E così dopo anni di dolore, passione, gioia, avventure...
Francesca (cesca) e Luigi (jil) hanno finalmente raggiunto il desiderato equilibrio, la loro vita scorre serena, con le piccole preoccupazioni della quotidianità, con i piccoli problemi che comporta la responsabilità di crescere ed educare una figlia, i piccoli-grandi problemi sul lavoro, i piccoli-fastidiosi problemi legati al danaro, ma tutto sommato...
posso definire l'attuale vita del mio alter ego, veramente realizzata!
Devo, come è d'obbligo, ringraziare tutti quelli che con le loro critiche e consigli e proposte, mi hanno... letteralmente "costretto" a proseguire la storia di questi due meravigliosi personaggi, storia che doveva finire anni fa, col trasferimento di Cesca, giovane diplomanda, in quel di Bologna... poi, l'insistenza dei miei splendidi amici, nonchè lettori... ha fatto proseguire la storia fino ad oggi, di nuovo a Bologna, dove sono certo potranno invecchiare serenamente!
Ogni riferimento autobiografico è reale, ogni nome di ciascun personaggio ha un riscontro nella realtà, ma molti di loro non sanno di essere stati usati da me, come "oggetti" determinanti di questa storia, Cesca, che dire? Esiste, certo che esiste... io non sono un insegnante in pensione, ma tutti i riferimenti alla vita privata, politica e "religiosa" sono rigorosamente veri, ho usato jil come cavia, come contraltare
di un mio "io" bisognoso di realizzarsi in un mondo ed un contesto, non "violentato" dal grigiore della vita reale!
Ovviamente anche questa "postilla" mi è stata ufficialmente chiesta dai miei lettori-cavia, quelli a cui in anteprima, propongo le mie creazioni...
Per concludere A TUTTI COLORO CHE HANNO AVUTO LA PAZIENZA DI LEGGERMI: VI ADORO gigideluca
Anche oggi, un lento pomeriggio d'estate, lo trascorro insieme alla mia amica Alessandra. È una donna straordinaria. Studia psicologia e si interessa di letteratura, filosofia orientale, yoga e perfino scrive poesie. Provo un grande piacere conversare con lei poiché conosce molti autori che amo e ha letto i loro libri.
Anche in passato ho trascorso pomeriggi deliziosi insieme a lei, commentando i film di Bergman o le poesie di Breton. E poiché lei abita in campagna, le conversazioni avvengono nel cortile di casa sua, con la distesa verde dei campi davanti a noi.
Le sere autunnali, vicino al camino acceso, sono altrettanto piacevoli. Parliamo di letteratura: Marcel Prevost, Kock, D'aurevilly, Barbellion Commentiamo i quadri di Magritte, e Friedrich.
Alessandra è una donna meravigliosa, intelligente, colta e sensibile. Però ha un difetto. Un grande difetto: non è bella. Il corpo alto e magro possiede scarsi attributi femminili. Il volto è rotondo, quasi maschile, assolutamente non sexy, non attraente.
Frequentandola, col passare del tempo, ho intuito che lei sa perfettamente di non possedere la bellezza. Fin da bambina ha sofferto per questo. Da ragazza ha sofferto ancora di più vedendo le sue amiche andare col fidanzato, mentre lei rimaneva sola. Queste confessioni me le ha svelate lentamente, a pezzi, nel corso del tempo: una parola qui, una frase più in là, finchè io ho potuto metterle insieme e arrivare alle conclusioni.
Forse è stata questa mancanza di bellezza a farla diventare cerebrale e introspettiva. Per compensare la sua mancanza di fascino lei ha sviluppato il suo cervello.
In natura è sempre così: i frutti grossi, perdono profumo e sapore. C'era un melo in un campo che in settembre faceva frutti piccoli ma profumatissimi. Il loro profumo si sentiva da lontano e il loro sapore era delizioso. Al mercato ho comprato alcune mele grosse: sono di sapore insipido e senza profumo.
È così anche per le persone. Nessuno può essere co
È che io non ci credo che tu non ci sei, perché io ti vedo. E anche se dici che non vuoi, io non ti credo, perché io lo vedo. Allora preferirei essere cieca, dannazione, così smetterei di vedere l’impossibile. Lo sai, io non lo credevo possibile, solo che tutti ci guardavano, e hanno convinto anche me, ma credimi prima io neanche ci pensavo a noi due, eravamo io da una parte, e tu dall’altra. E adesso ogni volta che ti penso è con me.
