username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Racconti di attualità

Pagine: 1234... ultimatutte

Distretto Di Polizia (Parte 7 - Invenzione)

Con una mano sulla fronte, Sabina si era svegliata con un nodo alla gola. La discussione avuta ieri nel tardo pomeriggio con Ira, l'aveva fatta riflettere. "Giù senti, oggi a lavoro non vado... mi sento poco bene." - "Va bene ma hai la febbre?" - "No, tranquilla, è solo un po' di stanchezza... sono esausta" Rispose Sabina ritornandosene a letto. Giulia chiuse delicatamente la porta della camera di Sabina e andò a lavoro senza fare troppo rumore. Mauro, Roberto e Ira erano già al distretto... Ira vide il commissario e andò a parlargli per la missione che aveva fatto ieri con Giuseppe e Vittoria. "Buongiorno Ira, mi dica!" - "Buongiorno! No niente, volevo solo dirle che ieri sono stato a casa della ragazza che ora stiamo seguendo io, Vittoria e Giuseppe..." - "Beh, novità?" - "Non molte, se non che ha detto milioni di volte che quel lavoro lo voleva fare e che nessuno l'ha costretta. Ma io penso che menta spudoratamente." - "Anche io... per ora mi tenga informata sui suoi spostamenti. Appena avrà abbastanza fiducia in lei e nascerà un legame, sicuramente qualcosa le dirà." - "Va bene Commissario..." - "Ira?" - "Sì commissario?" - "Può portarmi un bicchiere di caffè per favore? Stanotte non sono riuscita a prendere sonno, in più mia sorella Sabina non è neanche andata a lavoro oggi... non so che le è preso. È strana in questi ultimi giorni. Forse sono io che sbaglio... forse non sono molto presente nella sua vita e magari non mi accorgo che i suoi occhi hanno bisogno di me." Disse Giulia. Ira rimase un po' bloccato sentendo il nome della sorella ma dopo un po' riprendendosi, rispose: "Io penso che lei sappia fare il giusto dovere da sorella. E per me, nessuna di voi ha colpe. Non le parlo da ispettore, ma da amico... Sua sorella avrà avuto bisogno di riposarsi, forse... La fatica del lavoro può stressarti... è alquanto normale. Ma poi lasci che le dica una cosa: Io penso che ora avreste bisogno entrambe, di una serata per voi. Di una serata diversa,

[continua a leggere...]

   0 commenti     di: Martina Di Toro


Cronaca di un Natale...

La Storia, che come tutte le storie importanti deve essere scritta con la “S” maiuscola, ha inizio nell’era dei tempi ma, se una “fiction” oggi vuole avere una minima possibilità di successo o almeno, di attenzione, deve avere un punto di aggancio con un avvenimento attuale che possa richiamare l’attenzione dei disattenti lettori.
Possiamo quindi ora definire i tre punti focali su cui è articolato questo racconto: ciò che successe in Palestina circa 2000 anni fa; ciò che succede oggi nella stessa area ed infine una foto sbiadita, color seppia, con scritte quasi illeggibili e raffigurante una persona, vestita da carovaniere egiziano, con sullo sfondo le Piramidi di El-Giza.
Tutti sanno cosa successe a Nazareth 2000 anni fa, nacque Gesù: questo avvenimento è stato tra i più significativi nella storia umana ed è più o meno accettato da tutte le religioni monoteiste; tutti noi siamo cresciuti e siamo stati educati a credere a questa storia, per cui non c’è bisogno di ulteriori aggiornamenti. Devo aggiungere che lo sviluppo della tecnica, oggi, ha consentito di confermare ciò che prima era accettato solo come dogma di Fede.
In quest’ultimo secolo, che è stato forse tra i più orrendi della storia umana, è stato toccato il fondo: le guerre coloniali, la prima guerra mondiale, il fascismo, il nazismo, Mathausen, Auschwitz, la seconda guerra mondiale, la bomba atomica, il comunismo, la guerra in Corea, quella in Vietnam, in Cambogia, la rivoluzione cinese, le guerre arabo-israeliane, le rivoluzioni in Sud America, i genocidi in Africa, in Bosnia, nel Kossovo, in Cecenia,. Milioni di morti, assassinati, bombardati, affamati. Perché? Può una ideologia, anche la più atea, materialista, possessiva e intransigente, programmare lo sterminio di un popolo? Forse molti si saranno chiesti chi sta dietro a tutto ciò; le forze del male, i terroristi, governanti senza scrupoli, i fabbricanti di armi, i trafficanti di droga o forse è l’indole

