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Racconti di attualità

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Perchè scriviamo?

"Che cosa si aspetta il lettore da chi scrive"... Ho seguito la discussione su questo tema. Vorrei dire che l'aspettativa varia da lettore a lettore e comunque penso che lo scrittore non si dovrebbe preoccupare di quello che il lettore desidera, non per disinteresse verso chi legge ma perché chi scrive deve essere libero sia nella scelta dell'oggetto del suo scrivere sia nel modo in cui esprimersi. Analoga libertà dovrebbe avere il lettore, una libertà sorretta da un sereno spirito critico che si educa attraverso la lettura.

Detto questo, a me, in questo momento interessa di più una discussione sul tema: Perché scrivo? Perché scriviamo? Provo ad avviare la discussione cercando di dire perché io scrivo. Se mi è consentito il gioco di parole credo che questo bisogno sia nato prima che imparassi a scrivere. Ricordo che da bambina molto piccola mi divertivo ad immaginare storie di cui ero protagonista e che proiettavo in tempi passati e futuri intrecciando la mia vita con quella di personaggi di cui avevo sentito parlare. Oppure fantasticavo di viaggi in terre lontane dove facevo incontri straordinari. Questo fantasticare è durato fino all'adolescenza quando ho incominciato a scrivere poesie, patetiche per l'enfasi con cui esprimevo i disagi e i problemi che quell'età comporta. Poi ho cominciato a scrivere racconti, poesie meno patetiche, diari. Quando i miei figli erano piccoli appena riuscivo a metterli a letto esigevano che mi mettessi seduta su una seggiolina ad una precisa equidistanza dai due letti e raccontassi almeno una favola. Si stancarono presto di quelle tradizionali e pretesero che le inventassi io su temi suggeriti da loro. Ho imparato così a scrivere favole.
Ma da cosa nasce questo bisogno di scrivere? Nel mio caso da due motivi fondamentali. 1) dall'esigenza dialettica di sostenere le mie posizioni politiche e sociali, di comunicare le informazioni che questo mio interesse mi permette di acquisire. Naturalmente mi interessa confron

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Approfittarsi

D'un tempo vetusto nella Frosinone latina, servendosi di ingegni e ambi di idee cadeva in degenerazioni l'occulto pensiero di chi è un tal genio
Ad inventare il bene. Come grigio irsuto, impavido nei sui quarant'anni fatti si stava a spiegare tutti quei tuoni sparsi intorno alla sua casa, c'era un incolmabile vuoto tra i ripiani ancora, qual sgombrava i suoi poteri, una crisi di fuochi sparecchiata tra le stanze e da fuori nei giardini sparivano i microscopici insetti e le formiche ch'andavano a prostrarsi chini con la testa arrugginita e gli spicchi del vento scandivano irruenze. Ritirava l'abito stretto e ancora legava il panciotto. Egli era chiamato Massimo. Talora si spiegavano le accuse e la giustizia che l'aveva trascinato davanti ai soldati della vita, ai sacrifici della difesa. Per questo aveva risposto che aveva clemenza per tutti gli allievi. Non credeva che i fuochi si erano dirotti al Tribunale della Giustizia. I colpi a massimo erano stati forti, a picchi violenti. Così il giudice si ritrovò a giustificarsi :
- È sicuro, lei è sicuro di non aver picchiato nessuno?-
- Rispondo che è falso, tutto falso vostro onore - .
Saliva per una strada opposta. Prendeva l'automobile e allacciava la cintura. Correva verso una viuzza, sboccava a sinistra verso il mercato. Voltò a sinistra su una bianca strada e poi verso una piazzetta. Là appariva un 'insegna davanti a un palazzo retto dai veroni amministrati dalle alte reggenze. Vi stava scritto "Istituto Publio Virgilio Marrone ". All'entrata sui gradini erano lasciate quattro capelli sparsi biondi. Egli si chiedeva la ragione di tanta svista, ma i suoi cerei occhi scrutavano come i segni d'un reato. Un reato per affetto.
Avrebbe pensato l'unico errore del personale, lasciarsi abbandonare agli attimi di pausa e non far attenzione appena alle amorevolezze dei teneri.
Veniva come pugnalato alle spalle, considerato anche ignobile amante nei suoi modi di fare, i comportamenti anche immodesti pur

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   0 commenti     di: giovanni amore


Gli albori della vita (seconda parte)

Giunti a questo punto vi devo confidare che per un impegno così gravoso sono stato in disputa con lo stesso Roberto Benigni (entrambi siamo estimatori... mnemonici del divin Maestro)...