Mi vedo lì fuori ad aspettarti, e tu che non te l’aspetti. Bevi qualcosa? No, grazie. Cooosa? Sì, invece, e già che ci siamo mangiamo pure.
No, oggi la luna non te l’ho portata, e non te la porterò neanche domani, ne dopodomani, ma il bar all’angolo fa degli ottimi panini.
Non mi piace il tavolino sulla terrazza vista mare a lume di candela, e non fare quella faccia che tanto lo so che non piace neanche te, è solo per dire agli amici che hai ricevuto quella cosa, ma poi nasconderai a me e a loro quanto è stato noioso, come nasconderai che abbiamo mangiato panino con la porchetta seduti su un marciapiede, ma anche quanto è stato davvero divertente.
In fondo potresti essere anche una persona noiosa, non mi passerebbe mai per la testa di passare tutte quelle ore con una persona come te, è solo che ti amo, e allora stare con te mi piace, tanto anche se non parli e guardiamo il muro, io sto con te e allora ho i brividi lo stesso.
Mi è sempre sembrato così retorico sentir dire mi perdo nei suoi occhi, sembra così banale e scontato, ma cazzo io nei tuoi occhi mi ci perdo davvero, e non credevo che anche solo guardandoti senza sfiorarti mi sarebbe venuta la pelle d’oca. E come lo dico io che mi perdo nei tuoi occhi, che se mi tocchi ho i brividi, che quando ridi io sto da Dio, che quando piangi sto male, che quando non ci sei mi manchi, che quando ci sei ci sono veramente anch’io, che veramente io sento di essere viva e che appartengo a questo mondo che dicono così di merda, ma che quando sto con te, caz
Come fanno i sentimenti a farti cambiare radicalmente le emozioni? Come è possibile che da una serata così tranquilla, dove non sapevamo nemmeno dove andare, il semplice messaggio di una donna riesca a farti passare un brivido lungo tutto il corpo, riesca a farti aumentare il battito cardiaco, riesca a cambiarti il colore della pelle. Niente più idee nella testa, niente più battute stupide ma divertenti, niente più opinioni, niente. Cresce nel petto quasi una sensazione di paura, domande che affliggono la mente, le più nascoste insicurezze in un attimo escono allo scoperto, come un esercito di soldati pronti ad attaccare il nemico. Paure e insicurezze di cui non sapevi neanche tu l'esistenza, da cui verrai sconfitto se non cresce insieme a loro anche il coraggio. Quando poi è arrivata, con i suoi amici, solo il suo scendere dalla macchina mi ha fatto quasi cadere a terra, non ero preparato a tanta bellezza, tanta eleganza, tanta finezza, da lasciarmi senza fiato. Perchè stavo cosi? Ero prigioniero di qualcosa che non conoscevo, ero la preda di quelle paure che crescevano cibandosi delle insicurezze, che mai prima di quel giorno avevo avuto. Ma stavo bene. Ero felice come un bambino davanti all'uovo di pasqua, come un calciatore davanti alla coppa del mondo, come una donna davanti ad un mazzo di fiori. L'unico problema era tirare fuori quello che avevo dentro, farle capire quanto ero contento che lei fosse venuta, quanto aspettavo il momento di poterla riguardare negli occhi, sentire la sua voce dolce e seria, ammirare la sua sensualità. Purtroppo non sono capace di gestire questi momenti, perchè non mi capita spesso di essere in difficoltà davanti ad una donna, di rimanere senza parole, di dire solo sciocchezze. Forse perchè delle tante ragazze poche mi hanno fatto provare queste cose. Più va avanti la serata con il mio silenzio, con il mio dubbio, con la mia incapacità di gestirmi, più cresce il rammarico di un' occasione persa. La sera in cui do
[continua a leggere...]Come avvicinarsi?
La notte porta troppi pensieri malinconici, pensieri che il giorno offusca con la sua raggiante bellezza.
Penso penso penso.
Forse dovrei smetterla di pensare.
Agire. Ma come? Da dove parto, dove comincio?
Un timido ciao contro un muro di pietre rosse, troppo debole per poter aprire una breccia.
E resto li come un cretino, a guardare i suoi capelli che fluttuano leggeri nell'aria quasi ipnotizzato da quel movimento sinuoso.
