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Racconti amore

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Innamorato

Corinna, mi sono innamorato di te: cioè ti vedo come una Dea, come una regina. La mia fantasia ti carica di qualità che tu non hai; la mia fantasia ti arricchisce di doti sublimi e sovrumane, ma inesistenti.
Finchè dura l'innamoramento continuerò ad adorarti, a stravedere per te e a soffrire per te.
Eppure, un giorno io mi sveglierò da questo sogno e vedrò la donna prosaica e banale che tu sei. Un giorno il bel sogno finirà. È inevitabile. Questo lo so perché ricordo che è già successo altre volte, con altre donne.
Fin quando durerà? Il più a lungo possibile, spero; o il più presto possibile, sarebbe meglio. Ma ho bisogno di credere nell'amore! Gli uomini hanno bisogno di credere nell'amore come hanno bisogno di credere in Dio, nella giustizia, nella vita dopo la morte.
E allora, aggrappato a questo sogno colorato, vengo da te, sto insieme a te, parlo con te, ti cerco, ti sogno e ti invoco in ogni momento del giorno e della notte. Finchè vivo in questa dolce ebbrezza la vita scorre lieve, i giorni passano senza conoscere la noia. Ora c'è l'ansia di vederti, l'ansia di trovarti e di aspettarti.
Tutto è più dolce, le cose comuni hanno cambiato aspetto. La via dove abiti tu ha qualcosa di speciale. Quando arrivo vicino alla tua casa, sento un tuffo al cuore, e resto incantato a guardare la finestra dietro alla quale tu ti affaccerai. È una finestra particolare, è la tua finestra.
La vita è più bella quando è vissuta in questa magica eccitazione piena di speranze e di felicità. L'amore trasfigura, fa sognare, irraggia una luce interiore meravigliosa ed estatica.
Un giorno questo finirà. Una mattina mi dirai una parola sbagliata, farai un gesto e spezzerai l'illusione. Dopo io precipiterò nel dolore, dopo ti odierò e il mondo di colpo diventerà grigio e buio. Dopo sarò disperato e vorrò morire, oppure cercherò la salvezza in un'altra donna.
Ma tutto questo adesso non ha importanza. Adesso sono innamorato e il tempo non ha val

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   2 commenti     di: sergio bissoli


So you are going to die 3

Certo la frase non combaciava con la situazione di Fermo. Agnostico tra l'altro. Ma come era accaduto quella mattina, Fermo è resuscitato, però ancora bloccato tra visioni e patimenti infernali. Infatti se non rispettava le regole avrebbe sofferto. Più della morte. Queste però erano solo supposizioni. Ancora non poteva credere di aver ucciso. Lui, un omicida. Un assassino è colui che uccide senza il concorso di cause di giustificazione, ad esempio la legittima difesa. Ma possiamo definire ciò che ha fatto Fermo come legittima difesa? Parliamo di legittima difesa quando chi ha commesso il fatto è stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio. Tutti hanno il diritto di vivere. Fermo aveva tutto il diritto di vivere, ma così facendo chi muore al suo posto perde questo diritto. Nessuno può decidere chi vive o chi muore. Fermo non sapeva decidersi, era confuso. Era un criminale, o era giusto quello che ogni mattina accadeva? Doveva smettere e morire? Ma voleva stare con Sara. Vivere con lei. Amarla. Non farla soffrire. La terza alba. Tre giorni dall'accaduto. Quella mattina aveva deciso di dormire un po' di più. Erano le dieci del mattino, era ancora a letto. Quando ad un tratto delle grida lo svegliarono. Urla di dolore. Urla d'affetto. Nell'appartamento accanto a Fermo vi era un coppia di giovani fidanzati. Viveva felicemente. Ogni tanto litigavano, ma nulla di grave. Quella mattina le grida erano più forti. La giovane donna continuava, sempre più: "No! Non è possibile, perché!". "Forza!". In un primo momento Fermo non si agitò, ma quando udì quelle parole rimase sconvolto. "Perché non ti svegli! Amore! Non puoi lasciarmi sola, non puoi morire!". Era veramente morto? Si domandò Fermo. Subito si coprì le orecchie. Non voleva sentire. Si rifiutava di accettare la verità. Sapeva cos'era accaduto. Cercava di dare giustificazioni. Tutte vane. Era stato lui. Era colpa sua. Non poteva essere successo. Cercava di mantenere la calma, intan

