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Racconti di attualità

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Autori si nasce

Mister Giorgi, mostro sacro della finanza mondiale, non sapeva vivere.
Rigido e severo anche con sé stesso, nulla concedeva alla piazza.
Mai uno slancio o una carezza, mai un interesse o un sorriso.
Mariella, la sua segretaria di fiducia, lo adorava e sognava.
Incrinare la corazza di quello scafandro... era follia pura.


"Signorina, è pronta la relazione sull'attività poetica dei siti letterari?"
"È stata completata, signore, possiamo, se lo desidera, anche esaminarla."
"Benissimo, e a che punto siamo con l'analisi della narrativa virtuale?"
"Signore, il lavoro è stato completato."
"Meraviglioso... convochi il Direttivo per le sedici e quaranta di oggi."
"Sarà fatto, signore."
"O. d. G: Vendita prodotti culturali della G. Editing alla New Bola di Pechino."
"Signore, mi permetta di dire che le sue intuizioni sono sempre geniali."
"Grazie, lei è troppo buona con me."
Un momento di magia che svanì, subito, nell'aria ovattata.

La "Giorgi Editing" aveva passato al setaccio tutta la produzione
culturale, che stazionava nei diversi Siti della letteratura virtuale.
Ne aveva estrapolato concetti, poesia, riflessioni e stati d'animo,
plasmandoli in mini slogans molto efficaci.
Un po' come i bigliettini dei baci perugina, la "Bola and Chips
di Pechino" intendeva utilizzarli, coniugandoli alle sue attività produttive.

Miliardi di confezioni di bibite frizzanti e patatine non erano uno scherzo.
E non era uno scherzo, nemmeno, il miliardo di dollari,
che la "Giorgi E. realizzava come profitto.
"Signore, nella sede di Milano, ci sono le Fiamme Gialle."
"Bene, ordino che venga data la massima collaborazione."
"Signore... rischiamo una multa di quaranta milioni di euro."
"Signorina, daremo disposizione alla Union Credit di pagare
la multa, non voglio contenziosi con gli Stati, figuriamoci
con quello italiano."
"Signore... è l'ora che volge al desio".
"Grazie per avermelo ricordato, andiamo ad intenerirci il cuore."

Mister Giorgi av

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   14 commenti     di: oissela


Nel nome e nel segno di Silvio

Nel nome del Padre (trasmette agli eredi i valori veri della vita) del Figlio (con amore restituisce l'imu ai poveri) e dello Spirito Santo (per sua opera e virtù si ritiene un vero amante) Berlusconi è il Silvio fatale (dopo quello d'Alba Longa, progenitore dei Romani mentre il nostro è il papà delle Italiane!) che ha permesso all'Italia, grazie alla sua certosina opera conciliatrice, di risorgere dalle sabbie mobili delle sue stesse leggi!
La deve smettere, però, con le fidanzate (cave solem qui omnia liquefacit!) e così, senza più fedi (Emilio e consorte), sarà il nocchiero giusto per trasformare (grazie anche ai suoi mass media) la sgangherata barchetta Italia (terra dei Grandi sotto la condensa stellata dei Santi che c'ispirano) in novella arca di Noè con il compito di traghettare il mondo intero nell'era della pace e della luce.


Amato presidente...
la storia adesso è un abito da cambiare,
non ti contiene e ti va stretto,
la leggenda, invece, con la sua gloria ti spetta
e la pace mondiale davvero ti aspetta!
Non temere alcuna contesa,
sarò sempre al tuo fianco e,
di comune intesa,
ti mostrerò la strategia
per questa grande e mirabile impresa!


E così dopo l'Iliade a cantar le gesta di Achille (distrusse Troia)...


Cantami, o Diva, del Pelide Achille
l'ira funesta che infiniti addusse
lutti agli Achei...


e l'Eneide a cantar le gesta di Enea (fondò Roma)...


Canto l'armi e l'eroe, che primo dai lidi di Troia, profugo per
fato, giunse in Italia alle spiagge di Lavinio, vessato alquanto
attraverso terre e in aperto mare da ira divina...


adesso c'è Silviade a cantar le gesta di Silvio (rifondò il governo d'Italia)...


Cantami, o musa,
le gesta di Silvio che l'umanità
condusse nell'era della pace.
Si narra che fosse così bello
ed attraente da fare innamorare
chiunque incrociasse...


Il Presidente Silvio è risorto dalla polvere del bunga bunga grazie allo spettacolo del Santo d'oro
(a S

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L'agonia inarrestabile del minimalismo postmoderno social web

Nell'attuale clima imposto dalla comunicazione social web osservo due fenomeni chiari e distinti: i quattordici caratteri di Twitter e la minuscola usata dopo il punto fermo.

