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Racconti amore

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Avevo una corazza

Avevo una corazza, pronta a difendermi da ogni illusione..
pronta a ricordarmi quanto fosse lontana la felicità per noi..
non volevo abbassare la guardia.. lasciare entrare in me quell'idea, quel desiderio di felicità.. che una volta riaperti gli occhi sarebbe svanita.. lasciandomi in un nulla..
ma poi hai parlato.. hai ricordato.. sei tornato da me.. sei tornato per il nostro amore, unica spiegazione ai tuoi ricordi, gli unici, i nostri..
La mia corazza è caduta in un attimo.. il cuore ha tornato a battere forte, emozionato..
la tua voce, le tue parole.. mi hanno riportato la felicità, me l'hanno fatta riassaporare..
mi hanno donato giornate di speranza, di voglia di tornare a vivere per te, per noi.. di tornare a sorridere insieme, lontani, ma sempre insieme..
Avevo una corazza, ma il nostro amore l'ha fatta cadere.. la felicità è svanita.. è durata un attimo.. sei tornato, mi hai detto "ti amo" e sei andato via di nuovo.. e io sono rimasta senza te, senza la mia corazza.. mi chiedo perchè tanto dolore..? solo un istante di felicità ci è concesso amore mio..? Non rivoglio la corazza.. non voglio più averne bisogno, chiedo solo una speranza per un po di felicità..

   3 commenti     di: Giada..


Due gocce d'acqua

GOCCE D'ACQUA

Mi ero appena seduta sulla panchina ad aspettare l'autobus. Lì per lì non l'avevo riconosciuto, mi era parso solo un ragazzo come tanti che aspettava il mezzo, con la musica a palla che rimbombava dalle maxi cuffie. Fu quando decise di rollarsi una sigaretta che un semplice gesto catturò la mia attenzione, quel modo particolare di piegare l'indice sul pollice mentre il medio faceva una specie di mezzo giretto nell'aria. Un gesto inconfondibile, che avevo visto fare milioni di volte.
Anche lui sembrò riconoscermi in quel momento. Con la mano libera abbassò le cuffie e inclinò la testa, come se avesse voluto mettermi a fuoco meglio.
"Tu sei Sonia.", disse, trascinandosi dietro le esse.
"E tu sei Mauro."
Certo che non avrei potuto riconoscerlo subito. L'ultima volta che l'avevo visto era appena sedicenne, dinoccolato, imberbe e alle prese con i postumi dell'acne che non sembrava aver voglia di sloggiare dalla sua faccia. Dopo cinque anni il suo viso era definito, le linee marcate. Le spalle erano robuste e dal corpo solido trasudava un senso di sicurezza, di compiutezza.
Con disinvoltura diede una leccata alla sigarettina appena rollata e mi chiese se ne volevo una. Mi colse alla sprovvista, ma risposi di sì. Non era mia abitudine. Quando si incontra una persona dopo tanto tempo si comincia a conversare, si raccontano gli anni passati, si colmano le distanze. Ma Mauro non sembrava essersi accorto di quel tempo trascorso. Prese tabacco e cartine da uno zaino di tela militare sdrucita e ricominciò l'operazione senza dire una parola. Le sue dita si muovevano agili, di nuovo indice sul pollice e giretto del medio. Punta della lingua sulla colla. Pronta. Era così che le avevo viste fare a Ivan per i tre anni in cui ero stata la sua ragazza.
Mauro mi passò la sigaretta e l'accese. Poi accese la sua e buttò un soffio di fumo girandosi dall'altra parte. Notai che i capelli gli scendevano quasi fin sulle spalle, come era solito portarli Ivan

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   1 commenti     di: Sibilla Vane


Respiri nella notte

Respiro selvaggio, carezza rubata, sguardo fugace, tempo furtivo, ali di ragazza che cavalcano il cielo scavando un solco tra le grigie nubi. Angelo libero, rubami l'anima, strappami il petto e prendi il mio cuore, fuggi lontano e non riportarlo più indietro, questa mia vita ti appartiene, in questa notte di respiri stridenti, respiri che affogano nella nebbia, respiri che tagliano sorrisi, respiri, sono solo respiri, i miei e i tuoi.

   1 commenti     di: Martina Pace


Anelli

Ho sognato il mare. Quella lunga spiaggia piena di ombrelloni, era vuota. Io e te, nient'altro. Le onde ci accarezzavano mentre il sole svaniva lentamente dietro la scogliera. Il fondale sapeva d'argento, lucido, come i miei occhi. Una tempesta ci travolse quel giorno, e niente fu più come prima. Niente. Non ho mai smesso di cercarti.

