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Racconti amore

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Quell'ultima volta

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Nonni usurati ma sempre amati

Come non ricordare la storia di Gino, cioè volevo dire di Mario, insomma di quel vicino di casa che usciva sempre alle quattro di notte puntuale, vestito da donna, che una mattina lo vidi rientrare tutto stravolto, e mi venne di chiedergli.. o come si chiamava. E non ricordo più ! E nemmeno cosa gli ho chiesto!


Lo avete capito, come l'orso attaccò il cacciatore questo, non era un cacciatore, era una preda, insomma non chiedetemi che animale era, anzi ora ricordo, era entrato in un parcheggio di un supermercato e aveva cominciato a mangiare nei rifiuti, cioe... che stanchezza.


E la storia del pianeta delle meraviglie che chi rimase meravigliato cambiò di colore, ah questa me la ricordo e... rooonf... rooonf... . Paolina tirò su le corperte al nonno, oramai aveva novanta anni e lei venticinque, ma lui continuava a raccontagli storie come quando lei ne aveva cinque. Si sà i tempi son cambiati.


I nonni si addormentano mentre ai nipoti raccontano delle storie, quando le ricordano, e il caso di Carlo, è un caso particolare, aveva perso un po' di memoria, ma ci sono dei nonni, come quello di Rino, che ancora raccontan storie fino all'alba. E lui deve far finta di andare a prender un bicchiere d'acqua e mettergli un po' di sonnifero, per uscire con Camilla.

   2 commenti     di: Raffaele Arena


Elena

Nel mio cuore sei presente anche se ci separa una spessa coltre di dinieghi e lunghi kilometri.
La tua assenza morde con la voracità d'una vena tagliata, una parola che fischia all'orecchio.
Non posso chiamarti, anima mia.
M'aggrappo all'eco della tua voce nei labirinti bui della memoria, e subito è più dolorosa questa attesa incerta.
Resto ogni notte davanti alla candela, osservo la luce che trema nel terrore che si spenga perché solo tu hai i fiammiferi.
Rammenti la nostra notte, quando stretti e scivolosi di sudore ci cercavamo l'anime sotto la pelle?
Ricordo i tuoi occhi lucidi di una felicità acquosa, un sogno concreto che non svanisce più alla luce dell'alba.
"Poggia- dicesti- la tua stanchezza sul mio petto, e perdonami se non ho altro da offrire."
Ah, angelo, cosa mi manca essendo amato? Mi nutre solo il battito del tuo cuore.
Ti chiesi se potevo rifugiarmi in te. "Sciocco amore mio- sul tuo viso apparve un sorrisetto materno- Sei dentro me da tempo ormai, al caldo, al sicuro."
Sei partita al mattino, proprio come i sogni, sopra un treno che va più veloce del mio sguardo e troppo più lento del mio desiderio.
Sei andata ancora a nasconderti da me.
Vuoto, cammino scalzo sui vetri dell'attesa, il mio cuore non pompa sangue, grida il tuo nome.
La mia sete s'abbevera alle lacrime mentre rifuggo tutte le persone che non sei tu, per nessun altro c'è posto.
Cado in ginocchio su una disperazione rovente e odio, odio tutto il mondo che ci tiene lontani.
Ho promesso, aspetto due persone: o te o la morte.

   3 commenti     di: Noir Santiago


Il suono dell'ukulele magico

James sorseggiava il cocktail disteso sotto la sua palma preferita, immerso nella noia e nella solitudine di giorni sempre uguali. Tamburellava le dita sulla rilegatura di un libro, immerso leggermente nella sabbia. Il mare cristallino, sotto il sole cocente e luminoso di agosto, gli ricordava una di quelle fotografie nei depliant sparsi sui tavolini delle agenzie turistiche. Luoghi lontani, desiderati da chiunque, fosse anche solo per pochi giorni. Luoghi che lui stesso ha selezionato con accurata attenzione nel corso degli anni, fino a mollare tutto della sua vita precedente e a scegliere come nuova casa questo piccolo isolotto immerso nel blu. Una scelta coraggiosa di cui ne è sempre andato fiero.
La vita scorse tranquilla come una barca abbandonata fra le onde, lasciando che il vento lo trasportasse da attimi di assoluto relax ad altri più movimentati e curiosi. Da un palpito di nostalgia per il passato a una passione sfrenata per il presente. Vagabondò per il villaggio ascoltando i racconti dei saggi del luogo, si divertì a costruire imbarcazioni con l'aiuto dell'amico Joe, assaggiò ogni qual genere di mollusco riuscisse a trovare lungo la riva. Nonostante questo però gli mancava sempre qualcosa.
Di certo non le donne. Il baldo giovane faceva più conquiste di un esperto Casanova. Nessuna di loro era mai quella giusta però e dopo che il suo desiderio si era placato tornava alla vita di sempre, con la sola differenza di avere le guance ormai raggrinzite a forza di sonori schiaffi.
Non gli restava altro che mantenere la mente occupata con piccoli lavoretti giornalieri, veloci letture disteso sull'amaca e vani tentativi di imparare la cucina locale.
Se per lui tutto questo sembrava solo una veloce discesa nel baratro dell'infelicità, in realtà erano solo i motori della provvidenza che cominciavano a scaldarsi e a rombare lentamente. La ruota avrebbe presto girato e lo avrebbe fatto il giorno in cui James si sarebbe diretto a Yashalvà, un mercatin

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   1 commenti     di: Andrew Abel


distrattamente sono finita con te...

