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Racconti amore

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Il punto di non ritorno

E cosi siamo arrivati al punto. Le parole non bastano a smorzare il dolore che parte dal cuore e si amplifica nell'anima. Ricordo come fosse oggi il primo giorno che le ho messo gli occhi addosso e la vibrazione che percepii sentendo ricambiare l'interesse. Capii da subito che era stata una persona sfortunata nella vita; i dispiaceri trascorsi l'avevano resa fragile, si, ma speciale. Ogni giorno fuoriusciva in lei una debolezza che purtroppo, in taluni casi, si trasformava in rabbia, sentimento che puntualmente sfogava verso di me, unico appiglio di speranza che le era rimasto. Ma come tutte le contraddizioni che nella vita continuano a esistere, lentamente il mio amore per lei cresceva in modo smisurato. C'erano momenti in cui sentivo il petto talmente pieno, da dover sfogare l'immenso sentimento nel pianto. In quegli attimi non stavo male, sentivo solo la necessità di riequilibrare lo spirito, tanto era l'amore e il timore che un giorno quell'incantesimo potesse spezzarsi. Per me era lei. Non l'avevo capito subito, ma è stato per via di quel carattere pieno di spine che in molti casi allontanavano il bene che le volevo. Ho dato tutto per rendere felice ogni secondo che gli è stato concesso di vivere; è stato un pulcino da dover difendere e di cui prendersi cura ogni giorno. Posso tranquillamente affermare che amarla e coccolarla era diventata una delle ragioni della mia vita. Non riesco a capacitarmi di dover rinunciare a nuovi ricordi che ci vedrebbero ancora insieme, ma la realtà è quella di cui scrivo, inesorabile come il tempo. Mi dispiace tanto amore mio. Forse avrei potuto fare meglio, anche se non so affermarlo con certezza. La vedo, è la linea del traguardo, oltrepassata saremo consapevoli che il nostro cammino insieme sarà terminato, nel bene e nel male. Ci siamo, prendi coraggio e fai l'ultimo scatto senza di me, io ti guarderò le spalle. Ti chiederò solo un ultimo desiderio: quando sarai al punto, voltati e lasciami assaporare nuovamente quell

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   0 commenti     di: Patrice


Nascere formica è già una grazia.

"Meglio formica che leone nella comprensione", disse un giorno una stella alla luna. E la luna incuriosita le chiese il senso delle sue parole, e la stella le raccontò una storia:

La luna era alta e il cielo pieno di stelle, un Leone riposava a pancia all'aria soddisfatto del giorno trascorso, aveva divorato una gazzella e uccise altre due solo per il gusto di farlo, al suo fianco una piccola formica rossa stanca del suo incessante lavoro, rimirava anch'essa lo stesso cielo.

"Come concepisci il creato" disse la piccola formica al Leone, il quale senza curarsi di guardare da dove provenisse la voce rispose con voce roboante:

"Il creato è MOLTEPLICE é tutto da VIVERE".

E tu? Cosa ne pensi? - Disse il leone.

E la formica rispose, ripetendo le sue stesse parole:

"Il creato è MOLTEPLICE è tutto da VIVERE".

Il leone alla risposta si girò per guardare con chi stava interloquendo, e quando vide che a parlare era soltanto una formica disse con voce offesa:

Come ti sei permessa di rivolgermi la parola?
Tu sei un essere troppo piccolo per meritare di vivere, sai che ti potrei schiacciare semplicemente con una mia zampata, e mettere fine ora in questo istante alla tua inutile esistenza?

La formica prese a tremare per la paura, quel Leone che sino a qualche minuto prima le era apparso amichevole, ora le si era rivoltato contro.

Non ti ucciderò. - continuò nel dire il Leone - Il tuo stesso ardire ti riconosce un animo coraggioso, ed io Leone, Re della foresta, nella mia grande magnanimità ti concederò di vivere, perlomeno qualche altra ora, sino a quando non mi sarò stancato di te.

A quel dialogo arrogante ed insensato, aveva assistito una stella che girovagava da quelle parti, sotto forma di porcospino:

Salve passavo per caso - disse la stella travestita - Ho ascoltato involontariamente le vostre parole ed avrei da dire una cosa: A te formica riconosco d'aver detto il vero, ma alle tue parole Leone attribuisco

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   1 commenti     di: Cleonice Parisi


Come il lume di candela

sono le dieci, fa un po' fresco. Non c'è niente di più romantico di un uomo che vede la sua donna vestita da sposa... che va via perchè l'hanno messa in nomination... e lui, in quel momento, sente di essere innamorato al cubo.
Però è un gioco. Il vestito da sposa.. la nomination.. è un gioco.
Però lui è innamorato al cubo, per questa cosa qui. E piange.
un uomo che piange, farebbe crollare le mura di Gerico, senza l'intervento di... chi le fece crollare le mura di Gerico?
Sono le dieci e dieci, e fa un po' fresco.
Ma è troppo romantica.. questa cosa... come il lume di candela.. come una luna piena...



