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Racconti di attualità

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Allegoria del gatto di notte numero due

(ad erre.)

La voce del Gatto n°2 riecheggiò nell'assemblea:

"Fratelli! Fratelli gatti, sorelle gatte, qui giunti da tutto il quartiere per questa triste assemblea. È con gran rammarico che mi tocca mettervi a conoscenza di un fatto malaugurato.
Ebbene, è accaduto. Molti di voi forse già lo sapranno: il nostro capo, Gatto n°1, è stato catturato. Gli umani lo hanno preso, dopo una fuga durata anni.
Immagino voi crediate che io gioisca di questo fatto, io che per anni mi sono mantenuto alla sua ombra, ora esco alla luce, e ne eredito il ruolo, alla guida dell'Organizzazione.
Dovrei quindi esserne felice?
No, compagni gatti, compagne gatte. Non lo sono! Non lo sono perché abbiamo perso non solo una delle battaglie più importanti della nostra storia, ma anche un caro amico, un compagno, un fratello.
Ho perso io stesso un amico, un gatto con cui ho condiviso gran parte della mia vita, sin da quando cominciammo con le piccole scorribande nel rione, fino a giungere ai vertici dell'Organizzazione, vertici da cui abbiamo assistito e protetto tutti voi, compagni, in questi lunghi anni.
Anni duri, ma belli. Anni in cui molti ci hanno accusato: di essere criminali, di essere degli assassini, di rubare, di stringere accordi con gli umani per il controllo del quartiere.
Ebbene, mi duole ammetterlo, talvolta questo è accaduto.
Talvolta abbiamo stretto accordi con gli umani, tramite i nostri contatti infiltrati all'interno delle loro contro-organizzazioni. Ma è stato solo per il vostro bene, compagni, compagne.
Talvolta abbiamo rubato, ucciso, commesso crimini atroci ai danni sia di uomini che gatti.
Ebbene, questo fa di noi degli assassini? Fratelli, sorelle, questo fa di noi dei ladri,? Dei criminali? Gente meschina per cui nulla è reale e tutto è lecito?
No, non lo siamo. Non lo siamo mai stati.
Tutto ciò che abbiamo fatto, i crimini che abbiamo compiuto, li abbiamo compiuti in nome vostro, per proteggervi. Era un fine alto, il nostro. La salv

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   2 commenti     di: simone regolo


Un'ultima bevuta con mio fratello

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   2 commenti     di: Luca Adami


Da testimone dell'anima a portavoce della fede... cultura eccelsa (a Papa Francesco)!

Con Papa Francesco a garanzia dei poveri e papà Francesco Andrea a garanzia della famiglia, seppur padre fallito e per ripiego scrittore di morale, finalmente inizia l'era spirituale (ultrapallio) secondo la profezia maya con l'uomo cosciente al posto del rimbecillito homo sapiens (neopallio).
In questo fatale contesto l'Italia (magico stivale adagiato in acque chete), da novella arca di Noè (Le fantasie dell'anima, Kimerik 2009, Biblioteca Vaticana), traghetterà il mondo intero nell'era della pace e della luce.
Proprio a tal proposito, alla luce dell'anima, da tempo scrivo (divinae gratiae causa) il bene (l'amore) per leggere il bello (alla luce della coscienza) e credere il vero della Mente Suprema, nonostante sia un comune mortale (modesto medico di famiglia) a cui riesce difficile la lettura (specie le clausole bancarie ed assicurative per non parlar di Hegel!) e la scrittura (scrivo nottetempo sotto dettatura!), ed infine non sa dialogare (chiedere a Beatrice Silenzi, l'intervistatrice dei n1!) ma urla per aver sempre ragione.
Qui in Italia, ormai, urliamo tutti (non solo Grillo) per i nervi a fior di pelle e dopo tutto ci ritroviamo con un governo vacante per il grillo parlante, con la giustizia latente per Silvio non vedente ma, per fortuna, dopo un papa abdicante per morale assente, lo Spirito Santo ci ha donato Papa Francesco, lo spiraglio di luce giusta per illuminare l'intera umanità.
Nel mio piccolo questo lo faccio da tempo e pertanto, nel mio ultimo libro (La luce dell'anima secondo la profezia 21/12/2012 dei Maya, Montecovello), sono il testimone dell'anima e il portavoce della fede (eccelsa cultura), per far sì che dai Maya a Maiello (e adesso da Papa Francesco a Francesco Andrea!) verranno i tempi belli... basta equilibrare la famiglia umana!
In questo libro ci sono scale cognitive e poesie istruttive per illuminare l'ingravescente degrado morale con il sovvertimento, finanche, delle leggi naturali (l'unione gay va legalizzata come unio

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IL PAGLIACCIO

Chi sarà il misterioso personaggio di Teo Mammuccari che si cela dietro il paravento dell'ormai dilagante "cultura moderna"?? ... Il poeta, perbacco!!!
"Il nostro", bistrattato (poveretto!) a destra e a manca, è costretto ad andare dove "tira il vento" del mercato letterario e si deve continuamente inchinare - come il giullare di corte - al cospetto dei potenti; in alternativa, deve cambiare mestiere.
Alle "Teste coronate" interessano esclusivamente autori che "facciano cassetta"; il contenuto dei testi è spesso "un optional" e non è politicamente significativo.
E così il povero Pierrot, pagliaccio tra i pagliacci, si deve accontentare di ciò che "passa il convento" ovvero "minestra riscaldata" senza possibilità alcuna di affrancarsi dal suo "status" di perenne principiante in "contratto di formazione".
Che tristezza!!!