[continua a leggere...]



L'estate del mio primo batticuore -Parte 1-

"Eravamo insieme, tutto il resto del tempo l'ho scordato" diceva Walt Whitman. Aveva pienamente ragione! Non mi ero mai innamorata prima dell'estate scorsa. Ero piuttosto cinica verso un sentimento che aveva fato soffrire tante delle mie amiche, eppure avevano appena 13 anni! Non ho mai voluto innamorarmi per paura di finire come loro... Mi dite cosa c'è di sensato nel restare un sabato sera a piangere nel proprio letto invece di uscire con le amiche? E per cosa poi? Per la rottura di una storia con un ragazzo che conosceva da appena qualche settimana! Oddio anche se erano mie amiche devo ammetterlo: mi facevano pena! Così rifiutavo tutti gli inviti al cinema, alla gelateria, alla caffetteria, ai concerti proposti dai ragazzi. Oh scusatemi tanto! Non mi sono ancora presentata. Mi chiamo Kelly e voglio raccontarvi la storia della cosa più bella che mi sia capitata in tutta la mia vita, voglio parlarvi dell'estate del mio primo batticuore. Lo so, posso sembrarvi lunatica perchè prima ho scritto che ho sempre avuto paura ad innamorarmi eppure è successo, ho lasciato che accadesse...
Tutto ebbe inizio l'estate scorsa. Mi ero da poco trasferita a Milano per qualche settimana da passare dai nonni materni. L'idea di essere lontana da casa e dalle mie amiche mi rattristava non poco, però, essendo minorenne dovevo lasciare che i miei genitori decidessero per me. Dopo aver disfatto le valigie, andai a farmi un giro al centro commerciale. Mi fermai a guardare un vestito rosso in una vetrina di "H & M" e poi come mi girai un ragazzo sbadato mi venne addosso, perse l'equilibrio e mi fece cadere. Presi una bella botta alla testa. Gentilmente mi aiutò a rialzarmi, si scusò e mi raccolse la borsa da terra. Io mi incantai a guardarlo: era il ragazzo più bello del mondo, anche se sbadato! Era biondo, occhi verde smeraldo, un sorriso smagliante, poco più alto di me... insomma molto affascinante! Peccato che quel momento durò meno di trenta secondi. Lui continuò per la st

[continua a leggere...]



La profezia dai Maya a Maiello

LA PROFEZIA DAI MAYA A MAIELLO!

Profezie sul 21 dicembre 2012

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Il 21 dicembre 2012 è la data del calendario gregoriano nella quale secondo alcune credenze e profezie, prive di qualsiasi rilievo scientifico, si dovrebbe verificare un evento, di natura imprecisata e di proporzioni planetarie, capace di produrre una significativa discontinuità storica con il passato: una qualche radicale trasformazione dell'umanità in senso spirituale...

LA LUCE DELL'ANIMA è il libro natalizio della nuova era secondo la profezia Maya rivelata a Maiello che scrive il bene (l'amore) per leggere il bello (alla luce della coscienza) e credere il vero (della Mente Suprema)!

