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Racconti di attualità

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Corsa senza fine(ennesimo caso di femminicidio)

Adoro correre. Mi dà la sensazione di volare. Approfitto della pausa
a metà giornata per farlo.
Cerco di non andare sola, c'è un collega che lo fa con me.
Oggi se n'è andato avanti, ha visto che arrancavo e non voleva perdere il ritmo.
Non lo vedo più , sarà dopo la curva.
Meglio che mi muova se voglio raggiungerlo.
Con questa luce e questo sole non corro pericolo, anche se gli alberi mi opprimono un po'.
C' è qualcuno lì , dietro la siepe, mi insegue e corre più forte di me.
È arrivato, mi sta strattonando, ma che vuole?
Ho frequentato il corso di autodifesa personale e voglio reagire.
Non me ne starò ferma e indifesa.
Ma cosa tiene in mano quello? Gli ho dato due cazzotti, ma non sono serviti a nulla. Mi ricordo il monito del maestro: "Se vieni aggredita, la prima cosa è fuggire." E invece io mi sono difesa... cos'è quella cosa che luccica tra le sue mani? Fa male, tanto male e non riesco più a muovermi, e' la fine della mia corsa.
Ora sono in un altro mondo, in un'altra dimensione e lo vedo, quello sprovveduto animale che mi ha colpito.
Perché, gli vorrei chiedere, perché non sono stata libera di fare quello che amavo di più?
Io volevo solo essere libera di correre.



Un numero di telefono

Le ultime parole pronunciate dal padre, prima di andarsene di casa e lasciarla sola con la madre, le giravano in testa fin dalla mattina appena alzata dal letto. Arrivata all'ora di cena era ormai esausta, provata da quella specie di disco che le si era incantato nella mente.
" Me ne vado, Chiara. Dillo tu a tua madre. Preferisco non vederla. Non lo sopporterei. Chiamami a questo numero se avrai bisogno di me. Ciao. "
Tenendo nella mano il biglietto di carta con sopra scritto un numero di telefono, guardò l'auto grigia allontanarsi finché quell'immagine non sparì dalla sua vista e, aveva a lungo sperato, dai suoi ricordi.

" Chiara, sei tu? "
Posò le chiavi sulla mensola ed entrò in cucina con in testa quell'unico, invadente pensiero. Si avvicinò ad una figura minuta seduta al tavolo, intenta come sempre a guardare sul televisore uno dei tanti programmi che trasmettono ripetutamente le immagini dei delitti famosi.
" Sì mamma. Senti, la possiamo spegnere? -
" Sì, sì, un attimo solo. Pensa, stanno per collegarsi con la casa... "
Ormai Chiara non ascoltava più i discorsi della madre. La lasciava parlare limitandosi ad annuire con la testa. Aveva bisogno di lavarsi e se ne andò in camera.
Sotto la doccia, mentre la mente le riproponeva la stessa frase, all'improvviso ebbe come una scossa.
Lasciando una lunga scia d'acqua dietro di sé raggiunse la mensola dove aveva posato le chiavi appena entrata in casa. Sul piatto di ceramica sul quale di solito c'era la posta, giaceva un biglietto di carta giallastra ripiegato in quattro.
Quel biglietto. Lo aprì, vide il numero scritto a penna.
" Mamma dove hai preso questo? "
La donna si voltò verso la figlia, che era corsa in cucina urlando agitando con la mano quel foglio.
" Non andare in giro nuda, ché poi ti ammali."
" Il biglietto, mamma, il biglietto!"
Senza rispondere la donna tornò a rivolgere l'attenzione verso il televisore, che continuava a trasmettere lo stesso programma.
Esa

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   5 commenti     di: alba radiosa


