PoesieRacconti utilizza cookie, anche di terze parti, per personalizzare gli annunci. Per informazioni o negare il consenso clicca qui.     Chiudi

Racconti di attualità

Pagine: 1234... ultima

La profezia del governissimo

La profezia del governissimo (A Silvio - I giochi dell'anima, Kimerik 2009)

Caro presidente, dall'alto della tua statura di celebrità universale, nel tuo nome si è oscurata anche la fama dell'acquedotto cerebrale e finanche l'inno leopardiano alla giovinezza, che tu, per beltà fisica e spirituale, fai rivivere in tempo reale e rappresenti in ogni tuo istante di vita leale.
Per le tue ispirate e spinte battute, non ti curar di lor, che comunque passano, perché dalla tua bocca può uscire ciò che vuoi al punto che anche l'infinito, limitato dallo spazio e dal tempo, a fatica sin
d'ora contiene la tua immensa viva luce, seppur il buio dei tempi ti costringe a viver presidiato, lungi dalla libertà del "Passero solitario" e dalla spensieratezza del "Sabato del villaggio" nella gioiosa attesa della festività di cui tanto si gode.
Da impavido condottiero, sull'onda del materialismo americano e volando sul consumismo, con perspicacia e lungimiranza passasti alla conquista di giornali e tv, così che, da anni ormai, spensierato e spregiudicato, guidi e condizioni con tanto di ombrello il baraccone Italia, circo di gran comicità ed addirittura nelle vesti di padre-padrone, per non essere blasfemo, convinto proferisci "Italia rialzati", paragonandola a Lazzaro in decomposizione.
Al pari poi di Mosè, che divise le acque, sospinto dal cielo (fra poco ti farò vestire i panni anche di Noè!), da solo hai diviso gli italiani tra chi è con te e chi è contro di te, convogliando sapientemente
tutto, dall'informazione alla politica, nel bipolarismo.
Questo termine, purtroppo, da tempo mi perseguita e rappresenta il mio disturbo cerebrale per la pace mondiale, che da sempre mi turba la mente e per l'agognata sua soluzione, ormai, in ogni mio
sogno io ricorro a te, ma devi però prima equilibrare la tua simpatia tra mussulmani ed americani.
Non a caso sei amico e confidente di leader potenti, fino a questo momento solo prepotenti e, trovandoci in tema, cerca di il

[continua a leggere...]



Tra scienza e coscienza (lezione di un napoletano agli americani)

Dopo i morti in cielo (Ucraina), in mare (Mediterraneo) e in terra (Palestina), con la terra ormai palla infuocata e sempre più pianeta infernale, il disarmo è la prima pietra sulla via della pace mentre l'educazione morale è la pietra miliare per illuminare il buio dell'ignoranza (e per combattere le guerre) alla luce delle coscienze e scongiurare, così, il ritorno all'età della pietra.
Dopo tanti ammonimenti dall'alto (comandamenti), per la gravità di questi eventi (più forte della stessa forza di gravità) rischiamo seriamente l'espulsione dall'universo dopo il diluvio universale e per quanto mi riguarda, a tal uopo, sotto segni lampanti (clamorose perdite al gioco) e segnali lampeggianti (movimento solare e coreografia stellare) ho approntato "La novella arca di Noè"!

Intanto mi permetto di chiamare in causa gli americani, la cui simpatia ha sempre stimolato la fantasia di noi napoletani al punto che è sfida continua tra la loro potenza (in virtù della scienza) e la nostra intraprendenza (in tema di sopravvivenza) con il risultato che neanche nelle barzellette vincono mai.
Per noi napoletani, comunque, rappresentano l'emblema della pace e della libertà, ma di questi tempi lasciano molto a desiderare, nonostante Obama, per il consueto, esasperato materialismo a salvaguardia soprattutto degli interessi delle grandi lobby (industria bellica in prima linea) e, di recente, per la legalizzazione del matrimonio gay, errore madornale anche dei nostri cugini francesi per troppa égalité, quando va legalizzata, invece, l'unione sentimentale da intesa affettiva.
A preservare, pertanto, l'unione matrimoniale con legame sacramentale, presupposto di una famiglia naturale, circoscritta a genitori veri e, si spera, non allargata a compagni, siamo rimasti solo noi italiani e il Vaticano.

Passando ai rapporti clandestini, invece, a differenza del nostro divino Silvio che, alla luce solare, si permette ancora giovani fidanzate (chissà cosa avrà di bell

[continua a leggere...]



