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Racconti di attualità

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La differenza che uccide

Qual è la differenza tra "femmina" e "donna" ?
Me lo chiedo perché è lì, in quella differenza che si annida la mano omicida dei numerosi, in eclatante escalation, assassini di donne per più o meno futili motivi.
Per questo cercherò di chiarirmi e chiarirvi il significato dei due termini che solo apparentemente indicano la stessa sostanza o lo stesso concetto.
Consulto Wikipedia che sentenzia: "La femmina è uno dei due sessi (insieme al maschio) nelle specie che utilizzano la riproduzione sessuata dioica o partenogenetica." L'enciclopedia online continua approfondendo in primo luogo le caratteristiche anatomiche strutturali del corpo della donna ma solo in riferimento alla sua funzione riproduttiva per passare infine al simbolo che viene utilizzato per indicare questa metà del cielo: "♀".
Il simbolo detto, uno specchio in mano alla dea Venere, è più frequentemente interpretato come un utero nel momento del parto e nelle voci correlate, a chiusura del capitoletto, si trovano solo "inversione sessuale", "maschio" e "sesso".
Cerco, quindi, "donna". Leggo: "Una donna è un essere umano adulto di genere femminile, della specie Homo sapiens. Si distingue dalla femmina prepubere, che può essere chiamata, a seconda dell'età: ragazza, fanciulla, bambina, ed è l'altro sesso della specie: l'uomo."
Viene riportata anche l'etimologia del termine: "La parola donna deriva per assimilazione consonantica dal latino dŏmna, forma sincopata del latino classico domĭna, cioè "signora"[1].""
Wikipedia conclude il suo lungo excursus, circa sette paragrafi o capitoli, sul termine "Donna" con le voci correlate "femminilità" e "Forma del corpo umano femminile".
Cosa mi salta agli occhi in modo prepotente? Nella prima definizione "femmina" è semplicemente un essere preposto al soddisfacimento del piacere maschile e della riproduzione della specie. In quest'ottica non solo non le vengono riconosciute, ma le sono completamente negate, le proprietà dell'uomo, l'

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   1 commenti     di: patrizia chini


Il Batavo

Attraversava la piazza: non mi sembrava cambiato.

Magro come lo avevo conosciuto quando da ragazzetto frequentava l'istituto per geometri. La chitarra era la sua altra passione, perlomeno sembrava così nei primissimi anni novanta.
Dopo il diploma si era buttato sull'informatica ed era diventato bravo, tanto da lavorare come professionista prima in Italia, per un ministero, poi fuori per grandi multinazionali.
Ora era in ferie a casa, ma sarebbe dovuto tornare in Irlanda per il suo lavoro. Prodotto felice della Generazione Erasmus.

Poche parole scambiate però mi hanno fatto capire quanto poco invidiabile considerasse lui, la sua vita che sembrava piana, ma aveva scoperto quanto giocasse d'azzardo.
"Mi accorgo, mi ha detto, quanto di volta in volta mi allontani sempre più da casa e per sempre più tempo. "La trama è sempre più spessa e difficile da passare; a questo punto sarebbe meglio non tornare più per poi non dover nuovamente andarsene."
La vita lo aveva birillato come bocce da biliardo. I birilli le stava abbattendo con la sua boccia.
"Perché non torni qua, un lavoro lo troveresti con le tue specializzazioni e la tua esperienza"- gli ho detto.
"Dovrei accontentarmi di molto meno, di un lavoro che non sarebbe allo stesso livello; anche dal punto di vista economico, là guadagno il triplo".
Pagava anche il suo conto, il triplo, anche se non c'erano osti.
L'ho salutato con la sensazione che non lo vedrò più. Il Batavo ripartiva per la sua vita errante, preso dal suo gioco da giocare fino in fondo, a tutti i costi.

Attraversava di nuovo la piazza: dentro era cambiato.



