Ha mai descritto le proprie infermità il signor Ferdinando? Ha solo detto di aver toccato il fondo, ma quale sia il tipo di fondo toccato non lo dice. Ora, ipotizzando a casaccio, immaginiamo che quel fondo possa essere, per esempio, la pedofilia, o l'assassinio oppure il picchiare i propri figli e la propria moglie. Trasportiamo le frasi scritte da Ferdinando in quegli ambiti per un momento, dato che Ferdinando nulla dice in proposito, e si vedrà la gravità di ciò che lui ha detto. Sarebbe stato doveroso per lui spiegare il perché pensa quello che dice e in riferimento a quali infermità si riferiva. Ma lui non ha voluto farlo, perché ha diritto alla propria privacy, sbattendosene che alle cose del sito hanno accesso tutti, e sono pochissimi a saper cogliere significati mantenuti segreti da chi ha voluto vantarsi dei propri difetti dicendosi da questi beatificato. Per quanto ne so la beatitudine è data dai pregi, mai dalle infermità, oltretutto nascoste...
Visita ad una STRUTTURA OSPEDALIERA REGIONALE
( Per rispettare la privacy, imposta dalla legge italiana a tutela di non si suppone bene chi o che cosa, in questo come nei successivi test, luoghi e nomi non verranno riportati o, nel caso saranno rigorosamente di fantasia. )
Sergio B. e Andrea C. si erano domandati: “ che cosa vi è di meglio che entrare in un ospedale per intraprendere la nostra indagine sui guai dell’Italia? ”
Niente.
Si erano domandati subito dopo: “ quale è la regione più pubblicizzata in positivo?”
“La Lombardia, perdinci! “
“ E noi, doverosamente, la scegliamo. “
A questo era seguito un terzo interrogativo: “ quale luogo è più indicato di un Pronto Soccorso per tastarne il polso?”
Niente, è il più.
“ E quale giorno lo è più di una domenica pomeriggio? “
Nessuno, è il più dei più.
“ Come ci presentiamo? “
“ Nell’auto accanto a noi infiliamo un ragazzino che conduciamo di tutta fretta all’ospedale perché lamenta dolori acuti nel basso ventre. Strombettando e pigiando sull’acceleratore superiamo i semafori con il rosso. Magari avremo l’onore di essere scortati da una pattuglia di vigili. “
“ Avremo la precedenza assoluta, cazzo, corsie spianate, medici premurosissimi, abbiamo calcolato ogni particolare per esordire con un campione attendibile.”
“ Non sarei tanto ottimista, temo invece che faremo un buco nell’acqua.”
“ Impossibile. Come ben conosce chi si fregia della tessera ASL ( cioè tutti i cittadini italiani ed anche gli extra residenti ) i medici di famiglia ed i pediatri smontano di servizio venerdì alle diciassette e riattaccano il telefono dello studio il lunedì mattina; dai loro cellulari risponde una voce asettica che lo dichiara o scollegato o irraggiungibile. È evidente che non ignorando tutto questo, le strutture pubbliche si saranno adeguatamente organizzate per fronteggiare una super rich
Con la fronte sudata Gianni guardò l'orologio. Erano le 4, notte profonda, una notte che non voleva passare, per lui era una notte in preda agli incubi.
Era uno di quei sogni simili ai racconti swiftiani, ambientati in realtà diverse, lontane dalla sua, mondi che parevano inimmaginabili, impossibili, ma per nulla invidiabili. Non per uno come Gianni almeno. Sembrava gente felice, libera, contenta. Sì, perché basta poco per essere liberi, basta un lavoro. Proprio questo concetto ricordava un'insegna al centro di una grande piazza, probabilmente la principale. E di lavori ce n'erano veramente tanti, insegnanti, medici, giudici, agricoltori. Non c'erano politici, se non la figura del capo e qualche consigliere, ma al loro posto c'erano tanti impieghi utili per la società come il conta pietre, il ventilatore oppure il costruttore di castelli di sabbia. E tutti erano liberi, tranne gli anziani, i bambini, qualche malato e i detenuti. Veniva ripetuto: "Bisogna solo lavorare per essere liberi", ma loro facevano di testa loro, la sera qualche volta si mettevano a pensare. Ecco perché non erano più liberi!
