Amata Giulia, mi consideravo abbastanza bravo, impugnando a costruire delle capacità nel capire quelle tue parole. Eppure quando si tratta di percorrere abbagli sottomessi d'amore, perdonare è più difficile. Il nostro attaccamento apparente, fa finta di unificare gli sguardi, già spacciati, a causa di un bene da noi spezzettato. Ciò nonostante il consueto vigore, di tutto quello che mi appartiene, anche i miei soliti familiari turbamenti, i zuccherosi pensierini, i tanti momenti di vita vissuti ancora adesso, vicino a te. Spesso ho la sensazione che presentino un'aggressività, per i tuoi comportamenti, senza interruzione, trascinandomi via con le tue solite falsità. La tua massiccia perplessità. Altre volte, fingevo di credere che era frutto della mia finzione. Negli ultimi tempi, non sono stato bravo, per mandare a fondo negli abissi più lontani e nascosti, quelle parole che non ho mai avuto il piacere di pronunciarti, quando per parecchie ore a volte siamo rimasti ad osservarci senza aprire bocca. Sfornito di timore faccio un salto e mi piombo in quel lasso di tempo, vissuto in mezzo a coccole e parole dolci. Adesso ho paura di non nutrire la certezza, di dirti la verità, tenuta nascosta in segreto dentro a quel mio sentimento, ho la netta sensazione che qualcosa è fuori posto. E con mio grande stupore scopro che c'è quiete, c'è ordine e pace. Gradisco di restare semplicemente qui, sopra questa catena di monti, denominato amore, e rimango in ascolto di questo silenzio così rumoroso, così presuntuoso nel suo essere risoluto, obbliga rispetto al disordine successivo. In realtà, gioia e fiducia, forse s'incontrano qui, in questo luogo chiamato amore. Mi meraviglio che non ci sia un fruscio di preoccupazione, di agitazione, di costante clamore, qui su fra queste montagne. I miei pensieri lottano furtivamente, nell'occhio del ciclone. Appaiono passioni che sono tutt'altro rapportabili alla calma. Erano presenti fra noi sentimenti come la passional
[continua a leggere...]Agosto
Passeggiavo per la spiaggia di Marina di Massa ammirando lo spettacolo che il sole donava al paesaggio, quando pian piano si andava a nascondere all’orizzonte. Il mare assumeva mille sfumature arancioni e quello spettacolo rendeva l’atmosfera assai romantica. Mi sedetti su di uno sdraio e rimasi a guardare il panorama fino a che il sole non fu inghiottito dal mare. L’aria in quel momento si fece più fresca, decisi quindi di continuare a passeggiare. La spiaggia era deserta, vi erano solo coppie di signori anziani che rientravano dalla loro consueta passeggiata del dopocena raccogliendo le conchiglie che le onde lasciavano sul bagnasciuga.
Qualche volta anche io avevo raccolto conchiglie con la nonna Concetta, ma non mi gradiva molto come passatempo. Quella sera ero sola, coi miei pensieri, avevo lasciato che la nonna restasse a casa a riposarsi e godersi la vacanza.
22:00. L’aria si era fatta ormai troppo fresca per restare in maniche corte così decisi di riprendere la strada di casa. Non avevo di certo immaginato che quella sera avrei trovato l’amore proprio sulla spiaggia.
<Piacere Enzo> mi disse con il sorriso sulle labbra. Era un ragazzo più grande di un anno, abbastanza robusto e poco più alto di me. Aveva l’accento meridionale, ma il caso voleva che abitasse a soli 10 km da casa mia.
<Valentina> gli risposi un po’ intimidita, non mi era mai piaciuto parlare con le persone, ero una ragazza molto chiusa e preferivo la compagnia di me stessa.
Enzo accennò ad un lieve sorriso. Presi coraggio e rimasi con lui per il resto della serata che si rivelò tutto sommato abbastanza divertente.
Settembre
Arrivò presto il giorno in cui dovetti partire dal mare per rientrare nella caotica città dove vivevo, Modena, come arrivò presto il giorno del mio 16° compleanno verso la fine del mese. Il cielo quel giorno era grigio, faceva freddo. La scuola non aiutava per niente. Alla fine delle lezioni, m’incamminai verso casa. Ero abituata,
Oggi vado a trovare la mia amica Sandrina, poetessa e pittrice, all'ospizio dei vecchi.
L'Ospizio dei vecchi, la Casa di riposo, l'Inferno dei vivi. Tutte le volte che entro lì dentro provo un profondo malessere e senso di depressione. Eppure devo entrare, perché qui c'è la vita, la vita sacra, la vita vera.