Gli sguardi si incrociano, un sorriso, un ciao. In quel momento mi sento l'uomo più felice della terra, avrei potuto fare di tutto per lei in quel momento ma...
L'interesse apparente nei tuoi confronti piano piano svanisce. E torni ad essere solo.
Solo con i tuoi pensieri.
... e se ti dovessi per caso, un giorno, o meglio una notte, avventurare per le strade fuori Vercelli, una di quelle notti in cui si girovaga alla ricerca di non so bene cosa, una notte di quelle governate da quell'inquietudine che non sai a quale ragione attribuire, che hai esagerato e fatto qualcosa che ti ha lasciato un retrogusto amaro indigeribile e allora per trovare una ragione a quello che succede prendi l'auto e segui quelle strade fuori città, dove a destra vedi i campi di riso e a sinistra pure,
percorri chilometri su chilometri senza vedere un anima viva neanche a pagarla, se una tale notte e una tale strada dovessi pensare a me, ricordati che sono tuo.
Se ti volessi scrivere vorrei che la mia lettera finisse così, ma non ci riesco. Non che non abbia voglia di scrivere, quella fortunatamente non manca, solo che non ho voglia di scrivere a Te.
Si hai capito bene, non ho voglia di scriverti perchè m'annoia l'idea che quello che avrei da dirti non sia quello che t'aspetti da me...
Magari vorresti una lettera smelensa su quanto ti voglio bene e quanto (malauguratamente) non possa fare a meno di te. Per fortuna non sono romantico quindi, che in questi giorni, passati vicino e lontano da te, ho l'impressione d'amarti da sempre e per sempre, non te lo scriverò mai.
D'altro canto non sono neanche uno scrittore erotiko!! Da ciò puoi tranquillamente dedurre che non ti racconterei neanche che il tuo odore, la consistenza della tua persona, accarezzare la tua pelle, il contatto con le tue zone religiose, provocano in me brividi ancestrali, che inspiegabilmente ed elettricamente, muovono umori simili a maree di luna piena.
Per fortuna oggi è una giornata di merda, piove, mia madre piange senza sapere perchè e sembra già notte. Penso che basti no?
E invece no!
Perchè tu sei lontanissima che anche a partire adesso ci metterei una vita a raggiungerti e non basterebbe. Non basterebbe perchè magari arriverei lì e non ti troverei neanche perch?
Son seduta ormai da ore a questo tavolo, un foglio bianco di pergamena davanti agli occhi, in attesa che la mia mano si decida ad impugnare la penna e ad iniziare a scrivere. Ma la mia mano e tutto il mio corpo sembrano come rifiutarsi. La mano non si muove, il cervello si rifiuta di lavorare. Fisso il bianco del foglio dinanzi a me mentre la cera della candela, un tempo intatta, continua a colare su quel poco che del suo corpo è rimasto e fin sulla superficie ruvida del tavolo, scandendo le ore che, lente, passano e volano via.
Poggiandomi contro la sedia, sospiro profondamente, cercando di calmarmi e di liberare la mente, sforzandomi di imporle la mia volontà ma, per tutti gli Spiriti, proprio non vuol saperne di collaborare! E le mie speranze svaniscono in un’impalpabile bolla d’aria che vola via, disperdendosi eliminandole una ad una, come se fossero dei pesi inutili ed insignificanti.
Ma ecco che d’improvviso qualcosa mi blocca, il mio sguardo cade su un’altra pergamena, gettata disordinatamente sul tavolo, su cui solo poche righe son vergate, e si sofferma a lungo su una parola, una piccola parole di poche lettere ma che per l’uomo ha un significato molto grande, tanto grande da sfiorare l’immenso e da far ruotare tutto attorno a quella piccola parola, all’Amore, alla sua presenza o alla sua assenza.
L’Amore, questo sentimento così bizzarro che ti fa battere il cuore, tremare le gambe, sudare le mani, parlare in rima, gioire oltre ogni dire e soffrire fino alla più cupa disperazione. L’Amore. Ciò che tutti vogliono, che tutti cercano, disperatamente, indistintamente, più o meno consciamente.
È dunque tanto importante l’Amore? Ma questa domanda è quasi retorica poichè ha un’unica risposta: si lo è.
Nella vita di tutti noi, anche i più scettici, anche quelli che si erano dimenticati di possedere un cuore, arriva il momento in cui l’Amore finalmente li raggiunge, colpendoli in pieno e investendoli con tutta la sua proro
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