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Racconti amore

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La Caduta

Un ragazzo e una ragazza stanno seduti vicini su una panchina e ogni tanto ridono e si baciano. Parlano delle piccole grandi cose: sogni, progetti, ricordi, gioie e piaceri condivisi.
È un piccolo universo chiuso, è uno spazio nel quale vivono e agiscono solamente loro.
Passano donne e uomini, vecchi e giovani con le loro storie e i loro problemi; ma per questa coppia i passanti non esistono nemmeno. Vivono in un mondo fatto di illusioni, probabilmente, ma in quel momento altrettanto vero e reale come la più vera realtà.
A poco a poco i due giovani smettono di sorridere e si baciano meno. Sussurri, gridolini, risatine sono finite. Adesso parlano a voce più alta, qualche volta anche troppo alta. Il loro bel mondo fatto di gioie si è un poco incrinato.
Adesso hanno incominciato a litigare. Si rinfacciano qualcosa, si criticano, si accusano di qualcosa.
La lite esplode improvvisamente in tutta la sua furia. Parole dure dell'uomo e parole stridule della donna. Mentre parlano si sono anche allontanati fra loro, sulla panchina.
All'improvviso la lite cessa bruscamente. Adesso stanno in silenzio, separati e non si guardano più.
La ragazza si alza lentamente, prende la borsetta e si incammina sul marciapiede. Il ragazzo la guarda mentre si allontana. La sua espressione è seria.
Adesso egli guarda con più attenzione i passanti. Guarda le case, gli alberi, la vera realtà.
Il piccolo universo privato si è frantumato e non esiste più.

   0 commenti     di: sergio bissoli


Presentazione

Ciao, sono Roberto Di Palma.
Banale come inizio di un libro ma sinceramente non so neanche se lo continuerò, quindi sforzarsi per trovare un inizio buono sembra inutile a mio avviso, è quello che seguirà che conta davvero.
Ho 15 anni, e siamo nel 2010, precisamente 11 aprile ore 18:46, il 4 maggio sarò sedicenne.
è stata una giornata pesante e molto particolare. Una persona di cui mi fidavo ciecamente mi ha mentito più volte, e l'ho scoperto solo oggi, ma va bene, scelgo di fidarmi ancora una volta, dopotutto son io che voglio il mondo diverso, e quindi il cambiamento deve iniziare da me, ma son sicuro che non funzionerà, non ha funzionato fino ad adesso. Questa società è ormai distrutta, si pensa che perdonare e piangere siano sintomi di debolezza, io trovo li invece la mia forza. Anche se non ho cambiato il mondo posso almeno dire di averci provato, mentre nessuno potrà mai dire di esser stato trattato male da me. Questo per me, è il più grande vanto che possa esistere. Tralasciando ciò che è accaduto oggi, voglio parlarvi di ciò che mi accade generalmente.
Vivo a Scafati, una città in provincia di Salerno, odio questo posto. Pieno di ragazze superficiali che pensano soltanto a sbandierare il loro idolo televisivo per poi lamentarsi di non trovare un ragazzo che le tratti bene, e di ragazzi che l'unico hobby che hanno è provarci con tutte le ragazze che vedono per strada cercando disperatamente qualcuna con il cervello pari al loro, cioè pari al nulla, e che ogni occasione è buona per cercare di testare le loro nocche su facce a loro sconosciute. Ma c'è un raggio di sole in tutto questo, una piccola speranza che mi permette ancora di vivere con piacere su questo sporco mondo, ed ha un nome, Angela. È la mia attuale ragazza, stiamo insieme da 5 mesi, e 13 giorni, e la amo da impazzire, è di lei che vi ho accennato poco fa. Lei oggi mi ha confessato di avermi mentito, ma capisco i suoi motivi, tutti dovuti al gigantesco ego che ogni ess

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ROBERTA? MA DAI!

