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Racconti di attualità

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Brutta ma buona

Uffa che crisi... sono in crisi a forza di sentire parlare di questa crisi, alla televisione, con il sindacato, alla cassa dove il vuoto parla più di mille parole. Uno stomaco vuoto per esempio, è molto più loquace di uno pieno. Economisti al lavoro, non fosse altro per gli stipendi che chiedono, politici preoccupati, per la disoccupazione giovanile, non fosse altro per la colla che gli impedisce di cedere ai giovani le loro poltrone.
Crisi che è poi diventata recessione, l'imbuto di acqua fan va molto meno veloce. E dirigenti di azienda improvvisati che non sanno fronteggiarla solo mandando il lavoratore al macero o privando dei più elementari dei diritti i virtù del fatto che fuori della porta c'è la fila di polli pronti a farsi spennare.
Già ma che c'entra? Proprio loro... eppure in questo clima proprio chi parla di crisi contribuisce ad ingrassarla ed ogni volta che trovo un pollo tra i detersivi, ormai si sa che lavoro nella grande distribuzione, con grande fatica, lo ammetto di sti tempi a dover sopportare tutti gli effetti in grande... ecco mi domando... biiiip sarei troppo cattiva e mi rispondo biiippp che anche questa è crisi.
Ma dietro a un pollo fatto nascere, crescere, sfruttato in gabbie o "campese" un centimetro di campo, povera bestia, ucciso lavato pulito e tagliato, messo in pacchetti che anche questi vengono dalla fabbrica, trasportato, scaricato ed esposto... lo sapete quanto lavoro c'è?... che nessuno pagherà... anzi pagheranno tutti con effetto a cascata dal momento che quel costo non ha avuto un ritorno, se non è crisi questa... riflettiamo fratelli... prima di andare in pace.
Poi ci sono loro i brutti ma buoni, io aggiungerei simpatici, sono come quelle persone che non si danno importanza, ma salvano la vita agli altri, o almeno nel loro piccolo ci provano, si rimboccano le maniche nell'ombra e nessuno saprà mai di loro. Sono quelle persone di cui non si sa nulla, come quei prodotti senza etichetta, quelle scatole un po' sch

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   3 commenti     di: laura marchetti


I Figli di Dio distruggono Babilonia

Poi arrivò la sera e la mia ombra si perse nella oscurità del buio della solitudine.
Il bel tramonto m'aveva parlato di forza e nobiltà.
Al piegarsi del sole dietro l'orizzonte, sentivo come un angelo custode a pregarmi dietro le spalle il coraggio e la nobiltà dell'azione giusta.
I miei occhi si perdevano tra quelle sfumature e c'era il rosa, l'oro sacro della fine del giorno, il tiepido azzurro celeste
e i miei occhi scuri a legarsi a quell'immagine divina.
Quella mattina avevo letto un passo delle Sacre leggi, le avevo lette e con passione per me e per tutti i figli di Dio.
Avevo letto di come il profeta Geremia descriveva la fine di Babilonia.
perchè alla fine Babilonia sarà distrutta e avverrà l'Eterno Giudizio.
Sarà la fine di tutte le empietà. Il virtuoso s'innalzerà sopra i malfattori, i giusti sugli ingiusti trionferanno, sarà come l'annunciazione dell'Apocalisse.
I figli di Dio sono ribelli all'odio e men che meno s'odiono l'un contro l'altro.
Non disprezzano l'origine della loro stirpe e ne riconoscono fieremente le radici.
Non mescolano, discernono.
Ed è solo quando si conoscono le proprie radici che si possono intrecciare i propri rami con altri alberi.
Le divine parole mi riempivano gli occhi e la mente tutta, avvolta come un fascio di luce, erano ancora lì scritte per sempre come incise sulla pietra, come spade dirette al nemico serpente, infuocate del carro incandescente del profeta Elia, ecco, so che tornerà Dio e verrà a dividere il bene dal male, i giusti dagli ingiusti, i benefattori dai traditori, i puri di cuore dagli impuri, i saggi dagli stolti,
e ci illuminerà, tutti.
Ma poi venne il buio e quattro, forse cinque ombre, non ne riuscivo a dar loro identita precise e contorni ben definiti, mi vennero incontro e cominciarono ad analizzarmi, frammentarmi ed a roompere la saldatura della mia integrità, pezzo per pezzo.
A farmi crollare giù siccome loro non sono riusciti a ergersi come lo splendore di bei castelli

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   0 commenti     di: manuela tosti