IL PAGLIACCIO

Chi sarà il misterioso personaggio di Teo Mammuccari che si cela dietro il paravento dell'ormai dilagante "cultura moderna"?? ... Il poeta, perbacco!!!
"Il nostro", bistrattato (poveretto!) a destra e a manca, è costretto ad andare dove "tira il vento" del mercato letterario e si deve continuamente inchinare - come il giullare di corte - al cospetto dei potenti; in alternativa, deve cambiare mestiere.
Alle "Teste coronate" interessano esclusivamente autori che "facciano cassetta"; il contenuto dei testi è spesso "un optional" e non è politicamente significativo.
E così il povero Pierrot, pagliaccio tra i pagliacci, si deve accontentare di ciò che "passa il convento" ovvero "minestra riscaldata" senza possibilità alcuna di affrancarsi dal suo "status" di perenne principiante in "contratto di formazione".
Che tristezza!!!



Riflettevo

Nasce nel mio cuore, questo pensiero e lungo i giorni mi tortura l'esistenza. Stiamo coprendo il suolo della terra con mantelli neri per far nascere l'energia pulita del nostro sole che forse, tanto nostro non è. Sono garantiti dentro gli anni per il funzionamento. Ne passeranno venti, o trenta, forse anche quaranta ma prima o poi finirà il loro ciclo produttivo.
Ora mi chiedo, insieme a voi, come saranno smaltiti i pannelli fotovoltaici?
Qualcuno, avrà pensato a questo piccolo problema. Direte voi.
Però ognuno potava pensarci!
Dice ciascuno, a voce alta nella protesta!
Ma forse, nessuno sa, dove smaltiremo questi rifiuti tanto utili all'energia vitale. Mentre rende dipendente questa generazione di uomini colti ed istruiti. Non come i nostri avi, semi analfabeti e crudi. Loro vivevano dell'energia che scorre dentro le vene. La ricerca di un lavoro più leggero, meno manuale, per i figli che verranno sarà un bene, ci sarà più tempo libero per te, per fare quello che tu voi, potrai andare in palestra per smaltire i chili di troppo, oppure al cinema, o forse qualcos'altro...
Assalito dalla tentazione, dallo sballo, dall'esagerazione!
In passato, le generazioni meno colte di noi queste cose le facevano dentro il lavoro quotidiano, vivevano le relazioni con il prossimo dal vivo, a tu per tu, faccia a faccia, senza la web camera per vedersi, ma sentendo il puzzo del sudore ed il calore dell'amore con la gioia dentro il cuore.
Ora penso che questi quattro fratelli colti, di nome:
Qualcuno, Ognuno, Ciascuno, e Nessuno, sappiano risolvere questo enigma senza fare lo scarica barile, come è successo per tanti altri rifiuti, che sarebbe:
"Qualcuno pensa che Ognuno può farlo, Ciascuno pensa che Qualcuno lo farà, Ognuno crede che Ciascuno o Qualcuno lo ha fatto, invece non lo fa, Nessuno.
Cosi, i figli che verranno saranno sempre più sommersi dalle sozzure del mio fare, forse, non è meglio lasciare loro solo un fiore?



