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Racconti amore

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Mente e corpo

Per conoscere l'amore, le donne, la loro psicologia, vita sessuale e vita affettiva, bisogna rivolgersi allo psicologo oppure agli scapoli. L'uomo sposato conosce poco le donne. Ubriacato dalla propria moglie, egli prova nausea e non desidera più approfondire l'argomento.
Oggi sono stato a un mercato dell'antiquariato dove c'erano molte donne e ho esaminato il rapporto fra la loro psiche (mente) e il corpo. Ho osservato che non si può avere tutto da un'unica donna; una psiche dotata non appartiene mai a un corpo formoso.
Alcune donne posseggono una psiche interessante, preziosa, complessa come un grande giardino, ma non hanno un bel corpo. Altre donne posseggono una psiche povera, insignificante ma un corpo splendido e meraviglioso.
La Natura toglie da una metà per dare all'altra metà.
Troppo psichismo nuoce al fisico. Guardiamo i poeti: esseri cerebrali, profondamente intellettuali, sensibili, nevrotici; essi hanno un fisico gracile, debole, malaticcio. Invece gli uomini con il corpo atletico sono degli stupidi. Non esistono poeti-atleti, filosofi-atleti. Non si può avere tutto; la Natura dà una mente dotata a svantaggio del corpo o viceversa.
Brigitte è una donna cerebrale, ipersensibile. Si interessa di pittura, musica, letteratura, poesia e filosofie orientali. Conosce lo Yoga, il Tao, ha praticato la psicanalisi. È una donna con la quale provo un grande piacere a parlare. Brigitte è magra, spinosa, nervosa. Il suo corpo è fatto di nervi, il seno è piccolissimo, le cosce sono strette e sottili.
Al suo opposto c'è l'altra mia amica Giorgia; è una donna semplice, senza interessi, forse un pochino stupida, ma ha un corpo favoloso, un corpo che ogni uomo sogna di portare a letto. Seno abbondante e sollevato, culo morbido, sporgente. Quando si muove le sue cosce tremano e vibrano sotto la gonna attillata, attirando le carezze maschili.
Probabilmente la donna con un corpo misero compensa questa sua deficienza arricchendo la sua psiche. Co

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   3 commenti     di: sergio bissoli


Un'avventura con Cinzia

Ho conosciuto Cinzia alla fiera di Bevilacqua. Cinzia mi piace, è femmina: nelle indecisioni, nei repentini cambiamenti di pensiero, nelle sue incertezze. È femmina nel modo di parlare, nelle sue risate improvvise, nelle sue subitanee tristezze.
Mi sono innamorato di Cinzia, dei suoi stupendi occhi verde chiaro. Penso sempre a lei, di giorno e di notte quando resto sveglio.
Eppure la compagnia di una donna non dà piacere. La compagnia di una donna è non-sofferenza. Vivere significa soffrire; una donna a volte cancella questa sofferenza.
Nei giorni seguenti questa ragazza diventa un pensiero ossessivo che mi priva della mia vita intellettuale, mi estranea tutti i miei passati interessi. Ho conquistato Cinzia, ma ho perduto tutte le cose che prima mi davano gioia: i libri, la campagna, le ricerche. I miei cari libri sono ancora lì, ma adesso non mi interessano più, non riesco più a provare piacere nel leggerli.
La nostra storia d'amore prosegue. Ci diamo appuntamenti, io cerco Cinzia, la corteggio, mi dedico interamente a lei, sacrifico tutto per lei. Fin quando durerà questo pensiero ossessivo? Questo amore travolgente ed esclusivo; questa necessità di rivederla, di sentirla parlare, di starle vicino?
Questo amore sublime e morboso dura finché finisce la scoperta della mente e incomincia quella del corpo. Una domenica, sulla riva di un fiume, Cinzia acconsente a lasciarsi toccare, accarezzare, spogliare. E così arriviamo al sesso. La prima volta è un gioco veloce, inconsapevole che ci lascia un po' delusi dopo.
Le volte successive il sesso si approfondisce, diventa luce, necessità, forza e vincolo.
Adesso la mente di Cinzia non mi interessa più. Adesso voglio solo il suo corpo. Il sesso mi ha liberato dall'ossessione amorosa; ma il sesso è diventato la mia nuova tremenda ossessione. Adesso voglio solo il sesso, desidero solo il sesso, vivo solo per il sesso.
Fin quando durerà? Durerà fin quando arriverà la sazietà, la nausea, la noi

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   2 commenti     di: sergio bissoli


