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Racconti di attualità

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Shhhh

shhh, sono qui nella mia stanza calda d'inverno tentando di scrivere per cancellare il vuoto che mi sento dentro, da giorni me lo porto dietro, non riesco a spiegarmelo.
Ieri ne ho parlato ad un vecchio amico che non vedo da molto, ma non ha saputo aiutarmi, adesso non so che fare, ho provato a leggere un libro, a studiare, a vedere la tv, ma questa sensazione non se ne va, non so se è solo noia o chissà cosa.

   1 commenti     di: bebo


Un quaderno

Noi crediamo di vivere la vita al presente, ma commettiamo un grave errore. La vita è costituita da tanti momenti, potremmo scattare delle foto per ognuno di loro, e poi costruirci un grande, enorme album fotografico.
Un album che poi potremmo sfogliare ogni volta che dovesse rendersi necessario, per piacere o per dovere.
Così funziona la nostra memoria, costituita da innumerevoli tasche ognuna delle quali conserva una o più immagini. Noi pensiamo di vivere la vita al presente, invece la viviamo al passato. Ogni istante della nostra vita va ad aumentare le dimensioni di quell'album. Molte volte, però, il semplice ricordo non basta, abbiamo bisogno di lasciare testimonianze tangibili che provino l'intensità, l'importanza di quel momento. Procediamo allora ad accumulare ricordi, un fiore, un oggetto qualsiasi, un libro, qualche volta un foglio di carta su cui abbiamo tracciato le sensazioni provate, le emozioni, gioia, dolore... paura.
Tempo fa, in un banco di un mercatino antiquario ho trovato tra gli oggetti in vendita, sommerso tra cartoline, buste affrancate del dopoguerra e fumetti di personaggi di cui ignoravo perfino l'esistenza, un vecchio quaderno a quadretti, di quelli con la copertina tutta nera tranne un riquadro bianco al centro. Probabilmente non era mai stato usato, sensazione peraltro confermata da una rapida ispezione al suo interno.
Sempre affascinato da simili oggetti, chiesi il prezzo e pagai i pochi euro richiesti. Mi stavo allontanando con il mio acquisto quando la mia attenzione venne richiamata dal venditore con una mano che impugnava un vecchio foglio ingiallito. In breve mi informò che il pezzo di carta era caduto dal quaderno che avevo appena acquistato, quindi mi apparteneva. Io provai a replicare che si stava sbagliando, ma il foglio era già nelle mie mani; il venditore era stato chiamato da possibili clienti che poco più in là stavano guardando in estatica ammirazione una lettera autografa palesemente artefatta del Re d'

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Cronaca di un'ordinaria domenica mattina

Cronaca di un'ordinaria domenica mattina, il sole è tiepido asciuga le ultime lacrime di un autunno che non vuole cedere al freddo, basta poco per essere fuori, un raggio di sole, un invito ad uscire, c'è chi resta nel letto a dormire. Ho raccolto tutte le mie energie per correre incontro alla mia libertà, un paio di scarpe comode e la mia città è là mi aspetta. Ma stamattina qualcosa di strano, in via del Novecento, qui dove parla anche il vento.
Oggi tutto apparentemente calmo, eppure un'autoscala dei vigili, forse qualcuno rimasto dentro l'ascensore, una pattuglia di carabinieri e il cuore comincia a salire, e poi polizia e ambulanza. Nel giro di poco si raduna una folla di curiosi vedo nei loro occhi passare curiosità e paura. Sono lì per caso non mi piacciono queste situazioni, se la mia presenza non serve è solo d'intralcio a chi deve lavorare.
Un carabiniere nel vuoto, un poliziotto col giubbotto antiproiettile, sembra quasi di essere dentro un film, ma qui siamo dentro la realtà e li vedo sfidare la paura ed il vuoto. Per uno stipendio che non vale una vita... il loro coraggio merita di più. Le voci che girano, le domande si inseguono, hanno scavalcato il terrazzo ed ora sono dentro. Sono rimasta per istanti col cuore in gola dalla paura, il lavoro che manca qualcuno è impazzito, una coppia di anziani... non so cosa sia successo ma vedo un clima più rilassato che mi fa capire che il pericolo sia passato. Domani leggerò il giornale e spero questa volta con un lieto finale.
Allarme alle torri rientrato, ma anche questa volta vigili e forze dell'ordine hanno rischiato, per noi.

