Guardo le donne, le osservo, le analizzo. Guardo i loro visi, i corpi, il modo di vestire, di camminare, di gesticolare, di parlare. Osservo gesti e manie, comportamenti che rivelano gusti e psicologie. La pettinatura, per esempio, rivela molto del carattere di una donna. I capelli corti appartengono a una donna conformista e pettegola; nei capelli medi c'è più dolcezza; nei capelli lunghi c'è senso di libertà, fino all'hippy, fino alla rivolta.
Studiando le donne ho scoperto imperfezioni di ogni tipo. Marilena è racchia. Katuscia ha un profilo del viso imperfetto: il naso è troppo lungo e gobbo. Caterina ha i seni piccoli. Loredana ha le gambe corte e il culo basso. Natascia ha i capelli rossi e troppe lentiggini in viso.
Io che sono un poeta innamorato della bellezza trovo che le donne belle sono una minoranza; le donne belle senza imperfezioni sono una rarità.
Forse la Natura avrebbe potuto creare le donne tutte belle, con un corpo perfetto e senza difetti. Ma se le donne fossero tutte belle, sarebbero tutte uguali, tutte identiche. E allora la bellezza, il concetto di bellezza, scomparirebbe. Solamente il paragone, il confronto con le donne brutte, permette l'esistenza della bellezza.
Dobbiamo ringraziare tutte le donne brutte. Sono loro che ci consentono di apprezzare quelle belle. E allora: Evviva le donne calve, le donne racchie, le zoppe e le strabiche, le nane e le grassone
Agosto 2002
Ero là tra la folla, cercando ancora il tuo sguardo. Quegli stessi occhi che mi fecero innamorare.
Tra facce note e sconosciute, ti vidi, in lontananza. Te ne stavi andando, proprio come tanto tempo fa.
Volevo inseguirti, prenderti per un braccio e stringerti a me. Chissà se avrei fatto bene?! Chissà come sarebbe poi andata?!
Era da molto che non ti vedevo, ma quel giorno mi parse il primo, quando ti conobbi, quando per la prima volta incrociai quello sguardo, quegli occhi marroni intensi che trasmettevano amore e passione.
Fu un colpo al cuore, voltarmi e non vederti più.
Puff, sparisti così senza dire nulla, senza fare rumore.
Ormai mi ero abituata alla tua assenza, al non vederti più in giro con gli amici. Ogni cosa però mi ricordava te.
Dalle stupide battute, agli abbracci più sentiti, anche quelle strade ormai, dove passammo i nostri momenti più belli.
Poi tutto insieme tornasti, senza dare spiegazioni. Ero sorpresa, felice ma insicura: "Cosa volevi ancora da me?"
-"Mi sei mancata sai?! Rivoglio quelle nostre giornate, quei nostri lunghi abbracci per la strada, quelle notti d'amore."
Quelle parole mi riaprirono il cuore.
Come potevo non perdonarti?! I tuoi occhi, le tue labbra, i tuoi capelli, eri vita per me.
-"Ti amo." Ti dissi.
Mi baciasti per minuti interi.
-"Scusa per tutto quello che ho fatto, per il male che ti ho fatto." Mi dicesti a capo basso.
-"Non pensiamoci più, ti perdono. La nostra storia ricomincia da ora, da questo momento, tra le tue braccia. La nostra storia forse, non finì mai." Conclusi.
Morale della storia?
Il passato torna sempre quando meno te lo aspetti. L'amore quello vero dura in eterno, nonostante la lontananza o il dolore provato.
Chi si ama veramente? Si perdona SEMPRE.
E arrivi tu, col tuo bel vestito lungo.
Il treno sbuffa qualche nuvola di vapore.
La gente intorno corre frenetica e tu, immobile, contempli i miei occhi pieni di lacrime.
È passato molto tempo.
Troppo poco peró per poter dimenticare l'amore che provavo per te.
E mi avvicino facendomi largo tra la folla fino ad arrivare di fronte ai tuoi occhi verdi.
Così grandi da riflettere la tua anima.
Una lacrima cade dal tuo viso.
Un lungo bacio.
Ti amo.