Ogni giorno stormi di utenti globalizzati attendono con ansia i nuovi cinguettii sgrammaticati dei centrattacco delle nazionali di calcio, dei politici arraffoni e arruffoni e degli avvocati difensori dei mostri seviziatori di provincia.
Costoro c'illumineranno sulle loro malefatte da simpatiche canaglie con quattordici ineffabili caratteri.
E in simultanea, nel caotico divenire quotidiano dei social forum, dei litblogs, delle chat, degli sms, delle mail e di tutti gli altri devastanti strumenti di tortura escogitati per radere al suolo il linguaggio, il minimalista postmoderno social web ci propinerà il suo nuovo parto approssimativo, stile analfabeta:

- io non sono capace di scrivere, e me ne vanto. però sono un genio perché l'ho messo in quel posto all'ortografia. e dammi tempo ancora un decennio e farò a tocchi anche la grammatica. ciao e grazie del tuo stupendevole commento, vado a fare un bel post su mio nipotino che ha passato la prova invalsi. Purtroppo è di sedici caratteri, ma adesso vado a limarlo -

Naturalmente quest'armata di minimalisti postmoderni social web non sbuca dal nulla.
Costoro hanno due maestri di pensiero e di riferimento, di cui vado a riferirvi i due principali e riassuntivi pensieri.
L'artista statunitense Sol LeWitt scoprì il minimalismo grazie a Dan Flavin, autore dell'opera Monument 1 for V. Tatlin (1964).

LeWitt comprese per primo l'idea dominante del minimalismo: l'opera d'arte risiedeva solo nell'idea, la realizzazione non era che un piacere passivo e tedioso. Non gli importava, per esempio, se una sua opera veniva distrutta, poteva anche farne a meno; ciò che veramente contava era il foglio di carta custodito in un cassetto sul quale aveva appuntato quell'idea.
E allora perché darsi la pena di sovrintendere alla produzione e alla stru

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   4 commenti     di: Mauro Moscone


Rita Borsellino

Rita Borsellino
Rita Borsellino è una donna semplice e forte. L'avevo vista e ascoltata tante volte in televisione, ma il 22 novembre ho potuto vederla e ascoltarla in un incontro a Pescara dove è arrivatacon la sua Carovana antimafia nata dalla collaborazione con Libera, l'Associazione di don Luigi Ciotti.
L'incontro è avvenuto nell'aula magna della Facoltà di Economia dell'Università, ma Rita Borsellino aveva cominciato la sua attività alle 8, al Liceo pedagogico dove aveva parlato per 4 ore agli studenti. Quando è arrivata all'università era fresca e sorridente ed ha ascoltato con attenzione il saluto della Preside di facoltà ed una sintetica, efficacissima elazione del professore Giuseppe Baccelli che è andato subito al nocciolo del problema. La legalità - ha detto - non si realizza nella conoscenza delle leggi che, fra l'altro, sono scritte male, in un linguaggio criptico difficile da districare. Bisogna guardare all'atteggiamento nei confronti della legalità,
un atteggiamento che si radica in un familismo amorale che preclude la partecipazione civile e politica e porta ad una scissione fra identità nazionale e identità statuale. Gli italiani, anche a causa della storia che hanno alle spalle, percepiscono l'appartenenza ad una nazione, ma non hanno il senso dello Stato. Lo sentono estraneo, non rappresentativo del popolo. E certe leggi, come quelle sui condoni, inducono i cittadini alla incivile furbizia che consente la violazione delle leggi. Come educare alla legalità?
A questa domanda Baccelli risponde: "Bisogna intervenire sui meccanismi decisionali e poiché l'istituzione più vicina ai cittadini è il Comune, bisogna educare i giovani ad interessarsi alla vita della loro città con una partecipazione attiva. Realizzando una "piccola" democrazia si potrebbe arrivare a rendere compiuta la grande democrazia del Paese che ora è un sistema imperfetto e non solo in Italia. Quando è venuto il suo turno Rita Borsellino ha parlato molto del fr

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Delitti e moventi, pene e attenuanti, indizi e sospetti

L'umanità nella sua millenaria evoluzione (comportamentale, culturale, corticale) è passata di cervello in cervello (archipallio, paleopallio, neopallio/cervello trino di Paul MacLean) ed ora, all'alba di questo nuovo millennio, con l'acquisizione dell'anima (triplice coscienza: vigile/ESISTO, consapevole/PER UN ATTO D'AMORE e morale/COSCIENTE), la materia grigia dell'homo sapiens (la sapienza è la scienza alla luce della fede) diventerà corteccia illuminata (aree associative) e dal sistema nervoso, d'incanto, si passerà al sistema spirituale della cellula primordiale (pensiero, amore e coscienza) che presidia e presiede la cellula neuronale.
In termini di luce si passerà, così, dalla opalescenza del tronco encefalico (cervello primitivo) alla fosforescenza del sistema limbico (cervello antico) e dalla luminescenza della corteccia cerebrale (cervello recente) alla luce del sistema spirituale (cervello moderno), in virtù del gradiente luminoso cognitivo che comporta il grigiore del cogito, lo splendore della ragione, il bagliore dell'intelletto, il fulgore della sapienza e il candore della contemplazione.