Investita da un angelo

Nessuno credeva in noi, né la stampa, né i miei genitori, né sua madre, eppure il nostro amore ha continuato a crescere, due persone distanti, e non dico geograficamente... due persone diverse, uno, uomo di carriera con sulle spalle l'azienda di famiglia, l'altra... una ragazzina piena di sogni e un presente pieno di fantasia.
Il destino li ha fatti scontrare in una strada affollata, un incidente, un caso eppure di lì è scoppiato prima l'adorazione, successivamente l'odio e il rancore infine... l'amore.
Quell'angelo che mi aveva investito, mi cambiò la vita, proprio come io feci conoscere a quell'angelo lussurioso l'amore.
A stenti e con colpi di scena la nostra storia d'amore avanzava. Lui, Elski, un esponente della famiglia Nardelli, paparazzato di giorno e notte, tra gelosie e ostacoli materni, lei, Anastasia, impacciata tra le sue prime volte, una grinta da invidia e una suocera che la voleva allontanare dal figlio perchè troppo “popolare”. Un amore tra due poli opposti, una unione tra anime gemelle e una crudele separazione.
Il nostro amore dopo la separazione è durato, anzi posso dire consolidato, ma la distanza tra Elski e me era troppa, il mio cuore si rallegrava ad ogni lettera, ad ogni messaggio, ad ogni chiamata e aspettava ansioso il suo ritorno, ogni volta più desideroso. Poi una richiesta:
È molto difficile ma…bè si insomma volevo chiederti se per caso vorresti venire a vivere a Bergamo con me
Una gioia immensa per il mio cuore, ma un dolore immenso per la mia coscienza. Come potevo dirgli di no? Il mio cuore sarebbe partito con lui anche in quel preciso istante ma... come potevo lasciare tutto, ultimo anno di scuola, amici, parenti... Qualcosa mi legava alla mia terra, e quel qualcosa mi tratteneva e mi faceva temere il cambiamento... poi l'estrema decisione, il ricordo di quel bacio rifiutato e di una promessa allontanata.
- Non posso trasferirmi da te -
- Aspetta, non dire così, io tornerò, te l’ho promesso, tornerò e

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LA BESTIA CHE GRIDO’ AMORE IN FONDO ALL’ANIMA

“lei è già stato innamorato, non è vero? Più di una volta, non è vero?
Si, si, ma non sa ancora cosa sia l’amore. Non lo sa, le dico. Una volta magari avrà pianto per tutta una notte? E dormito male per un mese intero? Magari avrà scritto delle poesie e una volta o l’altra avrà giocato un pochino con l’idea del suicidio? Si lo so com’é. Ma questo non è amore, sa. L’amore è un'altra cosa.”
Hermann Hesse; “sull’amore”, pagina 85


1

Notte, piove.
Gocce pesanti battono forti sull’unica finestra dell’appartamento al quinto piano di un fatiscente palazzo. Sto appoggiato al vetro, oltre vedo tutto il golfo di Palermo, le luci delle navi ormeggiate oscillano con paurosi rollii sotto i colpi delle onde che sconvolgono il mare. Grandi, cinte da creste di spuma bianca che s’alzano con spettacolari spruzzi verso il cielo nero quando impattano sui moli deserti. In lontananza risplende la luce intermittente di un faro.
- Non riesci a dormire?… guarda che domani dobbiamo lavorare, cerca di riposare.
La voce assonnata di Saverio si diffonde ovattata nell’ambiente saturo del rumore continuo della pioggia; rimane invisibile nel buio della stanza. Ritorno sul tavolino dove ho smontato il mio fucile, anche al buio ne riconosco ogni sua parte spigolosa, un odore particolare, semplici sfumature come la vita.
- Lo sapevo, tornare dopo tanto tempo ha risvegliato qualche ricordo, vero?
- Si.
Saverio ora è in piedi. Si avvicina al piccolo frigo che sta nell’angolo tra l’armadio e il muro, tira fuori una birra che svuota con lunghe sorsate, poi lo sguardo va oltre la vetrata. La zona nord della città è una lingua di terra circondata dal mare, fanno senso i palazzi del litorale illuminati come giganteschi alberi di natale in cemento armato, le strade immerse nel traffico. Una nostrana, squinternata, Las Vegas che incurante della tempesta sembra voler cercare uno svago ad ogni costo.
- Anche la sera in cui siamo par

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   7 commenti     di: Mauro Bianco


Amanti chiusi nell'animale buffo di ferro nell'era del debito pubblico

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   0 commenti     di: Mauro Ferrari


Damiano, il Diario e Daria (uno)

<corsivo>
Caro Diario,

non ho mai avuto un diario.

