Le due e trenta di notte: esco dalla cucina.
Il fresco mi entra nei vestiti pieni dei suoi sapori intensi.
Io, come i grandi chef penta stellati, ho preparato il trogolo per i porci mannari, il popolo che sfugge alla confusione della città per accodarsi in auto e accalcarsi per un posto nei ristoranti della vacanza.
Domenica e Ferragosto avremo due giorni per dare via tutte le croste accumulate in un anno nei congelatori, tanto mangiano tutto, servito con la pala!
Come a Pasqua e a Natale sembra che tutti vivano per ingozzarsi, ed io, vecchio cuoco che sono stato in giro per il mondo, mi schifo del mio mestiere!
Centodieci confessorio
Egregio Signor Presidente Napolitano,
il rimpatrio dei due marò capita a puntino dell'era spirituale (calendario Maya) e della recente strage degli innocenti in America.
Carissimo Signor Presidente, l'Italia a questo punto deve farsi promotrice della nuova era (direbbe Mirabella ne ha facoltà ed io sono un collega del dottor Gargiulo) dall'alto della sua tradizione (i Santi del paradiso) e della sua cultura (i Grandi della storia), prendendo le distanze da una civiltà non più d'avanguardia (un tempo foriera di pace e libertà) perché, nella nuova era spirituale, farà faville l'atomica dell'anima e le armi non serviranno più!
L'Italia (magico stivale adagiato in acque chete) diventerà, pertanto, la novella arca di Noè per traghettare il mondo intero nell'era della pace e della luce!
Con ossequio
Francesco Andrea Maiello
Alla luce della conoscenza schematizzata (solo per gli ignoranti!) in 1-cogito/grigiore con "pensiero vigile", 2-ragione/splendore con "pensiero razionale", 3-intelletto/bagliore con "pensiero sciente", 4-sapienza/fulgore con "pensiero illuminato", 5-contemplazione/candore "con pensiero estatico", ho studiato, "stadiato" e classificato la vita (solo per i bambini dell'asilo!) in 1-vegetativa, solare/fotosintesi clorofilliana (piante), 2-animata, istintiva/arco riflesso spinale (lucertole e serpenti), 3-animale, emotiva/sistema limbico (cani e gatti), 4-cosciente, riflessiva/corteccia cerebrale, 5-illuminata, intellettiva/corteccia associativa, sulla base delle esperienze catalogate (solo per la scuola elementare!) in 1-sensazioni, impressioni/talamo, 2-percezioni, informazioni/corteccia cerebrale, 3-valutazioni, riflessioni/coscienza, 4-emozioni/moti interiori, 5-sentimenti/sensi dell'anima.
Con la scienza, invece, in punta di piedi e con tanta umiltà, visto che in tema di corteccia cerebrale si è ancora a zero, mi permetto di interferire con questi schemi, dal momento che nella strabiliante miscela umana (spirito/materia) esiste una stretta relazione tra sistema spirituale (alito vitale), sistema nervoso (materia differenziata) e sistema somatico (corpo)
-Livello superiore (è il pensiero a far da sinapsi tra cervello e anima)
Sistema nervoso (cervello)
Pensiero- sinapsi
Sistema spirituale (anima)
-Livello intermedio (è l'ipotalamo a far da sinapsi tra anima e corpo)
Sistema spirituale (anima)
Ipotalamo (barriera psicosomatica)
Corpo (sistema somatico)
-Livello inferiore (è il sistema nervoso autonomo a far da sinapsi)
Ipotalamo (centralina psicosomatica)
Sistema nervoso autonomo (simpatico, parasimpatico, enterico)
Fegato (centrale metabolica)
Gran parte della corteccia cerebrale, a tutt'oggi, è ancora inesplorata e le aree corticali superiori (corteccia associativa) rappresentano la sede di confluenza delle informazioni sensoria
È giunto come un fulmine a ciel sereno l'annuncio delle dimissioni del papa tedesco, Benedetto sedicesimo.
Il giorno del suo insediamento sul trono di Pietro ero in piazza San Pietro tra un'immensa folla.