e, se capisci rapidamente le cose,
hai anche l'intelligenza
seppur sgarbi non percepisci.
Solo i sensi dal vivo,
non il prolisso e fatuo sproloquio,
sempre meglio benigni eloqui,
dopo vaghe sensazioni
danno vere percezioni

ma mentre il buon Roberto (alter ego di Troisi da San Giorgio a Cremano, mia prima squadra calcistica) sa fare l'attore verbale e teatrale, io tutto questo lo so fare anche per iscritto!
E così se Benigni per le follie genetiche (ebraismo/razza prescelta, nazismo/razza pura e razzismo/razza colorata) vinse tre oscar (miglior colonna sonora, miglior film straniero e miglior attore protagonista) con "La vita è bella", per quanto mi riguarda, con "Gli albori della vita" (libro natalizio 2014) se non mi daranno tre nobel in contemporanea (pace, poesia e medicina) rifiuto qualsiasi onorificenza... a parte la bocciatura di qualche critico letterario di spessore (Edelweiss/Servizi Editoriali) che preferisce i romanzi alle mie scritture e definisce cantilene le mie poesie.
Eppur vero che abuso con le rime, ma queste mie composizioni hanno il nobile intento di istruire e di educare (bisogna anche memorizzare) perché la cultura rappresenta la premessa di un comportamento quantomeno corretto seppur non esemplare.
E qui con la critica della critica, in virtù dell'esperienza acquisita anche in campo letterario (non solo calcistico), per inciso mi permetto di dire che qualche bella poesia l'ho scritta pure io e quelle d'amore se non hanno... qualche rima baciata, ma che razza di poesie sono!
Le poesie istruttive (ne ho scritte tante spaziando in ogni campo), invece, servono per acquisire e memorizzare concetti importanti, perché la lettura della scrittura porta alla cultura (e ci risiamo con le rime) per una civiltà d'avanguardia in una società miglio

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Leducazione morale, premessa per l'era spirituale

L'educazione morale è la disciplina solare (o spirituale) per tempi migliori con la scrittura
strada maestra della verità, la lettura maestra dell'istruzione e la cultura presupposto della corretta informazione per accomunare nella religione dell'amore la vera umanità, nostro albero genealogico (catena di amori infiniti oltre i limiti dello spazio e del tempo che ci riporta alla nostra comune fonte di origine, sorgente della vita da dove spunta la Luce!)
In sintesi le mie scritture hanno questa finalità anche se nel reale per pubblicizzarle (La luce dell'anima, secondo la profezia 21/12/2012 dei Maya, è il libro natalizio che, a breve, la Montecovello pubblicherà su territorio nazionale) sono stato costretto ad esplicitare tutta la mia innata mania di grandezza per cui mi sono autodefinito, a parte l'autentico Maradona per la velocità e l'altezza (anche se oggi c'è la concorrenza di Messi!), tra tante altre cose, il novello Platone,
l'Einstein spirituale, l'allievo prediletto di Dante, anch'io visionario di strani segnali dall'alto al punto che "amor che move il sole e l'altre stelle" in me diventa "sole imperante di giorno ed aureola di stelle la notte"!
Qui capita a fagiolo la fatidica data 21/12/2012 che introduce la nuova era spirituale, altro che fine del mondo perché il buon Dio, creandoci per supremo amore, da solo se l'è tirata addosso... amor, c'a nullo amato amar perdona (La divina commedia), dal momento che amore e bello, amanti immortali, sono implacabili!
Infatti l'amore che nasce alla visione del bello scatena in ogni mortale un conflitto interiore... con mente e coscienza, a caccia d'amor, che sempre se le danno di santa ragion (Il conflitto d'amore "La luce dell'anima")!
Dal momento che da tempo mi sono inventato la cellula (pensiero, amore e coscienza) e il sistema spirituale, adesso con queste premesse (dopo il Maradona, il novello Platone, l'Einstein spirituale e l'allievo prediletto di Dante!) mi sento anche il Noè dell'era

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Il potenziamento umano tra fantasie, follie e poesie (1a parte)

Dopo l'inferno della religione (rogo eretico), della legalità (ghigliottina) e della follia (olocausto), all'alba del 2000 doveva iniziare la trasformazione spirituale dell'umanità (profezia Maya) e, invece, siamo sprofondati nell'inferno della civiltà con gente invasata (confonde Satana con Allah) che tiene sotto assedio le metropoli europee disseminando morte e terrore, e con l'infante Kim Jong-un che, sorridente con la sua faccia cicciottella, continua i suoi test nucleari mettendo a repentaglio la vita del mondo. E la cultura del disarmo è ancora di là da venire se gli USA, patria della pace, del progresso e della civiltà, permette ancora le armi e consente pertanto le stragi.

La scienza, comunque, continua il suo corso e, con il nobile intento di migliorare l'umanità, sempre più parla di human enhancement, quell'insieme di mezzi biotecnologi per il potenziamento funzionale degli attributi fisiologici al fine di migliorare la precarietà della condizione umana a partire dalle malattie e dall'invecchiamento cellulare.
Adesso, però, mettendo da parte l'enhancement tecnologico (genetico e biologico), fisico (doping e chirurgia estetica) e farmacologico (ritalin, modanafil e... pillola blu!), quello che urge di questi tempi è il potenziamento morale (risvegliare le coscienze depositarie della verità) e cognitivo con la corretta conoscenza del male e del bene (e siamo all'enhancement culturale) se perseguiamo i dettami creativi (e l'uomo divenne un'anima vivente) con "la legge dell'anima":

Esisto per amare veramente
secondo i dettami della coscienza,
spirito nella materia
e luce della verità
che si trova tra le certezze
della mente alla ricerca
del senso della vita,
che è sempre tanto amore
e realizza l'anima
nella sua vera essenza
e con la tua presenza
nella luce per l'eternità.