   0 commenti     di: Mark Renton


il primo appuntamento

il primo appuntamento.
il giorno è arrivato
La luce ed il buio non osano alzar la voce e penetrare in quelle stanze finché l'animo mio non è desto.
Ma il tempo indica che attender più non si può, e quel letto che, morbido giaciglio caldo cingeva i miei sonnacchiosi pensieri di un morbido abbraccio, ora mi cinge stretto, e abbracciandomi pare non voler lasciar libero di agire, quasi ad impedir di compiere quel che pensa il mio ultimo folle gesto.
Ma la mente già Più lucida del corpo ed avezza al nuovo giorno, vinta la flebile resistenza di quelle molle
coltri, è pronta alla pugna, e ancor volta al soffitto, e già fissa nello sguardo, ripassa mille volte mille
ancora la parte da recitare, come attore prima della prima.
E allora silenzioso e con coraggio mi alzo, e lascio entrare il giorno nel mio regno, e la luce di un giorno
già cresciuto mi carezza di speranze.
Oggi, mi dico, è un bel giorno per morire di nuovo.
E così, deciso a non indugiare, prendo di petto il futuro che mi attende, e mi armo per uccider il passato che ancor mi tormenta.
Penso e poi penso ancora, ma sono parole della mente perchè il silenzio regna sovrano in quelle stanze e niente si ode se non il tempo che si ciba di ogni attimo.
Mi sento un cavaliere dei tempi che furono, prima della battaglia che può consacrarlo al mito, che lotta per liberar la fanciulla più bella ed amata, che strage fece di cuori e di vite, la LIBERTA'.
E come quel cavaliere anch'io mi vesto dell'armatura più sgargiante, lucidata e messa a nuovo per l'occasione: chiunque mi abbia, qualunque sia la fanciulla che mi avrà, la libertà o la morte, dovrò esser nel mio pieno e fulgido vigore, che la dignità mi possa seguire passo passo fino all'ultimo.
Il tempo finalmente corre lento, come un timido ruscello di montagna lontano ancora da rapide e balzi, e così tutto assume i contorni sfumati di una foto sfuocata, l'aria d'intorno è un misto di incredulità e di
incoscienza.
Il giorno è arr

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   3 commenti     di: fulvio laudi


Io, dico

... lei ha scoperto che lui l'ha sposata solo per il controllo dell'impresa. la sua impresa. quella di lei.
.. lui nega. perchè è la cosa che sa fare meglio.
lei non gli crede.. ma c'è una parte dentro di lei che vuole credere. una parte piccola, ma molto agguerrita.
.. io dico che se la parte piccola vince, pure lui vince. se la parte piccola perde, pure lui perde.
.. lei, lo ucciderà. io, dico così. tanto l'impresa è sua. di lei.



Il momento più bello

Il ragazzo è un cretino. E lui lo sa.
Non perché che lo sia veramente, in realtà è un bravo ragazzo. È intelligente e sensibile, anche se non si direbbe, visto che a volte è anche scorbutico, introverso e chiuso in se stesso. Ma oggi è stato un cretino, e sa bene il perché. Solo che non riesce a scusarsi, perché è convinto di avere almeno un po' ragione.
La ragazza invece è testarda, e anche lei convinta di avere ragione. È una sognatrice romantica, che sperava di trovare in lui il grande amore della vita. O forse non proprio quello della vita, ma almeno un grande amore. E anche se non è così alla fine loro due stanno bene insieme, e non se la sentono di lasciarsi. Per ora.
Insomma, lui crede di aver un po' torto ed un po' ragione, e non vuole cedere. Lei invece è convinta di avere tutta la ragione, e forse ce l'ha davvero.
La questione è quasi stupida, nella sua banalità: lui vorrebbe fare l'amore, ma lei non ne ha voglia. Non sarebbe niente, se succedesse una volta ogni tanto, dice lui. Ma ultimamente succede troppo spesso. E lei risponde che non ci può fare niente, che non è colpa sua se non ha voglia. Lui insiste tutto il giorno, come un babbeo, e lei sempre convinta a non cedere.
È un sabato pomeriggio, e sono a casa di lei. Staranno insieme fino ad ora di cena, poi lui prenderà il treno per tornare a casa. In serata si separeranno: lui andrà con suo fratello ad un concerto di un gruppo che gli piace tantissimo a Cesena. Lei andrà con le sue amiche ad un concerto di un gruppo che le piace tantissimo a Perugia. Per questo motivo lui si preoccupa un po', siccome stasera non si vedranno voleva che almeno nel pomeriggio stassero bene insieme, senza litigare.
Ma loro due litigano pochissimo. Il più delle volte parlano, senza alzare la voce ma senza riuscire a venirsi incontro. E a lui dispiace tantissimo, perché vorrebbe fare di più, vorrebbe farle capire quanto le vuole bene, ma non riesce a farlo perché è convinto che non deve ca

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