Ancora nei cuori e nell'aria troneggiava l'immagine possente, anche se negli ultimi tempi debilitata dalla malattia, del papa polacco, Giovanni Paolo secondo.
Si parlava di questo mastino, guardiano della fede, un tedesco granitico tutto di un pezzo. Invece quando l'ho visto, sono stato folgorato da un sorriso, innocente, disarmante. Quasi un sorriso di un bambino vivace, che comunica gioia ed ironia.
Sembrava piccolo e smarrito, timido nella sua veste bianca illuminata dal sole. Ogni tanto un colpo di tosse, un nodo alla gola, un inceppare sulle parole, un fazzoletto preso e riposto nella manica sinistra lo rendevano più umano e fragile. La raucedine che gli attanagliava la gola era sintomo di una inattesa timidezza.
Il suo linguaggio risuonò subito semplice e fresco come una sorgente alpina, semplice com'è semplice il linguaggio degli uomini umili e dotti che sanno cogliere l'essenza delle cose e parlare al bambino che è in ognuno di noi.
Su quel volto tirato e sorridente, due occhi brillavano un'intelligenza, straordinaria e piena di luce, che annunciava al mondo che la nostra è la religione della gioia del Gesù che è risorto.
Mi sentii istintivamente coinvolto, come racchiuso in un'anima collettiva che ci univa in quella piazza intorno a un uomo, a una luce, a un sorriso.
Dissi a chi mi stava vicino, questo è il papa dell'umiltà e del sorriso. E non mi sbagliavo.
È presto per un bilancio di un pontificato breve e intenso, ma anche in questo momento dalle sue parole latine emerge la grande umiltà di chi dimostra di non essersi affezionato al trono, di chi ha considerato il papato come servizio.
È stato un gesto di grande forza, di forte insegnamento, di esemplare coerenza giacché aveva detto di sentirsi solo un operaio nella vigna del
Son quì in questo angolo di città in attesa di un incontro di lavoro.
Col pensiero non piglio pulci.
I miei occhi si fanno palle fisse come quelle d'un biliardo dove nessuno gioca.
E lo vedo il problema.
Tutto sgraziato nei movimenti da arboricolo, i lineamenti esagerati come una caricatura, nero.
Risento la voce della Bianchina, nonna materna e dannatamente toscana:
" Il mi ricordo come foss'ieri, che quei sciagurati malfattori dei tedeschi, se l'erano iti, topon toponi, avevano da poco amazzato le donne e i cittini di Civitella, e se la svignavano che c'erano gli americani che bombardavano persino i pollai. I "liberatori"! Liberatori una sega! Appena arrivati mollavano i neri dell'africa come si da il lascio ai cani da cinghiale, e questi via a guastà gonnelle con le buone o con le cattive. Persino a me avevano puntato, la da sola in mezzo al campo e per fortuna che il mi Guido era dietro l'arginello del'Esse, con la vanga, che quando s'affacciò i due africani, tela a gambe levate. La mi cognata invece due mesi d'ospedale, come l'Adele del cencio, la zi Teresa, ci fu anche una morta a Sinalunga."
Ripenso a mia madre al tempo della mia infanzia che mi sgridava:
" non la mangiare quella robbaccia di cingomma che la fanno con i calli dei negri!"
È difficile rimuovere i ricordi atavici dei pirati saraceni cosi detti "Mori"che usavano la violenza più assoluta alle terre d'Italia, tenendo conto che gli ultimi episodi si ebbero ancora in età post-napoleonica.
So che il settanta per cento dei nuovi neri che cirolano in Italia sono dediti al malaffare.
La loro presenza comunica decadenza, americanizzazione nel senso più deteriore.
Ho visto Nairobi e le sue plaghe di indolenza miserabile, esseri privi di radici vere e di identità che non sia la consuetudine arrogante della sopravivenza.
Nella mia mente il mio mondo, nella sua perfezione ed armonia che comprende anche il male, la presenza di questi fantasmi neri come faville di un incendio
Cara amica,
è così vorresti annunciare la conclusione di ogni tua attività creativa; sei stanca della scrittura, sei stufa di un mondo virtuale che non corrisponde alle tue alte aspirazioni.
