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Racconti di attualità

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Tra Casaleggio (profeta della guerra) e Maiello (poeta dell'amore) vincerò io!

All'era gaia post bellica di Casaleggio (secondo lo scrittore di fantascienza Philip K Dick), da scrittore di morale do credito, invece, alla profezia Maya secondo la quale, visto che il 21/12/2012 la fine del mondo non c'è stata, ha inizio la nuova era spirituale.
Avevo appena pubblicato il mio libro natalizio "La luce dell'anima", come al solito in tema spirituale (cerco di insegnare "l'educazione morale" con scale cognitive e poesie educative) e, venuto a conoscenza di questa seconda ipotesi Maya, ho ripubblicato (casa editrice Montecovello) "La luce dell'anima" con il sottotitolo "secondo la profezia 21/12/2012 dei Maya".
Lo spot pubblicitario è... dai Maya a Maiello verranno i tempi belli e in fatto di tempi i Maya e il sottoscritto siamo ben ferrati e più veritieri, anche perché da parte mia, seppur sistemista fallito (per disegno fatale!), le mie convinzioni e sistemi si basano sul metodo cartesiano che si fonda sull'evidenza (casistica, statistica), analisi, sintesi ed enumerazione.
Proprio per trama divina mi son dovuto dare alla filosofia (per fortuna non all'ippica!) dove ho elaborato le coordinate umane che sono lo spazio (il vuoto della materia) ed il tempo (l'età della materia), anche coordinate dell'anima con lo spazio che misura la grandezza della materia (corpo) finita e il tempo la lunghezza del pensiero (spirito) infinito.
Ritornando ora alla disputa intellettiva con Casaleggio, la sua affermazione che l'uomo sarà Dio non si discosta molto dalla verità, perché, con l'era spirituale, certamente gaia, il pensiero illuminato dall'amore farà risplendere e darà luce alla corteccia cerebrale, quella fantomatica corteccia associativa dove ha sede il pensiero illuminato, in virtù del quale perverremo al genoma eccelso e l'uomo (da figli del Padre siam legati a Lui con il cordone spirituale della coscienza!), grazie al genoma eccelso, sarà a immagine e somiglianza divina.
Gli americani, maestri di scienza e di tecnologia, caro Gianroberto,

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Come Casablanca

Il Premier israeliano Netanyau che non accetta la decisione del consiglio di sicurezza dell'ONU mi ha ricordato il comandante Luis Renault di Casablanca quando offre da bere a Lazlo e Ilsa, il dialogo è più o meno così:
Permettetemi di offrire da bere ad ospiti così importanti... mettete tutto sul mio conto! - dice il comandante Renault al cameriere.
Non posso permetterlo - dice Lazlo-
Vede, chiosa Renault, non è che un gioco! Lo mettono sul mio conto, poi io straccio il conto!

Perchè di Casablanca, come del maiale non si butta via nulla!
You must remember this...

Chiedere è lecito, accettare le decisioni dell'ONU è cortesia.
E così sia.


Centodieci attualità



Gli albori della vita (4a parte)

C'è un solo dato certo, però, ed è quello di esser passato indenne, lungo un percorso davver tanto sofferto con il dolore che, aguzzando l'ingegno, mi ha portato alla conoscenza (di scala in scala) e, forgiando l'amore (verità del sapere o luce della verità), mi ha regalato l'anima...

l'anima è la strabiliante
"rossa monoposto",
dono della potenza divina,
per superare il tortuoso
e contorto circuito della vita.
Chi lo supera sicuro e veloce
a pieni giri senza penalità,
sfoggiando abilità di guida
con nervi ben saldi,
si guadagna la protezione
del mantello divino
con l'alloro di pilota dell'anima
e con un pizzico di umana vanagloria
la corona d'alloro di poeta
delle follie della vita

facendomi così passare dal buio della ragione, in preda alla depressione, alla luce dell'intelletto (ti dà la giusta intuizione) che mi ha fatto scoprire, invece, l'anima di Platone nella sua triplice veste di coscienza vigile (ESISTO), consapevole (PER AMARE) e morale (VERAMENTE) dalla cellula primordiale (pensiero/Aristotele, amore/Platone e coscienza/Socrate).
E così, conoscendo bene me stesso, ho scoperto che nel nostro profondo io (a livello della coscienza) si cela l'amore, luce universale (l'iperuranio, il paradiso di Platone), mentre nell'universo spaziale gravita energia oscura (il purgatorio delle anime in attesa della catarsi) e materia oscura (l'inferno di Dante).
In ultima analisi, facendo nostro il verum scire est scire per causas di Aristotele, di causa in causa si arriva all'amore, luce della verità.

Proprio questa luce dall'alto (condensa di madonne e santi) da tempo ispira i Grandi d'Italia e, in tema o meglio fuori tema, messi da parte il senatur padano con il "figliuol trota"...

o Renzo,
rampollo nascente dalle acque piovane,
per elevarti al cielo da cima padana
impara l'italiano e " 'o sole mio" ti libererà
dalla nebbia mentale e farà emergere,
dalla palude culturale, un novello Renzo
(se lo sogna il Tramaglino!) che,

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Un'ultima bevuta con mio fratello

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   2 commenti     di: Luca Adami


Loro sono morti perché noi non eravamo abbastanza vivi!

