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Racconti di attualità

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“Velo” dico io che fare col velo

Nelle scelte della vita la cosa più importante è sapere dove sta di casa il buonsenso e di fargli visita ogni tanto. Fosse solo per ricordarsi la strada.
Questa questione del velo islamico viene trattata in un modo che non posso non considerare imbarazzante almeno dal punto di vista del buonsenso.
Il velo in questione da fatto di costume, di tradizione, si è trasformato in una battaglia religiosa. Basta prendere fotografie dell’Italia di non molti anni fa per scoprire che anche da noi le donne portavano il velo o il fazzoletto sulla testa, senza che nessuno si scandalizzasse, anzi era un simbolo di verginale devozione si può dire.
Poi per gli islamici, che ne hanno di diversi tipi, sta diventando un indumento identitario, come lo erano i jeans per la beat generation, finché un giorno anche i ricchi borghesi hanno preso ad indossarli.
Le donne islamiche, o almeno la gran parte di loro, non vive il velo come un simbolo di oppressione maschilista, ma come divisa militante di appartenenza. Ciò le rende orgogliosamente islamiche. Allora io mi dico: prima o poi qualcuno troverà la strada di quella famosa casa suddetta e le donne liberate occidentali scopriranno, stimolate da un intraprendente e “provocatorio” stilista, che si può indossare il velo con un decolté mozzafiato, o una mini molto sopra il ginocchio e i tacchi a spillo. Eccovi servito il velo in salsa dis-integralista e femmino-centrica con buona pace degli imbarazzati Imam che troveranno difficilmente gli argomenti per lanciare fatue alle occidentali ree di dissacrare un indumento che sacro non è, nemmeno per il Corano.

   4 commenti     di: Rudy Mentale


Universitarians - Parte 1

Se credete che questa sia l'ennesima storia di disperazione, smettete di leggere.
Non posso annoverarmi fra i figli defraudati del Welfare: ho ricevuto un'istruzione, e contrariamente a molti miei coetanei europei o di oltreoceano, non ho mai avuto bisogno di vendere sangue per pagare la retta annuale dell'Università. Si leggono continuamente storie terribili in giro, ecchevvelodicoaffà, le avrete lette pure voi, tanto basta poco a farle diventare virali: un po' per la tristezza, un po' per la retorica pietosa di chi li scrive. Ed è quasi un macabro divertimento quello che si scatena nel passare in rassegna i commenti. Lo confesso, è un sorriso guardare come la "tragica vicenda" di uno studente passato a una qualche forma di droga anabolizzante dell'apprendimento dia il La a tirate contro lo sfruttamento dei cervelli, il burn out da giungla universitaria, lo stato capitalista. L'ala conservatrice non rimane inerte, e si sfrangia meravigliosamente tra i protettori dell'esclusività dell'Ivy League, quelli che il sacrificio è onor di patria, i veterani amareggiati che "questo è il loro Vietnam, a noi una gamba fra i proiettili, loro qualche litro di sangue col culo sulla sedia", i progressisti con le accorate osservazioni sui risvolti del progresso, e comunque le tirate contro lo stato capitalista. Ma questa è l'America, e la proporzionalità sacrifici-risultati è sempre stata una LORO prerogativa. Ce l'hanno LORO, scritto in Costituzione. Anche se mo' vallo a raccontare a chi del sogno americano conosce solo le sforacchiature al confine. Ma che titolo ho io per giudicare? Non l'ho manco fatto, l'esame di Culture Comparate.