Reietto - II puntata

Nel frattempo, grazie alla tecnologia che galoppava prepotente, riuscii a contattare nuove case editrici, alcune di queste anche molto importanti.
Le risposte che giunsero variavano molto nell'aspetto grafico ma non nei contenuti.
Fu a questo punto che un nuovo luminare intervenne nella vicenda per offrire il suo apporto.
Questa persona mi disse che se ne avessi avuto le capacità avrei dovuto scrivere una storia su un personaggio o su un qualcosa che fosse molto noto, poiché se fossi riuscito a far giungere il manoscritto ad uno dei personaggi potenti e avessi suscitato in lui o lei interesse, ciò avrebbe rappresentato il punto di svolta della mia anonima e già travagliata carriera.
Se uno di loro, infatti, avesse mostrato il libro in una sua trasmissione, il gioco sarebbe stato fatto.
Non avevo alcuna idea su come raggiungere questo obiettivo.
Un giorno, per caso, mi trovavo a fare zapping con il telecomando, vidi che su un canale Mediaset trasmettevano una strana trasmissione. Cominciai a guardarla, mi colpì perché si chiamava; "Saranno Famosi", come il telefilm americano che adoravo da piccolo, sognando che anche in Italia potesse esistere una scuola fatta di materie culturali e discipline artistiche nella quale poter far emergere il proprio talento.
Cominciai ad appassionarmi a quella trasmissione, che però non riusciva a decollare, fino a quando non venne sostituito il timoniere.
Ad occupare il posto di capitano fu chiamata la già potente Maria De Filippi.
Continuai a seguire il programma e con il trascorrere delle puntate ne lessi il potenziale ma anche una delle più grandi offese ai miei sogni di ragazzino, come a quelli di molti altri e ai sacrifici che si facevano per poter recitare, cantare, ballare e studiare.
Fui colto dal raptus creativo dello scrittore lungimirante e scrissi una storia su quella trasmissione.
La terminai e decisi che era una delle storie multilivello che volevo ma anche il biglietto di presentazione per i

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   0 commenti     di: achiauthor


Autori si nasce

Mister Giorgi, mostro sacro della finanza mondiale, non sapeva vivere.
Rigido e severo anche con sé stesso, nulla concedeva alla piazza.
Mai uno slancio o una carezza, mai un interesse o un sorriso.
Mariella, la sua segretaria di fiducia, lo adorava e sognava.
Incrinare la corazza di quello scafandro... era follia pura.


"Signorina, è pronta la relazione sull'attività poetica dei siti letterari?"
"È stata completata, signore, possiamo, se lo desidera, anche esaminarla."
"Benissimo, e a che punto siamo con l'analisi della narrativa virtuale?"
"Signore, il lavoro è stato completato."
"Meraviglioso... convochi il Direttivo per le sedici e quaranta di oggi."
"Sarà fatto, signore."
"O. d. G: Vendita prodotti culturali della G. Editing alla New Bola di Pechino."
"Signore, mi permetta di dire che le sue intuizioni sono sempre geniali."
"Grazie, lei è troppo buona con me."
Un momento di magia che svanì, subito, nell'aria ovattata.

La "Giorgi Editing" aveva passato al setaccio tutta la produzione
culturale, che stazionava nei diversi Siti della letteratura virtuale.
Ne aveva estrapolato concetti, poesia, riflessioni e stati d'animo,
plasmandoli in mini slogans molto efficaci.
Un po' come i bigliettini dei baci perugina, la "Bola and Chips
di Pechino" intendeva utilizzarli, coniugandoli alle sue attività produttive.

Miliardi di confezioni di bibite frizzanti e patatine non erano uno scherzo.
E non era uno scherzo, nemmeno, il miliardo di dollari,
che la "Giorgi E. realizzava come profitto.
"Signore, nella sede di Milano, ci sono le Fiamme Gialle."
"Bene, ordino che venga data la massima collaborazione."
"Signore... rischiamo una multa di quaranta milioni di euro."
"Signorina, daremo disposizione alla Union Credit di pagare
la multa, non voglio contenziosi con gli Stati, figuriamoci
con quello italiano."
"Signore... è l'ora che volge al desio".
"Grazie per avermelo ricordato, andiamo ad intenerirci il cuore."

Mister Giorgi av

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   14 commenti     di: oissela


Tra l'insipienza degli ultras (calcio) e l'incoscienza dei ras (politica)

Il calcio è stato da sempre il mio mondo, sia da calciatore (un tempo c'erano gli sfottò e quando si perdeva con un passivo pesante dagli spalti si cantava... andate a mietere il grano!) che da giocatore di schedine (spesso perdente per il calcio clandestino!). Tra l'insipienza degli ultras in politica e l'incoscienza dei ras in politica, il problema è sempre lo stesso, quella fantomatica coscienza morale di cui non si ha più il minimo sentore.
E così, purtroppo, da noi in Italia se nel calcio comandano gli ultras, in politica ci sono ancora i ras da Berlusconi (20%) a Grillo (20%)... 'o pesce fète d''a capa!
Comunque, per combattere questo ingravescente degrado morale, mi sto attivando con le scritture e giovedì prossimo pubblico una scrittura educativa (la filosofia del nuovo millennio/ultrapallio) per ultras e ras e non è detta l'ultima parola... FORZA ITALIA per i mondiali (giugno 2014) e non per le europee (maggio 2014)!