Oltre il cancello e le vetrate, ci sono corpi esili, bianchi, deformi e doloranti; sono seduti nelle sale e aspettano Qui dentro, in queste stanze lucidate, refrigerate in estate, profumate di disinfettanti, le infermiere con i guanti spostano i vecchietti sulle sedie a rotelle.
L'incontro con Sandrina è straziante. Faccio fatica a riconoscerla. È grassa e deforme, incinghiata su una sedia. Piange, ride, dice frasi senza senso. Io non posso trattenere le lacrime. Vorrei che ci fosse lì un prete a parlarmi di un Dio buono, giusto, pietoso e onnipotente. Gli sputerei in faccia.
Qui, fra queste larve umane, incoscienti, tremolanti, borbottanti, crollano le religioni, cadono in frantumi tutte le filosofie, e la Vita si rivela quello che è: una merda puzzolente!
Intorno a me c'è un uomo che continua a muovere il braccio, c'è una donna che ride sempre, c'è un uomo contorto che si lamenta in continuazione
Qui i minuti sono secoli, e i secondi durano millenni. Qui la morte appare come una cosa sublime, misericordiosa e meravigliosa.
Triste e impotente mi alzo e mi incammino verso l'uscita.
Passando fra sale e corridoi vedo l'uomo che perde saliva dalla bocca, la donna che parla da sola, l'uomo che guarda il soffitto
Agosto 2002
Farsi assalire dalla tentazione di una follia.
Quante inutili parole si dicono nella vita,
e senza rendersene conto, essere
in una situazione senza
via di scampo.
Questa volta sarò io a dire no,
a lottare per non soccombere,
avere degli ottimi motivi per farlo.
L'idea di comunicare, con lui in incognito
mi fa stare meglio.
Un sorriso toglie quell'ombra
di malinconia che velava lo sguardo.
Con fardelli pesanti da portare
sulle proprie spalle, non sempre facili.
Sono qui senza di te, in cerca
di un pizzico di luna, il mio cuore
è come una giostra che gira e non si ferma.
Un futuro invadente.
Le tue labbra le sogno con le mie,
mi immagino felice, un dolore sordo avverto,
ti prego spediscimi un sorriso solo cosi
ti sentirò vicino, sorprendimi con carezze.
Penso a te continuamente.
Forse è un sogno a occhi aperti,
che mi farà vedere le ragioni profonde del cuore,
i mille volti delle emozioni,
per un solo cuore.
Il tuo...
"LE MIE PAROLE
DIALOGO CON L'AMORE":
Eh così m'abbandonò l'amore..
Restai sola!
Come s'abbandona un unico fiore di campo, fra pagliacce e spighe di grano imbiondito dell'oro più puro di sole. .. e lui unico li che riluce di colore, che danza fra le carezze del vento, ed allieta ogni suo movimento;con la strana amarezza di non poterlo cogliere e poterlo accostare all'altare del cuore.
Restai sola!
Come un talamo vuoto alle soglie del giorno che di candor si veste, lini stropicciati e ricami immacolati intessono una mano che carezza lenta la sagoma di membra abbandonate all'ultimo abbraccio.
Fu prezioso ciò che provai, e più volte credetti in quel sentimento, l'illusione mi svesti d'ogni raggio di luna. Trassi profondi respiri che seppero di lunghe notti senza pace. ..
Rivivevo ogni atto, ogni parola. ..
Come olio che profuma di delizie, come l'incenso che innalza lo spirito,
Così fu l'amore!
Fu importante al di sopra di ogni valore, evanescente e lieve, ne consegui l'atto di innalzarsi verso l'aria disperdendosi nell'invisibile;dopo aver carezzato terra e cielo.
Ogni ricordo, ogni vissuto, ogni sperato, ogni pensiero mi confuse,
mi riempivo di sogno, ed intanto l'inganno giocava col cuore.
La menzogna si prostrava ai miei piedi ed io vi posavo l'innocenza,
"un velo di seta sul quale i miei piedi vi posavano i passi, tracciando percorsi d'anima."
.. Eh benché la soglia di ogni sopportazione fosse oltrepassata con rispettoso silenzio,
il perdono mi fu sempre compagno!
Adoperai temperanza e forza nel linguaggio incomprensibile delle azioni umane strettamente collegate all'istinto, e lontane dalla ragione.
"Come galassie perdute nell'intero universo, siamo anime uniche cuori che s'amano, tremendamente diversi,
che quasi ho smesso di riconoscerti!
Ho fatto fatica a vedere chi eri, ed ora.. che ti ho realmente visto, più non esisti!
