Non riesco a non pensare a lui. Le notti sono inquiete. I sogni diventano incubi. Quello di questa notte è stato veramente terribile. Mi trovavo nel casolare dove ci vediamo per le riunioni del gruppo. Entra nella stanza la capo-madre con due guardiane. Mi fissa e dice" Come hai potuto tradirci tutte... hai rinnegato il tuo giuramento. Lo sapevi che non puoi darti ad un uomo se non per necessità della causa. Oltre tutto ti sei resa schiava dei sentimenti e sai quanti errori sono stati commessi in passato per queste leggerezze?"
Mi sentii nuda svergognata. Avrei voluto dire che era falso ma era vero. Avrei voluto spiegare il perché di quello che provavo ma non avrebbero capito come non avrei capito io al loro posto. Bisogna viverle certe cose.
Le guardiane si misero al mio fianco e mi bloccarono le braccia. La capo-madre mi mollo un ceffone tanto forte da stordirmi. E prima che realizzasi cosa volevano farmi mi trascinarono vicino al tavolo. «Legatela" disse la capo e loro da bravi soldatini ubbidirono. Mi misero le mani sulle spalle e mi spinsero in giù piegata in avanti con la faccia spiaccicata sul tavolo. Tirarono le braccia in avanti e con dei legacci legarono i polsi alle gambe del tavolo. Lo stesso fecero con le caviglie.
Sapevo che mi toccava una punizione, forse la frusta. Ma non capivo perché mi avessero messo in quella posizione. «Ora vedrai che significa essere usata da un uomo cagna in calore" disse una delle guardiane. Non era possibile ma che volevano farmi? Erano impazzite? C'era la regola delle vergini. Dissi terrorizzata: " Ma che fate io sono vergine". Nessuna del gruppo avrebbe mai potuto privare della verginità un'altra donna. Sentii terrorizzata le guardiane frugarmi sotto la gonna e tirarmi giù in un sol colpo collant e mutandine. Poi la gonna fu tirata su completamente rigirata sulla schiena fino a coprirmi la testa tanto da restare al buio. Ero come sotto una coperta.
Dalla posizione in cui mi trovavo non potevo vedere nul
Indimenticabile nella mia anima, ti sento forte come prima, vado per la mia strada convinto di averti dimenticato e superato.. invece, mi ritrovo qua a scrivere per te, a pensare a te, a volere te. Chissà cos'è che spinge il mio pensiero. Non riesco a capire, dopo tutti questi anni cosa mi leghi ancora al tuo spirito. Non è una cosa normale, dopotutto ci siamo lasciati parecchio tempo fa e anche se ogni tanto ti rivedo, vivi dentro di me con una potenza ed una luce tale da fare ombra a tutto il resto... E questo non è bene per me, perchè non devo più vivere di illusioni, ma di semplice realtà, che poi non è così male... Con te ero uomo, vivo, felice, sereno... con te il tempo si fermava e ne ero felice, nessuna ansia, nessuna preoccupazione per il domani, era anzi l'istante che faceva grande il tutto. Ne saresti orgogliosa, di tutto ciò... ne saresti fiera... ma non so se ti farebbe piacere sapere che sono ancora innamorato di te. A me fa una paura incredibile questo perdermi per te, dentro di te, nei tuoi occhi che scrutano per capire cosa penso... oltre gli occhiali... non vedi vedere dentro di me, non voglio, perchè ti amo tanto e questo mi fa molta paura... Non sei stata troppo Dolce con me, quando hai deciso di lasciarmi andare... ma nonostante questo.. mi sono sentito comunque uomo... mi hai fatto crescere, tu non lo sai questo... ma quando immagino una donna accanto a me, vorrei che fosse esattamente come te... Con il tuo stesso carisma, il tuo viso, la tua dolcezza celata dietro una possente armatura... Voglio te, ma non ti posso avere.. e non smettero' mai di desiderare una donna come te al mio fianco, che mi ha fatto sentire Stupendo, Unico, Fantastico, Irripetibile.. come tu lo sei per me. Chissà se ogni tanto anche tu mi pensi e mi vuoi, chissà se hai mai avuto rimpianti o rimorsi per me.. chissà...
Era un ragazzo fortunato.. Fabio aveva avuto tutto dalla vita... una famiglia bellissima... degli amici meravigliosi... e sopratutto aveva trovato l'amore.. non quell'amore adolescenziale... ma quell'amore... quello vero... Tutto ebbe inizio un 21 Settembre quando Fabio diede il suo vero e primo bacio d' amore a Elisabetta, una ragazza meravigliosa, bellissima fisicamente ma sopratutto bellissima per quello che aveva dentro.
I due erano innamorati e si erano giurati amore eterno... ma dopo tanto tempo, dopo aver condiviso tutto ciò di bello che li si era presentato davanti il loro bel percorso, i due si separarono... dopo 15 anni, in un 21 Settembre qualsiasi Fabio si mise davanti al suo specchi e contemporaneamente Elisabetta fce lo stesso... Guardando se stessi cominciarono a pensare.. a pensare.. e Fabio disse: "O amore mio, luce dei miei occhi, respiro del mio respiro non passa giorno che io ti pensi, non passa giorno che o vorrei che il tuo cuore battaesse anocra con il mio"... e mentre Fabio disse quelle parolea sua volta anche Elisabetta disse davanti al suo specchio: "sole delle mi giornate, vento del mio cuore che mi ha sempre protetto, ti prego torna da me..".