   2 commenti     di: laura marchetti


Due parole su Sanremo2014

Io ques'anno il "Festival", quel poco che l'ho seguito, l'ho visto con i miei "nonnini" della struttura in cui lavoro. E devo dire che mi è sembrata la prospettiva più ottimale per farlo, la più "vera". Quel poco che ho visto però, come in molti hanno fatto notare, l'ho trovato di una noia mortale. E un po' mi fa morire ammettere ciò. Perché io sono un fan da sempre del Festival, e di questo mi vergogno, manco a dirlo da morire. Doveva essere il S. Remo della "contemporaneità", ma di contemporaneo c'era davvero poco. Poche anche le novità, a partire dalla coppia di conduttori Fazio-Littizzetto, si poteva parlare di loro come una premiata ditta se non fosse che a differenza dello scorso anno gli ascolti sono stati alquanto deludenti. Molto invece il "passato", a dirla tutta troppo (non per i miei nonnini ovviamente!). Inoltre, tutta la narrazione del canzoniero Festival doveva essere costruita attorno al tema della "bellezza". Il risultato ha raggiunto quasi i limiti della metaletteratura: noiosa verbosità. L'anno scorso Fazio giocava a mescolare alto/basso, però proponendo un prodotto più eterogneo e "commerciale". Quest'anno sembrava maledettamente radical chic e fuori contesto, anche perchè S. remo, e soprattutto il suo pubblico, non è "Che tempo che fa"...
VOTO ALLA KERMESSE: Noiosa, lenta. Poche idee nuove, cantanti-concorrenti messi in ombra da ospiti semisconosciuti al grande pubblico, e "azzoppati" dal meccanismo delle due canzoni, che crea solo inutili lungaggini, e dalla poca competitività della gara. alla fine arrivano tutti in finale. Buonismo? Ma bastaaaaaaaaaa!... Voto:4.
I CONDUTTORI: Lui più che il solito "prete" di sempre sembrava un lontano sognatore. Lei la adoro a prescindere, anche e soprattutto perché ha le palle di dire le parolacce anche a S. Remo, solo che per due anni consecutivi fa uno spiacevole effetto dejà vu. Voto:5, 5.
GLI OSPITI: Tutto eccetto che "pop" quelli internazionali, a parte Cat Stevens. Purtroppo il Fest

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   6 commenti     di: frivolous b.


Prove tecniche

Due giorni di solitudine, o di grande libertà ? Visto che mia moglie, ha deciso di passare la Pasqua da un'amica, in una cittadina fuori Roma. Stamattina mi sveglio con l'intendo di andare a correre. Ormai lo faccio abitualmente, ma durante le festività ha priorità la famiglia, quindi, niente corsa o quasi.
Però oggi, sto da solo, e faccio come mi pare. L'altra metà del mio letto matrimoniale è intatto, le mie orecchie non subiscono rumori come: Piatti che sbattono, folletto acceso, finestre che si aprono e radio a volume sostenuto. Che pace rifletto, quasi, quasi, rimango ancora un po' a letto. Prendo la mia Ipad, e mi rileggo la storia completata la notte, visto che ho fatto le tre di mattina.
Continuo nelle diverse letture, ma subito, vengo interrotto dai due gatti, che ho in casa. Niente contro gli animali, che apprezzo follemente, ma in casa faccio un po' di fatica ad accettarli. Faccio finta di niente, ma Trudy come al solito comincia a miagolare, che ha fame. Con grande sacrificio mi alzo, scendo in cucina, e riempio le ciotole di croccantini.
Mentre, loro mangiano, mi preparo il caffè, mi guardo intorno... un disastro... Così: svuota la lavastoviglie, riempi la lavastoviglie, sistema il divano, piega la coperta, passa il folletto, svuota la lavatrice, carica la lavatrice, raccogli i panni, stendi i panni, piega i panni raccolti, pulisci la lettiera, scopa per terra. <O mio Dio...> esclamo se continua così esco a mezzogiorno.

Penso... ha ragione Monica, una mia amica purtroppo lontana, che non ha nemmeno il tempo per rispondere alle mie mail. L'ho scritto... ma non ci credo... hahahah Ma quante cose ci sono da fare, dentro una casa? Ormai prossimo alla uscita e soddisfatto della mia prestazione, mi accorgo che il solito gatto, Trudy, sta vomitando sul tappeto.

Mi contengo, non dico parolacce ma sorrido, mi procuro sufficiente carta per pulire, e con un po' di fastidio raccolgo il tutto. Guardo il tempo e mi ves

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   3 commenti     di: cadoni angelo


Avviso ai naviganti della nuova era (spunterà un fiore con il profumo dell'amore!)