Prima,
ancor prima di incontrarti fu chiaro,
tutto chiaro come l'aurora che dirada le tenebre, c
Disprezzo quelle persone alle quali, una volta entrati nella nostra vita sentimentale, diamo un'importanza enorme. Basta una frase negativa e tutti i complimenti che ci hanno fatto fino a quel momento non hanno più valore. Hanno il potere di schiacciarti o sollevarti con una sola parola. Può anche succedere che una persona ti ami e tu non te ne renda conto. Ma quando, c'è stata una ragazza, che ti ha amato e smette di farlo è impossibile non rendersene conto. Ci rifletto spesso, da quando abbiamo deciso di frequentarci, dapprima di proseguire al gradino consecutivo, la nascita del nostro bene. Le persone che non si conoscono come si deve, diventano nella nostra vita le più interessanti. Come quei tali che si vedono al semaforo: dopo averti sorriso, scatta il verde e partono. Si ha la sorpresa che siano quelle che stavamo ricercando da anni. Con te apparirò mai usato. Ti pronuncio queste rivelazioni nel periodo migliore della mia vita, nel momento in cui sto bene, in cui ho capito energiche cose. Nel età in cui mi sono riallacciato con la mia felicità. In questo lasso di tempo la mia vita è piena, non di sovrabbondanti oggetti favorevoli che mi soddisfano, che mi attraggono. Sto molto bene da solo, e la mia vita senza di te è meravigliosa. Lo so che detto così produce un suono male, ma non intendere una cosa per un'altra, intendo dire che ti chiedo di stare con me non perché senza di te io sia infelice: sarei egoista, bisognoso e interessato alla mia sola felicità, e così tu saresti la mia salvezza. Io ti chiedo di stare con me perché la mia vita in questo momento è veramente meravigliosa, ma con te lo sarebbe ancora di più. Se senza di te vivessi una vita malinconica, misera non avrebbe alcun valore rinunciarci per te. Che qualità possederesti se tu fossi l'alternanza al nulla? Più una persona sta bene da sola, e più acquista valore la persona con cui decide di stare. Spero tu possa capire quello che cerco di dirti. Io sto bene da solo. Invece
[continua a leggere...]5 minuti.
Ryan: Cristo santo! Quella roba è spaventosa! E sta arrivando a una velocità incredibile! Che cazzo di fine...
Deamanta: Amore... Non voglio finire là dentro. Non voglio finire da nessuna parte! Perchè? Cazzo! Perchè?!
R: Non credo sia saggio sprecare il tempo con domande inutili. Ce ne rimane così poco.
D: Sì, hai ragione. E poi ne abbiamo già parlato a lungo. È inutile chiedersi perchè. Molto meglio chiedersi come.
R: Già. Come? Tutti vorrebbero la possibilità di scelta su come morire, e noi che ce l’abbiamo non siamo ancora riusciti a sfruttarla.
D: Bhe, io un’idea ce l’avrei...
R: Certo. Sarebbe bello. Fare l’amore un’ultima volta, terminare come una cosa sola, uscire da questo mondo come un solo essere. Sarebbe perfetto, ma non è possibile.
D: Non capisco perchè ti ostini...
R: Lo sai perchè. Te l’ho già spiegato. Con quella roba che arriva alle nostre spalle non riuscirei mai. È un problema fisiologico, fanciulla, non mi va di spirare bestemmiando.
D: Ma sarebbe comunque stupendo... Sarebbe comunque...
R: Cazzo! Ne abbiamo già parlato! Resta il fatto che non voglio finire là dentro! E non voglio che ci finisca nemmeno tu! Non voglio che ci prenda. Non voglio. Non ci è dato sapere cosa succede dentro quella roba.
Oh, sì, di sicuro è la morte quel che succede, ma come? Cosa si nasconde in quella tenebra? Non voglio sentire i tuoi strilli di dolore come ultimo suono.
D: Forse hai ragione. Non potremmo sfuggirgli. Non ci fermeremmo in tempo. Ma non credo potrà andare diversamente.
R: Hai preso le pistole?
D: Sì...
R: Allora non ci prenderà.
4 minuti
Deamanta: Non lo farò.
Ryan: Lo farai.
D: Ma come posso?! Come posso spararti?! Io ti amo!
R: Anch’io fanciulla.
D: È assurdo.
R: L’amore?
D: L’idea di ucciderci. È assurda.
R: È più assurda quella roba.
D: Ti amo. Voglio il tuo bene. Voglio vederti sorridere. Voglio la tua vita. Non posso darti la morte.
R: Il mio ben
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