Gli albori della vita (5a parte)

La materia, è bene metterselo in testa o nella zucca (per chi non ce l'ha), ha le ore contate (al pari della materia grigia che ci fa ragionare a scopo egoistico) con l'era spirituale che sta per iniziare, allorquando l'intelletto (checché ne dica Hegel e la sua ragione) ci insegnerà ad amare con appena due regole basilari: il rispetto reciproco (rispettando gli altri si ha il rispetto di tutti) e l'amore fraterno e filiale paritari da non differenziare per questioni materiali, altrimenti le guerre iniziano già in famiglia per un'arida zolla di terra da dividere.
Per arrivare a tanto, ad onor del vero, devo convincere ancora qualche mio familiare, che non concepisce (per legami terreni) le mie scritture etiche e non capisce (per vincoli materiali) le mie poesie morali, quando invece è tempo che la ragione egoistica (sistema nervoso/cervello) ceda il passo all'intelletto altruistico (sistema spirituale/anima) lungo quell'intricato percorso neuropsichico (neurone/pensiero/verità) che dal buio della materia conduce all'amore, luce della verità... verum scire est scire per causas (Aristotele), di causa in causa si scopre l'amore e si ascende alla luce della verità (Maiello).

Proprio al fine di educare (per insegnare ad amare... non terra terra!) da tempo scrivo libri di morale (mi costano un occhio della fronte) che regalo ad assistiti, amici e familiari, mentre loro a Natale regalano (a caro prezzo) le banalità che scrive Vespa a scopo di lucro e non certo istruttivo, ed a breve ce lo ritroveremo in tutte le trasmissioni televisive a pubblicizzare il suo solito libro natalizio...

caro Vespa, varietà color bruno,
di porta in porta ronzante tra tanti libri,
sei un continuo fastidio per le orecchie,
non bello alla vista e, ahimè,
la tua puntura può esser letale.
Dacci oggi un po' di pace
e concediti pure tu tanta pace.
Della televisione fai casa e bottega
e mi hai spinto a scrivere sull'anima
per rigenerarla dalle tue vessazioni
al modico co

[continua a leggere...]



Io il ciclope

Son quì in questo angolo di città in attesa di un incontro di lavoro.
Col pensiero non piglio pulci.
I miei occhi si fanno palle fisse come quelle d'un biliardo dove nessuno gioca.
E lo vedo il problema.
Tutto sgraziato nei movimenti da arboricolo, i lineamenti esagerati come una caricatura, nero.
Risento la voce della Bianchina, nonna materna e dannatamente toscana:

" Il mi ricordo come foss'ieri, che quei sciagurati malfattori dei tedeschi, se l'erano iti, topon toponi, avevano da poco amazzato le donne e i cittini di Civitella, e se la svignavano che c'erano gli americani che bombardavano persino i pollai. I "liberatori"! Liberatori una sega! Appena arrivati mollavano i neri dell'africa come si da il lascio ai cani da cinghiale, e questi via a guastà gonnelle con le buone o con le cattive. Persino a me avevano puntato, la da sola in mezzo al campo e per fortuna che il mi Guido era dietro l'arginello del'Esse, con la vanga, che quando s'affacciò i due africani, tela a gambe levate. La mi cognata invece due mesi d'ospedale, come l'Adele del cencio, la zi Teresa, ci fu anche una morta a Sinalunga."

Ripenso a mia madre al tempo della mia infanzia che mi sgridava:

" non la mangiare quella robbaccia di cingomma che la fanno con i calli dei negri!"

È difficile rimuovere i ricordi atavici dei pirati saraceni cosi detti "Mori"che usavano la violenza più assoluta alle terre d'Italia, tenendo conto che gli ultimi episodi si ebbero ancora in età post-napoleonica.

So che il settanta per cento dei nuovi neri che cirolano in Italia sono dediti al malaffare.
La loro presenza comunica decadenza, americanizzazione nel senso più deteriore.
Ho visto Nairobi e le sue plaghe di indolenza miserabile, esseri privi di radici vere e di identità che non sia la consuetudine arrogante della sopravivenza.
Nella mia mente il mio mondo, nella sua perfezione ed armonia che comprende anche il male, la presenza di questi fantasmi neri come faville di un incendio

[continua a leggere...]