Non era certo un cappotto nuovo a far la differenza, nonostante ciò impiegai più di due pomeriggi per portarne a casa uno.
Restavano meno di ventiquattrore all’incontro e, come mai succedeva da quasi due anni, il cuore era tanto curioso quanto impaziente di sapere quale finale dare a questa puntata pilota, prima degli inevitabili, nel bene o nel male, titoli di coda.
Ero al bar con uno di quegli amici che ti sono tali solo per interesse; il mio lavoro mi portava, anzi, mi porta ad averne molti, magari anche più di uno in una sola giornata di sei ore e quaranta.
Sapete, di quelli che ti salutano, ti stringono la mano, ti sorridono già quando compari all’orizzonte del parcheggio, nel mentre è palese stiano parlando di te con la persona con la quale sono al telefono (e ciò solo per gasarti, per farti sentire realmente considerato e importante), ti parlano della loro vita ma lasciano i discorsi sempre a metà, e tu lo capisci, e loro capiscono che tu lo capisci, ma fanno finta di niente, sorseggiano nuovamente il prosecco, sorridono a favor della tua camera e ti chiedono se ne bevi un altro.
Allora tu ingoi un affanculo e accetti solamente perché hai la (misera) certezza sia lui, quantomeno, ad offrirli tutti.
E parlano solo loro, capita tutto a loro; convivono felici e contenti ma pieni di problemi e di scheletri negli armadi, hanno studiato ma fanno i muratori, preferiscono il caldo ma non vedono l’ora delle castagnate, ti dicono che sei ancora tanto giovane ma che non c’è tutto questo tempo per far carriera… Pretendono di essere ascoltati e, quando sei tu a confidarti, innescano la funzione automatica di risposta di finto interessamento, la quale si manifesta all’interessato (in questo caso il sottoscritto) con un andamento affermativo del capo, il quale ti dovrebbe illudere d’essere apprezzato all’interno del colloquio, se non fosse che la testa del bastardo sia girata completamente altrove rispetto la tua posizione.
Guarda il panoram

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   1 commenti     di: Mirko Zullo


Seduzione

La mia vicina sta prendendo l'abbronzatura, sdraiata sul materassino in cortile. È un pomeriggio caldissimo di luglio e questa ragazza in bikini sta distesa sotto il sole.
Dal mio cortile ho la possibilità di guardarla finchè voglio poiché lei è rivolta verso la casa mentre io sto alle sue spalle. Osservo le gambe snelle e lunghe di Susanna, la curvatura del ventre, le collinette dei seni Poi, senza far rumore, mi avvicino di più alla rete che divide il mio cortile dal suo per vederla più da vicino.
È veramente una bella femmina. Ha un corpo sinuoso e pieno di curve; tiene le braccia aperte rilassate e i suoi capelli sciolti cadono sull'erba. Rimango alcuni minuti ad ammirarla, poiché lei non sa di essere guardata.
Ma improvvisamente succede un fatto imprevisto: la ragazza si alza di scatto. Appena lei si muove io mi volto e fingo di sistemare le piantine dell'orto. Ho capito cosa è successo: lei probabilmente ha visto la mia immagine riflessa sulle vetrate della sua casa. Così si è alzata per vedere se la spiavo; ma io sono stato più svelto di lei e ho fatto in tempo a girarmi verso i cespugli degli ortaggi. Sarebbe stato imbarazzante venir sorpreso, ma per fortuna mi sono voltato in tempo.
I pomeriggi dei giorni seguenti, la ragazza è ancora in bikini, sdraiata sul materassino sotto il sole. Io la guardo ogni tanto da lontano, ma evito di avvicinarmi alla rete per timore che possa vedermi riflesso sui vetri. Se sospetta di essere spiato mi guarderà ogni tanto; allora vedendo che io sto lavorando nell'orto penserà di essersi sbagliata.
Oggi io sto pulendo e oliando il ciclomotore in cortile; infatti la meccanica è la mia grande passione. Anche la mia vicina sta lavorando in giardino; Susanna con un sarchiello sta smuovendo il terreno dei roseti, vicino alla rete che ci separa. Indossa una vestaglia chiara, probabilmente perché ha preso troppo sole in questi ultimi giorni.
Io non bado a lei, ma vedendo che è molto concentrata nel suo

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   1 commenti     di: sergio bissoli