Il fascino della musica nell'evoluzione dell'uomo

bBorgo San Benedetto trovasi sulla cima di una collinetta, alla periferia di una grande città; una manciata di case basse; vicine una all’altra, erette su di un agevole pendio. la mia un po' discosta dalle altre.
A dire il vero non é una grande casa, ma per me e mia figlia Alina che l'abitiamo, è come fosse una reggia.
Essa é arredata con semplicità; la circonda un bel giardino con alberi da frutta e aiuole piene di fiori ed é qui che nelle calde serate estive usiamo riunirci con le amiche per fare quattro chiacchiere ed ascoltare musica.
Io ed Alina viviamo una vita semplice: ella é impiegata presso la succursale di una grande industria del nord Italia; esce di casa la mattina e rientra la sera ad ora di cena.
Io rimango sola tutto il giorno e non mi annoio affatto in quanto - oltre ad occuparmi del buon andamento della casa - mi prendo cura del giardino, vado al mercato a fare la spesa e, se il tempo me lo consente, mi dedico ai miei hobbies preferiti quali : la lettura, la pittura, i lavori con l'ago, ma, soprattutto ascolto musica : quella musica armoniosa che penetra nel cuore e che mi ha sempre fatto compagnia nei momenti più difficili o più lieti della vita.
Ma, purtroppo, un giorno, questo sereno scorrere della vita subisce un brusco cambiamento: Alina deve recarsi al più presto - per fare un corso di perfezionamento di tre mesi - presso la sede della società per la quale lavora e quindi ha solo il tempo per preparare le valigie.
A malincuore l'accompagno alla stazione il giorno dopo, seguo il treno con lo sguardo fino a quando rimpicciolito alla vista e lentamente mi avvio verso casa, amareggiata al solo pensare di dovere affrontare la prima notte di solitudine.
Sono cose da aspettarsi…mi chiedo!! Non devi cambiare le tue abitudini!!! , e, come tutte le sere, dopo aver preso uno dei miei libri preferiti ed inserito una cassetta di Beethoven nel mio mangianastri, mi adagio sul letto e mi addormento profondamente...
È l

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Il femminicidio

Il femminicidio, argomento in auge in questi ultimi tempi, tratta di uno dei più violenti ed efferati crimini ai danni di un essere umano: atteggiamento spregevole, vile e certamente condannabile senza riduzioni di colpa.
È sufficiente farsi un giro virtuale sui maggiori social network che ahimè, pur di stare in linea con questo pensiero vanno, come dire... leggermente fuori tema. Immagini e didascalie riportano sì, frasi anche di molto effetto circa la bassezza morale di compie l'atto, ma, di contro, altro non fanno che calcare la mano sulla 'debolezza/inferiorità fisica' della donna rispetto all'uomo. In buona sostanza, didascalie create da femministe solo di nome e non di fatto, rimandano un messaggio nascosto tra le righe : 'non toccare la donna perché non può difendersi'. Non voglio schierarmi né dalla parte della donna né da quella dell'uomo, piuttosto mi schiero dalla parte 'dell'essere umano'. È un dato incontrovertibile, matematicamente parlando, che il numero dei 'femminicidi' sia di gran lunga maggiore rispetto agli...'omicidi' (uso questo termine in maniera impropria intendendo che è maggiore il numero di uomini che uccidono la propria donna che non viceversa). Forse, in quelle stesse didascalie, sarebbe da sottolineare, più che la forza, la debolezza emotiva maschile, e vi assicuro che non sono femminista nel termine più esasperato della parola. Anzi, ho provato a schierarmi idealmente dalla parte di un uomo e a tentar di capire perché succede, o meglio, perché la mente non riesce a fermare la mano assassina.
Per farlo non potevo confrontarmi con il mondo degli umani, e quindi ho dovuto ricorrere a quel buco nella serratura di Alice nel paese delle Meraviglie, sì proprio quel foro dove 'tutto è passabile e nulla è impossibile'... facendomi guidare e fluttuare dal solo filo del sentimento che adorna il giardino di rose di Alice.
Se uno riesce a passare quel buco nella serratura, non trova certezze assolute (magari così foss

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   10 commenti     di: Ely xx


Quante storie così

È successo di nuovo, c'è stato un litigio, il solito, senza nè testa e nè coda, lui ti ha massacrata di botte anche stavolta e di nuovo ti ha chiesto scusa tra lacrime e sangue, il tuo di sangue e forse anche le sue di lacrime.
È successo di nuovo c'è stato un litigio e lui ti ha massacrata di botte...
Inizialmente sembra una normale discussione tra due incompresi, appunto sembra, sai bene che non lo è e tenti in tutti i modi di evitarla, ma senti che oramai è già troppo tardi, è sempre troppo tardi con lui.
Iniziano a tremarti il cuore, lo stomaco, la pancia e tutte le cose più impensabili, oltre ad un tremore esterno e più normale,
a quel punto sai già di non avere più scampo, è come se lui fiutasse la tua paura, una belva feroce che non aspetta altro che dilaniare le tue carni e spezzare le tue ossa ad una ad una, ancora una volta.
In quelle briciole di tempo infinito pensi davvero che non nè uscirai viva e speri solo che finisca al più presto, qualunque sia la fine. E dopo? Dopo sai di certo di non amarlo più, ma hai paura di andartene, hai paura di restare, hai paura di vivere, hai paura di non essere creduta, poi però pensi che nulla può essere peggio di quell'inferno e scegli di chiedere aiuto sperando che qualcuno ti ascolti sul serio.
(In questi disastri si spera sempre che non ci siano bambini ma il più delle volte, purtroppo, ci sono)

