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Racconti di attualità

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Quante storie così

È successo di nuovo, c'è stato un litigio, il solito, senza nè testa e nè coda, lui ti ha massacrata di botte anche stavolta e di nuovo ti ha chiesto scusa tra lacrime e sangue, il tuo di sangue e forse anche le sue di lacrime.
È successo di nuovo c'è stato un litigio e lui ti ha massacrata di botte...
Inizialmente sembra una normale discussione tra due incompresi, appunto sembra, sai bene che non lo è e tenti in tutti i modi di evitarla, ma senti che oramai è già troppo tardi, è sempre troppo tardi con lui.
Iniziano a tremarti il cuore, lo stomaco, la pancia e tutte le cose più impensabili, oltre ad un tremore esterno e più normale,
a quel punto sai già di non avere più scampo, è come se lui fiutasse la tua paura, una belva feroce che non aspetta altro che dilaniare le tue carni e spezzare le tue ossa ad una ad una, ancora una volta.
In quelle briciole di tempo infinito pensi davvero che non nè uscirai viva e speri solo che finisca al più presto, qualunque sia la fine. E dopo? Dopo sai di certo di non amarlo più, ma hai paura di andartene, hai paura di restare, hai paura di vivere, hai paura di non essere creduta, poi però pensi che nulla può essere peggio di quell'inferno e scegli di chiedere aiuto sperando che qualcuno ti ascolti sul serio.
(In questi disastri si spera sempre che non ci siano bambini ma il più delle volte, purtroppo, ci sono)

   1 commenti     di: Maddalena Gatto


Il mestiere di padre (ultima parte)

Dopo tante fatali coincidenze, non ultima quella che mi proiettò da S. Anastasia (paese conosciuto per il santuario della Madonna dell'Arco) a Gragnano (paese famoso per la pasta e il vino, alimenti sacri della vita) a fare il medico di famiglia, adesso sono diventato pure un esaltato se ho visto strani segnali di sole e stelle dall'alto (moto solare diurno ed aureola stellare notturna) che mi riportano addirittura ad "Amor che move il sole e l'altre stelle".
Ma intanto, dopo la commedia di Dante, e nonostante l'arca di Noè, le leggi di Mosè e la parola dello stesso Redentore, siamo ancora alle prese con l'odio di terroristi invasati da Satana e alle polemiche scolastiche sull'integrazione delle religioni che vanno accomunate su quella dell'amore e del rispetto reciproco anche per le proprie sacrosante tradizioni culturali, a partire dal crocefisso e dai canti di natale, patrimonio genetico dell'Italia dei Santi, delle Madonne e dei Grandi con Dante nella veste di padre nostro terreno:

Vergine Madre, figlia del tuo Figlio,
umile e alta più che creatura,
termine fisso d'etterno consiglio,

tu se' colei che l'umana natura
nobilitasti sì, che 'l suo Fattore
non disdegnò di farsi sua fattura.

Ed è in virtù di tanto che l'Italia, emergenza profughi a parte, diventerà la novella arca di Noè per traghettare il mondo nell'era dell'amore, della luce e della pace:

L'INNO ALLA PACE

Con variegati innesti alla luce,
sole imperante di giorno
e miriade di stelle la notte,
risplenderà la fioritura
di variopinte gemme
in una vasta gamma di colori.
Da questi profumati germogli
verranno alla luce dolci frutti,
prelibatezze di ogni stagione,
generati dal vero amore
nella sua splendida veste di luce.
È proprio questo il momento
con il risveglio delle anime
di prendere finalmente coscienza
che siamo tutti fratelli
su questa benedetta terra
con l'unica certezza,
nonché luminosa speranza,
che Dio esiste.
È questo il mio sogno ispirato