Sono italiana, vivo nella città italiana per eccellenza: quell'italia così bella, tra il triviale degli insulti romaneschi e il tribale dei crocchi di vecchiette di quartiere sui balconi, e brutale, con le scazzottate puntuali e gratuite di qualche ragazzetto cocainomane di borgata.
A volte, di quelle frasi pseudopatriottiche ch

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   1 commenti     di: myatyc myatyc


Sul referendum

Due parole sull'esito del referendum.
Oramai è chiaro che l'amico, il bischero toscano, sta accentrando il suo potere facendo fuori la minoranza del suo stesso partito,(epurazione )ma quello che mi duole è constatare che molti italiani
hanno preferito altro piuttosto che esercitare il diritto al voto, che è sacrosanto... Dove sono finiti gli italiani che nell'immediato dopoguerra votarono il referendum per fondare la nostra repubblica? Sarebbe stato bello, indipendentemente dal votare il sì o il no, che la gente si fosse recata alle urne... e invece... non si illuda l'amico bischero che quella parte di gente che si è astenuta voti poi pd, non goda sentendosi trionfatore pensando che gli italiani abbiano ascoltato il suo invito a non andare a votare, la verità è che la maggior parte della gente oramai non ha più una COSCIENZA CIVICA, preferisce fare altro, assecondare il divertimento, il benessere personale, piuttosto che rispettare i diritti sanciti dalla costituzione...
Tutti hanno dimenticato, sopratutto gli anziani, che c'è stata una guerra mondiale per riportare la democrazia, che molte persone sono morte per quel principio sacrosanto di libertà...
Penso che i santi padri fondatori della nostra repubblica, i primi presidenti, compreso l'amato Pertini, si rivoltino nella tomba!
che tristezza ragazzi, vedere molte persone anziane che sarebbero dovute correre alle urne, memori della guerra vissuta, togliere la speranza ai giovani, che assurdo egoismo il loro!



Free-lance

Lisa studiava con una lena sorprendente, voleva diventare giornalista, non sapeva ancora di preciso le sue notizie di cosa avrebbero trattato ma sapeva in quale mondo voleva entrare, non le interessavano i rotocalchi, le sembravano letture superficiali, lei voleva raccontare di fatti veri, di storie di tutti i giorni, si, sarebbe diventata cronista e intanto si preparava studiando a più non posso.
Finalmente la sua tesi era finita, tra meno di un mese avrebbe dato il suo esame, ormai mangiava studiando, sempre un libro in mano, si addormentava con la luce accesa e immancabilmente l'ennesimo libro le scivolava dalle mani.
E venne il giorno dell'esame, era emozionata, aveva paura ma doveva dare il meglio di se stessa, da quel giorno in poi sarebbe stata l'artefice concreta della sua vita. e si laureò con 108, quei due punti e la lode mancante la demoralizzarono un poco, ma poi pensò in fin dei conti era pur sempre una buona valutazione, doveva lasciare il giornalino dell'università, ora doveva fare le cose per bene, doveva incominciare ad essere e a ragionare da giornalista.
Fece vari colloqui, ma non conosceva nessuno, non poteva contare su nessuna raccomandazione, c'era sempre qualcuno più conosciuto di lei, una soluzione doveva trovare e così decise di fare la free-lance, avrebbe scritto un articolo e lo avrebbe venduto al miglior offerente. Pensava così di potersi fare un nome, poi di sicuro le testate giornalistiche avrebbero fatto a gare per averla tra i loro dipendenti, si, doveva farsi prima un nome, doveva farsi conoscere.
E quella sera, nella sua stanzetta pensava a quale tipo di articolo poteva scrivere, ci rifletteva su, Di droga? Di prostituzione? Di usura? Di camorra? Era tutto così maledettamente difficile. E poi decise
Avrebbe raccontato del caporalato, ne sapeva già qualcosa, un suo conoscente faceva di questi loschi affari, ma non poteva raccontare delle sue amicizie, si doveva inserire in quel mondo, pensò di sfruttare quel non

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   5 commenti     di: bruna lanza


Da testimone dell'anima a portavoce della fede... cultura eccelsa (a Papa Francesco)!