Riflettevo

Nasce nel mio cuore, questo pensiero e lungo i giorni mi tortura l'esistenza. Stiamo coprendo il suolo della terra con mantelli neri per far nascere l'energia pulita del nostro sole che forse, tanto nostro non è. Sono garantiti dentro gli anni per il funzionamento. Ne passeranno venti, o trenta, forse anche quaranta ma prima o poi finirà il loro ciclo produttivo.
Ora mi chiedo, insieme a voi, come saranno smaltiti i pannelli fotovoltaici?
Qualcuno, avrà pensato a questo piccolo problema. Direte voi.
Però ognuno potava pensarci!
Dice ciascuno, a voce alta nella protesta!
Ma forse, nessuno sa, dove smaltiremo questi rifiuti tanto utili all'energia vitale. Mentre rende dipendente questa generazione di uomini colti ed istruiti. Non come i nostri avi, semi analfabeti e crudi. Loro vivevano dell'energia che scorre dentro le vene. La ricerca di un lavoro più leggero, meno manuale, per i figli che verranno sarà un bene, ci sarà più tempo libero per te, per fare quello che tu voi, potrai andare in palestra per smaltire i chili di troppo, oppure al cinema, o forse qualcos'altro...
Assalito dalla tentazione, dallo sballo, dall'esagerazione!
In passato, le generazioni meno colte di noi queste cose le facevano dentro il lavoro quotidiano, vivevano le relazioni con il prossimo dal vivo, a tu per tu, faccia a faccia, senza la web camera per vedersi, ma sentendo il puzzo del sudore ed il calore dell'amore con la gioia dentro il cuore.
Ora penso che questi quattro fratelli colti, di nome:
Qualcuno, Ognuno, Ciascuno, e Nessuno, sappiano risolvere questo enigma senza fare lo scarica barile, come è successo per tanti altri rifiuti, che sarebbe:
"Qualcuno pensa che Ognuno può farlo, Ciascuno pensa che Qualcuno lo farà, Ognuno crede che Ciascuno o Qualcuno lo ha fatto, invece non lo fa, Nessuno.
Cosi, i figli che verranno saranno sempre più sommersi dalle sozzure del mio fare, forse, non è meglio lasciare loro solo un fiore?



Triste, amara realtà

Buon giorno, amici carissimi! Ieri non me la sono sentita di stare in vostra compagnia, mio figlio minore è partito per lavorare in Inghilterra, l'ho accompagnato all'aeroporto di Sant'Egidio di Perugia, insieme a mio figlio maggiore. È stato molto doloroso per noi separarci, sopratutto sono molto rabbiosa nei confronti di questi politicanti di merda che costringono i nostri figli a cercare fuori casa un sostentamento, una speranza per costruirsi un futuro migliore, un futuro che L'Italia nega loro. Dice il Signore che bisogna perdonare, ma questa gente disonesta che macheggia e ruba, che fa la propria fortuna sulla pelle della povera gente, che continua ancora a prenderci per il culo, che hanno portato il Paese alla rovina con decreti salva buchi che nulla portano e peggiorano la situazione, beh questa gente qui, pensando a tutte le lacrime di dolore che fanno versare rendendo le persone disperate, IO NON LE PERDONERO' MAI!



La filosofia del nuovo millennio (era spirituale/ultrapallio)

Meglio l'essenza (Parmenide/essere in sé, Socrate/gnothi sautòn) per la speranza (divina misericordia) che l'esistenza (Platone/essere da, Eraclito/divenire) per la sostanza (carta moneta)!

Questo aforisma filosofico introduce la nuova era spirituale (profezia Maya rivelata a Maiello e... verranno i tempi belli!) che anticipai con le mie scritture, inventandomi la cellula primordiale (pensiero, amore e coscienza), con relativo sistema spirituale, dallo studio della filosofia dei Grandi (Socrate/coscienza, Platone/amore e Aristotele/pensiero).
Ancor prima c'era stata la diatriba tra l'essere di Parmenide e il divenire di Eraclito, con il primo (il padre della ragione) ad anticipare il Motore immobile di Aristotele (verum scire est scire per causas, ogni divenire ha la sua causa fino al Primum movens), mentre il filosofo del panta rei coglie nel segno con l'evoluzione della specie umana dal buio della materia grigia (sistema nervoso) alla luce della corteccia illuminata (sistema spirituale)... e dalla polvere della terra l'uomo divenne un'anima vivente!
Eraclito, l'oscuro (per Socrate) ma brillante fabbro di aforismi, fu anche il primo filosofo a coniare il concetto di anima (psichè) come dimensione diversa dal corpo (soma): "I confini dell'anima non li potrai mai trovare, per quanto tu percorra le sue vie; così profondo è il suo logos (ragione)".
Adesso se Cartesio, facendo sua la frase di Parmenide "lo stesso è pensare ed essere" (la ragione, e non l'occhio-i sensi, vedono il vero), coniò il "cogito ergo sum" (certezza dell'esistenza terrena) ad introdurre la filosofia moderna, per quanto mi riguarda da tempo sulle tracce del Logos eracliteo (Mente Suprema) mi sono inventato il motto "amo e sempre sarò" (certezza dell'esistenza eterna) e nel rincorrere a perdifiato questa fantomatica anima, grazie alla cellula e al sistema spirituale, alla fine per davvero me la sono ritrovata.
Sta di fatto, però, che di questi tempi la filosofia, con l'ingravesce

[continua a leggere...]




Pagine: 1234... ultima



Cerca tra le opere

La pagina riporta i titoli delle opere presenti nella categoria Attualità.