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Non lasciarmi andare

Tienimi, tienimi, stringimi, non lasciarmi andare, non lasciarmi cadere in questa voragine di solitudine e incomprensione;con te mi sento al sicuro!
Dammi lamano, non la lasciare, non lasciare che perda il mio unico appiglio alla vita, che finisca nella paura di diventare ciò che non sono!
Solo tu puoi farlo, solo tu puoi starmi vicino senza farmi soffrire, senza farmi cambiare. Solo tu riesci a farmi essere me stessa con me stessa, solo tu riesci a non farmi odiare, a non farmi distruggere.
Voglio stare tra le tue braccia ancora per un po', voglio sentirmi al sicuro, lontana da tutto e tutti ancora un po'... voglio godere di questo amore ancora un attimo, e starti vicino sempre!
Aiutami amore, aiutami a non lasciarmi andare!



Il sole nel mare (parte I )

In questa New York bagnata dalle lacrime di un autunno arrivato puntualmente, mi muovo nella folla di gente ke nel mattino raggiunge il proprio posto di lavoro senza esitare. Tutti corrono e io come al solito mi sento invisibile, mi muovo velocemente ank'io... xkè ank'io come loro devo raggiungere il mio lavoro... e devo pure fare in fretta se non voglio rimanere a casa senza lavoro. Il mio nome è Juma, sembra quasi un nome cinese, ma non lo sono! Mi chiamo così xkè mia madre adorava i manga... e così ha subito appioppato il nome di una delle sue eroine preferite, alla sua prima e ultima figlia. Io mia madre non l'ho mai conosciuta, lei è morta appena sono nata e così sono stata affidata a mia zia Laire che è morta quando io avevo 16 anni... così da una vita "sicura" mi sono trovata in una vita ke si era completamente ribaltata. Mio padre non l'ho mai conosciuto e non so neppure chi è, dove si trova ecc... dunque, dicevo, a 16 anni sono stata affidata ad un monastero di suore severe, e così sono cresciuta in un modo molto corretto e severo. Oggi ho 24 anni e lavoro in un'agenzia di viaggi, faccio una vita economicamente "apprezzabile" ma vivo con il mio cane... e poi la solitudine totale...

   1 commenti     di: Mia Stella


Angela

A Leonardo piaceva affacciarsi dalla finestra della camera per guardare la notte.
Fra poco sarà l'aurora.
L'ultima luce lunare si insinua nella camera attraverso le tende, indugia sul letto, poi si dissolve sulle bianche lenzuola, in una lenta, meccanica agonia.
Di notte veniva Angela, mentre lui stava dormendo. Sentiva la sua morbida pelle sul proprio corpo.
Con lei aveva scoperto l'amore, quello in cui ti lasci andare come se ogni volta fosse la prima, quello in cui ti senti come l'acqua di un torrente di montagna quando si trasforma in cascata, come le onde del mare quando sospinte dal vento si infrangono sulla spiaggia esplodendo in mille rivoli di spuma.
Un grido di civetta squarcia il silenzio mentre la luna da lucente lanterna si è ormai trasformata in pallida nuvola. Le tende ondeggiano sospinte dalla brezza. Il sole illumina le candide lenzuola che proteggono il sonno di Leonardo.
Di notte veniva Angela, mentre lui stava dormendo.
Non sapeva perché venisse proprio da lui. Angela non parlava. Solo una volta rispose alle sue insistenti richieste.
- Chi sono? Sono l'essenza della notte, sarò tua per sempre se mi vorrai. -
Stordito dal suo profumo, non le domandò più nulla. Lei era con lui, lei era quella che lui voleva, anche se veniva solo la notte, anche se... forse la vedeva solo lui.
Le lenzuola che coprono Leonardo pesano come macigni ma non scaldano il suo corpo gelido.
Di notte veniva Angela.
Leonardo non era solo.
Un muto grido disperato risuonò nella sua anima. Guardò a lungo il suo uomo nelle braccia di un'altra, e i suoi occhi blu come la notte mutarono in nero di tenebra. Leonardo si affannava, ma quel profumo, quella pelle, quel sapore non sapevano di lei.
Perché l'aveva fatta entrare, perché erano lì avvinghiati mentre lui stava pensando ad Angela? Poi, mentre eruttava il suo falso piacere la vide. Era lì, Angela era lì e lo stava guardando. Leonardo si specchiò in quegli occhi spenti.
Il calore del sole si