Proprio da qui avrà inizio la nuova era spirituale (ultrapallio) secondo la profezia Maya e l'uomo diventerà un'anima vivente sul palcoscenico terrestre dopo esser passato per istinti (troncoencefalo), sentimenti (sistema limbico), pensamenti (corteccia cerebrale), ravvedimenti (corteccia associativa) e per sofisticate sostanze chimiche, i cosiddetti neurotrasmettitori, di riflessi (acetilcolina) in riflessioni/depressioni (serotonina), di emozioni (dopamina) in cognizioni (glutammina), di azioni (adrenalina) in reazioni (noradrenalina), nonché di umori (cervello rettiliano) in odori (cervello mammaliano) e di amori (neopallio/sistema nervoso) in valori (ultrapallio/sistema spirituale).

E così, dopo passaggi chimici, mentali ed ereditari del nostro genoma elementare (dal C/zucchero, dall'N/base azotata e dal P/gruppo fosfato), completeremo la sc

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Loro

Il presidente dei vescovi italiani, apre i lavori con una attenta e misurata...
-panchinari eccellenti facenti parte di una opulenta rosa di giocatori miliardari...
-in quanto presidente, ci andrà con la limousine come si conviene ad una autorità...
Tutto in linea, giusto quanto voluto da chi decide come deve funzionare ed essere il nostro quotidiano e dove affondare le lame della loro insaziabile ingordigia.
Un mondo di comunicazioni satellitari e raffinati servizi segreti non sa che Sessay, e come lei altre centinaia, è morta stroncata da una emorragia post parto in un villaggio della Costa d'Avorio.
Diciotto anni aveva, e già due figli
Diciotto figli avrebbe dovuto fare, come sua madre e prima di lei sua nonna
Diciotto i chilometri percorsi dall'unico dottore, in una regione estesa come la Svizzera, per arrivare in quel villaggio asfaltato di terra battuta tenuta insieme dal piscio di esseri umani disperati e macilente bestie, attorniate da imploranti cuccioli resi afoni dalla fame.
Diciotto gradi Longitudine Est e altrettanti Latitudine Nord, dell'invisibile punto che passa sotto sospiri e gemiti della stanza di Dolores. Puttana d'alto borgo che mesce orgasmi a teste lucide paludate col doppiopetto del Principe di Galles. In cambio di prestigio e canali preferenziali... usati da viniziani discendenti, che sotto l'egida dei Dogi, conobbero irripetibili splendori in quella illustre ed incensata città lagunare, alla mercè dei capricci umani e delle maree che instancabilmente minano le fondamenta di palazzi d'ineguagliabile fattura.
Loro, che hanno un patto anche con la morte e del loro essere iniziale rimane ben poco, avendo attinto con spietata lucidità, da pezzi di ricambio umani impregnati ancora di disperata povertà.
Loro, che con sommo eloquio additano colui che per fame ha rubato una mela.
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Radiografia

Era stata una giornata frenetica come sempre, iniziata con la solita indolenza, come sempre, che si stava concludendo lasciando Paolo senza più parole, senza più pensieri, in un luogo di nessuno in cui tutto perde senso e ragione.

Paolo era un uomo con più di cinquant'anni al suo carniere, che a causa di varie, sfortunate vicissitudini, aveva visto morire la propria piccola attività artigianale come molti altri, in quell'"annus horribilis" che era stato il 2009 in Italia. Dopo molte peregrinazioni, piuttosto che cedere alla tentazione di ricorrere ad uno strozzino per tentare un recupero impossibile della propria sufficienza economica, aveva deciso di arrendersi alle avversità coma fa un naufrago dopo giorni di tempesta in mare aperto: cedendo per sfinimento.
Da quel momento, come tanti disoccupati, aveva svolto saltuariamente umili lavori non certo remunerativi e dignitosi abbastanza per un uomo della sua età, che aveva anche una famiglia numerosa.
Era infatti sposato, da un tempo che gli pareva infinito, con una donna piccola e secca, anche lei sulla cinquantina, aspra e scostante, dal carattere tutt'altro che mansueto, che gli aveva dato quattro figli maschi, ormai grandi, dall'umore aspro e scostante, tale e quale la madre. Era una storia comune a molti meridionali, la sua: il percorso di un ragazzo che nel bel mezzo della propria gioventù, si ritrova interrotto per imprudenza e conoscenza a dir poco approssimativa della sessualità. Obbligato ad assolvere alla responsabilità di una paternità riparando con un matrimonio. Lei era carina, minuta, sensuale, ma certamente non era l'Amore e comunque non ciò che Paolo si aspettava dalla vita a ventitre anni e al quarto anno di scienze politiche. C'era la militanza, la musica, i libri, i viaggi e la sua naturale capacità di capire le donne, esclusa quella che aveva sposato. Era sensibile e delicato, sapeva far leva su ciò che il sesso femminile apprezza. Era timido quanto basta per suscitare t

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