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Sola al mondo

Mi sveglio completamente sudata, è successo ancora, un’altra volta, e per l’ennesima volta non riuscirò a riaddormentarmi. Non capisco proprio il perché questo sogno mi perseguita, in fondo non so neanche cosa significhi. Non faccio in tempo ad alzare la testa dal cuscino e a levarmi la coperta che un vento gelido mi entra nella pelle, raggiunge le ossa, deboli, fragili, rabbrividisco e mi cingo la coperta attorno alle spalle, che buffa che sono, sembro uno di quei mendicanti zoppi che camminano squadrando tutti da capo a piedi, poi realizzo di non esserci davvero tanto lontano, ma ho imparato a fregarmene del giudizio della gente, sono solo parole e pensieri passati in una mente vuota ed egoista e buttate al vento da una bocca che non sa stare zitta neanche davanti alla pietà.
Sbadiglio e alzo la testa, le mie iridi vanno a scorgere un cielo sereno, forse il più bello dell’ultimo mese, pieno di luccicanti stelle che, piano piano, stanno svanendo nella calda e tenue luce dell’alba. Un sorriso si allarga sul mio viso, ma non uno di quei sorrisi di quando sei allegro, felice, soddisfatto della tua vita. No, un sorriso di beatitudine, perché per un momento l’hai dimenticata, la vita. mi perdo in quel cielo, nel quale vorrei svanire, ma qualcosa mi riporta alla realtà, un luce abbagliante, quella del lampione poco distante da me, sono le 5.
Raccolgo il mio cuscino sgualcito, la mia coperta rovinata e il mio zaino e mi metto in cammino, il sorriso stampato in volto, che nel corso della giornata si sarebbe spento pian piano, a ritmo dei passi dei miei piedi stanchi e infreddoliti, eppure sentivo che quel giorno sarebbe stato diverso, speciale, qualcosa sarebbe successo e avrebbe cambiato la mia vita per sempre. Giungo alla bettola, così la chiamo io, quell’osteria sudicia e malfamata, frequentata più da topi che da persone, molte volte più sordide di loro. Entro, non saluto neanche più, la risposta sarebbe in ogni caso una parolaccia, e a me non p

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   3 commenti     di: Anna Bona


Gli albori della vita (anteprima)

Alle soglie del nuovo millennio la scienza, nonostante abbia fatto passi da gigante portandoci gli amici in casa (social network) e il telefonino al posto della testa (mente elettronica), non è ancora in grado di far tornare i conti sull'universo (in espansione), forse perché la nostra testa (materia grigia in evoluzione), ormai, è sempre più in involuzione per l'insania delle guerre (finanche religiose), delle droghe (lo sballo giovanile), delle mode (il selfie/autoscatto) e, proprio di recente, per il marciume dei tagliagole.
E così, in riferimento all'universo (pianeti, stelle e galassie), tra materia oscura (22%) e energia oscura (74%) abbiamo ancora tanto da scoprire, mentre per quanto concerne la nostra testa, a parte l'area sensitivo/motoria corticale (14%), gran parte della nostra corteccia cerebrale (aree associative per circa l'86%) è ancora tutta da esplorare e, pertanto, siamo praticamente a zero.

Per far tornare i conti sull'universo Einstein, la mente eccelsa per antonomasia, fece ricorso alla costante cosmologica (errore madornale a suo stesso dire), mentre il sottoscritto per spiegare questi ammanchi universali, con una mente del tutto normale, fa ricorso alla luce della fede (eccelsa cultura ereditata da un padre con la 5a elementare!) e, in virtù di tanto, il peccato originale, presunzione della mente egoistica (Eva) dopo l'afflato vitale (Adamo), con il conseguente difetto della macula oculare non ci permette una visione completa del creato... di tutte le cose visibili e invisibili.
Adesso, sempre ragionando terra terra con una mente normale, se l'umanità è un magico impasto di spirito e materia, in caso di morte (corna facendo per i superstiziosi!), come è naturale il corpo lo lasciamo sulla terra ma la nostra benedetta entità spirituale (l'anima non è campata in aria ma campa in aria!) potrebbe rappresentare proprio la materia oscura (il 22% dell'inferno dantesco!) e l'energia oscura con quel suo 74% tra purgatorio (per gran pa

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Messaggio per il Presidente Napolitano

Egregio Signor Presidente Napolitano,

il rimpatrio dei due marò capita a puntino dell'era spirituale (calendario Maya) e della recente strage degli innocenti in America.

Carissimo Signor Presidente, l'Italia a questo punto deve farsi promotrice della nuova era (direbbe Mirabella ne ha facoltà ed io sono un collega del dottor Gargiulo) dall'alto della sua tradizione (i Santi del paradiso) e della sua cultura (i Grandi della storia), prendendo le distanze da una civiltà non più d'avanguardia (un tempo foriera di pace e libertà) perché, nella nuova era spirituale, farà faville l'atomica dell'anima e le armi non serviranno più!
L'Italia (magico stivale adagiato in acque chete) diventerà, pertanto, la novella arca di Noè per traghettare il mondo intero nell'era della pace e della luce!