Si chiamava Wonderland la città e gli abitanti avevano delle curiose abitudini. La mattina si alzavano presto per andare a lavorare e poi la sera si affrettavano a tornare a casa. Ogni giorno in televisione, oltre ai telegiornali, trasmettevano La Lotteria della Fortuna, un programma in cui venivano estratti due cittadini che vincevano una fetta di pane. Se venivi scelto dovevi considerarti fortunato, il governo si era ricordato di te, ti aveva finalmente premiato. E dovevi anche andare a ritirare il premio, per la non riconoscenza della gratitudine erano previsti due mesi di reclusione, uno per ogni fetta. E si diceva che se un giorno ti dimenticavi di vedere la trasmissione come per punizione veniva estratto il tuo nome. L'estrazione iniziava ad un orario variabile, spiegavano che la fortuna doveva essere sempre attesa. Solitamente la prima estrazione avveniv
Una volta, tanto tempo fa, c'era un bravo muratore, da tutti, chiamato Mastro Scialanca. Per dirla tutta e per raccontarvela in breve, senza annoiarvi, vado subito al sodo. Bravo nella costruzione dei forni e nel bere vino, curava con passione la sua arte. Sappiate, cari amici, che codesta arte non era cosa da poco, anzi, oserei dire arte difficile, quasi... quanto governare una nazione come la nostra. Nella valle del Garigliano c'erano tante masserie ed ognuna di esse aveva il suo bravo forno. I comignoli fumavano e le massaie, dopo aver impastato e fatto lievitare la farina, la ponevano, sotto forma di pani, sul letto di mattoni arroventati. Il buon odore del pane induceva al sorriso. Durante le feste comandate, biscotti, panettoni, pastiere e pizze dolci risarcivano dalle angustie del duro lavoro e dalla mancanza di una equilibrata e sana alimentazione. Profumi di odori e sapori che quelle ardenti miniere sapevano regalarci. Tempi belli, cari lettori, anche se eravamo tutti poveri. Non proprio tutti, ma quasi. Si scassavano carri e carretti, ma i forni costruiti da Mastro Scialanca resistevano ai venti impetuosi ed anche agli eventi estremi, tipo terremoti.. Il segreto del suo successo era dovuto, semplicemente, alla sua abilità nel coordinare i rossi mattoncini dall'interno del forno e una volta rimasto il pertugio per saltare fuori, chiuderlo dall'esterno. Più facile a dire che a farsi, ma proprio per questo, a lui non mancava mai lavoro. I suoi forni, veri igloo d'argilla, ancora oggi, costituiscono meraviglia delle meraviglie. Per ogni nuovo forno inaugurato, la sera, si solea far festa e al suono di pentole e grancasse, schiamazzavamo e giù pacche sulle spalle, anche, tra creditori e debitori. Danzando, le donne, mostravano le caviglie e in tali gesti, tutto un mondo nascosto. Quello che si faceva la notte, non lo diciamo, ma la mattina non si vedevano musi lunghi in giro. Lavorava bene, Mastro Scialanca, ed aspettava il momento giusto per essere pagato,
[continua a leggere...]Seppur la politica sia uno di quei campi in cui non mi piace entrare (son certo che somatizzerei i problemi del mondo intero e già non dormo per quelli familiari!) non essendo all'altezza di capirla, da come evolvono gli eventi, però, speriamo che si arrivi finalmente ad un governo di chiara intesa (altro che larghe intese) tra due politici dalla faccia pulita, non avanti negli anni (senza problemi di arteriosclerosi) e bravi padri di famiglia.
Naturalmente sono Letta (+ Gianni) e Alfano (-Silvio), al momento il meglio dei due poli, con il programma comune di ridare all'Italia, in primis, il prestigio che le compete da patria dei Grandi e non certo dei viveur da strapazzo per esser derisi, finanche, dall'angelica Merkel e dall'arrogante Sarkozy, dimentichi che da sempre siamo i poeti dell'amore dall'odi et amo di Catullo all'ars amatoria di Ovidio per non parlar di Dante e Petrarca.