Un diario lo si scrive e scrivere non è il mio passatempo preferito.

Mi piace correre, cioè, con la mente.

Anzi, nemmeno.

In realtà non so quale sia il mio hobby preferito.

Anzi lo so, mi piace innamorarmi, delle idee, s'intende.

L'illusione è credere che le idee si posseggano, cioè non ho delle idee, anzi non so nemmeno cosa siano. Ma Diario, perché ti scrivo? Troppe domande, troppe risposte.

Ecco lo so, si. Ti scrivo perché LEI, la mia ragazza mi ha lasciato, la ragazza si chiama Daria.
Daria ed io, Damiano.
Entrambi con la stessa iniziale, la D. A-B-C-D. 4.

Il suo nome era indubbiamente più bello del mio, finiva in "aria", il mio bhè, me lo terrò così com'è, non c'è niente di male che finisca in "ano", vero?! Bhè, comunque è finita, un'altra ragazza, troppe ragazze, nessuna. La verità? Non la conosco nemmeno io.

Ho lasciato io quella ragazza. No, ci siamo lasciati. Anzi, forse non sapevamo nemmeno che eravamo insieme.

Insomma, dieci anni non sono pochi ma nemmeno tanti. E comunque non si è mai insieme a qualcuno, si presuppone, si desidera, ma lo si è mai davvero? A livello fisico non c'era attrazione, a livello spirituale nemmeno, avevamo differenti hobby anche se ad entrambi piaceva leggere, cioè, a me piace ancora ma ecco, è un hobby leggere? Gli occhi sono fatti per leggere, decifrare, quindi non credo sia un hobby. Anche perché io preferisco i saggi e lei preferisce i romanzi. Almeno credo, no, è una deduzione, lei è femmina e il cervello empatico di lei è più sviluppato quindi è naturale che io preferisco i saggi. Il mio saggio preferito è "il Piccolo Principe", è narrativa? Si, forse, ma io credo sia un saggio.

Poi lei ha sempre preferito i ragazzi biondi, alti e muscolosi, anche a me piacciono le ragazze alte, bionde e muscolose, cioè... non proprio bionde, e non proprio alte, ma muscolose sì... no, anzi, nemme

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   2 commenti     di: Emiliano Rizzo


Amo te

Amo te. Da cinque anni, non faccio altro.
Amo i riccioli scuri che ti cadono disordinati sulla fronte e amo il movimento che fai con la testa per tirarli indietro. Amo le smorfie che fai. Ti osservo da così tanto tempo che posso leggere i tuoi pensieri dietro ogni smorfia. Ad esempio, quando vedi qualcosa che ti irrita; e tu abbassi leggermente il capo, il tuo sguardo si fa serio e le tue labbra sono serrate.
Amo quando sei felice, e il tuo sorriso è vero, puro.
Amo la tua risata, il ritmo gioioso che ha, il buon umore che diffonde.
Amo i tuoi occhi. Loro sono la cosa che amo di più al mondo, anche più di te. Nei tuoi occhi io vedo l'oceano che si confonde all'orizzonte con il cielo. E io mi perdo in quell'orizzonte ogni volta che mi guardi. È per questo che non ti guardo mai quando devo fare un discorso serio. È per questo che l'altra sera, mentre ti dicevo che tra noi era finito tutto avevo la testa china e guardavo a terra.
Amo quando mi dici che sono una scema e che non capisco niente. Lo dici sorridendo, so che stai scherzando, però fingo di offendermi, metto il broncio e mi allontano. Allora tu mi rincorri, e io scappo. Ma poi mi lascio prendere, mi lascio cadere tra le tue braccia, nell'abbraccio più dolce che c'è.
Amo ricordarti le cose, quando troppo spesso te le dimentichi.
Amo quella fotografia di noi due al mare. Ce la scattarono i nostri amici durante una vacanza in Sardegna, due o forse tre anni fa. Siamo abbracciati sul bagnasciuga, io indosso il mio costume preferito, quello bianco che esalta l'abbronzatura. Abbiamo entrambi un'espressione buffissima, perchè avevamo il sole negli occhi.
Amo il ricordo della prima notte insieme, quando mi abbracciasti e mi sussurrasti: "Posso baciarti?". Non ti risposi e ti baciai io. Per tutta la notte.
Amo la sera di quel temporale, quando non avevamo l'ombrello ed eravamo tutti bagnati. Ci baciammo per ore, riparati sotto il cordicione di un palazzo. Sperai che la pioggia cadess

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   3 commenti     di: Alice Solari



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