Con ossequio

Francesco Andrea Maiello



Tutto per caso

Walter 40 anni, giovane di età e vecchio di presenza, capelli e barba lunga, sporco a non finire. Abbigliamento e scarpe estive, perché tutte rotte, come primo e secondo lavoro, fa il barbone. Chiede l'elemosina alla stazione termini. Regala sorrisi, sia a chi gli lascia delle monete e sia a chi non gliele lascia. Ha un certo fascino anche da barbone. Lui che prima faceva il modello per una agenzia di moda, legato a certi modelli di uomo che era obbligato a rispettare.
Ora, libero come l'aria si sposta da una parte all'altra della piazza, per passare il tempo. Ogni tanto gli passa davanti qualcuno di sua conoscenza, ma è troppo sporco per puzzolente per essere guardato attentamente e riconosciuto. Livia una ragazza maggiorenne di anni 38, che di mestiere fa l'infermiera professionale. Bella presenza, seno e sedere pronunciato, capelli mori a caschetto, alta 1, 75 m, incontra per la prima volta Walter mentre viene picchiato da un suo collega di strada, per aver erroneamente scambiato una busta piena di stracci.
Lui è a terra mentre il suo aggressore, diventa latitante. Lei, vede tutta la scena da lontano. Lei sta percorrendo uno dei tanti sotterranei kilometrici della stazione. Lei, osserva che nessun passante, anche tra i testimoni oculari si degna di un minimo sguardo al malcapitato barbone con un sopracciglio sanguinante e umiliata per essere una persona normale. Si avvicina a Walter e gli tende la mano, in segno di solidarietà e comprensione.

Lui timido si rifiuta di essere aiutato, ma Livia, determinata a rappresentare l'uomo civile, lo prende per la barba e lo costringe a girarsi. Dopo aver curato la ferita con un fazzolettino umido e fermato il sangue, lo tiene sotto controllo a finché la terapia del ghiaccio non abbia la sua efficacia e fa rientrare il trauma. Dopo circa una mezzora di intervento sul barbone, Livia pensa di medicare un sordo muto, in quanto non lo ha sentito nemmeno lamentarsi.

Orgogliosa della sua prestazione Livia sal

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   1 commenti     di: cadoni angelo


Distretto Di Polizia (Parte 10 - Pierluigi Coppola, Giulia Bevilacqua)

Ritornando al Distretto a fornire informazioni, un volto nuovo si presentò davanti ai quattro poliziotti attenti alla conversazione col commissario: Una ragazza dagli occhi verdi e dal volto solitario... Dai capelli color nero raccolti da un piccolo elastico. E come d'incanto, si fece padrona della sua voce porgendo la mano agli altri: ''Sono Isabel (Carlotta Tesconi), il nuovo ispettore... Mi sono trasferita qui per passare ad un livello più alto e ad un grado più difficile rispetto a quello che facevo prima all'altro Distretto...'' - ''Ah, Ciao! Benvenuta nella nostra squadra! Mi avevano informato di una nuova ragazza, ma non immaginavo saresti stata tu... Tu nonchè poliziotta e una delle più brave, sei anche una giornalista, a quanto so...'' - ''Sì, scrivere è una mia passione che ho sfruttato col tempo... Ho scritto per alcuni articoli dove il soggetto eravate anche voi, ovvero il Decimo Tuscolano. Infatti, ho sentito parlare molto di voi, quindi non mi siete sconosciuti.'' Rispose Isabel con voce tranquilla. ''Spero bene ne hai sentito parlare...'' Aggiunse Mauro con un sorriso. ''Certo, mi hanno anche detto che potreste essere l'esempio di poliziotti perfetti...'' - ''-Perfetti-, è una parola grande... però facciamo il nostro lavoro, e credo che -farlo bene- dipenda anche dal fatto che adoriamo farlo. Un ispettore che non ama il suo lavoro, avrà difficoltà a dimostrare di esser capace... non credi?'' Chiese Giulia a Isabel. ''Assolutamente. Un po' di mesi fa ad esempio, avevamo al Distretto un ragazzo... che, purtroppo, non aveva molta esperienza nel campo... ma pian piano ha imparato. Solo che i primi giorni voleva far credere che era capace di fare tutto quanto. Ma poi quando arrivava il momento e prendeva in mano una pistola, aveva gli occhi terrorizzati... diciamo gli stessi occhi che avevo io il primo giorno quando entrai.'' Sorrise Isabel. ''Quello è normalissimo... Siamo esseri umani, e abbiamo i nostri sentimenti, le nostre paure, le nost

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   0 commenti     di: Martina Di Toro



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