Loro sono morti perché noi non eravamo abbastanza vivi!

Nero. Nero come la pece.
Buoi intorno, buio dentro, buio persino nella giornata di sole più splendente.
Atroce come la peste, dispersiva come una fitta foresta traforata dalle tenebre notturne, cinica e spietata come la morte, dura come una sconfitta: una battaglia combattuta e persa. Persa con la vita, col mondo, con te stesso, te che non sei te, te che diventi altro.
Te che sei malato di un morbo che si chiama mafia: un morbo che si può guarire, un morbo di cui non puoi morire.
Non fare la vittima, lotta!
Cambia quel maledetto colore, cercane le sfumature, non ti piegare dinnanzi alla tua stupidità: rimboccati le maniche!
Capisci!
Capisci il significato delle parole, pensaci, comprendile!
Che cos’è la mafia? Te lo sei mai chiesto tu che di questa vivi? Te la sei mai posta questa domanda?
Mafia è prepotenza, arroganza, violenza. Mafia è stupidità umana, è ignoranza. È un crimine predisposto a fare del male. È una sorta di legge che viene tramandata di generazione in generazione, quasi fosse un testimone da portare avanti costi quel che costi.
Rifiutati, dici: “no, io non voglio essere come voi! ”, non ti lasciare intimorire o intimidire: c’è chi ti aiuterà. Non seguire le “orme” di tuo padre, di tuo nonno, dei tuoi zii, di tutta la tua famiglia, sentiti forte e fiero delle tue azioni, vincendo in maniera diversa: abbattendo quel vano “orgoglio” che tramite determinati atti, hanno alimentato.
Però, se non porgi la mano, tutto è inutile. Cambia ruolo!
Mettiti dalla parte di chi ti vuole aiutare, chi credi sia il tuo “avversario” e, invece, non lo è.
C’è chi lotta, chi ha lottato e chi sempre lo farà. C’è chi, di questa bellicosa battaglia ne fa il pane quotidiano, ci crede, certo che un antidoto a tutto ciò si possa trovare, si deve trovare! Lo fa a costo di perderci la vita, a costo di morire pur di aver lottato, di aver combattuto, di non essersi arreso.
Ci sono uomini che hanno confidato in ciò, profo

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L'Incubo

Sdraiato su un lettino, davanti ad uno psichiatra, Marco comincia a parlare.
<<Vorrei parlarle di un sogno o meglio, di un incubo, che ho fatto.>>
Lo psichiatra prende il suo blocchetto e la sua penna, appoggia il blocchetto sulle ginocchia e ape la penna.
<<Parli pure.>>
<<Ho sognato che esisteva un mondo dove le persone, o meglio, la maggior parte di loro, pensavano solo a se stesse. In questo mondo non esisteva l'altruismo, sembrava che nessuno volesse aiutare nessun altro. C'erano i governi che pensavano solo a se stessi, per esempio. E le forze dell'ordine che abusavano del loro potere. Non era possibile fare scioperi altrimenti perdevi il lavoro, e un incalzante crisi avanzava di più. E mentre le persone ricche diventavano ancora più ricche con investimenti sulle case e sulle automobili, le persone comuni perdevano sempre più soldi. In questo mondo, i bambini venivano rapiti da uomini senza volto, che gli vendevano a mercati neri. Trovare un lavoro era impossibile e anche la possibilità di farsi un famiglia, remota. In questo mondo le persone per poter essere felici dovevano comprare la loro allegria, con spese di oggetti inutili e superflui. I telegiornali erano censurati, gli unici programmi che le persone potevano vedere erano inutili talk show sulla politica, dove uno o più politici si davano contro in diretta televisiva. Il divertimento era un illusione. I ragazzi, la sera uscivano per andare in discoteca e... stare insieme. Ma come si può, secondo lei, stare insieme in un luogo dove la musica spacca i timpani e non puoi scambiare neanche una parola? Credo che le amicizie fossero fittizie, almeno, la maggior parte. E gli amori fossero innaturali dato che quando un ragazzo faceva una stupidaggine, al posto di assumersi le sue responsabilità, prendeva il primo treno o autobus per scappare lontano dal problema. Ragazze di16 anni incinte, ragazzi che a causa di pirati della strada rimanevano sdraiati sull'asfalto freddo della notte. Guerre inutili

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   2 commenti     di: Claudio



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