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Racconti amore

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Vorrò svegliarmi..

Sdraiata senza posa sul mio letto.. vorrei silenzio.. se non posso avere la tua voce non voglio nient'altro.. lo sguardo è attirato dalla luce che entra dalla portafinestra.. attraverso le tende arancioni entra un sole bellissimo, che scalda la mia stanza, ma non il mio cuore.. sento freddo, le mani immobili sul lenzuolo sono gelide.. rimangono immobili.. la testa voltata di lato.. si, guardo fuori e vedo quel sole.. i riflessi che da attraverso le mie tende normalmente mi rallegrerebbero.. ma niente può rallegrarmi ora.. cerco il silenzio ma sento uccellini che cinguettano felici.. vorrei pioggia, buio, oscurità.. chiudo gli occhi, li stringo forte, non devo piangere, l'ho promesso.. ma non riesco.. vorrei essere lasciata in pace, ma suona il telefono.. un colpo al cuore.. ma non sei tu, non puoi essere tu.. e allora piango..
Perchè quel maledetto sole non la smette di brillare e illuminare tutto.. non c'è motivo di essere felici!! Perchè devo ascoltare gli uccellini che cinguettano e ripensare a te che li ascolti con me al telefono.. e sorridi.. perchè devono essere così felici?? Tu non puoi ascoltarli adesso..!! Perchè tutto sembra non capire quanto è difficile sopportare la tua assenza, e continua a vivere nonostante tu non possa essere qui..?? Perchè solo io non riesco a sopportare tutta questa "normalità" senza di te.. non la voglio!! Vorrei solo dormire.. vorrei solo sognare di noi.. Apri gli occhi mio piccolo angelo.. aprili.. Vorrò svegliarmi solo quando avrai ascoltato la mia voce e sarai tornato a guardare a sognare.. a vivere insieme a me..

   2 commenti     di: Giada..


La setta

Non riesco a non pensare a lui. Le notti sono inquiete. I sogni diventano incubi. Quello di questa notte è stato veramente terribile. Mi trovavo nel casolare dove ci vediamo per le riunioni del gruppo. Entra nella stanza la capo-madre con due guardiane. Mi fissa e dice" Come hai potuto tradirci tutte... hai rinnegato il tuo giuramento. Lo sapevi che non puoi darti ad un uomo se non per necessità della causa. Oltre tutto ti sei resa schiava dei sentimenti e sai quanti errori sono stati commessi in passato per queste leggerezze?"
Mi sentii nuda svergognata. Avrei voluto dire che era falso ma era vero. Avrei voluto spiegare il perché di quello che provavo ma non avrebbero capito come non avrei capito io al loro posto. Bisogna viverle certe cose.
Le guardiane si misero al mio fianco e mi bloccarono le braccia. La capo-madre mi mollo un ceffone tanto forte da stordirmi. E prima che realizzasi cosa volevano farmi mi trascinarono vicino al tavolo. «Legatela" disse la capo e loro da bravi soldatini ubbidirono. Mi misero le mani sulle spalle e mi spinsero in giù piegata in avanti con la faccia spiaccicata sul tavolo. Tirarono le braccia in avanti e con dei legacci legarono i polsi alle gambe del tavolo. Lo stesso fecero con le caviglie.
Sapevo che mi toccava una punizione, forse la frusta. Ma non capivo perché mi avessero messo in quella posizione. «Ora vedrai che significa essere usata da un uomo cagna in calore" disse una delle guardiane. Non era possibile ma che volevano farmi? Erano impazzite? C'era la regola delle vergini. Dissi terrorizzata: " Ma che fate io sono vergine". Nessuna del gruppo avrebbe mai potuto privare della verginità un'altra donna. Sentii terrorizzata le guardiane frugarmi sotto la gonna e tirarmi giù in un sol colpo collant e mutandine. Poi la gonna fu tirata su completamente rigirata sulla schiena fino a coprirmi la testa tanto da restare al buio. Ero come sotto una coperta.
Dalla posizione in cui mi trovavo non potevo vedere nul