<corsivo>
Caro Diario,
non ho mai avuto un diario.
Un diario lo si scrive e scrivere non è il mio passatempo preferito.
Mi piace correre, cioè, con la mente.
Anzi, nemmeno.
In realtà non so quale sia il mio hobby preferito.
Anzi lo so, mi piace innamorarmi, delle idee, s'intende.
L'illusione è credere che le idee si posseggano, cioè non ho delle idee, anzi non so nemmeno cosa siano. Ma Diario, perché ti scrivo? Troppe domande, troppe risposte.
Ecco lo so, si. Ti scrivo perché LEI, la mia ragazza mi ha lasciato, la ragazza si chiama Daria.
Daria ed io, Damiano.
Entrambi con la stessa iniziale, la D. A-B-C-D. 4.
Il suo nome era indubbiamente più bello del mio, finiva in "aria", il mio bhè, me lo terrò così com'è, non c'è niente di male che finisca in "ano", vero?! Bhè, comunque è finita, un'altra ragazza, troppe ragazze, nessuna. La verità? Non la conosco nemmeno io.
Ho lasciato io quella ragazza. No, ci siamo lasciati. Anzi, forse non sapevamo nemmeno che eravamo insieme.
Insomma, dieci anni non sono pochi ma nemmeno tanti. E comunque non si è mai insieme a qualcuno, si presuppone, si desidera, ma lo si è mai davvero? A livello fisico non c'era attrazione, a livello spirituale nemmeno, avevamo differenti hobby anche se ad entrambi piaceva leggere, cioè, a me piace ancora ma ecco, è un hobby leggere? Gli occhi sono fatti per leggere, decifrare, quindi non credo sia un hobby. Anche perché io preferisco i saggi e lei preferisce i romanzi. Almeno credo, no, è una deduzione, lei è femmina e il cervello empatico di lei è più sviluppato quindi è naturale che io preferisco i saggi. Il mio saggio preferito è "il Piccolo Principe", è narrativa? Si, forse, ma io credo sia un saggio.
Poi lei ha sempre preferito i ragazzi biondi, alti e muscolosi, anche a me piacciono le ragazze alte, bionde e muscolose, cioè... non proprio bionde, e non proprio alte, ma muscolose sì... no, anzi, nemme
Ti leggo come un libro aperto uomo senza confini, tu evanescente come l’acqua di mare che scorre tra le dita in una giornata di sole, mi avvolgi leggero, insolente in un tempo che passa più in fretta dei dubbi.
Rincorri la vita ogni giorno, consumando ricordi, affidandoti a un treno che oltrepassa alberi curvi nelle finestre mai aperte di una memoria di vento.
Ti sfoglio, uomo dagli occhi distratti, ti vedo bambino oltre una siepe con l’odore di terra bagnata nel cuore e uno spicchio di cielo negli occhi, tu che cerchi baci passati e aspetti un tramonto che imbrogli i pensieri e ti renda immortale.
Ti sento nella pelle, uomo che allunghi le ore e confondi i minuti in notti divise dal giorno e li sento i tuoi desideri sospesi su una luce che filtra insicura.
Ti voglio, uomo che vivi nel buio in stanze che conosci a memoria, cogliendo rose che sfioriscono lente e contando le ombre sui vetri tra le gocce di pioggia.
Tu che tocchi da lontano il mio corpo, assapori e consumi, accarezzi i miei passi in un inverno che avvolge eppoi sfiora.
E c’è una luna che non riesce a riempire, una cicatrice di luce che fa più paura.
Ti sento, ultimo raggio di sole, nel tempo che rincorro, tu filo di sensi fatto di cuore, emozione che allarga le gambe, silenzio che svanisce nell’alba come nebbia di fiume.
Sei nell’anima quando le tenebre delineano il sonno, negli abbandoni che mi trovano sola, nel vuoto infinito dell’amore che chiedo.
Buonanotte, uomo che toglie il respiro, con queste parole riempite di vuoto, in queste sere che scoloriscono a tratti, io fatta di spine e di rovi, riempita di pioggia leggera,
voglio soltanto che tu esista davvero.