   1 commenti     di: Maddalena Gatto


Il mestiere di padre (2a parte)

Ritornando all'eterno conflitto interiore se l'anima, una volta e per sempre, soffocherà la mente con mani ben strette al collo, d'incanto ci risveglieremo nello splendore della vera vita, proprio sul paradiso terrestre sotto i raggi del sole (Padre) alla luce (Spirito Santo) dell'amore (Figlio): era spirituale (ultrapallio) allorquando l'altruismo dell'intelletto per amare (dono spirituale) prevarrà finalmente sull'egoismo della propria ragione (surrogato materiale).
Per arrivare a tanto necessita però dare certa identità all'anima, non certo campata in aria, ed io a tal fine da tempo mi sono attivato con le scritture anche se al momento non mi comprendono neppure all'interno della mia stessa famiglia dove sempre più mi prendono per fissato.
E così il mio primogenito (Bocconi, Insead Business School) e il mio primo compariello di battesimo (mio nipote, urologo dell'Ospedale Sacco di Milano), seppur persone di cultura, appena mi sentono parlare di anima vanno in confusione mentale e mi prendono per pazzo.
L'anima, invece, ha una sua pura (candida luce spirituale invisibile per il difetto della macula oculare) e certa identità dal momento che essa rappresenta addirittura una triplice coscienza: vigile per il pensiero (cogito ergo sum, certezza di vivere all'istante), consapevole per l'amore (amo e sempre sarò, certezza di vivere in eterno) e morale per la verità (gnothi sautòn, certezza della verità di cui siamo depositari dall'alito vitale).
Da parte mia, come al solito esagerando, sono arrivato addirittura a "la carta d'identità dell'anima":

Cognome------------- Anima

Nome----------------- Chiaraluce

Nata------------------- per amore dalla luce

Cittadinanza--------- luce universale

Residenza------------ io profondo

Stato civile----------- libera

Professione----------- commediografa e attrice (scrive e mette in scena l'umana commedia)


LA FIRMA DELL'ANIMA

In fede,
p

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Cronaca di un Natale...

La Storia, che come tutte le storie importanti deve essere scritta con la “S” maiuscola, ha inizio nell’era dei tempi ma, se una “fiction” oggi vuole avere una minima possibilità di successo o almeno, di attenzione, deve avere un punto di aggancio con un avvenimento attuale che possa richiamare l’attenzione dei disattenti lettori.
Possiamo quindi ora definire i tre punti focali su cui è articolato questo racconto: ciò che successe in Palestina circa 2000 anni fa; ciò che succede oggi nella stessa area ed infine una foto sbiadita, color seppia, con scritte quasi illeggibili e raffigurante una persona, vestita da carovaniere egiziano, con sullo sfondo le Piramidi di El-Giza.
Tutti sanno cosa successe a Nazareth 2000 anni fa, nacque Gesù: questo avvenimento è stato tra i più significativi nella storia umana ed è più o meno accettato da tutte le religioni monoteiste; tutti noi siamo cresciuti e siamo stati educati a credere a questa storia, per cui non c’è bisogno di ulteriori aggiornamenti. Devo aggiungere che lo sviluppo della tecnica, oggi, ha consentito di confermare ciò che prima era accettato solo come dogma di Fede.
In quest’ultimo secolo, che è stato forse tra i più orrendi della storia umana, è stato toccato il fondo: le guerre coloniali, la prima guerra mondiale, il fascismo, il nazismo, Mathausen, Auschwitz, la seconda guerra mondiale, la bomba atomica, il comunismo, la guerra in Corea, quella in Vietnam, in Cambogia, la rivoluzione cinese, le guerre arabo-israeliane, le rivoluzioni in Sud America, i genocidi in Africa, in Bosnia, nel Kossovo, in Cecenia,. Milioni di morti, assassinati, bombardati, affamati. Perché? Può una ideologia, anche la più atea, materialista, possessiva e intransigente, programmare lo sterminio di un popolo? Forse molti si saranno chiesti chi sta dietro a tutto ciò; le forze del male, i terroristi, governanti senza scrupoli, i fabbricanti di armi, i trafficanti di droga o forse è l’indole

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