Lo spirito, pertanto, viene a rappresentare l'inchiostro indelebile che ci disegna l'anima:

L'ecografia dell'anima

Con lo spirito nasce il pensier

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Tutto per caso

Walter 40 anni, giovane di età e vecchio di presenza, capelli e barba lunga, sporco a non finire. Abbigliamento e scarpe estive, perché tutte rotte, come primo e secondo lavoro, fa il barbone. Chiede l'elemosina alla stazione termini. Regala sorrisi, sia a chi gli lascia delle monete e sia a chi non gliele lascia. Ha un certo fascino anche da barbone. Lui che prima faceva il modello per una agenzia di moda, legato a certi modelli di uomo che era obbligato a rispettare.
Ora, libero come l'aria si sposta da una parte all'altra della piazza, per passare il tempo. Ogni tanto gli passa davanti qualcuno di sua conoscenza, ma è troppo sporco per puzzolente per essere guardato attentamente e riconosciuto. Livia una ragazza maggiorenne di anni 38, che di mestiere fa l'infermiera professionale. Bella presenza, seno e sedere pronunciato, capelli mori a caschetto, alta 1, 75 m, incontra per la prima volta Walter mentre viene picchiato da un suo collega di strada, per aver erroneamente scambiato una busta piena di stracci.
Lui è a terra mentre il suo aggressore, diventa latitante. Lei, vede tutta la scena da lontano. Lei sta percorrendo uno dei tanti sotterranei kilometrici della stazione. Lei, osserva che nessun passante, anche tra i testimoni oculari si degna di un minimo sguardo al malcapitato barbone con un sopracciglio sanguinante e umiliata per essere una persona normale. Si avvicina a Walter e gli tende la mano, in segno di solidarietà e comprensione.

Lui timido si rifiuta di essere aiutato, ma Livia, determinata a rappresentare l'uomo civile, lo prende per la barba e lo costringe a girarsi. Dopo aver curato la ferita con un fazzolettino umido e fermato il sangue, lo tiene sotto controllo a finché la terapia del ghiaccio non abbia la sua efficacia e fa rientrare il trauma. Dopo circa una mezzora di intervento sul barbone, Livia pensa di medicare un sordo muto, in quanto non lo ha sentito nemmeno lamentarsi.

Orgogliosa della sua prestazione Livia sal

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   1 commenti     di: cadoni angelo


Distretto Di Polizia (Invenzione)

Una giornata come un'altra... con il sole a dare il buongiorno a tutte le persone distrutte d'animo. Giulia si alzò dal letto, ignara di quello che poteva attenderle quel giorno. Il mistero delle giornate sta proprio in questo: nel non saper cosa accadrà il giorno seguente o il giorno stesso... "Una bella doccia è quello che ci vuole per smuovere i pensieri!" Disse Giulia ad alta voce, non facendo caso che sua sorella Sabina fosse sveglia e stesse girando per casa. "Ma che fai parli da sola? Dai alzati, è tardi! Io sto andando a lavoro..." Gridò Sabina correndo, per poi chiudere la porta. Intanto, Giulia, si vestì... era tardi per far la doccia e quindi rinunciò. Andò al Distretto di fretta e furia... Oggi dovevano arrivare due nuovi poliziotti. Uno, di nome Ira Droscorcic... l'altra, Federica Battaglia. Arrivata davanti al distretto, spettinata dal vento forte che tirava, ebbe davanti uno strano ragazzo dal volto misterioso. Non ci fece caso e proseguì per entrare al distretto. Quello strano ragazzo era Ira... che entrò nel distretto facendo un lungo respiro e trattenendo l'emozione che tentava di uscir fuori e farsi vedere. Appena entrò, la prima persona che vide era Vittoria Guerra. "Salve..." Disse Ira..."Salve, è qui per fare una denuncia?" chiese Vittoria accompagnando la sua frase con un sorriso. "No, no... veramente io sarei Ira Droscorcic, quello nuovo." Vittoria si ricordò subito... appena sentì pronunciare il suo nome da quelle labbra sottili che sembrarono come tremare in quel silenzio... "Ah, ho sentito parlare di te! Dovevi venire tre giorni fa ma ho saputo che hai avuto qualche problema... Comunque io sono Vittoria... Vittoria Guerra! Sono contenta che farai parte di questa squadra... Fai attenzione però a quel personaggio che hai davanti..." indicò Mauro che stava chiacchierando con Roberto. "Perchè? Cos'ha?" chiese Ira, stupito. "è un orso. Attento a fargli un sorriso, ti uccide con lo sguardo e sta sempre sull'attenti!" Anna non

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   4 commenti     di: Martina Di Toro



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