"È finita! Dopo giorni di terribile titubanza sono riuscito a dirle tutto ciò che avevo dentro; la relazione più lunga che io abbia mai avuto è arrivata al capolinea, non ce la facevo più ad attendere ancora. Era inutile continuare a mentirle facendo finta di niente.
Mi sento decisamente più sereno."
Marta iniziò a pentirsi di aver cominciato a leggere quel diario e non prese affatto bene quelle poche righe. In pratica confermavano che per lui la loro storia non aveva significato nulla. Era arrabbiata ma qualcosa dentro di lei la spinse a proseguire. La seconda pagina era del giorno dopo.
"C’è qualcosa che non va in me. Ho trascorso tutta la nottata sveglio, senza riuscire a chiudere occhio anche per un solo istante. Ogni volta che ci provavo la mia mente mi mostrava sempre la stessa immagine; Marta.
Ammetto che le parole dette ieri erano sbagliate; la serenità è qualcosa che in questo momento non vedo neanche lontanamente. Non riesco a scordarmi il suo viso, quella sua espressione distrutta quando le ho detto che sarebbe stato meglio per entrambi se finivamo lì la storia. I suoi occhi lucidi che mi fissavano non fanno altro che tormentarmi ogni minuto che passo qui da solo.
Mi si spezza il cuore nel ricordarla in questo modo, ma non posso farci niente. Le decisioni non possono essere cambiate.
Spero solo che il mio stato d'animo possa migliorare con il lento trascorrere del tempo."
La rabbia sul viso di Marta scomparve lasciando posto alla curiosità. Quella reazione dopo le parole del primo giorno non se l’era aspettata, ma ora non poteva interrompere tutto. Doveva proseguire anche se ciò che stava facendo era immorale. Sapeva bene che non si doveva leggere il diario personale di una persona senza il suo permesso.
Ci fu una pausa di quasi una settimana e la data seguente era il 21 aprile.
"Non è migliorato proprio un cazzo e oramai ho capito che non potrà succedere. È trascorsa quasi una settimana e se davvero quel mal
Oggi dopo tanti mesi, anche se non servirà a nulla riesco a trovare le parole che ho sempre voluto dirti e lo faccio con questa lettera che non ho mai avuto il Coraggio di inviarti.. Desidero solo riuscire a spiegarti di come é possibile dividere l'amore dalla ragione.. È perché è stato solo amore. Il solo pensarti mi spacca ancora l'anima in due e chissà per quanto tempo purtroppo ancora ci sarai.. È la notte che si risveglia portandomi a te, come un angelo spogliato di tutto resto a guardarti e mentre vai via tremo ancora.. sono dovuto ripartire dal niente ad un passo da te con la paura di amare nuovamente ciò che è stato irripetibile. Pregherò , vivro ciò che non ho fatto, per non sentirmi ancora morto, perché questo destino ha deciso di unurci e dividerci con la stessa intensità ;ora che non ci sei più tu a stringermi, a chiedermi di amarti, io vivo diverso, forse no più lo stesso ; Solo dio sa quanto ti ho cercato, desiderato e cercato di amare come sei, Ma è servito solo per crescere per capire come la vita ti da e ti toglie Ciò che a volte non ti meriti per niente. Tu per me sei stata unica per tutto il tempo che ho preso in mano il mio cuore è deciso di donartelo senza pretese, senza ragione, Perché se ami non devi chiederti alcun perché . Tutte le nostre liti e i nostri progetti non sono serviti a niente, sono stati schiacciati dalla stupidità e l'orgoglio. Per 38 anni Ti ho aspettato sempre, ti ho cercato ovunque e quando sei arrivata è stato il gg più bello della mia vita, li ho capito che cosa vuol dire Prendersi cura di chi sentì parte di te, Pur facendo umanamente molti errori. Tanta paura di entrambi, non ha permesso a quel seme di germogliare e creare in quel Prato fiorito dove far crescere il nostro sogno. Quando ti ho perso una parte di me è morta per sempre, Ti ho temuto, ti ho incompreso, ti ho odiato quando mi punivi per cambiare e renderti felice ma mi stavo cancellando, si perché quell
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