Il governo di giusta intesa, Letta (+ Gianni) e Alfano (- Silvio)

Seppur la politica sia uno di quei campi in cui non mi piace entrare (son certo che somatizzerei i problemi del mondo intero e già non dormo per quelli familiari!) non essendo all'altezza di capirla, da come evolvono gli eventi, però, speriamo che si arrivi finalmente ad un governo di chiara intesa (altro che larghe intese) tra due politici dalla faccia pulita, non avanti negli anni (senza problemi di arteriosclerosi) e bravi padri di famiglia.

Naturalmente sono Letta (+ Gianni) e Alfano (-Silvio), al momento il meglio dei due poli, con il programma comune di ridare all'Italia, in primis, il prestigio che le compete da patria dei Grandi e non certo dei viveur da strapazzo per esser derisi, finanche, dall'angelica Merkel e dall'arrogante Sarkozy, dimentichi che da sempre siamo i poeti dell'amore dall'odi et amo di Catullo all'ars amatoria di Ovidio per non parlar di Dante e Petrarca.
Bisogna ammettere, però, che l'Italia da tempo ha toccato il fondo soprattutto perché ha perso di vista i veri obiettivi, concentrando tutto, dalla politica alla giustizia, dalla satira ai talk show (la vespa ronzante e il santo d'oro pontificante!), su Berlusconi al punto che, anche quando sembrava finito, il Santo d'oro (o Santoro), l'affarista dell'audience pagato a peso d'oro, ha compiuto il miracolo di farlo risorgere dalle ceneri.

A me il Presidente Silvio Berlusconi mi è davvero tanto simpatico, perché mi somiglia molto finanche per l'altezza fisica e maniacale, con la differenza che lui è pompato dal basso (i soldi) mentre io dall'alto (sole e stelle), ma bisogna ammettere che lui mi sopravanza solo per il numero di ville e non certo per l'esaltazione.
Questa nostra comune patologia si chiama disturbo bipolare, ma il sottoscritto, da medico, la tiene a bada con le giuste medicine, mentre lui paga anche i medici per non prendere farmaci antidepressivi e neurolettici sin troppo costosi!
Anch'io, come lui, a parte il calcio, ho un gran debole per le donne, ma a quest

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Storia d'amore

Anna e Marco si erano trovati e conosciuti tardi nella loro vita, tramite una chat.
Due persone che per quaranta anni avevano avuto una vita separata, si trovarono a dover cercare un mix che rendesse possibile la convivenza.
Nella casa comune non c'erano spazi grandi, molte cose erano doppie, così ne abbandonarono qualcuna nelle case dei rispettivi genitori.
Purtroppo le vite passate avevano lasciato a entrambi un cane e a lei anche un gatto.
Loro andavano d'accordo ma gli animali no, e siccome entrambi li amavano più di ogni altra cosa, furono costretti a lasciarsi dopo poco più di un mese di convivenza.
Menomale che non avevano comprato la casa!



Un numero di telefono

Le ultime parole pronunciate dal padre, prima di andarsene di casa e lasciarla sola con la madre, le giravano in testa fin dalla mattina appena alzata dal letto. Arrivata all'ora di cena era ormai esausta, provata da quella specie di disco che le si era incantato nella mente.
" Me ne vado, Chiara. Dillo tu a tua madre. Preferisco non vederla. Non lo sopporterei. Chiamami a questo numero se avrai bisogno di me. Ciao. "
Tenendo nella mano il biglietto di carta con sopra scritto un numero di telefono, guardò l'auto grigia allontanarsi finché quell'immagine non sparì dalla sua vista e, aveva a lungo sperato, dai suoi ricordi.

" Chiara, sei tu? "
Posò le chiavi sulla mensola ed entrò in cucina con in testa quell'unico, invadente pensiero. Si avvicinò ad una figura minuta seduta al tavolo, intenta come sempre a guardare sul televisore uno dei tanti programmi che trasmettono ripetutamente le immagini dei delitti famosi.
" Sì mamma. Senti, la possiamo spegnere? -
" Sì, sì, un attimo solo. Pensa, stanno per collegarsi con la casa... "
Ormai Chiara non ascoltava più i discorsi della madre. La lasciava parlare limitandosi ad annuire con la testa. Aveva bisogno di lavarsi e se ne andò in camera.
Sotto la doccia, mentre la mente le riproponeva la stessa frase, all'improvviso ebbe come una scossa.
Lasciando una lunga scia d'acqua dietro di sé raggiunse la mensola dove aveva posato le chiavi appena entrata in casa. Sul piatto di ceramica sul quale di solito c'era la posta, giaceva un biglietto di carta giallastra ripiegato in quattro.
Quel biglietto. Lo aprì, vide il numero scritto a penna.
" Mamma dove hai preso questo? "
La donna si voltò verso la figlia, che era corsa in cucina urlando agitando con la mano quel foglio.
" Non andare in giro nuda, ché poi ti ammali."
" Il biglietto, mamma, il biglietto!"
Senza rispondere la donna tornò a rivolgere l'attenzione verso il televisore, che continuava a trasmettere lo stesso programma.
Esa

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   5 commenti     di: alba radiosa



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