Con Papa Francesco a garanzia dei poveri e papà Francesco Andrea a garanzia della famiglia, seppur padre fallito e per ripiego scrittore di morale, finalmente inizia l'era spirituale (ultrapallio) secondo la profezia maya con l'uomo cosciente al posto del rimbecillito homo sapiens (neopallio).
In questo fatale contesto l'Italia (magico stivale adagiato in acque chete), da novella arca di Noè (Le fantasie dell'anima, Kimerik 2009, Biblioteca Vaticana), traghetterà il mondo intero nell'era della pace e della luce.
Proprio a tal proposito, alla luce dell'anima, da tempo scrivo (divinae gratiae causa) il bene (l'amore) per leggere il bello (alla luce della coscienza) e credere il vero della Mente Suprema, nonostante sia un comune mortale (modesto medico di famiglia) a cui riesce difficile la lettura (specie le clausole bancarie ed assicurative per non parlar di Hegel!) e la scrittura (scrivo nottetempo sotto dettatura!), ed infine non sa dialogare (chiedere a Beatrice Silenzi, l'intervistatrice dei n1!) ma urla per aver sempre ragione.
Qui in Italia, ormai, urliamo tutti (non solo Grillo) per i nervi a fior di pelle e dopo tutto ci ritroviamo con un governo vacante per il grillo parlante, con la giustizia latente per Silvio non vedente ma, per fortuna, dopo un papa abdicante per morale assente, lo Spirito Santo ci ha donato Papa Francesco, lo spiraglio di luce giusta per illuminare l'intera umanità.
Nel mio piccolo questo lo faccio da tempo e pertanto, nel mio ultimo libro (La luce dell'anima secondo la profezia 21/12/2012 dei Maya, Montecovello), sono il testimone dell'anima e il portavoce della fede (eccelsa cultura), per far sì che dai Maya a Maiello (e adesso da Papa Francesco a Francesco Andrea!) verranno i tempi belli... basta equilibrare la famiglia umana!
In questo libro ci sono scale cognitive e poesie istruttive per illuminare l'ingravescente degrado morale con il sovvertimento, finanche, delle leggi naturali (l'unione gay va legalizzata come unio

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Pensandoci bene

A pensarci bene il Cristo non ha lasciato solo la conoscenza di princìpi validi da seguire, ma lateralmente a quelli si sono insinuate nelle coscienze ragioni che inducono moltitudini di persone a non prendere quei princìpi nemmeno in considerazione. D'altronde la colpa non è di Cristo, ma degli uomini che l'hanno condannato proprio per i princìpi predicati e l'eterna conoscenza che li ha mostrati attraverso il sacro vivere di Gesù. Il risultato è che i cristiani sono convinti di poter peccare tranquilli perché, tanto, Gesù ha scontato, al posto loro, tutti i peccati dell'umanità, anche quelli futuri che saranno perdonati con tre avemarie, e di finire sulla croce della quotidiana sofferenza di chi rispetta la verità non intriga nessuno, nemmeno se la sofferenza fosse virtuale.

   0 commenti     di: massimo vaj


Pagine di Diario

Ogni qualvolta il quotidiano mi diventa pesante,
mi rifuggo nella mia torre eburnea,
fatta di immagini, di sogni onirici,
alla ricerca di nuove idee per scrivere poesie e sognare un mondo migliore.
Ora questo mondo ha subito dei tracolli immani, da sentirci inadeguati, fragili,
stressati in questa frenetica Babele.

Ovunque volgi lo sguardo,
vedi tantissime cose che non ci piacciono,
storie di violenze, aggressioni verbali e fisiche,
guerra tra popoli, razze, religioni,
generata da menti folli, devastanti,
Che infieriscono sui più deboli e fragili.
Ogni carnefice si accanisce
sulla vittima sacrificale.

Allora, ecco che si fugge il reale,
alitando su pensieri leggeri,
lasciandosi trasportare lontano
per un approdo sicuro sulla tua navicella spaziale.
Questo rifugio è fatto di suoni,
colori, musica da riportare serenità alla tua mente.
E finalmente ti senti te stessa
e ti riappropri della tua armonia del cuore.

Dora Forino

   10 commenti     di: Dora Forino



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