E pertanto il 21 dicembre 2012 inizia l'era spirituale (ultrapallio) con l'uomo cosciente che prenderà il posto del rimbecillito homo sapiens (neopallio)! La luce dell'anima è il nuovo libro che, con le sue poesie istruttive e scale cognitive (www. francescoandreamaiello. it), introdurrà la nuova era alla luce dell'anima (triplice coscienza) che è certezza di vivere (cogito ergo sum - pensiero), consapevolezza di amare (amo e sempre sarò - amore) ed eleganza di vivere con la coscienza morale (gnothi sautòn - coscienza).

L'AngeloRaffaele editore (081/5721385)... scrivere il bene, leggere il bello per credere il vero!

Il libro narra anche l'incredibile storia dell'angelo (trama di eccelsa regia) disceso in terra sotto mentite spoglie. Per chi non è soddisfatto c'è il rimborso con gli interessi, a chi non piace c'è... l'inferno (Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtude e canoscenza)!

LA LUCE DELL'ANIMA di Francesco Andrea Maiello, distribuito dalla casa editrice Medusa di San Giorgio a Cremano (pp 300 x euro 10 da leggere d'un fiato!) è in libreria dal 12/11/2012

LA LUCE DELL'ANIMA è "la novella" arca di Noè per traghettare il mondo nell'era della luce. Da tempo lo Spirito Vitale, di prepotenza ma

[continua a leggere...]



Viva la vida (stralcio di un racconto non completato)

La sveglia per me era alle sei anche se Lui pensava che mi svegliassi alle sette, quando lui era già sveglio io facevo finta di dormire per non togliergli il piacere che provava a vedermi dormire.
Mi svegliavo e mi sgranchivo le ossa, allungavo le gambe mentre lui non se ne poteva ancora accorgere e facevo tutta una serie di movimenti per liberare il corpo dal sonno, aprivo gli occhi, lo guardavo dormire e infine mi giravo su un lato e aspettavo che lui si svegliasse.
Si svegliava sempre un po' dopo di me ma io gli lasciavo credere che si svegliasse prima lui. Faceva tanti sacrifici e non volevo togliergli quel piccolo piacere che a me faceva molta tenerezza.
La mia giornata tipica era questa più o meno.
Sveglia alle 6, stare a letto fino alle sette, alzarsi e fare colazione con Lui, salutarlo prima che andasse a lavoro e stare a sistemare la casa.
Casa. Abitavamo al terzo piano di un condominio davanti a cui c'era un condominio gemello, quasi una pessima imitazione delle Torri Gemelle.
Era un'abitazione piccola ma decorosa e ci tenevo molto che fosse sempre in ordine e pulita, era il mio piccolo vanto, un modo anche per tenere occupata la mente.
Tenere la mente lontana dai problemi perché di quelli ce n'erano sempre stati.
I miei occhi somigliavano molto ai suoi, potrebbe sembrare un caso ma gli occhi azzurri sono un gene recessivo come spiegava il prof. di biologia al liceo.
Al liceo avevo conosciuto suo fratello che ora è mio cognato ma che un tempo era pure mio cugino.
I miei occhi si assomigliavano ai suoi perché eravamo cugini di primo grado da parte di madre, con suo fratello eravamo cresciuti insieme ma Lui invece ha sei anni più di me e non c'eravamo quasi mai visti, impegnati con la scuola prima e poi io con l'università e lui con il lavoro.
C'eravamo innamorati la sera del mio ventesimo compleanno, tutta la famiglia era invitata e pure lui che io non volevo invitare, che io vedevo come un estraneo (ero sempre stata un po' sulle mie in fa

[continua a leggere...]

