Racconti amore romantici
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Racconti amore

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La rosa amaranto

Il piccolo cancello, in legno verniciato di rosso, si aprì lentamente, cigolando sommessamente.
Un cigolio quasi impercettibile, leggero, quasi come un sussurro.
La stradina sterrata del viale, che si inoltrava fra filari di viti, da un lato ed una lunga siepe di rose, dall’altro, mi accolse.
Una stradina in terra scura, terra scura ed arsa dal sole del Sud, che dopo, una decina di metri, terminava davanti ad una piccola casetta rurale, ad un piano.
Percorsi lentamente il vialetto sterrato, le rose erano ancora fiorite, nonostante ottobre fosse iniziato da qualche giorno.
Le foglie del roseto stavano delicatamente sfumando verso il giallo: segno tangibile ed inequivocabile dell’autunno, stagione malinconica, che stinge il verde dell’estate ed i suoi colori, trasformandoli in tinte pastello forti di rosso e giallo.
Mi avvicinai al roseto e colsi una rosa, un bocciolo amaranto sgargiante che si ergeva su un lungo stelo.
Il delicato profumo mi avvolse, avvicinandola la viso : quel profumo mi ricordava te.
Tutto mi parlava di te, il vialetto con le rose fiorite, il vigneto con i suoi colori di verde striato di giallo, il profumo dell’uva, i colori ed i rumori di quel posto.
Mi sembrava di udire la tua voce, mi tornavano in mente gli echi lontani dell’estate appena trascorsa, i momenti vissuti qui, con te.
Una primavera odorosa d’amore, quando ti ho incontrato, un’estate calda di passione, intensa e vibrante : un’estate d’amore.
Ma ormai era autunno, autunno anche per il mio cuore.
Ricordo le tue parole, ancora : -Devo andare, non posso più restare. Addio-
Sei andata via così dalla mia vita, all’improvviso, così come eri entrata.
L’autunno mi aveva portato la tua assenza e con esso la tristezza aveva avvolto il mio cuore.
Pensavo al tuo sorriso, alle tue labbra mentre mi baciavano, alle tue mani nelle mie.
I tuoi occhi dolci mi fanno compagnia nei sogni, l’eco della tua voce in essi mi fa trasalire!
Ma ora più niente, solo l

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   0 commenti     di: Chicco Tatino


Il mio immenso amore

Un bellissimo giorno di quasi 5 anni fa, ho trovato l'amore, mentre sola ed assorta me ne stavo seduta su un muretto a scrivere poesie... Ad un tratto mi si avvicina un bellissimo ragazzo che incuriosito, dopo avermi salutato, mi chiede cosa io stia facendo. Un po' timidamente alzo lo sguardo e gli mostro il mio foglio, scritto da cima a fondo... Si siede accanto a me ed iniziamo a parlare del più e del meno; ci scambiamo il numero del cellulare, ripromettendoci di sentirci non appena lui fosse tornato dalle vacanze. Non potevo crederci! Stava succedendo davvero?! La sera stessa già sentivo la sua mancanza. La settimana a seguire mi chiamava continuamente definendomi la sua bella (e la cosa mi lusingava assai), finchè finalmente le vacanze passano e lui mi chiama. Non stavo più nella pelle: mi vesto in modo molto carino, ma non appariscente, perchè quella sera volevo proprio far colpo su di lui... Esco dal cancello di casa mia e mi trovo davanti un uomo che definirlo una bellezza è poco... Andiamo a bere qualcosa in un locale, facciamo quattro chiacchiere e cominciamo a conoscerci meglio. Circa un mese dopo ci siamo ufficialmente fidanzati e poi dopo circa tre anni e mezzo di fidanzamento abbiamo deciso di comprare casa e sposarci, per coronare il nostro sogno d'amore, proprio nella chiesa accanto alla quale ci siamo conosciuti. E così è stato; abbiamo guardato un po' ovunque alla ricerca della casa dei nostri sogni e poi, dopo averla trovata, l'abbiamo arredata con tanto tantissimo amore. Tutti coloro che entrano nella nostra casa trovano un posto caldo, accogliente e ricco di tanto tanto amore. Ora è un anno che siamo sposati ed io amo mio marito più della mia stessa vita ed il solo pensiero che qualcuno possa portarmelo via mi distrugge. Lo amo con tutta l'anima, lo coccolo, non gli faccio mancare nulla; cerco di soddisfare ogni suo piccolo desiderio, perchè io ritengo che quando si ama si è disposti a fare tutto per la propria dolce metà. Non

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   36 commenti     di: sara rota