Alla luce della conoscenza schematizzata (solo per gli ignoranti!) in 1-cogito/grigiore con "pensiero vigile", 2-ragione/splendore con "pensiero razionale", 3-intelletto/bagliore con "pensiero sciente", 4-sapienza/fulgore con "pensiero illuminato", 5-contemplazione/candore "con pensiero estatico", ho studiato, "stadiato" e classificato la vita (solo per i bambini dell'asilo!) in 1-vegetativa, solare/fotosintesi clorofilliana (piante), 2-animata, istintiva/arco riflesso spinale (lucertole e serpenti), 3-animale, emotiva/sistema limbico (cani e gatti), 4-cosciente, riflessiva/corteccia cerebrale, 5-illuminata, intellettiva/corteccia associativa, sulla base delle esperienze catalogate (solo per la scuola elementare!) in 1-sensazioni, impressioni/talamo, 2-percezioni, informazioni/corteccia cerebrale, 3-valutazioni, riflessioni/coscienza, 4-emozioni/moti interiori, 5-sentimenti/sensi dell'anima.
Con la scienza, invece, in punta di piedi e con tanta umiltà, visto che in tema di corteccia cerebrale si è ancora a zero, mi permetto di interferire con questi schemi, dal momento che nella strabiliante miscela umana (spirito/materia) esiste una stretta relazione tra sistema spirituale (alito vitale), sistema nervoso (materia differenziata) e sistema somatico (corpo)

-Livello superiore (è il pensiero a far da sinapsi tra cervello e anima)

Sistema nervoso (cervello)
Pensiero- sinapsi
Sistema spirituale (anima)

-Livello intermedio (è l'ipotalamo a far da sinapsi tra anima e corpo)

Sistema spirituale (anima)
Ipotalamo (barriera psicosomatica)
Corpo (sistema somatico)

-Livello inferiore (è il sistema nervoso autonomo a far da sinapsi)

Ipotalamo (centralina psicosomatica)
Sistema nervoso autonomo (simpatico, parasimpatico, enterico)
Fegato (centrale metabolica)

Gran parte della corteccia cerebrale, a tutt'oggi, è ancora inesplorata e le aree corticali superiori (corteccia associativa) rappresentano la sede di confluenza delle informazioni sensoria

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Gli albori della vita (prima parte)

Me ne stavo da solo per fatti miei, da convinto razionalista, nell'attesa del colpo vincente al gioco, quando di colpo, invece, il colpo (scusate i tanti colpi ma dovevo... scaricare la mente!) l'ho preso veramente in testa e così, di filosofia in fantasia, mi sono ritrovato come il prigioniero della caverna di Platone che, finalmente libero, dinanzi alle meraviglie del creato ed al bello femminile...

esplorando la vita,
all'impatto del bello,
fu subito cotta

ha scoperto l'amore vero, quel citoplasma universale della cellula primordiale (essenza del Creatore), che è il motore (primessenza spirituale e non quintessenza filosofica) della vita.
Adattata, di poi, la vista alla luce con l'intento di scoprire la verità, ha guardato in faccia al sole per discernere il suo gradiente luminoso (splendore, bagliore, fulgore, candore) con cui scalare anche la vita (vegetativa, animata, animale, cosciente e illuminata) grazie alla corretta conoscenza (cogito, ragione, intelletto, sapienza e contemplazione) delle esperienze acquisite (sensazioni- impressioni/talamo, percezioni-informazioni/corteccia, riflessioni-valutazioni/coscienza)

Proprio in virtù di tanto ho attualizzato i miti del mitico Platone con la sua anima (la fantastica biga alata) che, di questi tempi, diventa la fiammante monoposto, pilotata dalla mente, alimentata dall'amore ed illuminata dalla coscienza, mentre il mito della caverna (scala della conoscenza) si trasforma nella scala dei fantasmi...

-il corpo è il fantasma della materia, il grigiore del cogito (pensiero vigile)
-lo spirito è il fantasma del corpo, lo splendore della ragione (pensiero razionale)
-l'anima è il fantasma dello spirito, il bagliore dell'intelletto (pensiero sciente)
-la luce è il fantasma dell'anima, il fulgore della sapienza (pensiero illuminato)
-la verità è il fantasma della luce, il candore della contemplazione (pensiero estatico)

Queste profonde riflessioni mi sono venute vivendo da solo e questa

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