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Racconti amore

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Quarto piano

"Ho paura che di te ci si possa innamorare...".
Non avrebbe mai voluto sentire quelle parole quel giorno, proprio no, perchè lei non voleva che nessun'altro si innamorasse di lei all'infuori dell'uomo che l'aveva lasciata solo cinque mesi prima.

Da quel giorno, lei aveva versato mille lacrime e per mille volte ancora non aveva mai smesso di ricordargli cosa c'era stato fra di loro, dell'amore che provava per lui, di quanta paura avesse di perderlo.. e poi alla fine l'aveva perso ugualmente, lei stessa aveva soffocato l'amore della sua vita con la gelosia, con paure infondate, vomitandogli spesso addosso parole che - col senno di poi - non avrebbe mai voluto dire, ossessionandolo, non accorgendosi dei suoi reali bisogni.
In molti si chiesero cosa l'aveva spinta a tentare il suicidio poco dopo e nessuno sospettò mai niente, ma lei lo sapeva bene... la sua vita era diventata un gran casino, non riusciva più a gestire le sue emozioni, il suo cervello continuava a pensare alle stesse cose da mesi, si sentiva sprofondare sempre più giù e non aveva il coraggio di chiedere aiuto, perchè sperava che quell'amore le bastasse, ma non era così.
Non fu facile per lei rimettersi in piedi da quella caduta nel baratro della paura, ma ci provò con tutte le forze e nonostante i silenzi ostinati di lui, le parole a volte dolci che la facevano ancora sperare e a volte fredde per allontanarla sempre di più, decise in un modo o nell'altro di ricominciare.
Fu un lento risveglio alla vita, i giorni trascorrevano sempre con il pensiero dell'amore perduto. Non si erano mai più rivisti, la strada era sempre in salita, a volte lei sorrideva al nuovo giorno e a volte ritornava nel suo baratro nel quale ormai amava crogiolarsi.
Decise dunque che chiunque la desiderasse non avrebbe dovuto innamorarsi di lei, e quest'uomo sembrava non capirlo.

"Se mi vuoi dovrai pagarmi"... disse proprio così, non so come le venne in mente questa cosa, forse per gioco o fo

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   4 commenti     di: Luce...


Nel Bianco

Il conducente scalava le marce con decisione preparandosi ad affrontare la salita della collina. Le vibrazioni trasmesse agli occupanti del vecchio autobus della linea 16 erano, se possibile, più forti del solito ma per l'uomo leggermente assopito, seduto al posto immediatamente dietro il guidatore, erano una manna dal cielo. Morbidamente cullato sedeva con la testa parzialmente appoggiata al finestrino, lottando strenuamente con le palpebre che non volevano saperne di starsene aperte. I suoi confusi pensieri vagavano fra brandelli di ricordi e il disperato tentativo di mantenersi sveglio. Le sue mani, caparbiamente assicurate al reggi mano per contrastare le curve del mezzo, gli trasmettevano il freddo del metallo a cui lui tentava di aggrapparsi per tornare alla piena coscienza. Non che mancasse di sonno, in effetti, ma si lasciava andare perché l'autobus gli induceva quella dolce sensazione di irresponsabilità offerta dal lasciarsi passivamente trasportare, senza doversi preoccupare neppure di una fermata a cui scendere. Perché effettivamente non vi erano fermate a cui dovesse scendere. Sarebbe sceso, si, certo prima o poi, pensò, ma quando e dove...
Infine chiuse gli occhi arrendendosi con piacere alla sconfitta.

"Che tempaccio, eh?"
"Dico, che tempaccio, non le pare?!"
Non era la voce di suo padre, che stava pochi istanti fa con lui sul lungomare di Genova porgendogli un panino con le alici, ma quella del conducente.
"Mmhh ah si certo, che tempaccio. Nevica proprio tanto oggi." Rispose srotolando la lingua impastata. Aveva dimenticato che occupando i posti più prossimi al fronte del mezzo si cadeva immancabilmente nella logorrea del giovane conducente.
"Per fortuna la strada è sgombra, oggi." Replicò l'uomo aggiustandosi il berretto con il marchio della compagnia dei trasporti.
Oggi, si, ma anche ieri. E anche l'altro ieri. Anzi non ricordo di un viaggio in cui non abbia nevicato, in verità. Penso riappisolandosi e ritenendo