Festa per anziani

Come l'anno scorso arrivo alla festa per anziani a Morubio, mi siedo in disparte e resto ad ascoltare la musica.
Una vecchia balla da sola col bicchiere in mano. Un'altra sta semisdraiata ed apre e chiude la bocca in continuazione. Un grassone ha un tremito al braccio e lo sguardo vuoto. Ma la maggior parte dei vecchietti e delle vecchiette ballano, bevono, ridono e si divertono.
Che effetto fa vedere la vita dall'altro lato? Quando le illusioni della vita sono tutte crollate, che cosa resta? Quando la bellezza è fuggita, la giovinezza è lontana, l'amore è finito. Forse rimane l'eco di questi tesori, rimane il ricordo e il desiderio di riviverli. O forse no. Forse i vecchi amano la pace che hanno raggiunto, disturbata solo dai problemi di salute.
Passa una vecchia col cappellino di paglia e lo scialle e mi dice:
"Buona sera. Si sta divertendo?"
Mi affretto a rispondere "sì", ma presto, prima che lei intraveda tutto il terrore della mia anima davanti alla condizione della vecchiaia.
La musica prosegue, i vecchi chiacchierano prigionieri nel loro mondo chiuso; i parenti conversano nel loro mondo e i nipotini giocano. Tre mondi separati; solo gli anziani possono vederli tutti e tre, perché li hanno abitati. Adesso li aspetta l'ultimo stadio, quello della morte. Molti vecchi lo immaginano come uno stato di incoscienza, come prima della nascita. Altri credono alle illusioni. Altri non pensano mai alla morte.
In momenti come questi io penso alla mia vita passata, mi rallegro per i momenti felici e mi rattristo per le sofferenze, gli errori, le occasioni perdute. Sono diventato uno scrittore. Un ragazzo un po' speciale è diventato un uomo un po' speciale. Diventerò un vecchietto altrettanto speciale? Ho tanta paura di non riuscire ad arrivarci.
I vecchietti cantano, l'uomo paralizzato alle gambe suona con l'armonica canzoni di 50 anni fa. Tutto è gioioso, ma è una gioia incrinata, una gioia voluta, una gioia artificiale. Dietro a questa breve gioi

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   1 commenti     di: sergio bissoli


È ora

"Come nasce la luna?"
"Come nasce la luna? Che domande sono? La Luna è un satellite naturale e..."
"No no. Non voglio una lezione di astronomia."
"E allora?"
Lei chiude gli occhi, alza lo sguardo verso il cielo e fa un grande respiro.
"Senti che buon odore ha la natura... È una serata perfetta. E poi l'ho sempre saputo che hai poca memoria."
Lui la guarda perplesso. Non era la prima volta che lei lo portava in questo parco. Ma era la prima volta che gli poneva questa domanda.
"Cos'hai stasera?"
"Niente. Voglio solo sapere come nasce la luna!"
"Non ti capisco piccola"
"No, non è che non mi capisci. È che non vuoi capirmi"
Lei abbassa lo sguardo. Lui l'abbraccia.
"Non ti sto chiedendo 200 mila Euro. Solo come nasce"
Si appoggia a lui. Ha il fiatone, è stanca.
"Piccola dai sediamoci un attimo. Stai bene?"
Si siedono sotto un albero. Lei posa il suo viso sulla sua spalla. Lui le accarezza la nuca. Un'aria piacevolmente fresca accarezza la pelle di Rebecca e il viso di Federico.
"Promettimi una cosa."
"Cosa Rebecca?"
"Che farai crescere la nostra Chiara serenamente, che non le farai mai mancare nulla, che la lascerai libera di sbagliare e di imparare. Che non la farai mai piangere e che la amerai come hai amato me in questi anni."
"Perché mi parli così? Non è ancora finita. Il dottore ha detto che.. "
"Non ce la faccio più nemmeno a stare in piedi, faccio fatica a respirare e ormai non mi sento nemmeno più viva. Credimi Federico. A questo punto vorrei solo già essere al dì là..."
Lui la abbraccia forte, le lacrime scendono dal suo viso.
"Rebecca non avrei mai pensato che sarebbe andata così. Hai ancora troppe cose da realizzare, abbiamo dei viaggi da fare. Piccola ti prego... non lasciarmi."
"Promettimi un'altra cosa."
"Dimmi tutto"
Anche lei inizia a piangere.
"Che mi raggiungerai il più tardi possibile. E che nella prossima vita faremo tutto quello che non abbiamo fatto ora. E che in questa tua vita tu trovi una persona con cui