Bisogna ammettere, però, che l'Italia da tempo ha toccato il fondo soprattutto perché ha perso di vista i veri obiettivi, concentrando tutto, dalla politica alla giustizia, dalla satira ai talk show (la vespa ronzante e il santo d'oro pontificante!), su Berlusconi al punto che, anche quando sembrava finito, il Santo d'oro (o Santoro), l'affarista dell'audience pagato a peso d'oro, ha compiuto il miracolo di farlo risorgere dalle ceneri.
A me il Presidente Silvio Berlusconi mi è davvero tanto simpatico, perché mi somiglia molto finanche per l'altezza fisica e maniacale, con la differenza che lui è pompato dal basso (i soldi) mentre io dall'alto (sole e stelle), ma bisogna ammettere che lui mi sopravanza solo per il numero di ville e non certo per l'esaltazione.
Questa nostra comune patologia si chiama disturbo bipolare, ma il sottoscritto, da medico, la tiene a bada con le giuste medicine, mentre lui paga anche i medici per non prendere farmaci antidepressivi e neurolettici sin troppo costosi!
Anch'io, come lui, a parte il calcio, ho un gran debole per le donne, ma a quest
Ogni qualvolta il quotidiano mi diventa pesante,
mi rifuggo nella mia torre eburnea,
fatta di immagini, di sogni onirici,
alla ricerca di nuove idee per scrivere poesie e sognare un mondo migliore.
Ora questo mondo ha subito dei tracolli immani, da sentirci inadeguati, fragili,
stressati in questa frenetica Babele.
Ovunque volgi lo sguardo,
vedi tantissime cose che non ci piacciono,
storie di violenze, aggressioni verbali e fisiche,
guerra tra popoli, razze, religioni,
generata da menti folli, devastanti,
Che infieriscono sui più deboli e fragili.
Ogni carnefice si accanisce
sulla vittima sacrificale.
Allora, ecco che si fugge il reale,
alitando su pensieri leggeri,
lasciandosi trasportare lontano
per un approdo sicuro sulla tua navicella spaziale.
Questo rifugio è fatto di suoni,
colori, musica da riportare serenità alla tua mente.
E finalmente ti senti te stessa
e ti riappropri della tua armonia del cuore.
Dora Forino
Come preside del liceo linguistico "Afásia", sono soddisfatto dell'iniziativa da poco portata a termine per migliorare le condizioni igieniche della mia scuola, ed orgoglioso che ciò sia avvenuto dopo soli due anni dal mio arrivo.
Tramite alcune conoscenze personali - lo ammetto, ci ho anche un po' rimesso di tasca mia - ero riuscito ad accaparrarmi la miglior ditta di pulizie della regione: un personale così scrupoloso non l'avevo mai visto in vita mia! Ciò per tacitare le numerose lamentele da parte degli studenti, specie riguardo i bagni della scuola. (Ci tengo a precisare che, se le pulizie vengono svolte col massimo impegno, resta una sola categoria di persone che possa risultare colpevole della sporcizia!)
Ma perché sollevare polemiche, ora che il problema può considerarsi risolto? Tutto grazie all'ingegner Federico Falce e all'architetto Irene Scheletro!
La scuola ha dovuto affrontare alcuni mesi di disagio, è vero: è stato necessario affittare un'adeguata struttura sostitutiva perché ai ragazzi fossero garantite le ore di lezione. Senza l'aiuto economico di alcuni tra i loro genitori (i medici in particolare mi hanno appoggiato), non penso che l'impresa sarebbe riuscita. Adesso, invece, posso contemplarne i risultati, e ne sono fiero.
Innanzitutto, i pavimenti dei gabinetti sono adesso elettrificati. Com'è noto, l'urina conduce elettricità, così che, se qualcuno sporcasse per terra, resterebbe immediatamente fulminato. A smaltire i cadaveri ci pensa un inceneritore portatile allestito a poca distanza dall'edificio principale, nel grande spazio inutilizzato della pista d'atletica, voluta, come ricorderete, dal primo preside, Rocco De' Fantasiis (i ragazzi, perlopiù, giocano al calcio in una palude poco aldilà dei confini della scuola, sempre sorvegliati, s'intende). Il guadagno economico per le famiglie che ne risulta è enorme, anche se si è dovuto ridurre la luminosità dei neon nelle aule per permettere il maggior consumo di energia.
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