rilassa sempre, ti fa sentire protetta, non ti fa sentire sola, lo sai bene e non vuoi perderlo.
Lentamente, cercando di non disturbarlo, sposti la testa accanto alla sua, alla sua sinistra. Guardi il suo profilo. È dolce.
Poi, con un dito, tocchi leggermente la sua fronte, tracciando i suoi lineamenti. Arrivi fino al naso e lì ti fermi un attimo: lui adora toccarti la punta del naso, prenderti in giro e farti arrabbiare, gli stai accanto per questo, sa ridere e sa fare il serio, è intelligente, ed è una persona umanamente stupenda. Ti sa ascoltare, capisce quando deve parlare, e quando deve tacere. Il profondo affetto che provi nei suoi confronti ti fa tralasciare i suoi difetti, tutti quelli che le tue amiche continuano a mettere in evidenza.
Riprendi il cammino, arrivando fino alla bocca. Ti fermi di nuovo con le dita sulle sue labbra. Carnose. Quelle che dipingono sul suo viso il sorriso di quando ti vede arrivare, e la tristezza di quando te ne vai. Quelle labbra che qualche tempo fa, poco tempo fa, hanno trovato per la prima volta le tue, e ti hanno dato la sensazione più bella, più magica e profonda che avessi mai provato prima.
Ora è lì accanto a te, e la tua mano si è ormai posata sul suo petto, mentre l'altra, la destra, è dietro la tua schiena tenendo la sua ch

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Incomunicabilità

Sono da poco entrato in biblioteca, per riscaldarmi e sfuggire al gelo dell'esterno. La sala è accogliente con mobili di cristallo e acciaio e quadri astratti alle pareti. Tende rosse e verdi completano l'arredamento.
Attorno a un tavolo ovale stanno seduti alcuni miei amici che discutono vari argomenti, con più o meno competenza. Quando i partecipanti sollevano temi dei quali è noto il mio interesse, un amico chiede il mio parere. Io fingo di non aver sentito la sua domanda. La discussione prosegue, qualcun altro vuole sapere il mio punto di vista e fingo disinteresse o noia. Un altro insiste ancora e io fingo incompetenza.
Mi comporto sempre così, da quando ho capito che è impossibile comunicare. Le parole non sono numeri. Le parole hanno troppi significati, si prestano a troppi malintesi.
Le parole sono interpretate in modi differenti secondo il certo sociale, la cultura, il sesso. Gli ascoltatori interpretano il significato che desiderano, quello che va bene per loro, quello che serve ai loro scopi. Poi ci sono gli involuti che fraintendono sempre e interpretano un significato ridotto, adatto alle loro capacità mentali.
Inoltre le parole sono ganci, uncini, e nell'ascoltatore attirano pensieri estranei, associazioni fuorvianti, concetti non pertinenti. E allora ho deciso di parlare il meno possibile, con gli amici e con le donne.
Se descrivo una mia esperienza: chi non la ha provata non mi capirà, e a chi la ha provata non servono le parole. Rare volte sono riuscito a comunicare con persone che avevano i miei stessi gusti, interessi, cultura e sensibilità. Con queste anime gemelle sono servite poche parole per intenderci.
Ma con la maggior parte delle persone è impossibile dialogare. I dialoghi sono composti di banalità, frasi cliché, giudizi stereotipati, pensieri prefabbricati Le convenzioni: queste scatole costruite da uomini del passato ripiene di abitudini, preferenze e giudizi che non ci appartengono e che seguitiamo a spacciare.

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   2 commenti     di: sergio bissoli


Come in una favola amore mio

C'è un luogo molto speciale in cui mi rifugio quando il mio cuore ha bisogno di esprimersi.
Questo luogo nascosto non potrà mai essere raggiunto da nessuno, è lontano unico e fantastico,
quando ci vado mi adagio sempre vicino a quel castello abbandonato.
Il castello dei miei sogni e delle mie speranze abbandonato da tutti ma non dalla mia mente e dal mio cuore,
da lì posso vedere un paesaggio fantastico, il paesaggio della mia vita, tutto appare chiaro e ben definito.
Dall'orizzonte vedo te, a pochi istanti da me, in questo luogo nessuno può toccarmi e mai nessuno potrà farlo.
Lì accanto a quel castello sto crescendo, in questo angolo di mondo, dove la luce è vita.
Un angolo perduto dove nessuno è come non vuole essere, dove l'aria che si respira è pura.
in questo giardino eterno dove tutto è splendido, io immagino te!
Ogni giorno che passa mi rendo conto di quanto tu sia speciale per me.
Me ne accorgo quando ti vedo, quando non ci sei, quando sono sereno o quando sono nervoso,
quando faccio cose serie o quando faccio stupidaggini. Quando la notte mi addormento e ti vedo di fronte a me, poi mi sveglio e mi accorgo che tu non ci sei.
sei entrata nella mia vita velocemente, come un'onda che vedi partire da lontano, placida sorniona, e tu la contempli affascinato ma assurdamente consapevole che non arriverà mai fino a te.
alla fine ti travolge, ti copre e ti trascina in un turbine di emozioni da cui diventa difficile liberarsi,
ma addirittura impensabile volersi liberare. Sembra così facile, osservarti silenziosamente dietro ad un cristallo, mentre ti sento ogno giorno più "Mia"
respiro odori di fiori che colorati, giocano attreverso i tuoi vestiti, raccolgono quei piccoli momenti che ti fanno donna
cammino contando i tuoi passi da bambina che saltellano verso prati colorati.
Sei un fiore di rugiada attraversata da mille petali di una rosa, non senti che il soffio leggero di baci dolci attraverso i miei sguardi?
Rimango solo in s