   3 commenti     di: Dino Greco


Una storia di copertina

Erano nati nello stesso paesino di qualche migliaio di anime in Sardegna, lei, che chiameremo Luisa, figlia del segretario comunale e della preside delle scuole, lui Carlo, figlio del fotografo e stampatore del paese, di vent'anni più vecchio.
Il paesino era piccolo e la vita del fotografo, padre di Carlo, non era facile: battesimi, comunioni, matrimoni, nozze d'argento, festa del paese, carnevale, qualche fototessera; questo era tutta la possibilità di lavoro. Aveva insegnato il mestiere al figlio che amava quella professione, ma come tutti i giovani bramava strumenti moderni e sognava la vita di città. La moglie del fotografo era morta di parto ed il poveruomo aveva dovuto tirar su quel figliolo bravo ma irrequieto.
Lei era la figlia minore di una famiglia benestante: la sorella maggiore si era già sposata col farmacista e le aveva regalato un nipotino. Luisa aveva un grandissimo pregio: era bella e sapeva ammaliare gli uomini.
La famiglia di lei la portò dal fotografo per immortalarla vestita da Prima Comunione, “sembra una sposa”, dicevano tutti; quel giorno nello studio c'era Carlo che le scattò una foto, bellissima, gli sguardi s'incrociarono, lui vide una bambina bellissima e pensò che da grande avrebbe fatto girare la testa a molti, lei lo vide per quello che era, un bel ragazzo, gentile e dallo sguardo brillante.
Passarono gli anni, ma non ci furono altri contatti fra loro, le famiglie non si frequentavano, erano di ceti diversi.
Carlo perse il padre per un infarto e si trovò solo, nel paesino, con l'unica prospettiva di continuare la stessa vita miseranda del genitore. Decise di osare, aveva poco bagaglio, vendette la casa ereditata, raccolse con cura la sua attrezzatura fotografica, caricò il tutto sul furgoncino e partì per Roma, senza salutare nessuno.
Ebbe fortuna: dopo aver contattato alcune agenzie, trovò quella che gli diede l'incarico di vagabondare in centro città alla caccia di VIPs; i colleghi e concorrenti lo presero

[continua a leggere...]



Io o l'aborto

Mancano 200 giorni all’alba. Ma non per me. Non vedrò più la luce. Non vedrò mai la luce. Nell’altro mondo si parla di gravidanza indesiderata: sono indesiderato. Non so che sistema useranno. Nemmeno mi interessa. Così hanno deciso. O ha deciso. Non so. La capisco però! Mia madre è stata violentata, non condannatela. Ha già subito violenza fisica. Non solo quella. Ha solo quindici anni. Stava andando a scuola. Si è fermata in chiesa per pregare. C’era compito in classe quel giorno. Non so di cosa. Ma credo che volesse un aiutino dall’alto. O, che il compito fosse facile. Un signore le si è avvicinato da dietro. Mio padre. Era inginocchiata e l’ha fatta alzare. Non c’era nessuno in chiesa. Le ha fatto una scenata perché nella casa del signore, ha detto, non si entra in modo indecente. Indossava una minigonna e una di quelle magliettine che lasciano scoperta tutta la pancia.

L’ha portata di là. In sagrestia. Continuando la scenata. La mamma è diventata rossa e si è messa a piangere. Lui ha continuato con tante stupidaggini, del tipo è un’offesa al signore, prendete esempio dalla vergine immacolata Maria. Poi ha iniziato ad offenderla chiamandola la piccola puttana cresce, e offendendo anche mia nonna e mio nonno. Le ha sollevato allora la gonna dicendo vediamo se si vergine anche tu, chissà quanti ne hai già provati. Si è alzato la tunica, e dalla mutande ha preso ciò cha avrebbe dovuto non utilizzare più dopo aver fatto voto di castità. Ma si sa, la carne è debole. E la volontà molle. Ed è così che l’ha violentata. La mamma era vergine. Poi l’ha anche minacciata. Non raccontare niente a nessuno, le ha detto, le fiamme dell’inferno ti bruceranno se dirai qualcosa, nessuno ti crederà, sei una puttana, io sono invece un rispettabile parroco. Papà!? Ma che cazzo dici!? Bah l’ho detta. Questa era la premessa. E ora parliamo di me. Lo so di certo che hanno deciso di far abortire la mamma. L’ho sentita bene la parola.

[continua a leggere...]




Pagine: 1234... ultimatutte



Cerca tra le opere

La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Attualità.