Pappagalli verdi di Gino Strada

Sono 110 milioni i pappagalli verdi presenti in 67 paesi.
Non si tratta di dati forniti da animalisti i quali probabilmente
sarebbero soddisfatti di un numero così elevato che
salverebbe dal rischio di estinzione i curiosi e simpatici
volatili. Purtroppo non sono a rischio di estinzione i pappagalli
verdi di cui parla Gino Strada nel suo bel libro intitolato,
appunto, "Pappagalli verdi". Si tratta di mine antiuomo che, con la loro forma graziosa somigliante a un giocattolo,
attirano l'attenzione soprattutto di bambini che, appena li
toccano, muoiono, ridotti in brandelli, o restano ciechi o
perdono una gamba o tutte e due. In un istante la loro vita
se ne va o resta cambiata per sempre. Una vita passata su
una carrozzella o saltellando su due stampelle o camminando
faticosamente sulle protesi. Le mine antiuomo costano
pochissimo, per la maggior parte sono prodotte in Italia.
Per disinnescarle i costi sono altissimi e occorre molto tempo
e l'opera precisa di esperti, non priva di rischi.
Nella bellissima prefazione al libro di Strada, Moni Ovadia
definisce le mine antiuomo "fiori metallici dell'infinita infamia
umana" La conferma di questa definizione la dà una
soldatessa, una donna-cecchino di Sarajevo che aveva centrato la fronte di un bambino con il suo fucile ad alta
precisione. Intervistata nel buio di una stanza che le consente
l'anonimato, alla domanda dell'intervistatore: "Perché una
donna spara ad un bambino di sei anni?", risponde: "tra
vent'anni ne avrebbe avuto ventisei".
I luoghi in cui si muove Strada sono molti: dal Kurdistan
all'Afganistan, dall'Etiopia a Sarajevo, dal Pakistan al Perù.
Con il suo team costruisce ospedali, spesso sotto le bombe.
Arrivano morti e feriti. Il lavoro è sempre un'emergenza.
Capita anche che i feriti siano tanti e tanto gravi e il tempo così avaro da costringere il gruppo di chirurghi a fare una
scelta, il triage che è uno dei momenti più tragici di una vita
vissuta sempre a contatto con

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Con la crescita verso il disastro

Gli scambi commerciali sono presupposto di armonia tra i popoli, aiutano a riconoscere l'unicità delle culture e ogni cultura può trarre beneficio da questo.
Ma, l'idea neoliberista che ogni paese, per stare bene, deve "crescere" è una contraddizione in termini.
Le politiche consumistiche e lo spreco di un paese, causano la miseria dell'altro, senza considerare l'inquinamento e il fatto che la terra non ha risorse illimitate.
Stiamo correndo verso il disastro ecologico e psicologico e le attuali crisi, ancora una volta, ne sono la conferma.

   3 commenti     di: rea pasquale


Tra Casaleggio (profeta della guerra) e Maiello (poeta dell'amore) vincerò io!

All'era gaia post bellica di Casaleggio (secondo lo scrittore di fantascienza Philip K Dick), da scrittore di morale do credito, invece, alla profezia Maya secondo la quale, visto che il 21/12/2012 la fine del mondo non c'è stata, ha inizio la nuova era spirituale.
Avevo appena pubblicato il mio libro natalizio "La luce dell'anima", come al solito in tema spirituale (cerco di insegnare "l'educazione morale" con scale cognitive e poesie educative) e, venuto a conoscenza di questa seconda ipotesi Maya, ho ripubblicato (casa editrice Montecovello) "La luce dell'anima" con il sottotitolo "secondo la profezia 21/12/2012 dei Maya".
Lo spot pubblicitario è... dai Maya a Maiello verranno i tempi belli e in fatto di tempi i Maya e il sottoscritto siamo ben ferrati e più veritieri, anche perché da parte mia, seppur sistemista fallito (per disegno fatale!), le mie convinzioni e sistemi si basano sul metodo cartesiano che si fonda sull'evidenza (casistica, statistica), analisi, sintesi ed enumerazione.
Proprio per trama divina mi son dovuto dare alla filosofia (per fortuna non all'ippica!) dove ho elaborato le coordinate umane che sono lo spazio (il vuoto della materia) ed il tempo (l'età della materia), anche coordinate dell'anima con lo spazio che misura la grandezza della materia (corpo) finita e il tempo la lunghezza del pensiero (spirito) infinito.
Ritornando ora alla disputa intellettiva con Casaleggio, la sua affermazione che l'uomo sarà Dio non si discosta molto dalla verità, perché, con l'era spirituale, certamente gaia, il pensiero illuminato dall'amore farà risplendere e darà luce alla corteccia cerebrale, quella fantomatica corteccia associativa dove ha sede il pensiero illuminato, in virtù del quale perverremo al genoma eccelso e l'uomo (da figli del Padre siam legati a Lui con il cordone spirituale della coscienza!), grazie al genoma eccelso, sarà a immagine e somiglianza divina.
Gli americani, maestri di scienza e di tecnologia, caro Gianroberto,

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