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Love story sanremese

Adriano, broncio per il secco no, buscato da la RAGAZZA DEL SUD, AL DI LA' del ponte, tra le morte foglie d'un VIALE D'AUTUNNO, pur di piantarla col BUONGIORNO TRISTEZZA (barboso MISTERO da sempre) e dirle ADDIO, ADDIO; bussa a la porta d'una ZINGARA a farsi predirre il futuro in amore e... PER DIRE DI NO a la iattura che lo perseguita.
- "Oggi PIOVE negazione. Non tentare nemmeno. Domani ne I GIORNI DELL'ARCOBALENO, CI SARA' per te UN GRANDE AMORE E NIENTE PIU'" - gli viene detto.
Rallegrato da simili FIUMI DI PAROLE la saluta con una promessa:
- "PER TUTTE LE VOLTE che ho sofferto... NON LO FACCIO PIU'... non fermo nessuna ragazza. NON È L'INFERNO se... Nel presente il mio verbo non è AMARE... SARA' QUEL CHE SARA' ... a denti stretti resisterò. LA FORZA MIA mi fischia PASSERA'".
Nessun SENTIMENTO d'amore... Nessun MESSAGGIO D'AMORE pel povero Adriano.
Un tardo meriggio primaverile, dopo mesetti di astinenza, preso dagli occhi (nel suo ennesimo COLPO DI FULMINE) di una leggiadra ragazza, che vaga con un'amica, si presenta con delle rose, rendendo manifeste le sue intenzioni...
- "DIO, COME TI AMO! Quanto sei BELLA DA MORIRE! Dimmi, dimmi di sì, un sincero sì... SE PIANGI, SE RIDI... ti starò sempre vicino... Sarò un ANGELO...".
- "Claudia, Claudia è il mio nome"... enuncia la ragazza per essersi ubriacata di cotanti suadenti propositi. Poi ritornata in sè: "Ti prego, però, lasciami stare, NON PENSARE A ME, NON HO L'ETA'(PER AMARTI). GRAZIE DEI FIORI, bel giovane non... SENZA TE O CON TE nulla cambia a quindici anni".
- "TUTTE LE MAMME dicono - continua l'altra - IL CUORE È UNO ZINGARO facile a rubare l'amore ad una tenera ragazza".
- "Sì, è vero - afferma Adriano - Io no rubo, non sono UNO PER TUTTE le...; voglio solo conquistare l'amore di Claudia, non è da me deludere... SE STIAMO INSIEME strapperò la tessera del Club UOMINI SOLI e non sarò più L'UOMO VOLANTE che da una ragazza a l'altra busca i suoi no".
- "Claudia, lasciamolo! Rinca

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Ormai conosci il mio cuore

"Ci sei?".. così cominciava una,
delle ormai consuete conversazioni su skype.
si consuete.. era un'abitudine sentirti,
di sera o di pomeriggio presto,
e il giorno seguente era lo stesso..
Perchè poi è successo?
nemmeno tutte le spade del mondo, le lame più affilate,
o le punte più resistenti, avrebbero ferito come quelle parole.
Come quando vediamo la terra dividersi in due parti
con tutte le venature tipiche del terremoto,
così il mio cuore sembrava aprirsi..
Il più duro dei cuori avrebbe sopportato meglio
nella stessa situazione, quell'insieme di lettere?
chissà, io non ho quel cuore..
il mio lo conosci.
Non è nemmeno iniziata ma
avrei voluto che non fosse finita.
Quasi non capisco quello che scrivo,
come se tu leggendo queste stupide righe,
ti convincessi a non rinunciare a me.
Magari sarà così, ma non viviamo nelle favole;
Temo di vivere dove la realtà, non lascia spazio alla fantasia ed
Erroneamete ci confonde; ma chissà..
Magari sperare fa bene, si dice che sia una delle
Ultime cose a morire, la speranza.. ma il
Rumore delle nostre fantasie ci riporta alla realtà
che spesso, vediamo divertirsi con le nostre vite.
spero comunque di non perderti,
ormai conosci il mio cuore.