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Bianca

"Vorrei che fossi qui" disse Piero. "Si... anch'io" rispose Bianca, dopo un momento di silenzio. "Vieni, ho bisogno di vederti" "Non posso... adesso non posso".
"Ti prego raggiungimi: voglio stringerti tra le mie braccia, sentire il tuo odore, accarezzarti e prendermi cura di te". "Amore..." disse Bianca e chiuse il cellulare.
Rimase un attimo con lo sguardo sul telefono come se quell'oggetto potesse darle il consiglio giusto. Sentì il suo cuore pulsare in preda ad una forte emozione. Nonostante fosse una donna razionale non riusciva a non pensare a lui. La sua mente sembrava vuota e ogni azione era meccanica. I pensieri erano tutti convogliati verso lo stesso punto. Che senso avrebbe avuto resistere? In fondo era padrona delle sue scelte. Salì in auto, avviò il motore e partì. Il tragitto verso la casa di lui rappresentava una scelta importante: sapeva che non sarebbe tornata sulla sua decisione e la cosa le dava una sferzata di energia. Stava veramente lasciandosi finalmente andare. Sentiva di fare la scelta giusta. Per un attimo ancora ripensò al suo passato, al suo vecchio rapporto incancrenito dalle incomprensioni e dai continui malumori. Non aveva senso tormentarsi con dubbi e incertezze. Stava scegliendo di vivere. Bianca pigiò sull'acceleratore: aveva fretta di arrivare, bussare alla sua porta e buttargli le braccia al collo; abbandonarsi senza più freni al desiderio di amore, al piacere di un lungo, caldo bacio. Occhi negli occhi... in silenzio... felicemente esausti!


Percorreva l'autostrada che la stava portando verso casa di Piero: mancava ancora qualche chilometro per l'uscita. Cominciò a tornare indietro con la mente. Si conoscevano da anni lei e Piero e c'era sempre stato feeling tra di loro. Qualcosa di non detto apertamente, ma che si percepiva appena si avvicinavano. Un fluido attraente concentrava il suo effetto rendendo difficile mantenere le distanze. Un frequente gioco di sguardi, frasi accennate, pensieri intuiti.
Non c'er

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Riflessioni sull'inesistenza dell'Amore

Mi sono già stancata di questa storia dell'Amore. La verità è che ho sempre avuto ragione fin dal principio. L'Amore non esiste, è una dolcezza che ci permettiamo per sentirci meno soli; è sopravvalutato fino all'esasperazione, e noi come dei poveri sciocchi passiamo l'esistenza a costruirci addosso castelli in aria. Ossessioni, delusioni che rendono la nostra esistenza assurda. Ci illudiamo tutta la vita di amare, ci spendiamo sopra troppo tempo, tempo utilizzabile per amare la moltitudine di cose che ci circonda.

Cosa può un uomo darmi più della natura che Dio mi ha regalato? Cosa può di fronte al sorriso di un bambino, la carezza di un anziano, la leccata di un cane?
Cosa c'è di più vero di un amore nei confronti dell'umanità, della vita?
È l'unica forma d'amore possibile, il resto è solo gassosa.

Solo dolore, solo illusione; e non lo dico perché sono ferita, ma solo perchè mi sento delusa dall'illogicità di questa creazione mentale. È assurdo e inutile sognare il grande Amore, se poi siamo i primi incapaci a provarlo. Perché se fosse davvero Amore, quello di cui tutti parlano, non sarebbe così stancante.
La verità è che l'Amore è più o meno come un idromassaggio in compagnia. Tutto bolle e chiacchiere, belle sensazioni che terminano quando ci si alza, e ci si accorge che non c'è nessun meccanismo, neanche un ingranaggio. Niente più bolle, era solo uno dei due che scoreggiava.

   4 commenti     di: Elena



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