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pioggia e vento

Piove, stasera. Non ho neanche voglia di uscire, ma mi basta un sms e cambio subito idea. Perchè è un tuo messaggio. E allora non ci penso due volte, afferro la giacca e scendo giù per le scale in pochi secondi. Ti vedo girare l'angolo con la macchina e in un attimo siamo soli, in silenzio. Nessuno dei due ha la forza di parlare, non ancora almeno. Eppure, io lo so, sei qui per un motivo.. dimmelo allora.. perchè ci stai pensando da troppo tempo, perchè so che il destino porta via tutto.. e allora non risparmierà neanche noi... Ti fermi, spegni la macchina e io non so ancora cosa fare, come affrontare quello che succederà tra poco... Non resisto, mi giro e cerco il tuo sguardo.. ed è quando mi guardi dritto negli occhi che capisco.. ciò che non avrei mai voluto, ciò che avevo sempre evitato, tutto quello che ho cacciato via con le mie forze, piangendo, urlando, pregando.. era arrivato. E io non potevo farci niente. Ti fisso ancora, aspetto inutilmente che parli.."Dimmelo" dico all'improvviso, e sembra che ti stia implorando.. cerco di misurare la voce, ma non serve.."Dimmi che è finita", ci riprovo, "Tu lo sai, il tuo cuore lo sa.." il mio, invece, batte all'impazzata.. e in silenzio prego di avere la forza... Ma tu pian piano ti avvicini.. comincio a tremare, il freddo e la pioggia non centrano... In un attimo mi abbracci.. io rimango lì, in attesa, i miei occhi si riempiono di lacrime, so che non c'è più un briciolo di speranza.. Poi mi sussurri all'orecchio "Mi dispiace.. sai che è la cosa più giusta.. non piangere.. ti voglio bene"..
Il vento porta via una lacrima silenziosa e con lei, un pezzo del mio cuore.. ma non me lo restituirà mai..

   3 commenti     di: Sonia


Vecchiaia 2

Oggi vado a trovare la mia amica Sandrina, poetessa e pittrice, all'ospizio dei vecchi.
L'Ospizio dei vecchi, la Casa di riposo, l'Inferno dei vivi. Tutte le volte che entro lì dentro provo un profondo malessere e senso di depressione. Eppure devo entrare, perché qui c'è la vita, la vita sacra, la vita vera.
Oltre il cancello e le vetrate, ci sono corpi esili, bianchi, deformi e doloranti; sono seduti nelle sale e aspettano Qui dentro, in queste stanze lucidate, refrigerate in estate, profumate di disinfettanti, le infermiere con i guanti spostano i vecchietti sulle sedie a rotelle.
L'incontro con Sandrina è straziante. Faccio fatica a riconoscerla. È grassa e deforme, incinghiata su una sedia. Piange, ride, dice frasi senza senso. Io non posso trattenere le lacrime. Vorrei che ci fosse lì un prete a parlarmi di un Dio buono, giusto, pietoso e onnipotente. Gli sputerei in faccia.
Qui, fra queste larve umane, incoscienti, tremolanti, borbottanti, crollano le religioni, cadono in frantumi tutte le filosofie, e la Vita si rivela quello che è: una merda puzzolente!
Intorno a me c'è un uomo che continua a muovere il braccio, c'è una donna che ride sempre, c'è un uomo contorto che si lamenta in continuazione
Qui i minuti sono secoli, e i secondi durano millenni. Qui la morte appare come una cosa sublime, misericordiosa e meravigliosa.
Triste e impotente mi alzo e mi incammino verso l'uscita.
Passando fra sale e corridoi vedo l'uomo che perde saliva dalla bocca, la donna che parla da sola, l'uomo che guarda il soffitto

Agosto 2002

   13 commenti     di: sergio bissoli


L'amore clandestino

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   1 commenti     di: sergio bissoli