Mi scrivi di voler smettere di partecipare a qualsiasi litblogs e a tutti i social forum del globo per almeno vent'anni; non ne puoi più dello stile imperante del narcisismo minimalista e dello spirito ridotto in ogni post a quantità: il numero delle visualizzazioni, la cifra abnorme delle scopate e delle liti, la serie infinita di frasi monche e di periodi zoppi e pieni di refusi ortografici e sgrammaticature. Per non parlare dell'impoverimento del linguaggio, ridotto a quattordici caratteri e devastato da svarioni grafici assurdi e da una mancanza assoluta d'originalità e di pensiero.
E inoltre, gli editori rifiutano i tuoi scritti non cestinandoli, ma riempiendoli di falsi elogi per poi succhiarti il midollo con richieste esorbitanti di denaro.
Tanto per cominciare, cara amica, non fare annunci, fanno solo ridere, e se ti rendi ridicola senza averlo davvero voluto con una prosa umoristica, vuol dire che non sei amica di te stessa.
Vedi, ho sempre pensato che noi scriviamo e creiamo per non subire passivamente la vita, ma non è il creare (e lo scrivere) il primo scopo nella vita.
Per me è diventare amico di me stesso e vivere una buona vita, o comunque accettare, acconsentire alla vita.
Un ottimo scrittore insegna senza prediche al proprio lettore a distaccarsi da lui.
Non bisogna mai fidarsi degli scrittori come persone, ma solo delle loro opere.
E le loro opere vanno considerate ricordando sempre che la vita conta più di ogni opera, siano esse quelle dei nostri autori preferiti, siano le nostre.
Pertanto ricordati sempre che prima di scrivere devi salvarti la pelle. E guarda, ti dico questo mostrandoti la mia via, la mia soluzione, la mia applicazione, e bada bene alla sottolineatura, non la via, non la soluzione, non l'applicazione suprema. Ti present
Babbo Natale, ovvero Santa Claus, ovvero San Nicola, è certamente il santo più amato e più atteso dai bambini di tutto il mondo. In questi giorni, anche se manca ancora un mese al suo fatidico giorno, la sua effige è dovunque, sui giornali alle tivù, nei manifesti, sui gadget, nelle icone di facebook, ecc. Per non parlare poi delle persone travestite da Babbo Natale, che già incontriamo per strada e nei negozi. Il Babbo Natale come lo vediamo noi, con l'aspetto da anziano signore bonario, sempre vestito in rosso e pericolosamente soprappeso, è una "ricostruzione" abbastanza recente e porta la data dell'inverno del 1931. Come l'attuale era un periodo di recessione e nell'America Settentrionale, per la precisione ad Atlanta, nella stanza dei bottoni di un palazzone di centoventi piani, lo stato maggiore della Coca-Cola s'interrogava su come rilanciare il consumo della mitica bevanda che anch'essa stava subendo gli effetti della recessione, per la prima volta dopo la sua nascita. La scelta su quello che noi oggi chiameremmo un creativo, cadde sul disegnatore americano Haddon Sundblom, di origini svedesi e noto come forte bevitore. A lui fu affidata la missione di creare una campagna pubblicitaria per rialzare le vendite che stavano cadendo in picchiata. Haddon Sundblom era un genio delle trovate pubblicitarie, e così si mise alla ricerca di un testimonial. La sua palese incoscienza, anche alcolica, lo portò ad una scelta quanto meno azzardata: niente meno che San Nicola, l'ex vescovo di Myra, vecchio di quasi mille anni che aveva la nomea di portar doni ai bambini. San Nicola era già stato messo in versi da Dante nel Purgatorio (XX 31-33) ed era noto agli storici perché le sue ossa furono trafugate dalla Turchia da un manipolo di marinai per poter offrire alla città di Bari un patrono che a lei mancava. La nomea di gran dispensatore di doni che l'accompagnava da sempre aveva anche colpito il Nord Europa ove il nostro San Nicola vestiva per l'occasione i pan
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