Nero. Nero come la pece.
Buoi intorno, buio dentro, buio persino nella giornata di sole più splendente.
Atroce come la peste, dispersiva come una fitta foresta traforata dalle tenebre notturne, cinica e spietata come la morte, dura come una sconfitta: una battaglia combattuta e persa. Persa con la vita, col mondo, con te stesso, te che non sei te, te che diventi altro.
Te che sei malato di un morbo che si chiama mafia: un morbo che si può guarire, un morbo di cui non puoi morire.
Non fare la vittima, lotta!
Cambia quel maledetto colore, cercane le sfumature, non ti piegare dinnanzi alla tua stupidità: rimboccati le maniche!
Capisci!
Capisci il significato delle parole, pensaci, comprendile!
Che cos’è la mafia? Te lo sei mai chiesto tu che di questa vivi? Te la sei mai posta questa domanda?
Mafia è prepotenza, arroganza, violenza. Mafia è stupidità umana, è ignoranza. È un crimine predisposto a fare del male. È una sorta di legge che viene tramandata di generazione in generazione, quasi fosse un testimone da portare avanti costi quel che costi.
Rifiutati, dici: “no, io non voglio essere come voi! ”, non ti lasciare intimorire o intimidire: c’è chi ti aiuterà. Non seguire le “orme” di tuo padre, di tuo nonno, dei tuoi zii, di tutta la tua famiglia, sentiti forte e fiero delle tue azioni, vincendo in maniera diversa: abbattendo quel vano “orgoglio” che tramite determinati atti, hanno alimentato.
Però, se non porgi la mano, tutto è inutile. Cambia ruolo!
Mettiti dalla parte di chi ti vuole aiutare, chi credi sia il tuo “avversario” e, invece, non lo è.
C’è chi lotta, chi ha lottato e chi sempre lo farà. C’è chi, di questa bellicosa battaglia ne fa il pane quotidiano, ci crede, certo che un antidoto a tutto ciò si possa trovare, si deve trovare! Lo fa a costo di perderci la vita, a costo di morire pur di aver lottato, di aver combattuto, di non essersi arreso.
Ci sono uomini che hanno confidato in ciò, profo

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L'oscurantismo di Rossoveziano condanna la cultura!

Mancano solo pochi giorni al fatidico 21/12/2012 del calendario Maya, data d'inizio dell'era spirituale di cui, senza ombra di dubbio, sono il precursore alla luce dell'anima che ho scandagliato in lungo e in largo.
Il mio testo "L'anima dalla A alla Z, promemoria per chi non c'è l'ha" doveva essere un testo illuminante, ma Rossoveneziano me l'ha solo pubblicato ma alla fine dei conti non ci ha capito niente.
E, pertanto, ha oscurato l'altro mio testo "L'educazione morale, premessa dell'era spirituale", dove in modo sintetico, allo scopo di ben educare, avevo delineato l'istantanea della vita attraverso le sue 3 principali scale (conoscenza, vita ed esperienze) che non sto a ripetervi dal momento che sono messe anche in schemi, basta consultare il mio sito www. francescoandreamaiello. it
Il primo motivo della censura è dipeso dal fatto che ho menzionato medicine (lattulosio e paramomicina) senza il contraddittorio scientifico, quando il primo farmaco è un volgare purgante (molto più innocuo dell'aspirina per il raffreddore e della tachipirina per la febbre) ed il secondo si usa anche per la diarrea o quando ti fai la cacarella addosso.
Senza esser per niente scienziato, ma da medico dell'encefalopatia epatica di mia madre (quasi ventennale), mi accorsi (molto prima della scienza ufficiale) che queste due sostanze date insieme avevano una più rapida azione illuminante (risvegliavano mia madre dal coma epatico!).
Egregio signor Orrù (Leopold Bloom, ancora non ho capito il suo ruolo in Rossoveneziano!), se sono stato il primo sulla terra (anche questa volta!) a scoprire una miscela illuminante non è colpa mia, ragion per cui l'incensazione non mi appartiene e non la sopporto, a meno che non mi trovi in chiesa!
Per quanto riguarda, poi, gli obiettivi di Rossoveneziano, salotto artistico e culturale, che predilige pubblicare racconti, favole e cazzate, adesso ne prendo atto e, per non subire ancora l'onta dell'oscurantismo (la luce della cultura è inesorab

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Il Batavo

Attraversava la piazza: non mi sembrava cambiato.

Magro come lo avevo conosciuto quando da ragazzetto frequentava l'istituto per geometri. La chitarra era la sua altra passione, perlomeno sembrava così nei primissimi anni novanta.
Dopo il diploma si era buttato sull'informatica ed era diventato bravo, tanto da lavorare come professionista prima in Italia, per un ministero, poi fuori per grandi multinazionali.
Ora era in ferie a casa, ma sarebbe dovuto tornare in Irlanda per il suo lavoro. Prodotto felice della Generazione Erasmus.

Poche parole scambiate però mi hanno fatto capire quanto poco invidiabile considerasse lui, la sua vita che sembrava piana, ma aveva scoperto quanto giocasse d'azzardo.
"Mi accorgo, mi ha detto, quanto di volta in volta mi allontani sempre più da casa e per sempre più tempo. "La trama è sempre più spessa e difficile da passare; a questo punto sarebbe meglio non tornare più per poi non dover nuovamente andarsene."
La vita lo aveva birillato come bocce da biliardo. I birilli le stava abbattendo con la sua boccia.
"Perché non torni qua, un lavoro lo troveresti con le tue specializzazioni e la tua esperienza"- gli ho detto.
"Dovrei accontentarmi di molto meno, di un lavoro che non sarebbe allo stesso livello; anche dal punto di vista economico, là guadagno il triplo".
Pagava anche il suo conto, il triplo, anche se non c'erano osti.
L'ho salutato con la sensazione che non lo vedrò più. Il Batavo ripartiva per la sua vita errante, preso dal suo gioco da giocare fino in fondo, a tutti i costi.

Attraversava di nuovo la piazza: dentro era cambiato.




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