Casualmente quel giorno accesi il telefono, quella scheda che non utilizzavo da molto tempo... non so il perchè di questo gesto, forse pura nostalgia oppure sapevo che dietro quel display mi aspettava qualcosa...

accendo, passano alcuni minuti e succede ciò ke la mia mente aveva previsto... un messaggio.. lo apro, lo leggo, non ce scritto nulla,è solo un numero, un messaggio di una chiamata ricevuta...

sapevo che quello era il segno di ciò che avevo sperato accadesse da tempo, sapevo che non avrei dovuto farlo ma lo stesso ho richiamato, nessuna risposta, ho mandato un messaggio...
mi risponde... sento che in me si accende quella felicità, quelle emozioni, quel piacere di trasgressione che non provavo piu da tempo. Era lui, era tornato da me, nonostante il modo in cui lo avevo lasciato, si era fatto vivo ed io casualmete avevo acceso il cellulare proprio quel giorno, tra tutti i giorni in cui avrei potuto farlo ho scelto proprio quello...

Basta fare la brava ragazza!! basta sottostare!! Avevo voglia di sentirmi libera come un tempo, come quelle volte che sentivo le brezza di essere donna, quelle volte che solo sapere di poter esercitare su di te quella forza, mi faceva stare bene... forse era solo piacere, solo carattere, solo desiderio di supremazia femminile, solo voglia di essere potente!
E adesso.. che scrivo ancora sul passato sento quel piacere sottile che pervade il mio corpo solo a narrare quei momenti...
inizialmente non volevi dirmi che eri tu, ma io lo sapevo, il mio sesto senso mi attirava sempre piu verso di te. finalmente hai confessato, abbiamo deciso di uscire di nuovo dopo tanto tempo nonostante il mio cuore appartenesse ad un altro uomo, dovevo rischiare, dovevo farlo altrimenti me ne sarei pentita per sempre.
Quel pomeriggio di inizio giugno.. il piacere che stesse per arrivare l estate forse ha contribuito ancora di piu a farmi commettere quel gesto.
Ho iniziato col dire le prime bugie alla persona che tanto mi aveva dato affetto e non si sarebbe mai aspettata

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Mi convinci a risorgere

Cos'è questa forza? Che sento nelle mani, nelle braccia, in ogni centimetro di questo mio minuto corpo. Potrei spostarti il mondo. Per avvicinarlo al mio si intende. Se volessi ombra con un dito pianterei alberi, se volessi sole, semplicemente andrei ad acchiapparlo dove riposa, dall'altra parte del mondo, o dietro a una nube scura.
Perché c'è un momento in cui prendiamo coscienza di noi; di ogni muscolo, delle nostre infinite possibilità sopite da sempre. Viviamo in un recinto immaginario e infiniti spazi floridi ci circondano. Immobili. Noi. Troppo distratti per sentire il mondo chiamarci. Troppo disillusi per credere che è tutto nostro. E non del tempo che tutto fa appassire.
Devi essere fortunato. Tendere l'orecchio. Sentire i passi fin da lontano, la chiave del tuo congegno che ti passa accanto anonima. Devi prenderla al volo., rincorrerla se necessario. Hai gambe forti, e son quasi certa che sia questo il loro scopo principe. Grandi falcate verso la tua terra d'origine. Che dalla terra arrivi.. che la terra è in te, e non solo attorno. Che nella terra ci finisci, che puoi sdraiartici e sentirti a casa. Ti riconosce suo re. Prende la tua forma, poco a poco, segue la curva naturale della tua schiena se saprai parlarle, e chiedere permesso.
E sono invincibile perché ho visto nei tuoi occhi il nostro futuro. Che importa se tu non hai saputo distinguerlo. Te lo disegnerò, te lo canterò, semplicemente lo vivremo. Ti prenderò la mano, anche se cammini dandomi le spalle. Ti mostrerò il verde di questi luoghi che ho scoperto pensandoti. E tu non potrai che arrenderti a questa visione, la chiamerai casa quella quiete. Indosserai le mie mani per proteggerti dal freddo, io mi nutrirò delle tue labbra, sazieranno le mie, ma anche gli occhi che sempre le cercheranno all'avvicinarsi della sera. Un tuo sorriso sarà acqua e sarà grano. Tieni tu tutto il resto.
Mi prenderai per pazza quando sarà il mio entusiasmo a parlarti. Tu così misurata. Come anc

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   2 commenti     di: Grazia stomesti


Riflessioni 02

Voglio fare l'amore con te, dolcemente. Contemplando ogni istante. Leggendo nei tuoi occhi ogni momento la meraviglia e lo sconcerto.
Ogni carezza, ogni morso, ogni tocco delle tue dita dev'essere un tasto del pianoforte. Voglio poter sentire la musica dei nostri corpi nel silenzio calmato dal fruscio delle lenzuola e dai respiri intermittenti.
Siamo luci, vapore e disordine. Il nostro abbraccio sembra sempre esistito, come se il nostro avvicinarci fosse la reminiscenza di qualcosa ancestrale.
Mi rifugio in te e lascio che tu mi spinga nel cielo a ritrovar le ali.

   0 commenti     di: Vinter_



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