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Anelli

Ho sognato il mare. Quella lunga spiaggia piena di ombrelloni, era vuota. Io e te, nient'altro. Le onde ci accarezzavano mentre il sole svaniva lentamente dietro la scogliera. Il fondale sapeva d'argento, lucido, come i miei occhi. Una tempesta ci travolse quel giorno, e niente fu più come prima. Niente. Non ho mai smesso di cercarti.

   0 commenti     di: Mark Renton


Sognare

Anche stanotte ho sognato, si ho sognato di sognare, con te, alla stessa ora, lo stesso sogno..."ma questo è impossibile!" "Si ma è un sogno e, nei sogni tutto è possibile..." eravamo su un treno e seduti uno davanti all'altra, ci raccontavamo le nostre vite, tenendoci per mano e guardandoci negli occhi, alcuni ce li siamo sussurrati, per altri ci è bastato uno sguardo per capire... abbiamo pianto, abbiamo riso, poi ci siamo abbracciati, esausti ma felici, le nostre labbra più volte si sono sfiorate, ma senza mai far nascere un vero bacio. Ci siamo addormentati, tu con la testa sul mio petto io con la mano rimasta ferma nel gesto di accarezzarla. Poi è finito il sogno, mi sono svegliato su quel treno ma ero solo, mi sono alzato e dapprima camminando poi sempre più velocemente correndo ti ho cercata per tutto il treno, ad ogni stazione dove fermava speravo ci fossi Tu, tra chi saliva o scendeva l'ho fatto per ore, ma non ti ho più rivista... Tu, su un altro treno, negli stessi identici momenti, cercavi me! Ora mi sono svegliato, apro gli occhi, sento una presenza vicino a me, lentamente inizio a girarmi, anche chi mi è vicino fa la stessa cosa, ma chiudiamo gli occhi mentre lo facciamo, con un'ansia sempre crescente, ci ritroviamo con le facce uno di fronte all'altra, lentamente apriamo gli occhi, e... cominciano ad uscire le lacrime, lacrime di gioia? Lacrime di dolore per la delusione? Chissà! Ognuno di noi ci veda ciò che la propria anima gli suggerisce.

   4 commenti     di: leopoldo


Preferenze

Una donna, anche la più semplice, possiede gusti, esigenze, tendenze che non sono mai uguali a quelle del partner. E il partner, se vuole stare insieme a lei, deve assecondarla.
È la storia fra me e Nicoletta, la mia nuova ragazza. Nicoletta è una ragazza frivola, vivace, chiacchierina. Ci frequentiamo da alcune settimane; lei mi piace, è molto carina, anche se ha gusti completamente differenti dai miei. Lei ama delle cose che io odio e io amo cose che lei detesta.
Per poter stare insieme a lei, per amor suo, io ho rinunciato alle mie preferenze. Se voglio stare insieme a Nicoletta, se voglio far piacere a lei, devo sforzarmi di soddisfare i suoi desideri, i suoi bisogni. Devo portarla a vedere le vetrine di cose che piacciono a lei, devo portarla a vedere i cinema che piacciono a lei, devo pagarle il gelato, la pizza, devo ascoltare le sue chiacchiere stupide: le amiche che fanno i dispetti, le vicine invidiose Devo ascoltare tutti questi discorsi e devo darle ragione, devo rassicurarla, consolarla.
Io servo Nicoletta e lei gestisce premi e punizioni che mi guidano sulla strada del matrimonio. Quando sbaglio mi punisce con parole dure, lacrime e non mi permette di toccarla. Quando faccio bene allora mi premia con sorrisi, abbracci e baci.
Tutto il mio dispendio di tempo, di denaro e di energie, Nicoletta lo paga nell'unico modo che le è possibile. Dandomi il suo sesso. Anzi, mi correggo, dandomi piccole concessioni sessuali: si lascia baciare, accarezzare, toccare il seno e, qualche volta, acconsente a fare l'amore.
Oggi vorrei andare dal mio amico a parlare di letteratura e invece resto a casa della ragazza a farle compagnia. L'amore è fatto di sacrifici, di perdite di tempo. Questo è il prezzo dell'amore: le rinunce, le sottomissioni, i piccoli sacrifici per far piacere al partner, per assecondarlo, per ammansirlo. Chi ama è disposto a rinunciare alla propria individualità, ai propri gusti, desideri, preferenze, allo scopo di far piacere al pa

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   0 commenti     di: sergio bissoli



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