Come di incanto si svegliarono insieme nel letto.. il loro letto.. l'amore l'aveva fatti riavvicinare... sogno o realtà?
Era un 21 Settembre qualsiasi.. ma non per loro.. non per il loro eterno amore.
Come avvicinarsi?
La notte porta troppi pensieri malinconici, pensieri che il giorno offusca con la sua raggiante bellezza.
Penso penso penso.
Forse dovrei smetterla di pensare.
Agire. Ma come? Da dove parto, dove comincio?
Un timido ciao contro un muro di pietre rosse, troppo debole per poter aprire una breccia.
E resto li come un cretino, a guardare i suoi capelli che fluttuano leggeri nell'aria quasi ipnotizzato da quel movimento sinuoso.
Gli sguardi si incrociano, un sorriso, un ciao. In quel momento mi sento l'uomo più felice della terra, avrei potuto fare di tutto per lei in quel momento ma...
L'interesse apparente nei tuoi confronti piano piano svanisce. E torni ad essere solo.
Solo con i tuoi pensieri.
La neve fuori dai nostri cuori, aveva sommerso ogni palmo di quel giardino. Saper che la sua mano aveva pervaso nel tocco, sfiorandomi i lembi pi nascosti, aveva lasciato in me la sensazione che nulla sarebbe tornato come prima.
Un bacio poi le sue mani tra i capelli, gli stessi che scendendo sulle spalle accarezzavano il suo viso ora. Perso tra le mie spalle era, zigzagando come un archetto di un liutaio che per la prima volta sfiorava le note del cuore.
A nulla era valso cercar di trattener il respiro, vivevo di lui ancora una volta maledicendo la mia poca voglia nel tornar a casa. Il tempo dira' se era stato giusto soffocar di passione, mentre le sue labbra sfioravano i miei seni, col viso che disegnava gemme nel mio ventre. Scivolando laddove volevo toccar il cielo al suo semplice baciar, laddove la mia fonte era qualcosa che donavo a chi assetato cercava ristoro.
A chi ignaro di cio' che sara' poi, elemosinava ardore ricevendo la passione di una donna arsa nell'inarcar la schiena al culmine del desio.
Al semplice piacer dell'amore, che solo lui mi donava, ogni qualvolta mi sfiorava appena.
Nessuno era nei miei pensieri... Se non le sue soffici labbra...
Mi manca il coraggio. Mi manca il coraggio di prenderti la mano e per mano correre insieme. Sfiorarti i capelli e sentire il profumo che sul tuo collo scorre come una magia lenta e decisa. Mi assale la paura di vedere tutto il mio paradiso infrangersi nel buio e per questo se mi lascio andare come una farfalla in volo, decido sempre di tornare coi piedi per terra e smettere di sbattere le ali perché la paura è così forte che mi imprigiona come un uccellino in gabbia. Sono sempre al punto di partenza, come in un labirinto senza fine. Cerco di lasciarmi andare, ci provo, so che ce la sto mettendo tutta eppure non trovo il sentiero giusto. Vorrei uscire da questo labirinto per potermi far cullare da tutte quelle piccole emozioni che riesce a trasmettermi anche solo con un sorriso. Vorrei urlare per far uscire tutta questa paura e per poter fregarmene, godendomi l'attimo insieme a lui. Non vorrei mai che per paura, perdessi l'attimo in cui l ho sentito davvero mio.
Sono contento di non poterti vedere oggi così non mi tormenterai il cuore.
Esco da questa casa buia e disordinata, odio l’odore delle pareti dipinte dalla tua nostalgia, è solo persino il divano ora che non ci sei il mio poltrire non è più riposo, non un dispetto e non pigrizia è solo noia e inettitudine. Ho chiamato Cristiana stamattina le ho detto che avevo voglia di uscire. La gatta la lascio a casa per un giorno non sentirà la mia mancanza, scusa so che ti da fastidio quando la chiamo gatta, la Kelly ma poi Kelly che nome è? Non è il nome adatto a un gatto ma l’hai scelto tu e tutto quello che scegli tu mi piace. Ho voglia di sentire una voce sensuale, una donna che parla anche se non sa parlare di niente, una che non sa tenere una conversazione intellettuale perché sarebbe troppo noiosa, una donna lontana anni luce da te e dal mio cuore, una che non ti assomiglia.
Ci siamo dati appuntamento in piazza Duomo, dove quando aspettavo te la prima volta c’era un negozio che non c’è più, l’hanno chiuso qualche anno fa. È arrivata. Devo ammettere che la sua eleganza è imbarazzante, non ho fatto neanche la barba, ho messo il primo pantalone che ho trovato e la mia maglietta non è nemmeno stirata bene, anzi non è stirata e basta. Forti queste donne tanto amiche e poi… è proprio odiosa questa Cristiana ma non m’interessa la uso come lei usa me, infondo è per lei che te ne sei andata e ora che mi chiedi una pausa di riflessione io rifletto in sua compagnia perché da solo non ce la faccio e ora che tu sei chissà dove e chissà con chi magari stai anche piangendo magari anche tu sei a farti consolare da qualche avvoltoio io rifletto accarezzando un seno senza calore, un corpo senza emozione. Che sapore ha il tradimento quando lei non ti può vedere? Lo sto assaporando in questo momento, non fa male è sotterrato dalla rabbia lei con il mio pancione se ne va su due piedi senza darmi altre possibilità mi lascia al buio in quella casa sapend
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