So you are going to die 3

Certo la frase non combaciava con la situazione di Fermo. Agnostico tra l'altro. Ma come era accaduto quella mattina, Fermo è resuscitato, però ancora bloccato tra visioni e patimenti infernali. Infatti se non rispettava le regole avrebbe sofferto. Più della morte. Queste però erano solo supposizioni. Ancora non poteva credere di aver ucciso. Lui, un omicida. Un assassino è colui che uccide senza il concorso di cause di giustificazione, ad esempio la legittima difesa. Ma possiamo definire ciò che ha fatto Fermo come legittima difesa? Parliamo di legittima difesa quando chi ha commesso il fatto è stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio. Tutti hanno il diritto di vivere. Fermo aveva tutto il diritto di vivere, ma così facendo chi muore al suo posto perde questo diritto. Nessuno può decidere chi vive o chi muore. Fermo non sapeva decidersi, era confuso. Era un criminale, o era giusto quello che ogni mattina accadeva? Doveva smettere e morire? Ma voleva stare con Sara. Vivere con lei. Amarla. Non farla soffrire. La terza alba. Tre giorni dall'accaduto. Quella mattina aveva deciso di dormire un po' di più. Erano le dieci del mattino, era ancora a letto. Quando ad un tratto delle grida lo svegliarono. Urla di dolore. Urla d'affetto. Nell'appartamento accanto a Fermo vi era un coppia di giovani fidanzati. Viveva felicemente. Ogni tanto litigavano, ma nulla di grave. Quella mattina le grida erano più forti. La giovane donna continuava, sempre più: "No! Non è possibile, perché!". "Forza!". In un primo momento Fermo non si agitò, ma quando udì quelle parole rimase sconvolto. "Perché non ti svegli! Amore! Non puoi lasciarmi sola, non puoi morire!". Era veramente morto? Si domandò Fermo. Subito si coprì le orecchie. Non voleva sentire. Si rifiutava di accettare la verità. Sapeva cos'era accaduto. Cercava di dare giustificazioni. Tutte vane. Era stato lui. Era colpa sua. Non poteva essere successo. Cercava di mantenere la calma, intan

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Paura

Mi manca il coraggio. Mi manca il coraggio di prenderti la mano e per mano correre insieme. Sfiorarti i capelli e sentire il profumo che sul tuo collo scorre come una magia lenta e decisa. Mi assale la paura di vedere tutto il mio paradiso infrangersi nel buio e per questo se mi lascio andare come una farfalla in volo, decido sempre di tornare coi piedi per terra e smettere di sbattere le ali perché la paura è così forte che mi imprigiona come un uccellino in gabbia. Sono sempre al punto di partenza, come in un labirinto senza fine. Cerco di lasciarmi andare, ci provo, so che ce la sto mettendo tutta eppure non trovo il sentiero giusto. Vorrei uscire da questo labirinto per potermi far cullare da tutte quelle piccole emozioni che riesce a trasmettermi anche solo con un sorriso. Vorrei urlare per far uscire tutta questa paura e per poter fregarmene, godendomi l'attimo insieme a lui. Non vorrei mai che per paura, perdessi l'attimo in cui l ho sentito davvero mio.

   1 commenti     di: Valentina I


Incanto in un mattino di piena estate (Prima parte)

Era una splendida giornata di agosto, davanti a lui una distesa di sabbia lettini e sconosciuti che vivevano quello stesso giorno ognuno a proprio modo.
Mauro guardava davanti a sé senza prestare troppa attenzione assente e un po' distratto, i suoi due cuccioli giocavano tranquilli sulla sabbia accanto a lui, le sue ferie erano appena iniziate e voleva solo rilassarsi.
Non era stato un anno facile, parecchi problemi sul lavoro e alcune difficoltà economiche avevano accentuato una condizione di stress che viveva quotidianamente nella sua vita di coppia, ma ce l'aveva lui una vita di coppia?
Non era felice Mauro da quel punto di vista, un matrimonio riparatore lo aveva ingabbiato poco più che ventenne in una relazione che, giorno dopo giorno si era logorata a tal punto che ora non aveva più vie d'uscita, e la sua gabbia si faceva ogni giorno a poco a poco più stretta.
Ma sopportava Mauro a stento e con rammarico sapeva di dover essere lì, la tranquillità delle sue due gioie glielo imponeva. Aveva anche provato per un po' a vivere una serena relazione amorosa con una dolce e tenera ragazza che lo amava profondamente, ma gli occhi scuri di Luca che lo guardavano increduli ogni volta che lo riaccompagnava dalla madre lo avevano fatto desistere.
Ora gli rimangono solo i ricordi e alcune canzoni che nei momenti peggiori ascolta con le lacrime agli occhi per scacciare la malinconia e tirarsi un po' su.
Ma questa è storia vecchia Mauro ci convive ormai da dieci anni, l'età di Luca, così tra alti e bassi è arrivato anche Filippo che ormai di anni ne ha quasi due, doveva assestare il suo matrimonio, gravoso compito per quell'esserino biondo e vivace che ora gorgheggia allegramente accanto a lui con la bocca sporca di sabbia.
Ma così non è stato... anzi.
Mauro oramai è rassegnato, vivrà per la serenità dei suoi figli accanto ad una donna che non lo stima e che non prova più nessuno slancio, nei suoi confronti. Non si tratta solo di affetto a Mauro

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