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Nel parco

Su una panchina sotto i tigli del parco, sta seduta la mia amica Marilena.
Mi avvicino piano e lei finge di non avermi visto. Come tutte le donne pretende che sia il maschio a prendere l'iniziativa, oppure sta aspettando qualcuno e non vuole essere disturbata.
Per capire quale delle due ipotesi è quella giusta, mi avvicino di più e la saluto. Lei risponde al saluto con un sorriso. Bene. Forse è disposta a stare in mia compagnia.
Le chiedo come sta, come va, e dopo un po' siamo seduti insieme a chiacchierare. Oggi è sola perché il suo fidanzato è andato a vedere le corse delle moto; lei odia le motociclette e non ha voluto accompagnarlo. Mi chiede perché un uomo può trovare interessante le corse.
Anche io, come lei non amo gli sport e disapprovo il comportamento del suo ragazzo:
"Io non rinuncerei alla compagnia di una bella ragazza come te per vedere delle moto che corrono su una pista."
La ragazza sorride e la conversazione prosegue. Marilena indossa una gonna nera camicetta bianca con pizzi e fiorellini ricamati sulla spalla sinistra. Mentre sto qui seduto accanto a lei, provo un piacere sottile e delizioso. Ascolto la sua voce aggraziata, apprezzo i suoi capelli lunghi e sciolti. Ogni tanto guardo il suo volto bellissimo, i suoi occhi verdi, osservo di sfuggita le curve dei seni, dei fianchi e delle cosce
Ha braccia bianchissime che muove mentre parla. Quando alza un po' le braccia, dalle maniche corte vedo il reggiseno nero.
Le sue manine sono bianche e nervose. Provo a immaginare quelle manine morbide e delicate che toccano il mio sesso
Il tempo passa, passano i minuti, fuggono le ore, il pomeriggio è quasi passato e fra poco arriverà la sera. Marilena mi parla di tante cose: la sua vita, il suo lavoro, le sue amiche, i suoi rapporti con i familiari, i suoi progetti di andare in ferie, i suoi gusti, le sue preferenze E intanto io penso: perché mi diverto a rimanere qui? Allora faccio un piccolo esperimento: immagino che sia un

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   1 commenti     di: sergio bissoli


Si, lo so

Si, lo so...
... io e te siamo amici, buoni amici, una splendida amicizia che dura ormai da diversi anni; quanti bei momenti abbiam passato insieme!
Si, lo so, tu sei molto affezionata a me, e mi vuoi bene... ahhh, se non ci fossi io!!
Si, lo so, tu e le tue amiche pensate che io sia davvero una persona eccezionale... ahhh, se non ci fossi io!!
Si, lo so, mai nulla potrà succedere tra noi; nulla di più di un bel bacione sulla guancia e di un caloroso e fraterno abbraccio. L'amicizia è una cosa davvero importante!
Si, lo so, ti piace tanto quel ragazzo. Così carino, così brillante, cos' simpatico... Probabilmente già vi frequentate, magari presto sarete una coppia; magari si, è proprio lui la persona che stavi cercando da tempo, l'uomo della tua vita, la persona con cui costruire qualcosa di importante Ed io non posso che essere felice per te, ovvio! Sono o non sono un tuo caro amico?
Si, lo so, è giusto che sia così. Si, lo so, questo è il nostro destino. Si, lo so, questa è la nostra vita.
Si, lo so...

   0 commenti     di: Rick Deckart


pioggia e vento

Piove, stasera. Non ho neanche voglia di uscire, ma mi basta un sms e cambio subito idea. Perchè è un tuo messaggio. E allora non ci penso due volte, afferro la giacca e scendo giù per le scale in pochi secondi. Ti vedo girare l'angolo con la macchina e in un attimo siamo soli, in silenzio. Nessuno dei due ha la forza di parlare, non ancora almeno. Eppure, io lo so, sei qui per un motivo.. dimmelo allora.. perchè ci stai pensando da troppo tempo, perchè so che il destino porta via tutto.. e allora non risparmierà neanche noi... Ti fermi, spegni la macchina e io non so ancora cosa fare, come affrontare quello che succederà tra poco... Non resisto, mi giro e cerco il tuo sguardo.. ed è quando mi guardi dritto negli occhi che capisco.. ciò che non avrei mai voluto, ciò che avevo sempre evitato, tutto quello che ho cacciato via con le mie forze, piangendo, urlando, pregando.. era arrivato. E io non potevo farci niente. Ti fisso ancora, aspetto inutilmente che parli.."Dimmelo" dico all'improvviso, e sembra che ti stia implorando.. cerco di misurare la voce, ma non serve.."Dimmi che è finita", ci riprovo, "Tu lo sai, il tuo cuore lo sa.." il mio, invece, batte all'impazzata.. e in silenzio prego di avere la forza... Ma tu pian piano ti avvicini.. comincio a tremare, il freddo e la pioggia non centrano... In un attimo mi abbracci.. io rimango lì, in attesa, i miei occhi si riempiono di lacrime, so che non c'è più un briciolo di speranza.. Poi mi sussurri all'orecchio "Mi dispiace.. sai che è la cosa più giusta.. non piangere.. ti voglio bene"..
Il vento porta via una lacrima silenziosa e con lei, un pezzo del mio cuore.. ma non me lo restituirà mai..

   3 commenti     di: Sonia



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