Amo te.. sì, amo te

Ora lo so. Amo te.
Vieni qui, ascolta queste parole. Per una volta, ascoltami. Senza discutere.
Solo per una volta lascia le apparenze, lascia fuori ciò che credi, ascolta ciò che senti, prendi il senso.
Ho un pensiero per te, ti parlerà di me come io non saprei fare. Un pensiero nato dal profondo dell'anima, del cuore, di ogni fibra del corpo.
Ti porterà le mie emozioni, le mie sensazioni, ciò che ora sono.
Ti prego, accoglilo.
È un pensiero senza ragione e senza altra volontà che quella di volare da te.
È un pensiero carico di tormento, di pena e desiderio. Ma anche di gioia, di forza e di passione.
È un pensiero d'amore. Tu, ascoltalo.
Non posso più contenerlo, né trattenerlo qui con me per sempre. Non so cancellarlo. Non potrò impedirgli di raggiungerti. Non voglio. È nato per te. Ti troverà tra mille, ovunque sei. Lo porterò fino a te.
Non mandarlo via, non odiarlo, solo, ascoltalo.
Ti racconterà di me, che amo te, che non senti ciò che io sento, non vedi ciò che io vedo, nulla provi di ciò che io provo.
Ascoltalo lo stesso.
Ti porterà il mio amore.






Un amore bambino, un po' monello, tu non farlo piangere. Un amore che non aspettavo e che non ho cercato, ma che cercava me.
Un amore che, senza paura e senza vergogna, ha rubato i miei pensieri, le parole, il mio mondo.
Un amore che mi parla di te, mi porta a te, ti porta dentro me.
È un amore che non so mandare via. Tu, se vuoi, non deluderlo.
Lo desidero con tutta l'anima, più dello stesso desiderio di te, potente e incontrollato eppure così dolce e struggente, che ho voglia di farlo durare in eterno.
Io non sono più mia. Ora amo. Amo te.

Tutto si annulla completamente davanti all'immagine di te, che ho nell'anima.
Davanti a quell'amore che non vuoi, non puoi o non sai darmi.
Per paura, o per vergogna, o semplicemente perché non c'è.
Te ne stai lì, inaccessibile, sordo al mio grido. Resterai lì, lo so. Lontanissimo.
E io non so dar

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UN ATTIMO DI ETERNO AMORE

Guardo fuori dalla finestra; ormai piove già da due ore. Anche se fra un po' le nuvole grigie spariranno portando via con sè la pioggia, non ho voglia di andare in spiaggia perchè la sabbia è bagnata, gli ombrelloni chiusi, il mare mosso e per di più non ci sarà proprio nessuno.
Oggi è mercoledì, sono già tre giorni che sono qui in vacanza con mia zia e mia cugina in questo appartamento al secondo piano dove da un angolo del terrazzo si può intravedere l'orizzonte.
Mi incanto ad osservare l'orizzonte che, diversamente dal solito, non ha quel colore azzurro intenso, al contrario è tetro, di un grigio scuro, quasi nero e le onde di quel mare tanto agitato mi spaventano e al tempo stesso mi angosciano.
...È trascorsa ancora un'ora; adesso non piove più... i raggi del sole, riflettendosi sulle gocce d'acqua, permettono ai sette colori dell'arcobaleno di brillare nel cielo ormai limpido.
Mia zia propone di andare a prendere un gelato in piazza; il bar è affollato di giovani che hanno dovuto rinuciare al bagno o alla partita di beach-volley del pomeriggio. Il gelato è gustosissimo: un cono alla nocciola e al tiramisù.
Sono ormai le sette, è ora di tornare a casa perchè la zia deve preparare la cena. Io e mia cugina decidiamo di restare sotto al palazzo fino a quando non sarà pronta la cena; mentre chiacchieriamo sedute sui gradini del portone accade la cosa che ho sempre sognato sin da quando ero bambina. È stato un attimo, un rapido scambio di sguardi, un attimo magico che ha cambiato la mia vita.
Si, a soli quattordici anni ho scoperto cosa è veramente l'amore: un sentimento che ti travolge improvvisamente, che ti estranea dal resto del mondo e ti conduce in una dimensione di infinità serenità, gioia e pace dove ti ritrovi insieme a quel corpo che, unito al tuo, dà vita ad una sola anima.
Quel ragazzo dallo sguardo profondo mi aveva stregata.
Sono certa che la mia vita sta per cambiare e che quell'incontro non è stato casuale

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   3 commenti     di: Claudia Costa


Lei

Sono vissuto in questo mondo, con i miei parametri e le mie routines per 18 anni. Sveglia, scuola, studio, playstation, amici e a letto. Questa è la mia vita.
Ho sempre cercato di trovare qualcosa, qualcuno... che potesse darmi qualcosa di più, ma quando ti capitano cose che stravolgono la tua vita, si reagisce in modo strano.
Entro nella stanza, di solito sempre fredda, poco illuminata, col solito odore... di solito!
Quel giorno c'era qualcosa che mi attraeva, qualcosa che mi era indifferente, e allo stesso tempo invadeva la mia mente come lo fa una macchia d'olio sull'acqua...
Come può lei, in meno di 5 minuti entrare nella mia vita così, entrare nella mia testa e rimanerci, come può lei distruggere la mia realtà?
Ho paura perchè cose così delicate possono distruggersi in un nonnulla, ho paura di essere scrutato, illuminato, non voglio essere visto e capito da nessuno io... eppure voglio che lei veda chi sono...
la amo...

   8 commenti     di: Daryl


12 ottobre 2060

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   4 commenti     di: cesare righi



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