Insanabilmente corrotto!

Padre ascolta, ti prego... a me porgi l'orecchio e odi, non è una preghiera ma il canto del mio cuore
che ormai saggio si volge a te, per sempre...
nella notte calma e fredda
mi chiedo se mai la gente sappia di te!
ho dipinto nel mio cuore parole amare
che di te nulla sapevano
dita costruire condanne nel tuo nome...
uomo creatura imbarazzante, mai ti chiedi se del male sei tu l'artefice
ogni vita che vola via, per dolori senza cura, dici<<Dio!!!>> e a lui fermi la colpa...
fede parola smarrita...
Padre la tua bontà è pari all'infinito, riconosco in te la sola persona che mai comprese il mio dolore
vedo le mie lacrime vestire un volto chiamato gioia
sento il mio cuore sollazzare tra la vita alla vita eterna, vinco la paura e scopro che esiste la risposta dietro lo specchio...
Se mai fossi tua lettera fa che su di me si legga il sangue versato dal tuo amore che vinse senza remore la morte...
ho trovato strane vie davanti alle mie, erano fatte di tanti corpi e cuori, ma in ogni luce o notte ho trovato quella ch tu chiami Parola, e che la gente esamina come reperto saffico...
non sono un essere speciale, nemmeno un miracolo immortale, sona una semplice figlia che crede nel Padre
il quale sempre porge la mano e per amore della mia vita, mi avrà sempre tra le sue braccia...
se costruissi fiori e creassi cieli, lo farei per dare gloria all''unico che amò la mia vita e diede se stesso ad essere arso...
Ora tu puoi non credere e deridere, beffeggiare, ribattere, non importa, non affronto... il cuore dell'uomo è insanabilmente corrotto!

   3 commenti     di: esther iodice


Schiavitù

È primavera ed è incominciata un'altra storia d'amore. Questa donna si chiama Vanessa e con lei sto rivivendo i momenti magici dell'amore.
Ecco. In questa piazza ci siamo conosciuti. Su questa panchina ci siamo dati il primo bacio. Sotto questo tiglio le ho accarezzato il seno, per la prima volta.
Provo ancora l'illusione che questa sia la donna perfetta, l'angelo soccorritrice venuto dal cielo. Ancora l'illusione che questa donna non cachi, non pisci, non si ammali, non si arrabbi, non sia cattiva
Eppure so che non è così. So che anche lei è un essere umano, che fa parte del crogiolo dell'umanità, con tutto il suo bagaglio di dolori, imperfezioni, difetti.
L'innamoramento è una illusione. Ma è una esperienza psichica e ogni esperienza psichica, mentre la vivo, è reale.
Per primo è arrivato l'amore, ad irretire l'anima; è arrivato furtivamente, come un profumo sognante e delicato.
Ma tra poco questo finirà. Tra poco arriverà la stagione del sesso, ubriacante e infuocato. Nella fornace del sesso dimenticherò il mondo, la realtà e me stesso. Tra poco dominerà il sesso, come un despota affamato di energia, di sensazioni, di nuove e violente illusioni.
Per ultima arriverà la noia, pesante, plumbea, mortale.
Ho ripetuto tante volte nella vita questa spirale beffarda e traditrice. Perché dovrei ripeterla ancora? Per servire ancora gli scopi procreatori della Natura? No. Questa volta mi ribello. Questa volta, come una donna capricciosa, troncherò questa relazione prima di invischiarmi nel sesso.
Non sono schiavo di moralismi, ne di ideologie, né di religioni.
Non voglio essere schiavo di niente e di nessuno. Voglio essere libero da ogni schiavitù, anche del sesso.

Aprile 2003

   1 commenti     di: sergio bissoli


Stammi accanto

Non è vero che credere in qualcosa non costa nulla; credere in qualcosa costa tanto. Tantissimo.
Ma già il fatto che io abbia ricominciato a credere mi rende più vivo, non stavo così bene da tempo. Sei stata davvero quel lampo che mi sta facendo guardare le cose con occhi APERTI, senza fermarmi.
Quindi ti ringrazio, grazie a te e alla scrittura.




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