Il mio angelo

Mi sono innamorata di un ragazzo, il più bel ragazzo che io abbia mai visto. Uno di quelli che non passa inosservato, occhi azzurri e capelli biondi. Uno di quelli che non mi sarebbe mai interessato, troppo banale con quei suoi grandi occhi blu e capelli biondi. Talmente bello che ci sono cascata. È un ragazzo con la voce calda, il sorriso perfetto, dei modi fini ed eleganti. Sembra fatto con lo stampino, va bene a scuola, si è laureato da poco e continua gli studi, intanto che non ha i corsi lavora. Uno in gamba insomma. Un bravo figlio, fratello e amico. Un ottimo fidanzato, un ottima rosa dei venti da seguire. Trova il lato positivo in ogni cosa è sicuro di se e ogni cosa che vuole la ottiene. Come potevo non innamorarmi di uno così? Attento alle piccole cose e con la memoria di ferro. Ogni suo gesto verso di me ha un perché, nulla è mai per caso. Forse sto capendo cosa vuol dire amare ora. Ma io cosa ci faccio con uno così? Sono una pasticciona, ho mille imperfezioni fra cui il naso grosso che sfigura vicino al suo piccolo con la linea perfetta, a scuola non andavo mai ed ora lavoro in un posto dove la tensione mi ha fatta rinunciare ancor prima di tirare fuori il meglio di me. Non sono un granché come figlia o fidanzata, eppure lui apprezza ogni particolare di me facendomi sentire speciale e mai inferiore a niente e nessuna. Sono immersa in una valanga di emozioni più grandi di me da tempo ormai, ed è stato tutto diverso sin dal primo incontro. Mi spaventa il pensiero che un giorno se ne possa andare, rimarrei sola col cuore spezzato in tanti piccoli ricordi più grandi di me. Vorrei credere che sarà per sempre e se non andasse così crederò che tutto ciò non fosse mai esistito. Ci sono notti, in cui restiamo vicini, uno di fronte all'altra, che ci fissiamo ma nessuno dei due parla è una sensazione così profonda che l'unico modo per provarla è rimanendo li in silenzio. Nessun gesto o parola potrebbe paragonarsi a quella scia. Gli disegnavo il v

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   3 commenti     di: Valentina Iengo


Dedicato a una biondina

Ho conosciuto Rossana, una biondina che mi piace e che mi fa pensare solo a lei.
La vedo tute le volte che passo davanti a un negozio di mobili e spesso con un pretesto entro per parlare con lei.
Rossana è una ragazza bionda, con i capelli lunghi, gli occhiali e una espressione seria sul suo bel viso. Sta seduta ore dietro la vetrina con i mobili, in attesa dei rari clienti.
Adesso che mi sono innamorato di Rossana devo chiudere il mio ventaglio di interessi per dedicarmi solamente a lei. Gli altri interessi portano via tempo, energia e non sono conciliabili con questo mio nuovo ed esclusivo interesse.
Questo mio nuovo amore è appena incominciato e incontra tutte le difficoltà degli inizi. Per conquistare Rossana devo fare i sorrisi giusti, quelli che costano cari. Voglio dire che io non ho il senso comico della vita e non sono abituato a ridere.
Sarebbe bello abbracciare la ragazza e concludere questo bisogno d'amore. Mi piacerebbe seguire il mio istinto di maschio, cioè baciarla, spogliarla, accarezzarle seno e sesso Ma non è possibile.
Rossana segue il suo istinto di femmina, che consiste nel creare un piccolo labirinto di comportamento, dentro il quale io devo trovare da solo la via da seguire. Lì dentro, sarò guidato dai sorrisi di Rossana quando prendo la strada giusta e dai suoi sguardi imbronciati quando sbaglio.
Questo è il rituale dell'amore, che ho vissuto con altre donne prima di questa.
Adesso ho le notti insonni, i miei giorni sono alternativamente neri o luminosi e provo disinteresse per il cibo e per tutto, eccetto per lei.
In questo gioco tormentoso e delizioso il protagonista principale è la fantasia. La mia fantasia che costruisce immagini irreali della ragazza.
Come posso uscire da questa trappola? Sposando Rossana e vedere così la dura realtà dell'esistenza.
Però, adesso, nella maturità esiste anche un'altra soluzione che non era possibile nella gioventù. Con uno sforzo di volontà, fra cadute e ripensamenti, n

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   0 commenti     di: sergio bissoli



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